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30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
- Alechan
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- Iscritto il: 28 feb 2008, 20:23
30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
Non so perché ero sempre stata convinta che Tommaso sarebbe nato un po’ prima della data presunta (28 novembre ndr) . Sarà perché in tutte le ecografie dell’ultimo trimestre era risultato un bimbo bello grande, sarà che all’ultima visita ginecologica “ufficiale”, verso la 37ma settimana, la ginecologa mi dice: “io intanto ti prendo un appuntamento per il 20, se non partorisci prima…tu comunque cerca di tenertelo in pancia ancora un pochino!”
Insomma dalla 37ma in poi sto sul chi vive, convinta che da un momento all’altro Tommaso potrebbe bussare. Ma il tempo passa e nulla si muove…inizio i monitoraggi e non sembra esserci nessun segnale. 38….39 settimane…nulla.
Sono davvero stanca, Tommaso pesa, ho una pancia monumentale e gli acciacchi mi tormentano, non riesco più a dormire né a far nulla. Sono molto insofferente, relegata in casa…in più il mio telefono è un continuo squillo/sms di frasi tipo: “Ancora niente? Ancora niente?”, questa cosa mi snerva, manderei a fan**** tutti!!
Visto che ai monitoraggi tutto tace e sono alla fine della 39ma, mi inseriscono nell’ambulatorio di sorveglianza per le gravidanze oltre termine, e questa cosa un po’ mi sconforta…
Arriva il giorno della dpp, scocca il compimento della 40ma settimana, io voglio sentirmi ottimista e mi metto a sistemare il reparto cucciolo: fasciatoio, pannolini, salviette e pomatine varie…ricontrollo la valigia e sistemo culla e carrozzina. Il giorno dopo primo controllo all’ambulatorio per le oltre termine (le panze ritardate, dico io): contrazioni sporadiche e irregolari, collo chiuso e posteriore, liquido abbondante. Insomma il ragazzo sembra non volerne sapere. Ricordo ancora la simpatia della ginecologa dell’ambulatorio: “E dov’è l’utero? In America? Aoh, te credo che questo non esce, è tutto chiuso qua!!!”.
Torno a casa abbattuta. Io da giorni le sento, le contrazioni, ma quando mi attaccano il monitor sembra svanire tutto…il mio corpo mi fa i dispetti! Quella sera decido che ho bisogno di distrarmi, sono un po’ depressa e chiedo una bella cena fuori, che non mi concedevo da un po’, viste le mie difficoltà da tricheco anziano…ce ne andiamo al ristorante, e io alla faccia della gravidanza mi sparo un bell’antipasto di salame e una tagliata di filetto al sangue, me la sognavo da mesi…tanto ormai non può più succedere niente…
Il giorno dopo siamo a 40+2. E’ sabato, io sto come al solito a casa, e per tutta la giornata ho dei doloretti come crampi mestruali, frequenti ma molto irregolari. Si starà preparando qualcosa? Insolitamente faccio tre visitine al bagno, nell’arco della giornata…hai visto mai che ci prepariamo? In una di queste visitine vedo un po’ di muco rosa…sarà il tappo? Ne ho sentito talmente tanto parlare che ora non lo so riconoscere!!
Tutta questa giornata di “sintomi” la vivo in diretta con le mie amiche dicembrine qui su GOL, tutte sono convinte che sono in pretravaglio, io non so come mi sento.
I doloretti continuano…verso sera (intorno alle 20) sono molto frequenti e un po’ più forti. Mi siedo sulla mia palla da ginnastica uguale a quelle della sala parto, e mi dondolo, respirando profondamente, davanti alla tv, cercando di non far accorgere di nulla mio marito e soprattutto mia madre (l’ultima cosa che mi serve è la sua ansia!!) Guardando la tv fingo interesse alla puntata di “Che tempo che fa” ma con un occhio all’orologio del lettore dvd cronometro le contrazioni: arrivano ogni 4 minuti e durano una quarantina di secondi. Ceno con calma ma qualcosa mi dice che è meglio non mangiare troppo, mi rimetto sulla palla e continuo a controllare il tempo respirando a ogni dolore, che nel frattempo aveva continuato a intensificarsi. Parlo con Alberto, che mantiene una calma eccezionale: sarà la mia sola e unica roccia in questa lunga notte, così come lo è da quando mi sono innamorata di lui, 13 anni fa.
I dolori proseguono con regolarità e sono sempre più forti…alla fine anche mia madre si accorge del tutto, perché quando la contrazione arriva, devo fare un bel respiro per controllarla e non riesco più a far finta di nulla. Sono passate le 22. Passeggio per casa, a ogni contrazione abbraccio Alberto e respiro sorreggendomi a lui...il calore del suo corpo e la sicurezza delle sue spalle sono meglio di un analgesico! Verso le 23 faccio una doccia calda – come da manuale! – per vedere che succede, ma il dolore non diminuisce.
Non voglio andare in ospedale, ho paura che sia troppo presto e che mi rimandino a casa…ma a un certo punto improvvisamente realizzo che non sento Tommaso muoversi da oltre un’ora (e lui la sera era solito sgambettare parecchio), e mi spavento. Decido dunque di andare in ospedale, almeno ad accertarmi che lui stia bene, se mi rimandano a casa pazienza, ma almeno mi tranquillizzo. Sono circa le 23 e piove una pioggerellina fastidiosa. Per fortuna riesco a convincere mia madre a rimanere a casa, “che tanto di sicuro non mi ricoverano”.
Mi porto la valigia per precauzione, straconvinta che sarei stata rispedita al mittente. In macchina ad ogni contrazione (sono sempre ogni 4 minuti ma più forti) mi inarco come una contorsionista…arriviamo in Pronto soccorso, due barellieri appena mi vedono scendere dalla macchina – che faccia avrò avuto? – mi vengono incontro con una sedia a rotelle, che rifiuto gentilmente….mi annuncio e spiego la situazione, anche se la tizia dell’accettazione capisce tutto con uno sguardo e mi fa le domande di rito giusto per dovere...insomma era evidente per tutti che era arrivato il momento, tranne che per me!!
In sala d’attesa per fortuna aspetto poco (e chi ci riusciva a stare buona su quelle seggioline??) la ginecologa di turno mi visita, non so perché appena mette le mani laggiù mi vengono fuori le lacrime…non vi riesco ad associare una sensazione in particolare: agitazione, paura, eccitazione o forse solo gli ormoni che stanno andando a mille!
Comunque la visita è breve: collo raccorciato e pervio al dito, dilatazione 1cm. Il cuoricino di Tommaso va benissimo. A queste parole già mi preparo psicologicamente a tornare a casa, ma la dottoressa fa: “le contrazioni ci sono e sono buone, chiamo la sala travaglio e la mando su”
Sala travaglio???!!! Naaaa….allora sto per partorire sul serio?!! Con un misto di emozioni fra l’euforia e la preoccupazione mi avvio con l’infermiere….mi chiedono ancora se voglio la sedia a rotelle, ma io voglio andare a piedi…ho un’andatura degna di un bradipo sull’autostrada con tutte le mie contrazioni, ma ce la faccio. Alberto avvisa a casa, naturalmente senza aspettare l’evolversi degli eventi mia madre chiama mio fratello e volano in ospedale, io non li vedrò ma alla fine dovrò chiedere a mio marito di mandarli via perché non fanno che telefonargli dalla sala d’attesa…
Arriviamo nella tanto decantata nuova area travaglio-parto del Gemelli, avevo visto delle foto meravigliose su Internet…mi mettono in una delle sale, che ha un nome di un fiore che inizia per M e che per quante migliaia di volte io abbia letto quella notte non me lo ricordo!!! La sala è sì confortevole, nuovissima e accogliente ma è piccola, non vedo il letto tondo, la palla, la vasca e la liana a soffitto che avevo visto sul web, e sono un po’ delusa. Ma tanto mi hanno messo lì e lì resto, con Alberto insieme a me, tutto vestito stile E.R.
Mi fanno sedere su una specie di poltrona e mi attaccano il monitoraggio, facciamo un’anamnesi che mi pare lunghissima, duemila domande, io rispondo fra una contrazione e l’altra, sono intense ma vado bene, respiro e controllo, coi vivi complimenti delle ostetriche. C’è in particolare una ragazzina, giovanissima ed esile, che mi sarà accanto con una dolcezza e umanità che non dimenticherò. È solo una studentessa di ostetricia che fa pratica, ma sono sicura che ha davanti a sé un brillante futuro in questo lavoro. Fabiana, grazie ancora.
Finita l’anamnesi mi fanno sistemare la valigia nell’armadietto e prendere il cambio per me e quello per il bimbo…tiro fuori la busta coi suoi vestitini che tante volte avevo tirato fuori e ordinatamente ripiegato e riposto, quella adorabile tutina gialla coi piedini a forma di coniglietto con le orecchie, la camicina della fortuna che venne messa a me quando nacqui, e che mia madre aveva conservato tutti questi anni in attesa del primo nipotino, l’adesivo con la scritta “Primo cambio – Tommaso Sorrentino” fatta con cura, coi pennarelli colorati di blu e viola. Guarderò spesso quella busta, durante la notte, pensando che presto vedrò quei vestitini indosso al mio cucciolo, e questo mi fa realizzare che è arrivato il momento, davvero…molto più prosaicamente io mi spoglio e mi infilo il megacamicione da notte stile mongolfiera e le ciabatte arancioni. Ho il sex appeal di un capodoglio spiaggiato.
Mi dico che se continuo a essere così brava partorisco senza un fiato e sarà una passeggiata (seeeeeeee…..). Chiedo la palla, che mi dà tanto sollievo: me la portano e trascorro un po’ di tempo là sopra, sorretta da Alberto a ogni dolore, dondolandomi e respirando.
Lui è sempre lì, scherza e ride con me quando mi vede tranquilla, tace e mi sostiene con fermezza quando arriva il dolore.
Non faccio troppo caso all’orologio, ma è passata da un pezzo la mezzanotte. Mi visitano: ancora 1 cm!! Non nascondo un po’ di sconforto: le contrazioni sono sempre più ravvicinate e quella dilatazione ferma a 1 cm mi fa pensare che potrei spararmi uno di quei travagli-fiume di cui ho sentito tanti racconti…dico ad Alberto di chiamare mio fratello e mia madre che sono in sala d’attesa per dir loro di tornarsene a casa, che la storia è ancora lunga …
Passa qualche ora…due, forse tre. In questo tempo “palleggio”, passeggio, bevo, mi dondolo appoggiata al muro, faccio pipì (un’impresa!!!) e respiro, respiro, respiro. Inizio ad essere scossa da tremori pazzeschi, sembro una tarantolata…Scherzo con Alberto, che non mi lascia un momento, sempre accanto a me, pronto a sorreggermi, carezzarmi, abbracciarmi e farsi pure strizzare mani e braccia a ogni mio dolore.
Le contrazioni sono sempre più forti, ma più che l’intensità mi tormenta la frequenza: si sono fatte così ravvicinate che non c’è quasi pausa fra una e l’altra, non riesco a coordinarmi bene per respirare e ad ogni respiro inizia a venir fuori, incontrollabile, un lamento (quanto mi sono odiata!!!).
Sembrerà allucinante, ma SENTO IL BISOGNO DI CANTARE…non l’ho detta ancora a nessuno questa cosa, mi vergognavo troppo per farlo, ma ne sentivo il bisogno…forse in effetti sarebbe stato meglio che cantassi piuttosto che lamentarmi, ma non so se sarebbe venuta fuori una performance degna di me!! Continuo a passeggiare, e a un certo punto arriva una contrazione fortissima e lunghissima da farmi gridare e…ops! Mi sento inondare le gambe da un liquido caldo…ho rotto le acque! D’istinto guardo per terra…il liquido è trasparente e questo mi incoraggia…chiamo l’ostetrica che mi visita (non nascondo di essere piuttosto preoccupata che la dilatazione procedesse lentamente, ero già stanchissima per le contrazioni continue)..sono a 4 cm! Allora procede! E non sono nemmeno le tre del mattino! Mi infilano un paio delle mutadine a rete usa e getta e un assorbentone che avevo portato per il post parto.
Arriva il momento dell’epidurale, che richiede una digressione. Io ero una di quelle che vogliono partorire con dolore, avevo sentito un sacco di leggende metropolitane sull’epidurale, su svantaggi e controindicazioni, sul fatto che rendesse il parto innaturale…intanto premetto che posso dire col senno di poi che sono TUTTE STRONZATE, comunque mi ero fatta convincere dalla ginecologa e dalle amiche a fare lo stesso la visita anestesiologica, per lasciarmi aperta la possibilità. Io sempre convinta che non l’avrei chiesta e che ce l’avrei fatta da sola, io, il Walker Texas Ranger delle puerpere!!
Ma torniamo in sala travaglio.
Come detto stavo a 4 cm, mi contorcevo come un’anguilla, guaivo come un pastore bergamasco e tremavo come un pulcino bagnato: di fronte a questo quadretto multizoologico l’ostetrica non mi chiesto nulla, accertati i 4 cm ha semplicemente detto: “Bene, chiamiamo l’anestesista!”. Mi pare ovvio che non mi sono opposta…anzi, la parola “anestesista” ha suscitato immediatamente in me un tenero sentimento per quest’uomo che ancora non avevo visto!
Fra contrazioni, dolori e tremori ho trovato comunque il tempo di darmi della co*****a venti volte per aver pensato di fare la partoriente bionica!!!
Dopo un po’ (minuti che mi sono sembrati eterni!) fanno uscire Alberto ed entra il mio principe azzurro, anzi verde (visto il camice): un simpatico ragazzone con due occhi azzurrissimi, mi permetto pure la sfacciataggine di fargli i complimenti e felicitarmi con Fabiana per la fortuna di avere pure un bel ragazzo che mi fa l’anestesia…
mettermi il cateterino è un’impresa, non tanto per le contrazioni che mi sforzo di controllare, ma per il tremore che mi fa sbatacchiare come un ramoscello nella tempesta! Quando mi spruzza sulla schiena l’anestetico locale mi fa un solletico insopportabile…io non so che aspetto dovessi avere in quel momento, fra il tremore del travaglio, il dolore della contrazione e le risate da solletico!!!
Certo, è durissima star ferma con la contrazione in atto, ma ce la faccio, grazie anche alla piccola allieva ostetrica, che si lascia stringere quelle braccine esili, mi incoraggia e dolcemente mi accarezza le mani. Chiedo se si possa fare qualcosa per fami smettere di tremare, ma mi dicono che non c’è niente da fare, sono spasmi dovuti allo sforzo muscolare delle contrazioni.
Mi fanno sdraiare, attaccano il monitoraggio, tutti escono e torna il mio Alberto, che si siede accanto al letto.
Il dolore si allontana….ridiventa controllabile come qualche ora prima, con un respiro profondo e lento, somiglia di nuovo ai familiari dolori mestruali. Solo il tremore continua a tormentarmi, ma sono così stanca che mi assopisco ogni tanto. Quando arriva la contrazione mi giro a guardare il monitor del tocografo, vedo quei numeri altissimi e mi impressiono: io sento appena un po’ di fastidio!
Inizia a venire giù una grandinata epocale, un trambusto infernale, osteriche e infermiere entrano di corsa nella sala travaglio dove stavo io per guardare dalla finestra!
Mi racconteranno il giorno dopo che sembrava avesse nevicato, Roma era imbiancata dal ghiaccio. Spettacolo del tutto insolito per la Capitale. Eh sì, anche il cielo aveva capito che era una notte speciale!
Non so quanto tempo passa, un’altra ora o due, io mi sento un po’ stordita, credo di aver dormito un pochino, sono in una specie di torpore dal quale vengo scossa da un improvviso e irrefrenabile bisogno di spingere!! Con tono allarmato dico ad Alberto di chiamare di corsa le ostetriche, chè io DEVO spingere!
Arriva la piccola Fabiana, io le dico che non ce la faccio, ho bisogno di spingere, lei mi dice di non farlo, di trattenermi, di lasciar spingere Tommaso, mi dice che finchè non mi visitano (lei non può, è un’allieva, bisogna aspettare l’ostetrica “ufficiale”) per accertare la dilatazione e la posizione del bambino non devo spingere per evitare di danneggiare qualcosa.
E chi ce la fa?? L’impulso è davvero irrefrenabile, non ce la faccio proprio, mi sembra di “farmelo addosso” questo bambino!!! Serro le gambe e inizio a urlare “Fate venire qualcunoooo che io non ce la faccio, devo spingereeeeeeee!!!” Davvero una sensazione assurda!!
Arriva l’ostetrica trafelata (poverina, solo quella notte sono venuti al mondo sette bimbi!!!), mi visita e fa: “e certo che vuoi spingere, sei a 10 cm, la testa è scesa, spingi pure!” Non mi pare vero, inizio a spingere con foga ma lo faccio male, non aspetto la contrazione…Alessandra (l’ostetrica si chiama come me, e anche la mia ginecologa si chiama così…Tommaso, sei stato accompagnato al mondo da un trio di Alessandre!!) mi invita a cambiare posizione e mi chiede se voglio provare carponi, io me lo sognavo da mesi, il parto a carponi! Non capisco perché mettono sul letto la palla e mi ci fanno appoggiare con le braccia, lo trovo scomodo, preferirei stare a quattro zampe ma in quei momenti la concitazione è troppa e io non dico nulla, faccio quel che mi dicono e basta: mi metto in posizione e ricomincio a spingere selvaggiamente, e a ogni spinta con un vocione degno di Hulk urlo “dai dai dai daiiii!!! Esci esci esciiii!!!” talmente forte che l’ostetrica mi ferma temendo che stia urlando di dolore. Mi fa “Ma gridi per il dolore? “ e io, gridando ancora più forte mentre spingo “NOOOOOOO!!!”
Ripensandoci ora era una cosa del tutto grottesca!!! Al nido, nei giorni successivi, chiacchierando con le altre mamme una, che aveva partorito contemporaneamente a me, mi fa: “Ah allora sei tu quella che gridava “esci esci esci…” mammmmmamia che vergogna!!
Da questo momento in poi i miei ricordi si fanno confusi…ricordo che Alessandra mi ha fatto provare altre posizioni (accovacciata, seduta, sdraiata, su un fianco..) perché non riuscivo a far venir fuori il piccolo, a ogni spinta (accompagnata dalle mie solite urla sovrumane di incitamento “escresciescidaidaidaiii”) si vedeva affiorare la testolina e poi tornava indietro…ricordo le sensazioni fortissime: l’esigenza insopportabile di liberarmi di quell’ingombro che sentivo lì sotto e che sembrava non volersi spostare, la frustrazione di sentire Alberto e le ostetriche dire ogni volta: “si vedono i capelli! E’ un bel morettone!” e poi la capoccia tornava su, la sfiducia di non riuscire a farcela (fra una spinta e l’altra imploravo: “ma perché non esceee….”). Ricordo a un certo punto di aver detto che era troppo grande, che non ce la potevo fare,e l’ostetrica che mi prendeva in giro: “guarda che si fatica uguale pure con quelli di due chili e mezzo!”
Mi invita sdraiarmi su un fianco, mi dice che in quella posizione le mie spinte sono più efficaci, mi dice di concentrarmi e di aspettare la contrazione per spingere, di non farlo a caso.
Ce la devo fare, non ne posso più, non so da quanto tempo stavo là a faticare. Mi concentro, quando sento la contrazione raccolgo le forze, respiro e spingo con uno sforzo disumano, al solito urlando “esciiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!” a un certo punto sento un dolore lacerante, un bruciore che mi fa capire che il piccolo sta uscendo davvero, è fatta, mi dico, ce la sto facendo, senza quasi riprendere il respiro continuo a spingere con tutte le forze e d’improvviso TAC! La sensazione di ingombro non c’è più…sono stordita e penso “ok, è uscita la testa, manca poco!” e già mi preparo a spingere di nuovo quando sento la voce di Alberto rotta dal pianto: “Amore è uscito…è bellissimo….” Ero così intontita dallo sfinimento che non avevo capito che Tommaso era sgusciato fuori tutto in una volta, senza nemmeno piangere!!
Nemmeno il tempo di realizzare che è nato che mi sento appoggiare sulla pancia un fagottino caldissimo e appiccicoso…è il mio bambino!! D’istinto chiudo le braccia come a sostenerlo, lo guardo ma non vedo il viso, lo hanno messo troppo in basso, ricordo la testolina e il profilo degli zigomi e del nasino visti dall’alto…è tondo, dolcissimo, tutto viola…ha faticato anche lui per nascere, tesoro mio, gli è anche scoppiata una venuzza in un occhio!
Non so quante volte avevo provato a immaginare cosa avrei sentito, come avrei reagito, pensavo mi sarei emozionata, mi ero prefigurata lacrime, batticuori e scene strappalacrime, e invece mi è sembrata la cosa più naturale del mondo, come se quel piccolino lo avessi avuto fra le braccia da sempre…ho provato una sensazione dolcissima, forse perché era stata un’esperienza così intensa – oltre che faticosa!- da lasciarmi intontita…non lo so.
Fatto sta che ancora adesso, che ha 4 mesi, spesso il cuore mi scoppia di gioia e mi commuovo quasi alle lacrime a guardare il mio piccolo, quando dorme, quando mi sorride…ma in quel momento sentivo solo la dolcezza del suo corpicino caldo sul mio, la voglia di accarezzarlo, di dirgli tante paroline dolci piano piano, dopo tutto quel trambusto…ci lasciano così a lungo e lui sta immobile e quieto addosso a me, io gli parlo, gli accarezzo il visino che ancora non riesco a vedere da quella posizione, lo sorreggo con una mano sotto il sederino (lo so che è strano, ma quella di quel culino minuscolo dentro la mano sarà una sensazione che mi accompagnerà a lungo!), nel frattempo la sua pelle ridiventa rosea, ma è arrivato il momento di sistemare lui e me…in tutto questo io ancora non smetto di tremare…che tormento!!! Portano Tommaso sul piano dove dovranno misurarlo e vestirlo, per me c’è il secondamento, la sutura (un paio di punti per una piccola lacerazione) e la pulizia manuale dell’utero (per residui di membrane) che dura un po’, e a un certo punto sento le ostetriche esclamare. “anvedi questo!” cerco di sbirciare e vedo che Tommy si era tirato su con le braccine e cercava di strisciare! Che energia per un cristiano nato da dieci minuti!! Lo lavano, e lui protesta…finalmente sento la sua vocina! Una vocina di bimbo dolcissima…lo misurano, lo pesano (sorprendendosi che non fosse poi così grosso, dopo che per tutta la notte mi avevano preso in giro per il mio pancione enorme che doveva contenere un torello!) e gli mettono la tutina gialla, lo affidano al papà che osserva che somiglia…a mio fratello!! Mi vengono vicino tutti e due, il mio amore e quel fagottino meraviglioso…sono circa le sei del mattino, la stanza si illumina improvvisamente, guardo la finestra e sta sorgendo l’alba, un’alba meravigliosa, l’alba di una nuova vita e di una nuova famiglia.
Posso finalmente attaccare il mio bambino al seno, ciuccia con forza, il papino poi riesce a portarlo un secondo fuori per farlo vedere ai vari nonni e zii che aspettavano in sala d’attesa, e poi lo portano al nido…Alberto siede accanto al mio letto, è stremato, gli dico che sto bene e che può andare a casa a riposarsi, a me portano uno schifosissimo caffelatte tiepido che mando giù con una voluttà assurda: ero così affamata che quel caffelatte anemico e mezzo freddo mi è sembrato una Sachertorte!
Alberto, Tommaso, ma quanto vi amo….
Insomma dalla 37ma in poi sto sul chi vive, convinta che da un momento all’altro Tommaso potrebbe bussare. Ma il tempo passa e nulla si muove…inizio i monitoraggi e non sembra esserci nessun segnale. 38….39 settimane…nulla.
Sono davvero stanca, Tommaso pesa, ho una pancia monumentale e gli acciacchi mi tormentano, non riesco più a dormire né a far nulla. Sono molto insofferente, relegata in casa…in più il mio telefono è un continuo squillo/sms di frasi tipo: “Ancora niente? Ancora niente?”, questa cosa mi snerva, manderei a fan**** tutti!!
Visto che ai monitoraggi tutto tace e sono alla fine della 39ma, mi inseriscono nell’ambulatorio di sorveglianza per le gravidanze oltre termine, e questa cosa un po’ mi sconforta…
Arriva il giorno della dpp, scocca il compimento della 40ma settimana, io voglio sentirmi ottimista e mi metto a sistemare il reparto cucciolo: fasciatoio, pannolini, salviette e pomatine varie…ricontrollo la valigia e sistemo culla e carrozzina. Il giorno dopo primo controllo all’ambulatorio per le oltre termine (le panze ritardate, dico io): contrazioni sporadiche e irregolari, collo chiuso e posteriore, liquido abbondante. Insomma il ragazzo sembra non volerne sapere. Ricordo ancora la simpatia della ginecologa dell’ambulatorio: “E dov’è l’utero? In America? Aoh, te credo che questo non esce, è tutto chiuso qua!!!”.
Torno a casa abbattuta. Io da giorni le sento, le contrazioni, ma quando mi attaccano il monitor sembra svanire tutto…il mio corpo mi fa i dispetti! Quella sera decido che ho bisogno di distrarmi, sono un po’ depressa e chiedo una bella cena fuori, che non mi concedevo da un po’, viste le mie difficoltà da tricheco anziano…ce ne andiamo al ristorante, e io alla faccia della gravidanza mi sparo un bell’antipasto di salame e una tagliata di filetto al sangue, me la sognavo da mesi…tanto ormai non può più succedere niente…
Il giorno dopo siamo a 40+2. E’ sabato, io sto come al solito a casa, e per tutta la giornata ho dei doloretti come crampi mestruali, frequenti ma molto irregolari. Si starà preparando qualcosa? Insolitamente faccio tre visitine al bagno, nell’arco della giornata…hai visto mai che ci prepariamo? In una di queste visitine vedo un po’ di muco rosa…sarà il tappo? Ne ho sentito talmente tanto parlare che ora non lo so riconoscere!!
Tutta questa giornata di “sintomi” la vivo in diretta con le mie amiche dicembrine qui su GOL, tutte sono convinte che sono in pretravaglio, io non so come mi sento.
I doloretti continuano…verso sera (intorno alle 20) sono molto frequenti e un po’ più forti. Mi siedo sulla mia palla da ginnastica uguale a quelle della sala parto, e mi dondolo, respirando profondamente, davanti alla tv, cercando di non far accorgere di nulla mio marito e soprattutto mia madre (l’ultima cosa che mi serve è la sua ansia!!) Guardando la tv fingo interesse alla puntata di “Che tempo che fa” ma con un occhio all’orologio del lettore dvd cronometro le contrazioni: arrivano ogni 4 minuti e durano una quarantina di secondi. Ceno con calma ma qualcosa mi dice che è meglio non mangiare troppo, mi rimetto sulla palla e continuo a controllare il tempo respirando a ogni dolore, che nel frattempo aveva continuato a intensificarsi. Parlo con Alberto, che mantiene una calma eccezionale: sarà la mia sola e unica roccia in questa lunga notte, così come lo è da quando mi sono innamorata di lui, 13 anni fa.
I dolori proseguono con regolarità e sono sempre più forti…alla fine anche mia madre si accorge del tutto, perché quando la contrazione arriva, devo fare un bel respiro per controllarla e non riesco più a far finta di nulla. Sono passate le 22. Passeggio per casa, a ogni contrazione abbraccio Alberto e respiro sorreggendomi a lui...il calore del suo corpo e la sicurezza delle sue spalle sono meglio di un analgesico! Verso le 23 faccio una doccia calda – come da manuale! – per vedere che succede, ma il dolore non diminuisce.
Non voglio andare in ospedale, ho paura che sia troppo presto e che mi rimandino a casa…ma a un certo punto improvvisamente realizzo che non sento Tommaso muoversi da oltre un’ora (e lui la sera era solito sgambettare parecchio), e mi spavento. Decido dunque di andare in ospedale, almeno ad accertarmi che lui stia bene, se mi rimandano a casa pazienza, ma almeno mi tranquillizzo. Sono circa le 23 e piove una pioggerellina fastidiosa. Per fortuna riesco a convincere mia madre a rimanere a casa, “che tanto di sicuro non mi ricoverano”.
Mi porto la valigia per precauzione, straconvinta che sarei stata rispedita al mittente. In macchina ad ogni contrazione (sono sempre ogni 4 minuti ma più forti) mi inarco come una contorsionista…arriviamo in Pronto soccorso, due barellieri appena mi vedono scendere dalla macchina – che faccia avrò avuto? – mi vengono incontro con una sedia a rotelle, che rifiuto gentilmente….mi annuncio e spiego la situazione, anche se la tizia dell’accettazione capisce tutto con uno sguardo e mi fa le domande di rito giusto per dovere...insomma era evidente per tutti che era arrivato il momento, tranne che per me!!
In sala d’attesa per fortuna aspetto poco (e chi ci riusciva a stare buona su quelle seggioline??) la ginecologa di turno mi visita, non so perché appena mette le mani laggiù mi vengono fuori le lacrime…non vi riesco ad associare una sensazione in particolare: agitazione, paura, eccitazione o forse solo gli ormoni che stanno andando a mille!
Comunque la visita è breve: collo raccorciato e pervio al dito, dilatazione 1cm. Il cuoricino di Tommaso va benissimo. A queste parole già mi preparo psicologicamente a tornare a casa, ma la dottoressa fa: “le contrazioni ci sono e sono buone, chiamo la sala travaglio e la mando su”
Sala travaglio???!!! Naaaa….allora sto per partorire sul serio?!! Con un misto di emozioni fra l’euforia e la preoccupazione mi avvio con l’infermiere….mi chiedono ancora se voglio la sedia a rotelle, ma io voglio andare a piedi…ho un’andatura degna di un bradipo sull’autostrada con tutte le mie contrazioni, ma ce la faccio. Alberto avvisa a casa, naturalmente senza aspettare l’evolversi degli eventi mia madre chiama mio fratello e volano in ospedale, io non li vedrò ma alla fine dovrò chiedere a mio marito di mandarli via perché non fanno che telefonargli dalla sala d’attesa…
Arriviamo nella tanto decantata nuova area travaglio-parto del Gemelli, avevo visto delle foto meravigliose su Internet…mi mettono in una delle sale, che ha un nome di un fiore che inizia per M e che per quante migliaia di volte io abbia letto quella notte non me lo ricordo!!! La sala è sì confortevole, nuovissima e accogliente ma è piccola, non vedo il letto tondo, la palla, la vasca e la liana a soffitto che avevo visto sul web, e sono un po’ delusa. Ma tanto mi hanno messo lì e lì resto, con Alberto insieme a me, tutto vestito stile E.R.
Mi fanno sedere su una specie di poltrona e mi attaccano il monitoraggio, facciamo un’anamnesi che mi pare lunghissima, duemila domande, io rispondo fra una contrazione e l’altra, sono intense ma vado bene, respiro e controllo, coi vivi complimenti delle ostetriche. C’è in particolare una ragazzina, giovanissima ed esile, che mi sarà accanto con una dolcezza e umanità che non dimenticherò. È solo una studentessa di ostetricia che fa pratica, ma sono sicura che ha davanti a sé un brillante futuro in questo lavoro. Fabiana, grazie ancora.
Finita l’anamnesi mi fanno sistemare la valigia nell’armadietto e prendere il cambio per me e quello per il bimbo…tiro fuori la busta coi suoi vestitini che tante volte avevo tirato fuori e ordinatamente ripiegato e riposto, quella adorabile tutina gialla coi piedini a forma di coniglietto con le orecchie, la camicina della fortuna che venne messa a me quando nacqui, e che mia madre aveva conservato tutti questi anni in attesa del primo nipotino, l’adesivo con la scritta “Primo cambio – Tommaso Sorrentino” fatta con cura, coi pennarelli colorati di blu e viola. Guarderò spesso quella busta, durante la notte, pensando che presto vedrò quei vestitini indosso al mio cucciolo, e questo mi fa realizzare che è arrivato il momento, davvero…molto più prosaicamente io mi spoglio e mi infilo il megacamicione da notte stile mongolfiera e le ciabatte arancioni. Ho il sex appeal di un capodoglio spiaggiato.
Mi dico che se continuo a essere così brava partorisco senza un fiato e sarà una passeggiata (seeeeeeee…..). Chiedo la palla, che mi dà tanto sollievo: me la portano e trascorro un po’ di tempo là sopra, sorretta da Alberto a ogni dolore, dondolandomi e respirando.
Lui è sempre lì, scherza e ride con me quando mi vede tranquilla, tace e mi sostiene con fermezza quando arriva il dolore.
Non faccio troppo caso all’orologio, ma è passata da un pezzo la mezzanotte. Mi visitano: ancora 1 cm!! Non nascondo un po’ di sconforto: le contrazioni sono sempre più ravvicinate e quella dilatazione ferma a 1 cm mi fa pensare che potrei spararmi uno di quei travagli-fiume di cui ho sentito tanti racconti…dico ad Alberto di chiamare mio fratello e mia madre che sono in sala d’attesa per dir loro di tornarsene a casa, che la storia è ancora lunga …
Passa qualche ora…due, forse tre. In questo tempo “palleggio”, passeggio, bevo, mi dondolo appoggiata al muro, faccio pipì (un’impresa!!!) e respiro, respiro, respiro. Inizio ad essere scossa da tremori pazzeschi, sembro una tarantolata…Scherzo con Alberto, che non mi lascia un momento, sempre accanto a me, pronto a sorreggermi, carezzarmi, abbracciarmi e farsi pure strizzare mani e braccia a ogni mio dolore.
Le contrazioni sono sempre più forti, ma più che l’intensità mi tormenta la frequenza: si sono fatte così ravvicinate che non c’è quasi pausa fra una e l’altra, non riesco a coordinarmi bene per respirare e ad ogni respiro inizia a venir fuori, incontrollabile, un lamento (quanto mi sono odiata!!!).
Sembrerà allucinante, ma SENTO IL BISOGNO DI CANTARE…non l’ho detta ancora a nessuno questa cosa, mi vergognavo troppo per farlo, ma ne sentivo il bisogno…forse in effetti sarebbe stato meglio che cantassi piuttosto che lamentarmi, ma non so se sarebbe venuta fuori una performance degna di me!! Continuo a passeggiare, e a un certo punto arriva una contrazione fortissima e lunghissima da farmi gridare e…ops! Mi sento inondare le gambe da un liquido caldo…ho rotto le acque! D’istinto guardo per terra…il liquido è trasparente e questo mi incoraggia…chiamo l’ostetrica che mi visita (non nascondo di essere piuttosto preoccupata che la dilatazione procedesse lentamente, ero già stanchissima per le contrazioni continue)..sono a 4 cm! Allora procede! E non sono nemmeno le tre del mattino! Mi infilano un paio delle mutadine a rete usa e getta e un assorbentone che avevo portato per il post parto.
Arriva il momento dell’epidurale, che richiede una digressione. Io ero una di quelle che vogliono partorire con dolore, avevo sentito un sacco di leggende metropolitane sull’epidurale, su svantaggi e controindicazioni, sul fatto che rendesse il parto innaturale…intanto premetto che posso dire col senno di poi che sono TUTTE STRONZATE, comunque mi ero fatta convincere dalla ginecologa e dalle amiche a fare lo stesso la visita anestesiologica, per lasciarmi aperta la possibilità. Io sempre convinta che non l’avrei chiesta e che ce l’avrei fatta da sola, io, il Walker Texas Ranger delle puerpere!!
Ma torniamo in sala travaglio.
Come detto stavo a 4 cm, mi contorcevo come un’anguilla, guaivo come un pastore bergamasco e tremavo come un pulcino bagnato: di fronte a questo quadretto multizoologico l’ostetrica non mi chiesto nulla, accertati i 4 cm ha semplicemente detto: “Bene, chiamiamo l’anestesista!”. Mi pare ovvio che non mi sono opposta…anzi, la parola “anestesista” ha suscitato immediatamente in me un tenero sentimento per quest’uomo che ancora non avevo visto!
Fra contrazioni, dolori e tremori ho trovato comunque il tempo di darmi della co*****a venti volte per aver pensato di fare la partoriente bionica!!!
Dopo un po’ (minuti che mi sono sembrati eterni!) fanno uscire Alberto ed entra il mio principe azzurro, anzi verde (visto il camice): un simpatico ragazzone con due occhi azzurrissimi, mi permetto pure la sfacciataggine di fargli i complimenti e felicitarmi con Fabiana per la fortuna di avere pure un bel ragazzo che mi fa l’anestesia…
mettermi il cateterino è un’impresa, non tanto per le contrazioni che mi sforzo di controllare, ma per il tremore che mi fa sbatacchiare come un ramoscello nella tempesta! Quando mi spruzza sulla schiena l’anestetico locale mi fa un solletico insopportabile…io non so che aspetto dovessi avere in quel momento, fra il tremore del travaglio, il dolore della contrazione e le risate da solletico!!!
Certo, è durissima star ferma con la contrazione in atto, ma ce la faccio, grazie anche alla piccola allieva ostetrica, che si lascia stringere quelle braccine esili, mi incoraggia e dolcemente mi accarezza le mani. Chiedo se si possa fare qualcosa per fami smettere di tremare, ma mi dicono che non c’è niente da fare, sono spasmi dovuti allo sforzo muscolare delle contrazioni.
Mi fanno sdraiare, attaccano il monitoraggio, tutti escono e torna il mio Alberto, che si siede accanto al letto.
Il dolore si allontana….ridiventa controllabile come qualche ora prima, con un respiro profondo e lento, somiglia di nuovo ai familiari dolori mestruali. Solo il tremore continua a tormentarmi, ma sono così stanca che mi assopisco ogni tanto. Quando arriva la contrazione mi giro a guardare il monitor del tocografo, vedo quei numeri altissimi e mi impressiono: io sento appena un po’ di fastidio!
Inizia a venire giù una grandinata epocale, un trambusto infernale, osteriche e infermiere entrano di corsa nella sala travaglio dove stavo io per guardare dalla finestra!
Mi racconteranno il giorno dopo che sembrava avesse nevicato, Roma era imbiancata dal ghiaccio. Spettacolo del tutto insolito per la Capitale. Eh sì, anche il cielo aveva capito che era una notte speciale!
Non so quanto tempo passa, un’altra ora o due, io mi sento un po’ stordita, credo di aver dormito un pochino, sono in una specie di torpore dal quale vengo scossa da un improvviso e irrefrenabile bisogno di spingere!! Con tono allarmato dico ad Alberto di chiamare di corsa le ostetriche, chè io DEVO spingere!
Arriva la piccola Fabiana, io le dico che non ce la faccio, ho bisogno di spingere, lei mi dice di non farlo, di trattenermi, di lasciar spingere Tommaso, mi dice che finchè non mi visitano (lei non può, è un’allieva, bisogna aspettare l’ostetrica “ufficiale”) per accertare la dilatazione e la posizione del bambino non devo spingere per evitare di danneggiare qualcosa.
E chi ce la fa?? L’impulso è davvero irrefrenabile, non ce la faccio proprio, mi sembra di “farmelo addosso” questo bambino!!! Serro le gambe e inizio a urlare “Fate venire qualcunoooo che io non ce la faccio, devo spingereeeeeeee!!!” Davvero una sensazione assurda!!
Arriva l’ostetrica trafelata (poverina, solo quella notte sono venuti al mondo sette bimbi!!!), mi visita e fa: “e certo che vuoi spingere, sei a 10 cm, la testa è scesa, spingi pure!” Non mi pare vero, inizio a spingere con foga ma lo faccio male, non aspetto la contrazione…Alessandra (l’ostetrica si chiama come me, e anche la mia ginecologa si chiama così…Tommaso, sei stato accompagnato al mondo da un trio di Alessandre!!) mi invita a cambiare posizione e mi chiede se voglio provare carponi, io me lo sognavo da mesi, il parto a carponi! Non capisco perché mettono sul letto la palla e mi ci fanno appoggiare con le braccia, lo trovo scomodo, preferirei stare a quattro zampe ma in quei momenti la concitazione è troppa e io non dico nulla, faccio quel che mi dicono e basta: mi metto in posizione e ricomincio a spingere selvaggiamente, e a ogni spinta con un vocione degno di Hulk urlo “dai dai dai daiiii!!! Esci esci esciiii!!!” talmente forte che l’ostetrica mi ferma temendo che stia urlando di dolore. Mi fa “Ma gridi per il dolore? “ e io, gridando ancora più forte mentre spingo “NOOOOOOO!!!”
Ripensandoci ora era una cosa del tutto grottesca!!! Al nido, nei giorni successivi, chiacchierando con le altre mamme una, che aveva partorito contemporaneamente a me, mi fa: “Ah allora sei tu quella che gridava “esci esci esci…” mammmmmamia che vergogna!!
Da questo momento in poi i miei ricordi si fanno confusi…ricordo che Alessandra mi ha fatto provare altre posizioni (accovacciata, seduta, sdraiata, su un fianco..) perché non riuscivo a far venir fuori il piccolo, a ogni spinta (accompagnata dalle mie solite urla sovrumane di incitamento “escresciescidaidaidaiii”) si vedeva affiorare la testolina e poi tornava indietro…ricordo le sensazioni fortissime: l’esigenza insopportabile di liberarmi di quell’ingombro che sentivo lì sotto e che sembrava non volersi spostare, la frustrazione di sentire Alberto e le ostetriche dire ogni volta: “si vedono i capelli! E’ un bel morettone!” e poi la capoccia tornava su, la sfiducia di non riuscire a farcela (fra una spinta e l’altra imploravo: “ma perché non esceee….”). Ricordo a un certo punto di aver detto che era troppo grande, che non ce la potevo fare,e l’ostetrica che mi prendeva in giro: “guarda che si fatica uguale pure con quelli di due chili e mezzo!”
Mi invita sdraiarmi su un fianco, mi dice che in quella posizione le mie spinte sono più efficaci, mi dice di concentrarmi e di aspettare la contrazione per spingere, di non farlo a caso.
Ce la devo fare, non ne posso più, non so da quanto tempo stavo là a faticare. Mi concentro, quando sento la contrazione raccolgo le forze, respiro e spingo con uno sforzo disumano, al solito urlando “esciiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!” a un certo punto sento un dolore lacerante, un bruciore che mi fa capire che il piccolo sta uscendo davvero, è fatta, mi dico, ce la sto facendo, senza quasi riprendere il respiro continuo a spingere con tutte le forze e d’improvviso TAC! La sensazione di ingombro non c’è più…sono stordita e penso “ok, è uscita la testa, manca poco!” e già mi preparo a spingere di nuovo quando sento la voce di Alberto rotta dal pianto: “Amore è uscito…è bellissimo….” Ero così intontita dallo sfinimento che non avevo capito che Tommaso era sgusciato fuori tutto in una volta, senza nemmeno piangere!!
Nemmeno il tempo di realizzare che è nato che mi sento appoggiare sulla pancia un fagottino caldissimo e appiccicoso…è il mio bambino!! D’istinto chiudo le braccia come a sostenerlo, lo guardo ma non vedo il viso, lo hanno messo troppo in basso, ricordo la testolina e il profilo degli zigomi e del nasino visti dall’alto…è tondo, dolcissimo, tutto viola…ha faticato anche lui per nascere, tesoro mio, gli è anche scoppiata una venuzza in un occhio!
Non so quante volte avevo provato a immaginare cosa avrei sentito, come avrei reagito, pensavo mi sarei emozionata, mi ero prefigurata lacrime, batticuori e scene strappalacrime, e invece mi è sembrata la cosa più naturale del mondo, come se quel piccolino lo avessi avuto fra le braccia da sempre…ho provato una sensazione dolcissima, forse perché era stata un’esperienza così intensa – oltre che faticosa!- da lasciarmi intontita…non lo so.
Fatto sta che ancora adesso, che ha 4 mesi, spesso il cuore mi scoppia di gioia e mi commuovo quasi alle lacrime a guardare il mio piccolo, quando dorme, quando mi sorride…ma in quel momento sentivo solo la dolcezza del suo corpicino caldo sul mio, la voglia di accarezzarlo, di dirgli tante paroline dolci piano piano, dopo tutto quel trambusto…ci lasciano così a lungo e lui sta immobile e quieto addosso a me, io gli parlo, gli accarezzo il visino che ancora non riesco a vedere da quella posizione, lo sorreggo con una mano sotto il sederino (lo so che è strano, ma quella di quel culino minuscolo dentro la mano sarà una sensazione che mi accompagnerà a lungo!), nel frattempo la sua pelle ridiventa rosea, ma è arrivato il momento di sistemare lui e me…in tutto questo io ancora non smetto di tremare…che tormento!!! Portano Tommaso sul piano dove dovranno misurarlo e vestirlo, per me c’è il secondamento, la sutura (un paio di punti per una piccola lacerazione) e la pulizia manuale dell’utero (per residui di membrane) che dura un po’, e a un certo punto sento le ostetriche esclamare. “anvedi questo!” cerco di sbirciare e vedo che Tommy si era tirato su con le braccine e cercava di strisciare! Che energia per un cristiano nato da dieci minuti!! Lo lavano, e lui protesta…finalmente sento la sua vocina! Una vocina di bimbo dolcissima…lo misurano, lo pesano (sorprendendosi che non fosse poi così grosso, dopo che per tutta la notte mi avevano preso in giro per il mio pancione enorme che doveva contenere un torello!) e gli mettono la tutina gialla, lo affidano al papà che osserva che somiglia…a mio fratello!! Mi vengono vicino tutti e due, il mio amore e quel fagottino meraviglioso…sono circa le sei del mattino, la stanza si illumina improvvisamente, guardo la finestra e sta sorgendo l’alba, un’alba meravigliosa, l’alba di una nuova vita e di una nuova famiglia.
Posso finalmente attaccare il mio bambino al seno, ciuccia con forza, il papino poi riesce a portarlo un secondo fuori per farlo vedere ai vari nonni e zii che aspettavano in sala d’attesa, e poi lo portano al nido…Alberto siede accanto al mio letto, è stremato, gli dico che sto bene e che può andare a casa a riposarsi, a me portano uno schifosissimo caffelatte tiepido che mando giù con una voluttà assurda: ero così affamata che quel caffelatte anemico e mezzo freddo mi è sembrato una Sachertorte!
Alberto, Tommaso, ma quanto vi amo….
♪♪ Ale sings the Blues! ♪♪
30.11.2008 ore 5:45: coi suoi 3.8Kg e 52 cm di tenerezza rosa, ♥Tommaso♥ ci ha illuminato la vita...☼

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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
SONO PASSATI QUATTRO MESI DA QUELLA MERAVIGLIOSA NASCITA E NE è VALSA DAVVERO LA PENA ATTENDERE QUESTO MERAVIGLIOSO RACCONTO..... BELLA TRICHECONA MIA..... ORMAI EX....

L'OMETTO GABRIEL,30/11/04,3430 KG X 53 CMLA SCIMMIETTA MYA,28/12/08,3540 X 53 CM
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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
Complimenti!! leggere i racconti dei parti è la cosa più emozionante che ci sia!!

♥Rossella 10/05/08 h.2.45 3.590 kg x 51 cm
Isabel 16/10/2012 h.11.16 2,920 kg x 47 cm
♥
Isabel 16/10/2012 h.11.16 2,920 kg x 47 cm
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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
Mica poi così piccolino Ale... 3 kg e 800... che volevi fare, un vitello??
Parto bellissimo e molto molto simile al mio!!
M... Magnolia? Mughetto? Margherita?
Ah... la prossima volta canta! Dev'essere bellissimo se ti viene di farlo!
Parto bellissimo e molto molto simile al mio!!
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Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN
- Alechan
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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
No, me ne sarei ricordata...era un nome esotico che finiva per S e c'era pure una Y in mezzo, tipo Mysotis o qualcosa del genere...boh?!laura s ha scritto:
M... Magnolia? Mughetto? Margherita?
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30.11.2008 ore 5:45: coi suoi 3.8Kg e 52 cm di tenerezza rosa, ♥Tommaso♥ ci ha illuminato la vita...☼

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- isolablu
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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
bellissimo racconto!
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...Dovevamo saperlo che l'amore brucia la vita e fa passare il tempo...
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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
complimenti! per il piccolo Tommaso e per il bel racconto
questa per me è una parte bellissima
questa per me è una parte bellissima
tiro fuori la busta coi suoi vestitini che tante volte avevo tirato fuori e ordinatamente ripiegato e riposto,
Guarderò spesso quella busta, durante la notte, pensando che presto vedrò quei vestitini indosso al mio cucciolo,
Fla Ale e ღLucaღ (28/04/06) 3320gr ღElisaღ (06/09/08) 3100gr ღEmmaღ (05/10/10) 2630gr ♥


- laura s
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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
Ale è Myosotis, il nome latino del Nontiscordardime. Ci avevo pensato ma mi sembrava troppo difficile... invece vuol dire che fanno i pretenziosi!! 
Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN
- tata77
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Panciotta
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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
...Alessà è stato un parto anche leggere il racconto
Ho pianto come un vitello ma ho anche riso perchè hai raccontato tutto con sentimento e ironia! Mi hanno commosso soprattutto le parole d'amore spese per il tuo musicista.
Leggendo mi son sentita un pò in colpa...un'ora dopo che è nato Tommy io mi son svegliata, mi son fatta la doccia e sono andata a fare un tranquillissimo taglio cesario

Ho pianto come un vitello ma ho anche riso perchè hai raccontato tutto con sentimento e ironia! Mi hanno commosso soprattutto le parole d'amore spese per il tuo musicista.
Leggendo mi son sentita un pò in colpa...un'ora dopo che è nato Tommy io mi son svegliata, mi son fatta la doccia e sono andata a fare un tranquillissimo taglio cesario
Il nostri doni più belli: Luigi 30/11/2008 - 3,980 kg 53 cm e Giorgio 22/10/2011 - 3,160 kg 50 cm--No Stella, no party!
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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
bellissimissimo Alessandra un racconto dal quale traspare tutto l'amore per i tuoi fantastici uomini!!!
Juliana G. Genn07 William R. Dic08 voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti Gibran
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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
mammamia che brividi...
non sono ancora mamma.. e spero di avere la fortuna di diventarlo.... chissà....
ma intanto ti ringrazio di cuore per questo bellissimo racconto...
mi hai fatta emozionare... sorridere... restare a bocca aperta ad aspettare l'arrivo... e sorridere di nuovo...
insomma grazie ....
benvenuto tommy... e complimenti a te e al papy
non sono ancora mamma.. e spero di avere la fortuna di diventarlo.... chissà....
ma intanto ti ringrazio di cuore per questo bellissimo racconto...
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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
Ale...scusami ma me lo leggo a puntate, sono stanca e me lo voglio godere al massimo il tuo racconto, non voglio perdermi una virgola, per adesso ti dico solo che sono arrivata a metà e sto versando lacrime a fiumi!
Domani inonderò la cameretta del mio piccolo!
Mattia 8/12/2008 - 4000 g e 55 cm Ginevra 25/2/2011 - 3200 g e 50 cm
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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
che bellissimo racconto, il parto è simile al mio,.. travaglio lungo e bimbo che tornava indietro durante le spinte..
Sarà che mi chiamo anch'io come te
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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
...ce l'ho fatta ho ho terminato di leggere il tuo racconto, davverò commovente e divertente allo stesso tempo, mentre lo leggevo Mattia era in braccio, l'ho stretto a me versando lacrime...avrà pensato, ma la mamma è impazzita! 
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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
ALE ce l'ho fatta a finirlo!!
Racconto stupendo, e risultato eccezZZziunale veramente! bravissima!
anzi bravissimi,
siete stati una squadra perfetta!!
eri nella myosotis ALE!!! e forse aveva gli interni in color celestino pastello... o no?
io ho partorito tutte e due le volte nella Dalia (giallina), e neppure lì c'era il letto tondo, la corda, la vasca... ma non sono servite
eri nella myosotis ALE!!! e forse aveva gli interni in color celestino pastello... o no?
io ho partorito tutte e due le volte nella Dalia (giallina), e neppure lì c'era il letto tondo, la corda, la vasca... ma non sono servite
Irene 27.03.95 Luca 24.03.07 Martina 04.12.2008
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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
No...gli interni erano giallino tenue, tipo crema!skritch ha scritto: eri nella myosotis ALE!!! e forse aveva gli interni in color celestino pastello... o no?
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30.11.2008 ore 5:45: coi suoi 3.8Kg e 52 cm di tenerezza rosa, ♥Tommaso♥ ci ha illuminato la vita...☼

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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
uhm ... sicura che iniziasse con M?
quella giallina crema era la Dalia....
quella giallina crema era la Dalia....
Irene 27.03.95 Luca 24.03.07 Martina 04.12.2008
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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
skritch ha scritto:uhm ... sicura che iniziasse con M?
quella giallina crema era la Dalia....
Sicurissima sul nome, il colore non era celestino...a meno che il travaglio non mi abbia resa temporaneamente daltonica!!!
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Re: 30/11:Sotto la grandine:TOMMASO! [LUNGHISSIMO!]
Bellissimo racconto e anche il parto!!! simili al mio!!! e anche io ho partorito un vitellino di nome Tommaso, mi hai fatta emozionare, ho ricordato e pianto!!!
n.b.: quella sensazione che hai nel giardarlo quando dorme ecc .... bè io ce l'ho ancora adesso che sta per compiere 4 anni e le lacrime di gioia scorrono ancora copiose....
n.b.: quella sensazione che hai nel giardarlo quando dorme ecc .... bè io ce l'ho ancora adesso che sta per compiere 4 anni e le lacrime di gioia scorrono ancora copiose....
Tommi, 13/04/2005, la mia vita
Ieri è storia...Domani è mistero...Oggi è un dono...per questo si chiama presente!
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