Elettra senza accorgermene...
Inviato: 20 ago 2007, 13:12
Non è emozionante ma ve lo racconto lo stesso.
L'11 agosto vado a fare la visita dal gine, la flussimetria diceva che era una bambina grande e il gine voleva accertarsene. Mi vede e dice che è lunga, che la testina è incanalata ed è quasi fuori e il culetto era sotto il mio seno. Mi parla del TC spiegandomi che si fa quando il bambino è grande e tutti i valori sono al di sopra del 95 Pc, come i suoi e mi chiede se voglio ricoverarmi per vedere meglio, anche perché avevo spesso la pressione alta. Dico che va bene e mi dice di andare a fare una puntura di cortisone e di presentarmi l'indomani per il ricovero. Così facciamo io e mio marito (santo Stefano veramente). Il giorno dopo ricovero. Mi fanno un prelievo, un tracciato (dove avevo contrazioni da parto e non sentivo nulla) e un'ecografia. L'ecografia diceva che avevo la placenta vecchia e poco liquido. Il gine mi chiama in infermeria e mi dice tutto, mi spiega che i picchi di pressione alta che avevo hanno rovinato la placenta e potevo entrare in eclampsia se avessi aspettato. Alle 11.30 mi portano in sala operatoria. Non mi avevano fatto parlare con l'anestesista, fatto strano. Mi allungo sul lettino operatorio, mi misurano la pressione... Attimi di panico, un viavai generale e l'ago nella cannula, ho capito che non mi avrebbero fatto la spinale, quindi avrei dormito tutto il tempo. il tempo di realizzare questo e sono piombata in un sonno profondo. Un'ora dopo mi sveglio, nel momento più doloroso, mi stavano mettendo sul letto di degenza per riportarmi in camera. Un dolore sulla ferita che non vi dico. Urlavo ma non volevo, però la totale è orribile. Infatti sbarellavo di brutto e il gine ha preferito parcheggiarmi in anticamera della sala operatoria per farmi calmare. Chiedevo "Dov'è mia figlia?" e l'infermiera mi rispondeva "L'hanno portata nel nido, è una bella bimba". E l'infermiere non riusciva a calmarmi perché urlavo dal dolore e volevo vedere Elettra. Il gine è andato a parlare con mio marito e gli ha spiegato che è stato complicato ma è andato bene, ho avuto picchi di pressione di 120min-190max anche sotto anestesia, potevamo morire tutte e due ma per fortuna tutto si è risolto per il meglio. Mi hanno riportata in camera e non potevo sentire nulla, neanche il mio respiro. Ho fatto impazzire mia madre e mio marito perché non trovavano le mutande (le rivolevo, erano di Pompea, facevano parte di un completino). Alle 18 mi portano Elettra, l'hanno sdraiata vicino a me ed è strano come, appena ha poggiato la testolina sul mio braccio, tutti i dolori siano spariti e così i giorni a seguire: ogni volta che veniva dal nido non sentivo più nessun dolore. Adesso è quasi una settimana che siamo a casa, tutto va bene, dorme, non piange mai se non quando ha fame e mi sembra di aver già fatto la mamma: la cambio, la allatto, la abbraccio, come se l'avessi sempre fatto. E' parte di me, ancora non me ne rendo conto per bene, sono ancora stordita per la stanchezza e i postumi dell'anestesia ma ogni giorno che passa più la guardo e più le voglio un bene dell'anima. A lei e al papà. Ecco, non è stata una nascita emozionante, neanche per me che dormivo, però ci tenevo a raccontarla perché è sempre la nascita della mia piccola.
L'11 agosto vado a fare la visita dal gine, la flussimetria diceva che era una bambina grande e il gine voleva accertarsene. Mi vede e dice che è lunga, che la testina è incanalata ed è quasi fuori e il culetto era sotto il mio seno. Mi parla del TC spiegandomi che si fa quando il bambino è grande e tutti i valori sono al di sopra del 95 Pc, come i suoi e mi chiede se voglio ricoverarmi per vedere meglio, anche perché avevo spesso la pressione alta. Dico che va bene e mi dice di andare a fare una puntura di cortisone e di presentarmi l'indomani per il ricovero. Così facciamo io e mio marito (santo Stefano veramente). Il giorno dopo ricovero. Mi fanno un prelievo, un tracciato (dove avevo contrazioni da parto e non sentivo nulla) e un'ecografia. L'ecografia diceva che avevo la placenta vecchia e poco liquido. Il gine mi chiama in infermeria e mi dice tutto, mi spiega che i picchi di pressione alta che avevo hanno rovinato la placenta e potevo entrare in eclampsia se avessi aspettato. Alle 11.30 mi portano in sala operatoria. Non mi avevano fatto parlare con l'anestesista, fatto strano. Mi allungo sul lettino operatorio, mi misurano la pressione... Attimi di panico, un viavai generale e l'ago nella cannula, ho capito che non mi avrebbero fatto la spinale, quindi avrei dormito tutto il tempo. il tempo di realizzare questo e sono piombata in un sonno profondo. Un'ora dopo mi sveglio, nel momento più doloroso, mi stavano mettendo sul letto di degenza per riportarmi in camera. Un dolore sulla ferita che non vi dico. Urlavo ma non volevo, però la totale è orribile. Infatti sbarellavo di brutto e il gine ha preferito parcheggiarmi in anticamera della sala operatoria per farmi calmare. Chiedevo "Dov'è mia figlia?" e l'infermiera mi rispondeva "L'hanno portata nel nido, è una bella bimba". E l'infermiere non riusciva a calmarmi perché urlavo dal dolore e volevo vedere Elettra. Il gine è andato a parlare con mio marito e gli ha spiegato che è stato complicato ma è andato bene, ho avuto picchi di pressione di 120min-190max anche sotto anestesia, potevamo morire tutte e due ma per fortuna tutto si è risolto per il meglio. Mi hanno riportata in camera e non potevo sentire nulla, neanche il mio respiro. Ho fatto impazzire mia madre e mio marito perché non trovavano le mutande (le rivolevo, erano di Pompea, facevano parte di un completino). Alle 18 mi portano Elettra, l'hanno sdraiata vicino a me ed è strano come, appena ha poggiato la testolina sul mio braccio, tutti i dolori siano spariti e così i giorni a seguire: ogni volta che veniva dal nido non sentivo più nessun dolore. Adesso è quasi una settimana che siamo a casa, tutto va bene, dorme, non piange mai se non quando ha fame e mi sembra di aver già fatto la mamma: la cambio, la allatto, la abbraccio, come se l'avessi sempre fatto. E' parte di me, ancora non me ne rendo conto per bene, sono ancora stordita per la stanchezza e i postumi dell'anestesia ma ogni giorno che passa più la guardo e più le voglio un bene dell'anima. A lei e al papà. Ecco, non è stata una nascita emozionante, neanche per me che dormivo, però ci tenevo a raccontarla perché è sempre la nascita della mia piccola.