Dedicato a Valerio...
Inviato: 2 feb 2009, 17:54
Venerdì 28 novembre. E’ da una quindicina di giorni che so che questo sarà il grande giorno. Da una parte mi sento sollevata perché Andrea ed io non dovremo contare i minuti, interpretare i segnali, correre nel cuore della notte…ma dall’altra provo una sensazione stranissima…sapere che proprio quel giorno avrò appuntamento con mio figlio, che finalmente darò un volto e un profumo a quei calcetti che mi hanno tenuto compagnia per mesi…bhe è un’esperienza pazzesca.
Stranamente dormo tutta la notte. Suona la sveglia.
Faccio una doccia…siamo solo io, la mia pancia e i miei pensieri...
Sveglio Andrea, chiudo la valigia che ormai è lì da un mese, siamo pronti, faccio un bel
sospirone pensando che la prossima volta che torneremo a casa avremo il nostro piccolo tra le braccia. Usciamo.
E’ una mattina grigia e ventosa, le foglie svolazzano dappertutto. Il viaggio in macchina è silenzioso…ogni parola ci sembra banale e non all’altezza del grande evento che ci aspetta.
Sono le 7.30 in punto. Come d’accordo arrivo davanti all’ingresso del reparto di ostetricia e mando un sms ad Elena. Elena è l’ostetrica che mi è stata vicina nell’ultimo mese, che mi ha aiutato ad organizzare il parto e che mi starà accanto anche oggi. Ha cambiato turno per esserci ed io le sono veramente grata per questo. Dopo pochi minuti si apre la porta e lei ci accoglie con un sorriso e ci chiede come ci sentiamo. Poi mi fa entrare promettendo ad Andrea che appena sistemata la borsa nella stanza mi farà uscire di nuovo per stare un po’ con lui, tanto c’è tempo. Così presa alla sprovvista entro con lei e lo saluto distrattamente. Invece non ci sarà più modo di uscire e mi dispiacerà tanto non aver salutato per bene il mio amore.
Elena mi accompagna nella stanza…il mio letto è il n. 30.
La stanza è buia, ci sono due mamme con le cullette vicino e stanno ancora dormendo. Elena mi invita a disfare la valigia e a sistemare le mie cose nell’armadietto…al buio non è facile e poi mi sento confusa.
Intanto si fa giorno per bene e l’ospedale prende vita…le due mamme si svegliano e ci salutiamo, arriva la colazione per loro ed inizia anche la mia lunga giornata.
Un’infermiera mi porta un camice verde, lo indosso e mi attacca il monitoraggio…mi fa un effetto così strano sentire il suo cuore per l’ultima volta dentro di me.
Poi inizia il via vai: prima arriva la ginecologa che mi fa riempire il consenso al cesareo e mi rassicura che entro le 10.30 sarò in sala operatoria, poi arriva un’altra ostetrica mi fa compilare fogli su fogli per la donazione del cordone, poi un’infermiera mi attacca la flebo…
Intanto il tempo passa e io scambio sms con Andrea che è fuori.
La ginecologa ripassa per avvertirmi che c’è un cesareo d’urgenza, quindi bisogna aspettare…
Comincia a venirmi un po’ d’ansia…
Sono sempre con l’occhio al cellulare per controllare l’ora…Sono le dieci e mezza, sono le dieci e quarantacinque, sono le undici…
Intanto fuori il tempo è sempre più grigio e piove.
Ormai non so più che ore sono…
Finalmente entra un’infermiera e mi chiede dove trova la busta con i vestitini da mettere al bambino. Oddio, allora ci siamo…vogliono i vestitini che ho guardato e riguardato negli ultimi giorni sognando il momento in cui li avrei visti addosso al mio cucciolo.
Dopo poco sbloccano le ruote del mio letto e mi portano in sala operatoria…
Il cuore inizia a battermi forte…
Arrivo in un corridoio e mi fermo di nuovo…la dottoressa mi avverte che non appena finiscono di pulire la sala operatoria tocca a noi. Mi spostano vicino ad una finestra e noto che c’è il sole. Questa scoperta mi tranquillizza, la leggo come un buon auspicio. Si avvicina Elena e mi fa notare anche lei questa cosa. Poi si allontana e la sento parlottare al cellulare col figlio e discutono dell’assicurazione della macchina da pagare. Mi fa un effetto così particolare…sta per succedere un evento storico e intanto il mondo continua a girare!
Finalmente entro in sala operatoria. Elena è sempre con me.
C’è un gran fermento, medici e infermiere si salutano, ridono, scherzano, parlano del week end…
Mi si avvicina una signora molto gentile che comincia a parlarmi e a darmi istruzioni…è l’anestesista.
Mi fa la spinale, non sento dolore…Dopo pochi secondi comincio a sentirmi le gambe pesantissime e flaccide, come fossero di gomma piuma…dopo pochi altri minuti inizia tutto.
Sono emozionantissima, perché mi hanno detto che la nascita avviene nei primissimi minuti.
Non faccio in tempo a realizzare che sento un pianto forte e squillante! Sono le 13.20.
Elena arriva dall’altra parte del telo con un fagottino che ha fatto appena in tempo a pulire e me lo avvicina al viso… "E sano?" chiedo- "non solo è sano ma è biondo e bellissimo" mi risponde lei-. Comincio a piangere…e lei mi prende in giro…”ti sei commossa eh?!”. Mi slega una mano per fargli una carezza e lui smette di piangere e mi lecca il naso… E’ caldo, ha un profumo delizioso, è mio figlio. Sono mamma.
Poi Elena mi riporta alla realtà, lo prende e lo porta a conoscere il suo papà e i nonni e gli zii che lo aspettano da ore lì fuori. Il pediatra mi dice che è un bel bambino e mi raccomanda di allattarlo al seno.
Intanto l’intervento va avanti per una mezzora buona, ma non lo vivo come una cosa spiacevole…ho la testa da un’altra parte. Tutti mi chiedono come chiamerò mio figlio e neanche a farlo apposta molti lì dentro hanno un figlio di nome Valerio e mi avvertono che nomen homen…i Valeri danno filo da torcere alle mamme! Non vedo l’ora di scoprirlo!
Esco dalla sala operatoria finalmente e mi mettono in una camera di decompressione per riprendermi un po’. Dopo pochissimo arriva Andrea con il viso più emozionato che mai, gli occhi lucidi e la sua inseparabile macchina fotografica. Si avvicina e mi dice: “Lu, sei stata bravissima e Valerio è bellissimo”. Guardiamo le foto che gli ha scattato 12 minuti dopo la sua nascita, notiamo che ha il nasino un po’ schiacciato ma per noi è una meraviglia! Intanto piovono sms di auguri. Gli racconto di me, mi racconta di lui e dei nonni e degli zii…la nascita di nostro figlio ha tante facce!
Passate due ore, Andrea esce, le infermiere mi vestono e mi riaccompagnano in camera nel mio letto. E mi aspetta un’altra grande emozione…vedo tutte le persone a me più care allineate sul corridoio ad aspettarmi!
Incrocio lo sguardo di mia mamma e di mio padre…
Rientro in camera…non ci sono più le ragazze della mattina, sono state dimesse, trovo altre due mammine pancione che mi salutano…chissà a loro quando toccherà!
Intanto è l’ora delle visite e tutti restano a farmi compagnia…le puericultrici riportano il cuccioletto in camera e lo vedo con quella famosa tutina…è una taglia zero, ma lo vedo così piccolo e indifeso in quella enorme tutina!
Ma un altro momento indimenticabile mi aspetta…
Sono le sette di sera, Andrea è tornato per stare solo soletto con noi. Entra una puericultrice e mi avvicina Valerio al seno…”Signora se vuole può attaccarlo”!
Ci provo…e il mio pulcino cerca e trova il seno…è tutto così istintivo e naturale. Non ha forza, è un gattino dolcissimo. Che tenerezza! Andrea ci guarda estasiato. So che aspettava da tanto quel momento!
Quelle prime ore con lui ed Andrea mi riempiono di una felicità mai provata… Siamo una famiglia ora!
Valerio, l’ultimo pensiero è per te! La vita, seppure incredibilmente complicata, è meravigliosa e vale la pena di viverla al massimo perché è una sola. Ti auguro di trovare la tua strada e di perseguirla con coraggio ed onestà verso te stesso e verso gli altri. Spero di saperti stare vicino in questa magnifica avventura. Benvenuto piccolo mio!
Stranamente dormo tutta la notte. Suona la sveglia.
Faccio una doccia…siamo solo io, la mia pancia e i miei pensieri...
Sveglio Andrea, chiudo la valigia che ormai è lì da un mese, siamo pronti, faccio un bel
sospirone pensando che la prossima volta che torneremo a casa avremo il nostro piccolo tra le braccia. Usciamo.
E’ una mattina grigia e ventosa, le foglie svolazzano dappertutto. Il viaggio in macchina è silenzioso…ogni parola ci sembra banale e non all’altezza del grande evento che ci aspetta.
Sono le 7.30 in punto. Come d’accordo arrivo davanti all’ingresso del reparto di ostetricia e mando un sms ad Elena. Elena è l’ostetrica che mi è stata vicina nell’ultimo mese, che mi ha aiutato ad organizzare il parto e che mi starà accanto anche oggi. Ha cambiato turno per esserci ed io le sono veramente grata per questo. Dopo pochi minuti si apre la porta e lei ci accoglie con un sorriso e ci chiede come ci sentiamo. Poi mi fa entrare promettendo ad Andrea che appena sistemata la borsa nella stanza mi farà uscire di nuovo per stare un po’ con lui, tanto c’è tempo. Così presa alla sprovvista entro con lei e lo saluto distrattamente. Invece non ci sarà più modo di uscire e mi dispiacerà tanto non aver salutato per bene il mio amore.
Elena mi accompagna nella stanza…il mio letto è il n. 30.
La stanza è buia, ci sono due mamme con le cullette vicino e stanno ancora dormendo. Elena mi invita a disfare la valigia e a sistemare le mie cose nell’armadietto…al buio non è facile e poi mi sento confusa.
Intanto si fa giorno per bene e l’ospedale prende vita…le due mamme si svegliano e ci salutiamo, arriva la colazione per loro ed inizia anche la mia lunga giornata.
Un’infermiera mi porta un camice verde, lo indosso e mi attacca il monitoraggio…mi fa un effetto così strano sentire il suo cuore per l’ultima volta dentro di me.
Poi inizia il via vai: prima arriva la ginecologa che mi fa riempire il consenso al cesareo e mi rassicura che entro le 10.30 sarò in sala operatoria, poi arriva un’altra ostetrica mi fa compilare fogli su fogli per la donazione del cordone, poi un’infermiera mi attacca la flebo…
Intanto il tempo passa e io scambio sms con Andrea che è fuori.
La ginecologa ripassa per avvertirmi che c’è un cesareo d’urgenza, quindi bisogna aspettare…
Comincia a venirmi un po’ d’ansia…
Sono sempre con l’occhio al cellulare per controllare l’ora…Sono le dieci e mezza, sono le dieci e quarantacinque, sono le undici…
Intanto fuori il tempo è sempre più grigio e piove.
Ormai non so più che ore sono…
Finalmente entra un’infermiera e mi chiede dove trova la busta con i vestitini da mettere al bambino. Oddio, allora ci siamo…vogliono i vestitini che ho guardato e riguardato negli ultimi giorni sognando il momento in cui li avrei visti addosso al mio cucciolo.
Dopo poco sbloccano le ruote del mio letto e mi portano in sala operatoria…
Il cuore inizia a battermi forte…
Arrivo in un corridoio e mi fermo di nuovo…la dottoressa mi avverte che non appena finiscono di pulire la sala operatoria tocca a noi. Mi spostano vicino ad una finestra e noto che c’è il sole. Questa scoperta mi tranquillizza, la leggo come un buon auspicio. Si avvicina Elena e mi fa notare anche lei questa cosa. Poi si allontana e la sento parlottare al cellulare col figlio e discutono dell’assicurazione della macchina da pagare. Mi fa un effetto così particolare…sta per succedere un evento storico e intanto il mondo continua a girare!
Finalmente entro in sala operatoria. Elena è sempre con me.
C’è un gran fermento, medici e infermiere si salutano, ridono, scherzano, parlano del week end…
Mi si avvicina una signora molto gentile che comincia a parlarmi e a darmi istruzioni…è l’anestesista.
Mi fa la spinale, non sento dolore…Dopo pochi secondi comincio a sentirmi le gambe pesantissime e flaccide, come fossero di gomma piuma…dopo pochi altri minuti inizia tutto.
Sono emozionantissima, perché mi hanno detto che la nascita avviene nei primissimi minuti.
Non faccio in tempo a realizzare che sento un pianto forte e squillante! Sono le 13.20.
Elena arriva dall’altra parte del telo con un fagottino che ha fatto appena in tempo a pulire e me lo avvicina al viso… "E sano?" chiedo- "non solo è sano ma è biondo e bellissimo" mi risponde lei-. Comincio a piangere…e lei mi prende in giro…”ti sei commossa eh?!”. Mi slega una mano per fargli una carezza e lui smette di piangere e mi lecca il naso… E’ caldo, ha un profumo delizioso, è mio figlio. Sono mamma.
Poi Elena mi riporta alla realtà, lo prende e lo porta a conoscere il suo papà e i nonni e gli zii che lo aspettano da ore lì fuori. Il pediatra mi dice che è un bel bambino e mi raccomanda di allattarlo al seno.
Intanto l’intervento va avanti per una mezzora buona, ma non lo vivo come una cosa spiacevole…ho la testa da un’altra parte. Tutti mi chiedono come chiamerò mio figlio e neanche a farlo apposta molti lì dentro hanno un figlio di nome Valerio e mi avvertono che nomen homen…i Valeri danno filo da torcere alle mamme! Non vedo l’ora di scoprirlo!
Esco dalla sala operatoria finalmente e mi mettono in una camera di decompressione per riprendermi un po’. Dopo pochissimo arriva Andrea con il viso più emozionato che mai, gli occhi lucidi e la sua inseparabile macchina fotografica. Si avvicina e mi dice: “Lu, sei stata bravissima e Valerio è bellissimo”. Guardiamo le foto che gli ha scattato 12 minuti dopo la sua nascita, notiamo che ha il nasino un po’ schiacciato ma per noi è una meraviglia! Intanto piovono sms di auguri. Gli racconto di me, mi racconta di lui e dei nonni e degli zii…la nascita di nostro figlio ha tante facce!
Passate due ore, Andrea esce, le infermiere mi vestono e mi riaccompagnano in camera nel mio letto. E mi aspetta un’altra grande emozione…vedo tutte le persone a me più care allineate sul corridoio ad aspettarmi!
Incrocio lo sguardo di mia mamma e di mio padre…
Rientro in camera…non ci sono più le ragazze della mattina, sono state dimesse, trovo altre due mammine pancione che mi salutano…chissà a loro quando toccherà!
Intanto è l’ora delle visite e tutti restano a farmi compagnia…le puericultrici riportano il cuccioletto in camera e lo vedo con quella famosa tutina…è una taglia zero, ma lo vedo così piccolo e indifeso in quella enorme tutina!
Ma un altro momento indimenticabile mi aspetta…
Sono le sette di sera, Andrea è tornato per stare solo soletto con noi. Entra una puericultrice e mi avvicina Valerio al seno…”Signora se vuole può attaccarlo”!
Ci provo…e il mio pulcino cerca e trova il seno…è tutto così istintivo e naturale. Non ha forza, è un gattino dolcissimo. Che tenerezza! Andrea ci guarda estasiato. So che aspettava da tanto quel momento!
Quelle prime ore con lui ed Andrea mi riempiono di una felicità mai provata… Siamo una famiglia ora!
Valerio, l’ultimo pensiero è per te! La vita, seppure incredibilmente complicata, è meravigliosa e vale la pena di viverla al massimo perché è una sola. Ti auguro di trovare la tua strada e di perseguirla con coraggio ed onestà verso te stesso e verso gli altri. Spero di saperti stare vicino in questa magnifica avventura. Benvenuto piccolo mio!