26 + 7= TC! Ecco com'è arrivato Dario!
Inviato: 25 giu 2010, 11:49
Dario era atteso il 23 aprile, ma il 9 marzo erano iniziate delle contrazioni sospette e così ero stata messa a riposo, con minaccia di parto pretermine. Un mese di pancia dura e divano forzato e poi scompare tutto, collo di nuovo lungo, anteriore e chiuso. Il 25 aprile, dopo il secondo monitoraggio, decido che non ne posso più, l’ansia mi attanaglia, lo voglio conoscere, voglio assicurarmi stia bene, sia bello e sano. Mi prendo una dose di Follicolinum e la sera anche una “dose” di prostaglandine…
due ore di contrazioni ogni 15 minuti mi fanno ben sperare, ma vado a letto e tutto scompare, mi alzo il 26 in perfetta forma, nonostante la notte quasi in bianco. Lunga passeggiata e la sera nuova dose di prostaglandine! Questa volta le contrazioni ripartono, alle 22,00, e sono ogni 30 minuti, irregolari. Vado a letto ma non mollano, continuano tutta la notte così, ogni 30 minuti, poi 20, poi 10, poi di nuovo 30, e la notte passa in bianco. Il 27 aprile mio marito sta a casa dal lavoro perché sembra proprio che sia la volta buona. Effettivamente la giornata passa come la notte, con contrazioni continue ma irregolari, che però imparo man mano a gestire con la respirazione e soprattutto con i vocalizzi yoga. Sono tutta un “aaaaa” e un “oooooo”.
Inoltre inizio a perdere il tappo e per tutto il giorno a ogni contrazione perdo un sacco di sangue e muco. Come avere un ciclo molto doloroso, ma ci sono purtroppo abituata.
Mi faccio un bel bagno caldo, ma la situazione non si smuove. Ora di cena però inizio ad essere stanca, non riesco a mangiare, inizio a stare un po’ male, ho un po’ di nausea. Mi faccio un altro bagno, e in acqua sto meglio, ma poi sto male pure lì, esco e vado sotto la doccia. E qui iniziano a regolarizzarsi, da ogni 10 minuti passano a ogni 7 minuti. Esco dalla doccia consapevole che il travaglio attivo è iniziato, provo a infilarmi a letto al caldo per rilassarmi… impossibile, diventano ogni 5 minuti e stare sdraiata è impensabile, respiro solo da seduta, e ho bisogno di respirare con il soffio della “a” e di vocalizzare “aaaaa” sempre più forte per togliermi il fiato e non sentire il dolore. Sveglio mio marito e gli dico “andiamo in ospedale, non so se è presto ma io non ce la faccio, sono stanca e ho bisogno di sapere cosa sta succedendo”. Ci vestiamo, io mi metto i vestiti che avevo preparato per il tragitto casa-ospedale (la mia maglietta con scritto “mom to be 2010”
). Sono emozionata, felice, ma sto male, ho paura di vomitare perché ho la nausea e le contrazioni iniziano ad essere davvero dure da “ignorare”. Saliamo in macchina nel cuore della notte e alle 2,20 arriviamo al PS dell’ospedale. Vado all’accettazione e ricorderò per sempre l’infermiera che chiama e dice “dottoressa, ho una primigravida con contrazioni ogni 5 minuti”. Mi visita e… dilatazione 3-4 cm e collo quasi appianato!
Mi ricoverano e io chiedo subito quando posso fare l’epidurale. “Già ora” mi risponde la dottoressa, giovane, carina, specializzanda, “ma sta così bene, lo sta gestendo benissimo, è sicura di volerla fare?” Io mi dico che tanto prima della prossima visita ho 2 ore di tempo, in quelle 2 ore deciderò. Arrivo in sala travaglio e mi danno una doppia ma nell’altro letto non c’è nessuno. C’è solo un’altra donna in travaglio in reparto ed è in epidurale, quindi niente urla. Una quiete irreale, rotta solo dai miei “aaaaa” ogni 5 minuti. Arriva la mia ostetrica e l’atmosfera idilliaca un po’ si rovina: è sbrigativa, scortese, non si presenta nemmeno, mi attacca al monitoraggio ma dato che non rileva bene il battito mi costringe a stare a letto sdraiata… sto malissimo a letto e glielo dico ma la risposta è scostante. E io che avevo scelto questo ospedale perché famoso per le ottime ostetriche…
Passano le 2 ore in un lampo, sono già le 4,30, ora della visita. C’è la dottoressa che mi ha ricoverata al PS e il primario, un bell’uomo, alla George Clooney, che mi tranquillizza, mi visita, e mi dice che sono a 4 cm e il collo è appianato. Speravo meglio, ma lui è soddisfatto e mi dà l’ok all’epidurale.
Mi rompe il sacco (sento un po’ grattare, come un pap test più fastidioso) e poi mi mettono il sondino interno attaccato alla testa di Dario… devono infilare 2 mani per metterlo e non è bello.
Torno in camera tutta felice, a breve avrò la mia bella epidurale e potrò dormire almeno un’oretta, ne ho davvero bisogno. Mi attaccano il sondino al monitor e… disastro! Il battito di Dario passa da 150 a 60 e per un attimo scompare… poi ancora irregolare… viene fuori che la sondina è attaccata male. L’ostetrica la toglie e la rimette, sul letto, davanti a mio marito, con fare da macellaio.
Mi riattaccano al monitor ma il tracciato di Dario è ancora brutto e dopo un po’ la sondina addirittura si stacca da sola. Chiama una collega che arriva tutta sporca di sangue, toglie i guanti e me la rimette lei. A quel punto io sono dolorante, costretta a pancia in su a letto e non tollero più nulla, mi lamento e basta. Quando riattaccano la sonda il battito è ancora brutto allora mi rimette il monitoraggio esterno, mi costringe a stare sdraiata immobile e mi tiene premuta la pancia per rilevare il battito.
Io non ne posso più, continuo a dire che voglio stare seduta, alzarmi, che non ce la faccio da sdraiata, ma non mi ascoltano. Poi mio marito chiede “quando le fanno l’epidurale?” e l’ostetrica risponde “no no, nessuna epidurale, con questo tracciato! Qui mi sa che si va in cesareo. E poi comunque c’è un cesareo d’emergenza e l’anestesista non può”.
Io capisco poco, ma sento quello che dice e non mi fido di lei, così scostante. Dopo un po’ chiama il primario, che viene, mi rassicura, mi dice che posso sedermi, ma l’ostetrica non me lo permette. Mi dice che rischio sì il TC, come il 30% delle donne che entra in travaglio. Che risposta del c…
Arriva anche l’anestesista, che si beve un caffé dopo il TC appena fatto. Guarda il tracciato e mi spiega che non si può fare un’epidurale con un tracciato così brutto. Io non rispondo nemmeno, continuo solo a dire “andava tutto bene, è sempre andato tutto bene…” e ormai sono vittima del dolore, ho perso il controllo, ho paura, ma sono in trance. Mio marito continua a scandirmi il tempo delle contrazioni, ma dopo la rottura del sacco sono molto più forti, più vicine, più lunghe. Non capisco nulla, mi attacco al letto, provo i vocalizzi ma diventano un lamento.
Alle 6,30 circa mi visitano di nuovo per decidere il da farsi. Sono ancora di 4 cm, non si è smosso nulla. Clooney mi dice che qui non ci muoviamo, rischiamo di dover andare avanti ancora almeno 12-15 ore, e forse di più, e mi dice con dolcezza “io cosa me ne faccio di lei tra 15 ore? È stanca e non riuscirebbe nemmeno a spingere. Con questo tracciato, lo tiriamo fuori”. La prima cosa che dico è che voglio attaccarlo subito al seno. Poi chiedo che mi facciano un pizzicotto prima di tagliare, ché la mia amica l’han tagliata prima dell’effetto dell’anestesia. Lui ride e mi dice di non scherzare nemmeno, che non sono mica pazzi. Poi chiedo che qualcuno mi tenga la mano mentre mi operano perché ho paura. Mi viene da piangere ma sto malissimo e il TC è una soluzione per far smettere il dolore. Inizio solo a pensare alla spinale… Mi preparano di gran fretta, mi fasciano le gambe, mi infilano il catetere all’apice di una contrazione e urlo fortissimo, un dolore pazzesco, mi tolgono gli anelli, la mia fede, mai tolta da quando mio marito me l’aveva messa al dito meno di un anno prima,
e io so che devono ma mi sento violata. Mi tolgono gli orecchini, mi radono e poi via di corsa. In corridoio c’è mio marito, che mi chiede se mi hanno spiegato tutto. A lui il medico aveva spiegato che si andava in TC per il tracciato brutto e non per me, ma che poteva star tranquillo. Io dico sì e gli dico solo “ci vediamo col Dadi in braccio” e lui mi risponde la stessa cosa.
Arrivo in sala operatoria e mi lasciano un tempo che mi pare eterno sulla barella. Non ne posso più di stare sdraiata, le contrazioni non le sopporto più, soprattutto perché ora so che sono inutili, sto soffrendo per niente. Mentre preparano il tavolo chiacchierano e io vorrei gridare “fatemi subito la spinale!” ma non riesco a parlare, allora urlo durante le contrazioni e dopo un po’ l’anestesista si lamenta “ma la signora la vogliamo lasciare lì a patire tutta la primavera?” Mi tirano su e mi fanno salire sul tavolo durante una contrazione, vorrei morire. Poi affondo il viso negli enormi seni di un’ostetrica e faccio di tutto per star ferma. Arriva l’anestetico, il dolore svanisce… divento di pietra, pesantissima, ma sento tutto e tremo tantissimo. Mi legano le braccia e io tremo, tremo. Chiedo che mi tengano la mano ma la mia ostetrica sta chiacchierando e non mi considera. Mi rassegno e aspetto solo di sentire il suo pianto. Ci mettono una vita ma poi eccolo! Alle 7,26 “Ue! Ue! Ue!” tre urletti striminziti, ma è lui!
Io continuo a dire “è lui! È lui!” La ginecologa che mi opera dice “Che lungo! È lunghissimo signora!” e poi “Che bello!” E lì tutti in coro “È bellissimo! Mamma mia che bel bambino! È il più bello di oggi, vero? Complimenti signora, è davvero bellissimo!”
Tutti lo vedono e io ancora no, chiedo di vederlo, mi dicono che lo avrebbero lavato e poi me lo avrebbero portato. Sta via un sacco ma poi torna in braccio alla pediatra, me lo avvicinano al viso, e io smetto subito di tremare. È avvolto nella copertina azzurra che gli ho fatto io a maglia, è bellissimo! Mi lecca e io lo bacio e gli dico “ciao amore mio! Ciao!”
Che strano modo per conoscerci… Poi lo portano via perché la sala operatoria è fredda. Io ricomincio a tremare, e tremerò per le 2 ore successive, tranne quando avrò Dario addosso.
Quando è finalmente tutto finito mi portano in una sala parto e in corridoio vedo mio marito con Dario in braccio. È piccolo e non ho mai visto mio marito con un neonato in braccio, sono bellissimi. In sala parto siamo finalmente noi 3, la nostra bellissima famiglia. Continuo a dire “è bellissimo! È più bello di quanto pensassi!” e siamo già follemente innamorati di lui.
Nonostante le 26 ore di prodromico, le 7 ore di travaglio e il TC d'emergenza, ho un ricordo meraviglioso di quella prima parte di travaglio, quando potevo gestire il mio dolore e il mio dolore aveva un senso. Il TC è stata un’esperienza orribile e ho faticato a superarla, sfogandomi in lunghi pianti soffocati di notte, quando le mie deliziose compagne di stanza dormivano. Però quel TC ci ha salvati entrambi, io con una distocia cinetica non sarei andata oltre i miei 4 cm e lui coi sui 2 giri di cordone stretti intorno al collo non sarebbe mai sceso.
Ora lui dorme qui di fianco a me, in un pigiamino a righe, col suo ciuccio caduto dalla bocca. È ancora bellissimo e ne sono ogni giorno più innamorata. Il parto va da solo, 9 mesi a preoccuparsi e poi vola via, e la vita si trasforma in una favola meravigliosa!
Passano le 2 ore in un lampo, sono già le 4,30, ora della visita. C’è la dottoressa che mi ha ricoverata al PS e il primario, un bell’uomo, alla George Clooney, che mi tranquillizza, mi visita, e mi dice che sono a 4 cm e il collo è appianato. Speravo meglio, ma lui è soddisfatto e mi dà l’ok all’epidurale.
Torno in camera tutta felice, a breve avrò la mia bella epidurale e potrò dormire almeno un’oretta, ne ho davvero bisogno. Mi attaccano il sondino al monitor e… disastro! Il battito di Dario passa da 150 a 60 e per un attimo scompare… poi ancora irregolare… viene fuori che la sondina è attaccata male. L’ostetrica la toglie e la rimette, sul letto, davanti a mio marito, con fare da macellaio.
Io capisco poco, ma sento quello che dice e non mi fido di lei, così scostante. Dopo un po’ chiama il primario, che viene, mi rassicura, mi dice che posso sedermi, ma l’ostetrica non me lo permette. Mi dice che rischio sì il TC, come il 30% delle donne che entra in travaglio. Che risposta del c…
Arriva anche l’anestesista, che si beve un caffé dopo il TC appena fatto. Guarda il tracciato e mi spiega che non si può fare un’epidurale con un tracciato così brutto. Io non rispondo nemmeno, continuo solo a dire “andava tutto bene, è sempre andato tutto bene…” e ormai sono vittima del dolore, ho perso il controllo, ho paura, ma sono in trance. Mio marito continua a scandirmi il tempo delle contrazioni, ma dopo la rottura del sacco sono molto più forti, più vicine, più lunghe. Non capisco nulla, mi attacco al letto, provo i vocalizzi ma diventano un lamento.
Alle 6,30 circa mi visitano di nuovo per decidere il da farsi. Sono ancora di 4 cm, non si è smosso nulla. Clooney mi dice che qui non ci muoviamo, rischiamo di dover andare avanti ancora almeno 12-15 ore, e forse di più, e mi dice con dolcezza “io cosa me ne faccio di lei tra 15 ore? È stanca e non riuscirebbe nemmeno a spingere. Con questo tracciato, lo tiriamo fuori”. La prima cosa che dico è che voglio attaccarlo subito al seno. Poi chiedo che mi facciano un pizzicotto prima di tagliare, ché la mia amica l’han tagliata prima dell’effetto dell’anestesia. Lui ride e mi dice di non scherzare nemmeno, che non sono mica pazzi. Poi chiedo che qualcuno mi tenga la mano mentre mi operano perché ho paura. Mi viene da piangere ma sto malissimo e il TC è una soluzione per far smettere il dolore. Inizio solo a pensare alla spinale… Mi preparano di gran fretta, mi fasciano le gambe, mi infilano il catetere all’apice di una contrazione e urlo fortissimo, un dolore pazzesco, mi tolgono gli anelli, la mia fede, mai tolta da quando mio marito me l’aveva messa al dito meno di un anno prima,
Arrivo in sala operatoria e mi lasciano un tempo che mi pare eterno sulla barella. Non ne posso più di stare sdraiata, le contrazioni non le sopporto più, soprattutto perché ora so che sono inutili, sto soffrendo per niente. Mentre preparano il tavolo chiacchierano e io vorrei gridare “fatemi subito la spinale!” ma non riesco a parlare, allora urlo durante le contrazioni e dopo un po’ l’anestesista si lamenta “ma la signora la vogliamo lasciare lì a patire tutta la primavera?” Mi tirano su e mi fanno salire sul tavolo durante una contrazione, vorrei morire. Poi affondo il viso negli enormi seni di un’ostetrica e faccio di tutto per star ferma. Arriva l’anestetico, il dolore svanisce… divento di pietra, pesantissima, ma sento tutto e tremo tantissimo. Mi legano le braccia e io tremo, tremo. Chiedo che mi tengano la mano ma la mia ostetrica sta chiacchierando e non mi considera. Mi rassegno e aspetto solo di sentire il suo pianto. Ci mettono una vita ma poi eccolo! Alle 7,26 “Ue! Ue! Ue!” tre urletti striminziti, ma è lui!
Tutti lo vedono e io ancora no, chiedo di vederlo, mi dicono che lo avrebbero lavato e poi me lo avrebbero portato. Sta via un sacco ma poi torna in braccio alla pediatra, me lo avvicinano al viso, e io smetto subito di tremare. È avvolto nella copertina azzurra che gli ho fatto io a maglia, è bellissimo! Mi lecca e io lo bacio e gli dico “ciao amore mio! Ciao!”
Quando è finalmente tutto finito mi portano in una sala parto e in corridoio vedo mio marito con Dario in braccio. È piccolo e non ho mai visto mio marito con un neonato in braccio, sono bellissimi. In sala parto siamo finalmente noi 3, la nostra bellissima famiglia. Continuo a dire “è bellissimo! È più bello di quanto pensassi!” e siamo già follemente innamorati di lui.
Nonostante le 26 ore di prodromico, le 7 ore di travaglio e il TC d'emergenza, ho un ricordo meraviglioso di quella prima parte di travaglio, quando potevo gestire il mio dolore e il mio dolore aveva un senso. Il TC è stata un’esperienza orribile e ho faticato a superarla, sfogandomi in lunghi pianti soffocati di notte, quando le mie deliziose compagne di stanza dormivano. Però quel TC ci ha salvati entrambi, io con una distocia cinetica non sarei andata oltre i miei 4 cm e lui coi sui 2 giri di cordone stretti intorno al collo non sarebbe mai sceso.
Ora lui dorme qui di fianco a me, in un pigiamino a righe, col suo ciuccio caduto dalla bocca. È ancora bellissimo e ne sono ogni giorno più innamorata. Il parto va da solo, 9 mesi a preoccuparsi e poi vola via, e la vita si trasforma in una favola meravigliosa!