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Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 10 feb 2011, 12:04
da danyta
Sono passati 2 anni e mezzo...tra poco dovrò riaffrontare l'avventura. E' ora di raccontare come sono diventata mamma. Forse tutte le preoccupazioni e l'ansia che ho provato in quelle ore, mi hanno impedito di farlo prima pubblicamente, ma in realtà questo racconto l'ho scritto solo poche settimane dopo per raccontare a Diego come è nato...ma mancava la fine!!!
Forse è un po' lungo...mi scuso ma non so tagliare nessun momento di quella giornata orami lontana, ma sempre viva nel mio cuore.

Giovedì 17 luglio. Mancano 4 giorni alla dpp, la tanto attesa Data Presunta del Parto, e io sono proprio stufa! Fa caldo, tanto caldo e ho passato le ultime settimane chiusa in casa con l’aria condizionata accesa a chiacchierare su gol con le mie amiche luglioline, anche se molte hanno già partorito. L’appuntamento con il ginecologo è per le 8.00 e per arrivare puntuali ci tocca una levataccia perché l’ospedale è dall’altra parte della città. Per fortuna Marco ha preso una giornata di ferie. Dobbiamo solo aprire la cartella clinica, così quando arriverà il momento fatidico in ospedale ci conosceranno già. Prima di uscire guardo perplessa la valigia pronta vicino all’armadio in camera. È lì da un po’ di settimane, c’è proprio tutto tranne le cose dell’ultimo minuto; per quelle ho preparato una lista appesa alla porta di casa per non dimenticarci niente, credo che saremo presi da altro in quel momento. “Ma no, non la porto, non mi serve … è solo una visita veloce”. Arrivo in soggiorno e sento la voce di mia mamma che il giorno prima ci ha detto “mi raccomando portate la valigia domani che non si sa mai!” ma va’…. è sempre la solita esagerata … Va bhè … tiriamola su … anche se so che non mi servirà! Mi sento un po’ sc**a con la valigia solo per una visita … tanto lo so che torneremo a casa con il pancione e il valigione blu! E tutti penseranno a un falso allarme e non a un eccesso di precauzione! Fuori fa un gran caldo, ma Marco si è messo la camicia a maniche lunghe!!!! Lo prendo un po’ in giro, per quanto mi è possibile … sono le 7 del mattino e ho un gran sonno: “ Va bene essere freddolosi, ma l’aria condizionata non è così forte! E poi ti immagini se dovessi veramente partorire? Saresti veramente comico in sala parto con la camicia da ufficio!!! Non vuoi la cravatta???!!!!“
Durante i quasi 50 minuti di macchina programmiamo la giornata: ospedale, supermercato per la spesa, tintoria (il piumone è da ritirare già da qualche giorno), centro commerciale per comprare il regalo per i 12 anni del mio figlioccio Giovanni (quindi oggi Diego non può proprio nascere, è una data già occupata in famiglia!!!), pulizie di casa … insomma tante cose da fare. A un certo punto della strada realizziamo che la prossima volta che passeremo di lì sarà per far nascere il nostro bambino. Mi emoziona solo l’idea, ma mi sembra ancora un domani molto lontano!
Arriviamo in ospedale in perfetto orario. Parcheggio … ascensore … secondo piano … chiamo al cellulare il dottore che mi dice di aspettarlo e che sarebbe arrivato in una ventina di minuti … sono le 8 del mattino e quell’area dell’ospedale dedicata agli ambulatori ginecologici è ancora semideserta. Solo qualche infermiera e le nuove tirocinanti ostetriche … poche pazienti. Ben presto però le pance cominciano ad apparire; qualche futuro papà accompagna premurosamente il proprio figlio che si ostina a restare al calduccio della propria mamma. Davanti all’ambulatorio per l’ecografia delle gravidanze a termine si respira aria di stanchezza e curiosità. Osservo le altre future mamme; cerco di indovinarne l’età … chissà come avranno passato questi ultimi mesi …. Saranno state bene? Avranno voglia come me di conoscere il piccolo che si muove con loro? Una cosa è certa … hanno delle pance enormi! La mia in confronto non è niente. In effetti non sembro a termine, eppure mancano solo 4 giorni alla dpp! Va bhè … continuiamo ad aspettare anche se i 20 minuti sono passati da un po’. Dopo un po’ finalmente lo vediamo arrivare dal fondo del corridoio. È il mio ginecologo da qualche anno e ci ha seguiti ogni mese durante questo viaggio. Di lui mi fido molto, mi sento in mani sicure. Quanto abbiamo atteso ogni singola visita per poter vedere il nostro piccolo che cresceva, per poter sentire quel piccolo cuore battere velocissimo TUM-TUM-TUM-TUM. Quante ansie e quante gioie abbiamo vissuto nel suo studio: il bimbo c’è? Cresce bene? È nella “norma”? è maschio o è femmina? Guarda sembra che sbadigli! E ora si prende un piedino con la mano! Che emozione ogni volta, poi, chiamare i nonni per rassicurarli sulla nostra salute, mostrare loro le foto del piccolo, sentirci già in tre!
Salutiamo il dottore che ci fa accomodare in un ufficio dove trascrive tutti i nostri dati su una cartella, alla quale allega gli ultimi esami fatti e la richiesta per l’anestesia epidurale. Poi ci spiega i passi successivi: visita con l’ostetrica nell’ambulatorio delle gravidanze a termine e, se non fosse successo nulla prima, altra visita dopo una settimana. Non so se ce la faccio un’altra settimana!!!!! Ci salutiamo e ci affida all’ostetrica di turno; una signora con i capelli biondi e lunghi che avevo già notato in corridoio e che a pelle mi era sembrata antipatica. Ma mi sono ricreduta subito! Mi visita e poi mi fa un’ecografia … Eccoti! Sei bellissimo! Ti muovi lento e a un certo punto assesti un gran calcio all’ecografo! Ridiamo e la signora bionda mi dice amorevolmente che sei tremendo e mi chiede se sono proprio sicura di volerti chiamare Diego perché “i Diego sono tutti belli vivaci!”. E certo che sono sicura … anche perché ormai non ho scelta … tu sei Diego!!!!!!!! Passa l’ecografo a una dottoressa giovane. Deve essere lì da poco perché le spiega come fare a segnare i dati delle pazienti sul pc. Inizia a girare e rigirare la sonda sulla mia pancia; sembra perplessa. Da come si parlano, capisco che non le piace il flusso del cordone. Entra un dottore … valuta con lei i dati … mi dice di andare sabato mattina in pronto soccorso per dare un’occhiata. Parlando dico che nell’ultimo periodo ti sento muovere un po’ meno; intendo dire che sei diventato grosso e rispetto a quando avevi tanto spazio, sei più tranquillo. Mi rilasciano un foglio per pagare la visita e ci salutiamo.
Scendiamo alle casse e mentre tuo padre sta pagando, mi raggiunge un’ostetrica allieva (di quelle che fanno ancora l’università ed hanno appena iniziato il tirocinio). Mi chiede di tornare in ambulatorio perché la dottoressa ha cambiato idea e preferisce farmi un monitoraggio. Salgo con lei, papà mi raggiungerà dopo poco. Mi porta in una stanza e mi attacca due sonde alla pancia. Mi fa sdraiare e attacca la macchina che misura il battito cardiaco fetale e le contrazioni. Mi dà in mano un pulsante, devo schiacciare ogni volta che ti sento muovere. Ok. Se ne va. Io e papà, che intanto è arrivato, stiamo lì a chiacchierare, ma tu sei fermo. Mi alzo, mi siedo, mi muovo … tu resti fermo. Dopo più di un’ora il tracciato non piaceva per niente. Dicevano che i tuoi battiti erano troppo regolari, che non avevano “quei picchi tipici” e che il fatto che tu fossi fermo a loro non piaceva … bho? Io non ero preoccupata perché non ti muovevi, perché la mattina non lo hai mai fatto! Ti scatenavi la sera! Comunque decidono di chiamare il mio ginecologo. Il clima tra me e tuo padre è ancora sereno; restiamo in attesa di novità, ma stiamo bene. Dopo poco ci comunicano che il dottore ha deciso di ricoverarmi e probabilmente di indurmi il parto, quindi dovevamo andare alle casse per farci rimborsare il ticket appena pagato e presentarci in pronto soccorso per il ricovero, con la cartella che avevamo compilato poche ore prima con lui. Ecco ora inizio ad agitarmi un po’, perché sto realizzando che da lì a poco ti avrei finalmente conosciuto. Mentre aspetto alle casse, mangiando una briosche, chiamo mia mamma per avvisarla del ricovero. Meno male che l’ho ascoltata ed ho portato la valigia! Nei pochi metri che separano le casse dal ps cammino lenta … non parliamo molto in quel momento io e Marco … che voglia di fumarmi una sigaretta … ma io ho smesso da quando ci sei tu e se gliela chiedessi, non me la darebbe … penso … sto per entrare in ospedale, con la mia panciona, la gonna bianca e le infradito ai piedi e uscirò con il mio bambino tra le braccia! Entriamo come marito e moglie, come Marco e Daniela ed usciremo come mamma e papà! Ci siamo! In ps ci visita una dottoressa, legge la nostra cartella … sembra un po’ perplessa, quasi non vedesse poi tutta questa necessità di ricovero … e poi dice che non ci sono posti! Ci affida a una signora in camice che ci accompagna in ascensore sino al piano delle sale parto. Ci fa gli auguri. Ringraziamo. Io preciso che non è detto che partorisca ora, ma che i medici devono ancora vedere … “Signora, se la portano in sala parto cosa pensa di fare? Se va là è perché deve partorire!” Ma è così sicura??? Magari no, magari domani o dopodomani o un altro giorno! Magari Diego decide di avere i picchi e di muoversi e mi rimandano a casa! Forse … :domanda :che_dici
L’ambiente è molto accogliente: c’è il parquet per terra, le pareti colorate; tutto è molto pulito. Un’ostetrica molto gentile ci accompagna nella stanza “cicogna”: sarà la nostra stanza per le ore successive. È ampia con i mobili arancioni, un lettino azzurro, una poltrona comoda, una grande vasca da bagno al centro della stanza e alcuni oggetti che non useremo, ma che immagino servano per il travaglio. C’è anche una porta dalla quale si accede al bagno privato. Entriamo, ancora non del tutto consapevoli di ciò che sta per succedere. Penso che normalmente le donne che entrano in questa stanza sono già piene di dolori, magari da ore, hanno fatto una corsa in macchina con un marito acanto molto agitato … noi no! Io no! Io sono lì con la mia gonna bianca, le infradito e la borsa di tutti i giorni e non sento nulla! L’ostetrica mi dice di cambiarmi; forse è meglio che Marco vada in macchina a prendere la valigia! Lo aspetto lì; mangio qualcosa, sperando che Diego si muova un po’. Continuo ad essere abbastanza calma, ma questa cosa allarma l’ostetrica che non capisce come faccio ad essere così tranquilla … mi dice di non preoccuparmi delle urla che sento perché è solo una reazione al dolore … io non le sento neanche le urla che arrivano dalle altre sale parto e non sa cosa sarei stata capace di produrre io qualche ora dopo! :spiteful: Mi dice di far qualcosa per far muovere il bambino … Mi faccio portare un gelato!!! A Diego è sempre piaciuto il magnum alle mandorle!!! Sono sempre sotto monitoraggio ma devo restare in piedi, per favorire i movimenti del bambino. Mi accende la radio … virgin radio … non l’avevo mai sentita, ma scopro con grandissimo piacere che fa solo musica rock! Grande … non si può alzare un po’ il volume? Dopo un paio di controlli del monitor, una dottoressa entra e ci dice che avrebbero indotto il parto con una pastiglia e che il mio ginecologo era al corrente della cosa. Fa per uscire, ma la fermo … vorrei iniziare a capire qualcosa in più. Chiedo se ci possono essere pericoli per mio figlio e lei, in modo freddo, distaccato, come una lama dice “signora, certo che ci sono possono essere problemi, altrimenti non indurremmo il parto!” Non aggiunge altro e se ne va. :che_dici La gola si secca, quelle parole sono arrivate come uno schiaffo. Ora inizio a preoccuparmi un po’! Avrei voluto qualche spiegazione in più; cerchiamo di fare ipotesi, di tranquillizzarci a vicenda … ma in fondo credo che nessuno dei due fosse tranquillo. Verso le 13 l’ostetrica mi da questo quartino di pastiglia e dice che potrebbe partire a breve il travaglio, ma non si sa. Di lì a poco passa a salutare … è finito il suo turno … ci fa gli auguri e ci affida a Sara, una ragazza giovane con i capelli lunghi e scuri. Nelle due ore successive inizio a sentire qualche dolore, ma nulla di che. Sono sempre in piedi e la cosa inizia a pesarmi un po’. Marco è sulla poltrona a dondolo … ricordo la musica: wake me up when September ends… Alla fine di Settembre avrò già il mio piccolo da un po’! Chiaccheriamo, smangiucchiamo … neanche fossimo a casa. Ogni tanto un dolore, ma il tracciato è sempre uguale; il cuoricino del mio piccolo è sempre costante, niente picchi. E poi non si muove … certo che sono anche in piedi da ore e da in piedi non l’ho mai sentito molto! Alle 15 Sara entra per una visita: la dilatazione è minima, decide di rompermi le acque. Non è stato per nulla doloroso, ho solo sentito il rumore dell’acqua scendere. Le acque sono chiare … bene! Si passa al monitoraggio interno: mette sulla testina di Diego un elettrodo che monitora i suoi battiti cardiaci. Prossimo passo: mi visiterà tra un paio d’ore e se ci sarà sufficiente dilatazione chiamerà l’anestesista per l’epidurale. Bene! Resto sul lettino. Sono stanca di stare in piedi. Marco è seduto accanto a me, sulla sinistra. Continuiamo a parlare … continuo a sentire la musica … ecco una fitta!! Che male!!! Subito dopo un’altra!!! Le contrazioni iniziano da subito forti, lunghe, frequenti, una dietro l’altra. È un dolore che non ho mai provato: inizia lontano e velocissimamente si avvicina, mi pervade, si impossessa del mio corpo e poi lentamente si allontana. Non me ne accorgo quasi ma il dolore mi sale mi piega, mi fa inarcare la schiena (o almeno credo) e sale fino in gola … inizio a urlare dal male … non so se mi fa stare meglio, ma mi viene spontaneo, non lo faccio nemmeno in modo volontario … Ogni tanto entra qualche dottoressa per guardare il tracciato … fanno tutte facce strane, non dicono nulla, non ci guardano nemmeno ed escono. Nei rari e brevissimi momenti in cui il dolore diventa sopportabile, sento salire l’ansia … non capire, non sapere questo si che mi fa’ angosciare! Il mio piccolo è sempre stato sano, ma so che tutta la sua e la nostra vita si può giocare in questi momenti. L’intensità del dolore, però, mi annebbia talmente che questi pensieri si affacciano rapidi e rapidamente scompaiono. Marco è sempre lì accanto a me e questo mi da’ forza.
Dopo un paio d’ore torna l’ostetrica; con delicatezza, mi visita … sono già a 8 cm!!! Marco chiede per l’epidurale, ma io conosco già la risposta … non c’è più tempo! Diego nascerà tra poco e questo dolore fortissimo non mi abbandonerà. L’ultima volta che ho la forza di guardare l’orologio di fronte a me segna le 17.15. Ci siamo … inizio a spingere. I seguenti 45 minuti mi sembrano lunghissimi, sono confusi … ricordo il dolore … le maniglie a cui sono aggrappata, Sara mi dice di tirarle verso di me ed espirare, ma io non riesco … le spingo via, mi inarco, urlo ad ogni contrazione sempre più forte, anche se le forze dopo un po’ iniziano a mancarmi. Sono stanca. Tengo gli occhi quasi sempre chiusi. Marco è accanto a me, forse sventola qualcosa, perché mi arriva dell’aria sul viso … è piacevole. Sento solo la sua voce che mi rassicura e mi sostiene, ma non so cosa mi dice. A un certo punto riesco ad aprire gli occhi … si è radunata una piccola folla di camici: alcune dottoresse curano preoccupate il monitor, altre vestite di blu aspettano, probabilmente sono infermiere pediatriche o ostetriche. Una attira la mia attenzione perché è comodamente seduta sulla sedia a dondolo e si riposa! Come se io non fossi lì a cercare faticosamente di far nascere mio figlio, si mette a raccontare di un parto in cui la fase delle spinte è durata tantissimo, quasi 10 ore! Mi uscirebbe un vaffa’ ma non ne ho le forze, ma credo di averla guardata molto male perché dice qualcosa rivolto a me … almeno si è accorta che ci sono! Ricordo un uomo, in camicie verde da sala operatoria, che entra e per prima cosa viene da me, mi tocca … quasi una carezza … e mi rassicura, mi dice che sto andando bene e di continuare così. Poi guarda il monitor con i battiti del mio piccolo e rivolto alle giovani dottoresse preoccupate dice che non ci sono problemi perché il bambino recupera! Non so cosa significa … posso solo immaginare … ma decido che queste sue parole sono un buon segno. Ne ho bisogno. Una volta uscito, in un attimo di respiro, chiedo a Sara il nome … è il primario. Per un attimo le mie paure diminuiscono … fino alla prossima contrazione … spingo … spingo … spingo … è finita e di Diego ancora nulla. Inizio a non farcela più e lo dico. Penso che sono arrivata fino a lì e non riesco ad andare avanti … scusa bambino mio, la mamma non ce la fa’ a farti nascere, ti sto’ facendo del male, non riesco a proteggerti! Lo penso e lo dico veramente e lo sconforto mi assale … ma Marco è sempre lì e mi da’ forza. I momenti e i ricordi si accavallano confusamente. Sara vede la testa e dice che è moro … evvai assomiglia a me! Ok provo e riprovo a farlo uscire, ma non riesco. L’ostetrica sulla sedia a dondolo si alza, viene vicino a me e mi dice qualcosa … capisco solo che mi aiuterà … a me va bene tutto, basta che mi aiutino a non far più soffrire mio figlio. Mi sale con le braccia sulla pancia e aiuta Diego a uscire. Dopo poco, credo, mi dicono che ci siamo che la testa è fuori! Ma va’… non mi sono mica accorta! :-D La contrazione dopo spingo fortissimo e … provo una sensazione stranissima … qualcosa scivola via da me … mi svuoto. E lo vedo … di schiena! Tutti si rasserenano, ma io no! Mi agito di più perché non sento nulla e mi sembra scuro! Lo dico e Sara mi dice che non devo preoccuparmi che Diego sta’ benissimo, che era”fatto su come un salame” (aveva due giri di cordone tra testa e spalla) ed è bello; in effetti agli apgar prende punteggi altissimi, ma questo lo scoprirò solo più tardi. Sento piangere, sento la vocina più dolce del mondo. Un attimo dopo mi posano un fagottino sul petto … e da allora la mia vita non è più la stessa perché è arrivato l’amore puro. Non sento più il dolore, non sento più la stanchezza … ho i miei uomini accanto. Marco taglia il cordone. Dopo poco ci separano … è ora del bagnetto. Intanto, dopo l’espulsione della placenta, la dottoressa che avevo visto al ps inizia il ricamo … che male!!!! Mi dice di stare ferma… ma mi sembra impossibile. Alla fine dei lavori, mi riportano il mio piccolo uomo… e restiamo a fissarci per 2 ore.Marco è accanto a noi, ci guarda e piange commosso... sarà così per i prossimi giorni... io no...non riesco a versare una lacrima... sono ipnotizzata da noi! Mentre cerco di realizzare che finalmente è con noi, penso a come scrivere il racconto del parto e ascolto la musica… parlo con lui e…. mi dimentico completamente di attaccarlo al seno!!!!! :martello Dopo tutti i parti che mi sono letta negli ultimi mesi!!! Ma ero troppo rapita da quegli occhi grandi che mi fissavano. Iniziamo bene!!!! :che_dici

Diego è nato alle 18.00 e solo dopo le 20.00 ci separano. Passiamo la prima notte divisi. Io sono troppo stanca e frastornata. Ho un’ematoma pazzesco lì sotto… infatti il giorno dopo mi visitano in tanti. Lui ha un bozzo in testa.. simile a quello della ventosa, ma abbiamo fatto tutto noi!!! :thank_you: Per fortuna non ci sono danni, ma il bozzo è ancora lì anche dopo 30 mesi… più piccolo, ma c’è e sarà per sempre il segno del nostro primo incontro. Alla fine però è uscito biondo come il papà ma riccio come la mamma da piccola!!! :sorrisoo

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 10 feb 2011, 12:18
da topolone
Mi sono commossa al tuo racconto, e sopratutto mi sono ritrovata in quello che ha detto la prima ostetrica che ti ha visitato: I DIEGO TUTTI BELLI E VIVACI.
Anche im mio piccolo si chiama così e adoro questo nome. :emozionee

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 10 feb 2011, 12:50
da italyx
WOW CHE BEL RACCONTO...
:congratulations: ED IN BOCCA AL LUPO PER IL PROSSIMO PARTO :incrocini

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 10 feb 2011, 13:34
da fabi
danyta che bel racconto.... :buuu mi hai fatto commuovere... e oggi è già la seconda volta.... basta eh!!!! :ahaha

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 10 feb 2011, 13:51
da antonellaaustria
danyta bellissimo il racconto, :cuore :buuu e sei stata bravissima!

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 10 feb 2011, 14:21
da Silvietta7885
:buuu bellissimo! :buuu
tanti :incrocini per il prossimo parto :cuore :bacio

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 10 feb 2011, 15:18
da pookie
grande danyta!!!!
mi hai fatto commuovere :buuu ! :cuore :cuore :cuore

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 10 feb 2011, 16:20
da erele
Danyta complimenti!!! :congratulations:
sei stata tranquilla e serena fino alla fine ed è una gran cosa! :ok
come sempre mi sono commossa... :buuu

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 10 feb 2011, 16:29
da Federica82
:buuu bellissimo Dany!!! :cuore

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 10 feb 2011, 17:05
da saccottino
Dany bellissimo il tuo racconto :cuore :cuore :cuore ovviamente anche io mi sono commossa :buuu

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 10 feb 2011, 17:12
da mickey14
Con le lacrime che mi scendono sul viso ti faccio i miei complimenti per il racconto e per le emozioni che hai trasmesso! :cuore

P.S. Non vorrai farci attendere di nuovo due anni e mezzo per raccontare il tuo secondo parto????

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 10 feb 2011, 17:44
da Missmarple
Bellissimo!!! :buuu :buuu :buuu
Non vedo l'ora di scrivere il mio... :emozionee


:cuore :cuore :cuore

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 10 feb 2011, 18:15
da lilli74
Bellissimo...che momenti incredibili! :cuore :cuore Mi hai dato il "la" per pubblicare, finalmente, il mio :fischia

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 10 feb 2011, 22:10
da Linlin
e brava Danyta! che faticaccia che t ha fatto fare Diego! :cuore :sorrisoo

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 13 feb 2011, 22:13
da pinetta
bellissimooo :buuu :buuu

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 15 feb 2011, 13:54
da giorgy
è stato bellissimo leggere il tuo racconto del parto! emozionante!!!!!!!!! immagino l'emozione- gioia - dolore - ansia.... ma alla fine è nato diego!!!!!!!! il nostro lugliolino! e ora attendiamo tutti mattia! :cuore

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 15 feb 2011, 15:03
da Giulia80
che bel racconto... i racconti del parto sono tutti belli, ma in alcuni si sente proprio forte quell'incredibile consapevolezza di mamma... :emozionee

:martello invece ai medici e alle ostetriche, che certe volte non si rendono conto che una mamma, prorpio perchè attraversa il momento più bello e terribile della sua vita, ha bisogno di essere aiutata e rassicurata, che è fondamentale perchè il parto vada bene.
tu sei stata fortissima, non ti sei fatta prendere dal panico, ma questo modo di fare io davvero non lo capirò mai!!!

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 15 feb 2011, 15:18
da elyy
:congratulations: bellissimo racconto!!!
anche ale è nato il 17/07 :yeee
in bocca al lupo per Mattia :incrocini

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 17 feb 2011, 13:15
da sissi77
danyta bellissimo il tuo racconto :sorrisoo

Re: Diego il biondo e il nostro bozzo in testa

Inviato: 17 feb 2011, 17:20
da crikorki
Dany bellissimo il tuo racconto :cuore