La sera dell'8 marzo inizio a sentire qualche dolorino strano. Mentre orde di ragazze sono ancora a divertirsi nei locali per la festa della donna, io conto i minuti tra una contrazione e l'altra: 5!
Bene, ci siamo. Non ne posso più di questa pancia enorme, sono felice che sia arrivato il momento e, stranamente, non ho paura.
Allerto mio marito, vado in bagno a cercare di depilarmi in qualche modo per un'eventuale episiotomia e poi viaggetto notturno verso l'ospedale mentre le contrazioni mi sconquassano.
In ospedale, nel turno di notte, trovo l'ostetrica che mi ha fatto il corso preparto, mi fa piacere, mi fa sentire più sicura. Mi fa subito una puntura di Buscopan e il monitoraggio. Le contrazioni ci sono. Ancora non fortissime ma ci sono.
Mi portano nella saletta del ginecologo e mi viene un colpo: tra tutti i ginecologi dell'ospedale becco proprio quello di cui mi fido meno. Uno che durante una visita qualche anno fa è riuscito a dirmi:
"Signora, sulla sua cartella c'è scritto che non ha figli, ma qui ha la cicatrice di un cesareo."
Io: "Ehm... guardi che quello è il segno dell'elastico delle mutande!"
Non mi sento proprio tranquillissima. Mio marito inizia a dire a Lisa nella pancia di aspettare, di non fidarsi di questo dottore e di aspettare il dottore del turno del mattino per nascere. Non sa che quello del turno dopo sarà PEGGIO! Ma andiamo con ordine.
Mi visitano. Un male della cippalippa! Mi dicono che Lisa ha la testa così bassa che ha spostato il collo dell'utero ed è per questo che sento male.
Dilatazione 2 cm. Dicono che ci vorrà tempo e così mi fanno dormire in sala parto (con mio marito su una poltrona) e mi fanno una lunga flebo di buscopan. L'ostetrica mi avverte che sentirò un po' di tachicardia per via del buscopan... infatti me ne accorgo. Durante la notte sentiamo tutte le urla di un altro parto, vedo mio marito iniziare a capire cosa lo aspetta.
Le mie contrazioni si fanno più rade. Ogni 20 / 30 minuti.
Alle 8 c'è il cambio turno. La mia ostetrica mi spedisce in camera e mi fa portare la colazione dicendo che devo prendere energie perchè partorirò nel mattino e se ne va. Arriva anche la nuova ginecologa del turno del mattino.
Ecco qui il problema.
Questa ginecologa mi visita. Rimane SCIOCCATA dal fatto che nel 2005 sono stata operata di fibroma e che nessuno mi abbia detto che per questo il mio è un parto a rischio. Manda mio marito a casa di corsa a prendere la cartella dell'operazione del 2005 e quando esce dalla mia stanza sento che parla con un altro dottore e mi da della cretina perchè non ho valutato prima un cesareo. Testuali parole che ho sentito: "Ha avuto 9 mesi per pensarci, possibile che ci pensa adesso???"
Oh!
Ma io a dire il vero ho chiesto a TUTTI, soprattutto alla mia ginecologa e mi hanno sempre risposto TUTTI che non c'erano problemi. Se riescono a partorire con parto naturale le cesarizzate, figuriamoci se posso avere problemi io con una piccola laparoscopia. E invece...
Continuo i monitoraggi con la nuova ostetrica, una che avrà si o no 20 anni, che mastica rumorosamente una big bubble alla fragola e che fa palloncini con la bocca.
Mi piazza i sensori e se ne va.
Io guardo il tracciato e vedo la linea delle contrazioni piattissima eppure io le contrazioni le ho e pure forti.
Chiamo la piccola Lolita con la cicca in bocca e le dico che forse il sensore non è posizionato bene. Lei si accorge, sistema il sensore e mi dice: "Ma tanto noi mica guardiamo solo il tracciato per capire se ci sono le contrazioni o no."
Ah beh, vi basate sugli anatemi che vi lanciano le partorienti immagino!
Da qui in poi diventa tutto un incubo. Mio marito torna con la cartella clinica. I ginecologi si consultano. Alle 11 sono dilatata 3 cm e ricominciano le contrazioni. Mi rimandano in camera. Alle 12 mi richiamano. Sono dilatata 4 cm. Senza che nessuno mi dica NIENTE un'infermiera inizia a depilarmi completamente. Chiedo lumi. Risposta: "Non lo sa? Non gliel'hanno detto? Adesso le fanno un cesareo."
COOOOOOOOOOOOOOOOSA??? Ma stiamo scherzando? Io ho le contrazioni da 12 ore!
Ecco, han deciso per il cesareo e a me partono le spinte! Spingo così tanto che faccio la cacca in mano a due infermiere! Mi spiace... ma ormai la dignità è andata a farsi benedire.
Alle 13 arriva l'anestesista. Mi cazzia perchè ho fatto colazione e potrei avere problemi con l'anestesia. Ma porca zozza, io ho fatto colazione perchè MI HANNO DETTO DI FARLA!
Mi fanno firmare due consensi. Io chiedo che roba è ma ormai tutti intorno a me ruotano convulsi, sembra che sto per morire o che sta per succedere chissà cosa. Invece dal monitoraggio vedo che Lisa sta benissimo, battito regolare e contrazioni forti.
Mi portano in sala operatoria, mi fanno la spinale raccontandomi in ogni dettaglio quello che sta per succedere... ok, il dolore non lo sento. Ma sento TUTTO il resto. Sento che mi toccano, che mi scollano la pelle, che mi aprono.
Sento il bisturi che passa una seconda volta e mi apre l'utero. Sento tutto. Intanto urlo di addormentarmi perchè sento IL SOLLETICO e non riesco a stare ferma. Mi trattano come una povera idiota, mi dicono di rilassarmi mentre mi smontano la vescica, tolgono le aderenze della vecchia operazione e poi me la rimontano. Io continuo a parlare con Lisa, le dico che è quasi finita, le faccio forza, quando invece di forza ne avrei bisogno io ma nessuno mi dà retta.
E poi sento che mi schiacciano la pancia e poi Lisa che piange... e poi che mi strappano la placenta. Me la strappano proprio. Ancora adesso al solo pensiero del dolore e della sensazione di quel preciso istante mi viene da urlare.
La sensazione più brutta della mia vita. Mi fanno vedere la bambina solo un secondo e me la portano via. La vedranno tutti tranne me... fino a sera.
Sono intontita. Quando riapro gli occhi sono con mio marito in una saletta. Lui sorride, dice che la bimba è bellissima e piena di capelli.
Io però sto male, il dolore mi uccide. Continuo a chiedere che mi portino Lisa. So, dopo tutte le mie letture in gravidanza, che devo attaccarla al seno al più presto, ma mi dicono tutti: dopo, dopo.
Dopo quando santiddio!?!?!
Arriva anche un'altra ostetrica che, con la grazia di un elefante, mi schiaccia la pancia per capire se ho emorragie. D'istinto le blocco il braccio infilandole tutte le unghie nella carne. Lei s'incazza e se ne va, ma mi ha fatto così male che piango per il dolore. Il bello è che mi deridono: "Possibile che sente così male? Qui facciamo cesarei tutti i giorni e non abbiamo mai visto nessuno lamentarsi così!"
Eh, bravi. Voi fate cesarei anche quando non ce n'è alcun bisogno! Ma perchè non andate un po' tutti affffffanculo???
Mentre piango dal male mi portano in camera. In corridoio vedo i miei genitori che guardano la bambina nel nido... e crollo del tutto. Piango. Il male fisico si confonde con quello di non poter abbracciare la mia bambina per chissà quale motivo.
VOGLIO VEDERE MIA FIGLIA!
Chiedo a mio marito di essere sincero, di dirmi se Lisa ha qualcosa che non va, ma lui mi rassicura, dice che sta benissimo e che è già la più forzuta di tutto il nido. Dai suoi occhi capisco che è sincero. Cerco di tranquillizzarmi ma sento ancora le contrazioni e con un cesareo appena fatto non è proprio il massimo della vita.
Chiedo un antidolorifico e non me lo danno. Qui si partorisce con dolore, punto e basta.
Mi portano Lisa solo all'ora di cena, dopo SEI ORE, dopo che l'hanno vista tutti... tranne me.
Eccola qui la mia Zucchina piena di capelli. Me la mettono in braccio.
"Ciao - le dico - e tu chi sei?"
Lei mi guarda... e inizia a succhiare. Come se l'avesse sempre fatto: succhia. La guardo e mi chiedo come faceva a starci nella mia pancia questo essere umano. Mio marito ci accarezza e dice: "Ecco le mie donne, ecco la mia famiglia."
Potrei dire di aver provato amore a prima vista per la mia bambina, ma non è così. Tutto quello che provavo e che ho provato per settimane è stato odio verso l'ospedale.
Perchè, se davvero era tanto pericoloso partorire dopo una laparoscopia, non mi hanno fatto fare un cesareo programmato?
Perchè farmi fare 12 ore di contrazioni? Perchè dovevo beccare l'unica ginecologa in lombardia che non voleva prendersi la responsabilità di farmi provare un parto naturale? Perchè farmi soffrire due volte? Perchè deridermi mentre stavo davvero male?
Perchè rovinarmi il momento che avrebbe dovuto essere il più bello della mia vita?
Mi sono sentita violata e violentata.
Il mio corpo ci ha messo il doppio del tempo per riprendersi, anche il latte ci ha messo più di 10 giorni per arrivare. E tralascio tutte le altre piccole cose che mi hanno fatto sentire senza dignità e vulnerabile come quando non sono riuscita a raggiungere il bagno e ho fatto pipì in piedi, come i cavalli, nelle mie ciabatte (per la serie: mi hanno smontato la vescica e forse me l'hanno rimontata male).
O come quando un'infermiera arpia mi ha abbassato il letto senza bloccarlo e di colpo sono caduta all'indietro sentendo tutti i punti saltare.
O anche quando ho visto che la mia Lisa aveva un orecchio incerottato con i due lembi di pelle dell'orecchio tagliati e che non combaciavano bene: "Signora, è stato il bisturi del cesareo, sono cose che succedono."
Ah beh, succede... meno male che era l'orecchio e non un occhio!
Insomma, dall'ospedale sono fuggita e non sono tornata nemmeno per farmi togliere i punti!
La mia vera vita con Lisa è iniziata quando siamo tornate a casa. La nostra casa.
Adesso che finalmente ho raccontato il mio parto, voglio dimenticarlo. Rimuoverlo. Cancellarlo.
Adesso c'è LISA qui con me, il mio Amore.











