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Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 10 ott 2008, 11:11
da Symon
Cronaca di quel 29 settembre 2008.

Che strano. Pensare che avevo così paura. Eppure... Eppure eccoti li che dormi nella tua carrozzina, felice, tranquilla... incurante di aver portato nella mia vita una vera e propria rivoluzione.
Sei così piccola.
ma partiamo dall'inizio. Hai cominciato a farti sentire sabato 27 settembre, con dei dolori che assomigliano alle contrazioni, erano vicine, quasi ogni 10 minuti. Il tuo papà preoccupato mi ha accompagnato all'ospedale, dove mi attaccano al monitoraggio per 20 minuti e vedono che c'è attività contrattile ma che è presto!
Torniamo a casa. il tuo papà si mette vicino a me nel letto e ci fa le coccole. è così dolce, talmente diverso dal ragazzo un po' sbandato che ho conosciuto quando avevo 14 anni. Serio, o quasi, incomincia a vivere adesso.. Siamo la sua rivincita ci dice... ed io mi addormento con le lacrime agli occhi.
ero al sicuro tra le sue forti braccia, tra le sue coccole, con il suo fiato sui miei capelli, come ai vecchi tempi. quando alla nostra storia ci credevamo solo io e lui.
Arriva domenica. le contrazioni ci sono, ogni 20 minuti, ben diverse da quelle del giorno prima.
Ma decidiamo di uscire... Andiamo in quel caffè che qui conoscono tutti… e parliamo di noi… dei nostri progetti, dei nostri bei momenti passati insieme, passando però su strade irte di pericoli, piene di difficoltà.
Non parliamo di te, solo per un momento… non ci chiediamo a chi assomiglierai, da chi prenderai gli occhi o se mangerai tanto la notte e se sarai davvero così grande come dicono i dottori.
La radio passa “29 settembre” la canzone di Battisti.
“Ma cos’è?!?” mi chiede il tuo papà.
“Battisti… quest’anno è 10 anni che è morto… questa canzone si chiama 29 settembre! È domani il 29 settembre… quindi le radio celebrano questo giorno..”
E tutti e due pensiamo la stessa cosa… Un brivido corre lungo la schiena di entrambe, si arrossano gli occhi, e ci chiediamo: “magari nasce domani”.
Le contrazioni ci sono… si fanno sentire di più nel pomeriggio. Ed io penso che tra poco ti vedrò, controllo e ricontrollo la borsa, guardo le tutine nei cassetti e continuo a ripetere al tuo papà dove trovare la roba. Si ravvicinano, adesso sono ogni 6 minuti.
Dolore sopportabile se penso alla gioia che mi stai dando.
Il tuo papà mi convince: ce ne andiamo a letto. Mi accarezza la fronte e mi dice: “amore.. sono qui… da adesso in poi non ti lascio più, qualsiasi cosa accada. Stai tranquilla amore!” poi accarezza il mio pancione e, parlando con te dice: “cucciolina del papà sbrigati ad uscire di li… non far stare male la mamma eh…!”
La sera è quella del derby. Tutti davanti alla tele. Ma chi guarda vincere il Milan? Nessuno.. Papà Gian è nervoso… e finge, strategicamente di esserlo per l’inter che perde….
In realtà pensa che è notte, e che in ospedale se mi ricoverano non lo fanno stare dentro.
Finita la partita, mia madre decide che è ora. Le contrazioni sono una ogni 2-3 minuti, e durano un minuto e mezzo.
Ho la schiena a pezzi. Mi portano di la in camera, mi vestono, prendono la mia roba e si va in ospedale.
C’è un ostetrica bravissima che si accorge che la placenta è ulteriormente distaccata, rotta. Penso che stai male, che c’è una perdita di liquido, penso che sarà la notte più lunga del mondo. Mi ricoverano in camera insieme a due peruviane urlanti.
Io e te invece non urliamo. Ci attaccano il tracciato, io attacco la musica. Tu ti muovi, c’è Giuliano Sangiorgi che canta “Cade la pioggia”. Da questo momento in avanti ci sarà musica nella mia testa, e nelle mie orecchie. Per rilassarmi, e per tranquillizzarti.
La giornata di lunedì 29 settembre scorre velocemente… non ricordo nient’altro se non le carezze di mia madre, la preoccupazione di mio padre…
La presenza sicura di mia zia e di mia nonna. E l’amore. L’amore immenso che tuo padre mi regala. Ad ogni sua carezza. Parla con te, e cerca di far rilassare me… passeggia nel giardino dell’ospedale, e mi tiene la mano che stringo forte.
Sento spingere la tua testina. Sento che vuoi nascere..
Alle 19 o 20… ci chiamano a visita. È ora di entrare in sala travaglio. È ora dell’ultima lotta. Stremata provo a chiedere un antidolorifico, un epidurale… una qualsiasi cosa che calmi il dolore. Niente. Ma alla fine è stato meglio così.
Ore 21. tuo papà esce dalla stanza per andare a mangiare… entra la nonna Pinuccia (che strano chiamarla nonna!!). Sono in balia delle contrazioni che arrivano una dietro l’altra. Sempre più forti… la sacca scende, spingi verso giù anche tu… preparandomi ad una velocissima fase esplulsiva.
Chiedo di andare in bagno. Ma non riesco a fare niente…. L’ostetrica mi visita e mi dice: “alla prossima contrazione sentirai rompere la sacca… quindi come svuotarti… poi non saranno più contrazioni. Solo spingere… asseconda la tua bambina e vedrai che sarà ancora più facile!”
Detto fatto. Si rompe la sacca. Scoppio a piangere. Oramai è questione di minuti. Ci sei… stai per uscire… sento che manca poco…
Entro in uno stadio di trans… cerco di isolarmi.. ora siamo io e te…
Spingi verso giù la prima volta. “FUORI LA TESTA!”.
Penso che stai soffocando. Ho il terrore di farti male… non ce la faccio più. Dovevi uscire subito…. Ultima spinta. Mi concentro, guardo il tuo papà in lacrime, gli stringo la mano, chiudo gli occhi, e spingo…. Talmente forte che vieni fuori tutta insieme… ECCOTI.
Ora sei sul mio petto, bellissima, piangi per pochi secondi, ti avvicino un dito della mia mano e lo stringi forte. Sono tua amore…
Il tuo papà al mio fianco piange, è un’emozione fortissima vederti, sentirti, toccarti… sei la cosa più bella che io abbia mai fatto. La mia rivincita, la mia rinascita… Sono una persona nuova. Capace solo di amarti.
Ora sei in braccio al tuo papà, e non piangi neanche.
Mi danno i punti, soffro tantissimo, l’anestetico non entra in circolo. E piango, sono emozionata, indolenzita… non capisco niente. Quando finiscono mi mettono il ghiaccio per non far venire l’ematoma. Ci fanno aspettare ancora un po’ in sala travaglio-parto.
Ci portano poco dopo in una camera dove ci possono venire a vedere i parenti. Tutti dicono che sei bellissima, ed è così. Sei ancora sporca, ma sei stupenda. Hai tutte e due le manine in bocca, e sei ancora tutta nuda, ma sei bellissima.
Poi ci separano, tu vai al nido con il tuo papà, che ti lava, ti cambia e assiste alla primissima visita: sei 2.40 kg per 46 cm.
Io sono in camera, quando torna il tuo papà con la nonna Pinuccia sistemano il borsone, ma io dormo, non ricorderò niente di quello che mi dicono. So solo che mi hanno fatto un antidolorifico, un antibiotico e un’altra cosa. La notte li trascorre in un sonno profondo… fino all’indomani, quando ti portano in camera.
Avrò paura di prenderti in braccio, perché sono ancora debole e non voglio farti male. Ma poi vinco io! E sei tra le braccia sicure di una mamma che non ha più paura.
Sei la mia vita Sofia. Sei tutto quello che vale la pena vivere.
E più penso a ciò che io e tuo padre eravamo, più penso che tu adesso sei la nostra gioia!
Ti amiamo.
Questo racconto lo conserverò nel mio diario in modo che quando sarai grande lo potrai leggere.

Per sempre,
la tua mamma.

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 10 ott 2008, 11:29
da Simhona
...tantissimi auguri :yeee :yeee :yeee

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 10 ott 2008, 11:39
da riccia
Symon, tesoro che emozione!!! :cuore :emozionee

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 10 ott 2008, 12:05
da taty77
ho pianto leggendo il tuo racconto.... :congratulations: :angelo: :094-Benvenuta:
complimenti!!!!!!

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 10 ott 2008, 12:05
da caramella75
Questa non è una semplice storia, ma una meravigliosa poesia, emozionante, dolcissima. Congratulazioni Symon!!!!!! :cuore :cuore :cuore :cuore :emozionee

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 10 ott 2008, 12:29
da Crysania
ecco... :buuu
lo sapevo... :buuu
mi hai fatto commuovere :buuu

è una bimba splendida :emozionee goditi ogni istante con lei...passano in un attimo... :bacio

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 10 ott 2008, 12:31
da grecale
che bel racconto symon,tanti auguri a te,la tua bimba e il paparino :sorrisoo :bacio :bacio

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 10 ott 2008, 12:54
da elimar
Symon, mamma mia che racconto emozionante :emozionee
Congratulazioni mammina! :sorrisoo

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 10 ott 2008, 14:15
da Yele82
Dio mio..io non conosco te e la tua storia..ma ti giuro mi hai fatto venire la pelle d'oca..compliementi a te alla tua cucciola..

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 10 ott 2008, 14:45
da peffa
Che bel racconto, anch'io mi sono commossa :emozionee

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 10 ott 2008, 14:48
da Dream78
Symon, hai descritto tutto con una tale intensità e un tale amore che..... :buuu ho pianto tutto il tempo... :buuu

Congratulazione di cuore!
Un :bacio a te, alla cucciola e al papi!

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 10 ott 2008, 15:26
da msbricco
Symon .. siete grandi!!!! :emozionee

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 10 ott 2008, 16:41
da mammola04
che emozione :emozionee :emozionee

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 11 ott 2008, 13:00
da SweetLikeHoney
Symon :buuu :buuu che racconto! :buuu
:cuore
:bacio

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 11 ott 2008, 13:01
da SweetLikeHoney
quant'é stupenda Sofia! :emozionee :cuore
Congratulazioni,Mamma! :ok :cuore

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 11 ott 2008, 13:34
da desiderio
Symon ha scritto:Cronaca di quel 29 settembre 2008.

Che strano. Pensare che avevo così paura. Eppure... Eppure eccoti li che dormi nella tua carrozzina, felice, tranquilla... incurante di aver portato nella mia vita una vera e propria rivoluzione.
Sei così piccola.
ma partiamo dall'inizio. Hai cominciato a farti sentire sabato 27 settembre, con dei dolori che assomigliano alle contrazioni, erano vicine, quasi ogni 10 minuti. Il tuo papà preoccupato mi ha accompagnato all'ospedale, dove mi attaccano al monitoraggio per 20 minuti e vedono che c'è attività contrattile ma che è presto!
Torniamo a casa. il tuo papà si mette vicino a me nel letto e ci fa le coccole. è così dolce, talmente diverso dal ragazzo un po' sbandato che ho conosciuto quando avevo 14 anni. Serio, o quasi, incomincia a vivere adesso.. Siamo la sua rivincita ci dice... ed io mi addormento con le lacrime agli occhi.
ero al sicuro tra le sue forti braccia, tra le sue coccole, con il suo fiato sui miei capelli, come ai vecchi tempi. quando alla nostra storia ci credevamo solo io e lui.
Arriva domenica. le contrazioni ci sono, ogni 20 minuti, ben diverse da quelle del giorno prima.
Ma decidiamo di uscire... Andiamo in quel caffè che qui conoscono tutti… e parliamo di noi… dei nostri progetti, dei nostri bei momenti passati insieme, passando però su strade irte di pericoli, piene di difficoltà.
Non parliamo di te, solo per un momento… non ci chiediamo a chi assomiglierai, da chi prenderai gli occhi o se mangerai tanto la notte e se sarai davvero così grande come dicono i dottori.
La radio passa “29 settembre” la canzone di Battisti.
“Ma cos’è?!?” mi chiede il tuo papà.
“Battisti… quest’anno è 10 anni che è morto… questa canzone si chiama 29 settembre! È domani il 29 settembre… quindi le radio celebrano questo giorno..”
E tutti e due pensiamo la stessa cosa… Un brivido corre lungo la schiena di entrambe, si arrossano gli occhi, e ci chiediamo: “magari nasce domani”.
Le contrazioni ci sono… si fanno sentire di più nel pomeriggio. Ed io penso che tra poco ti vedrò, controllo e ricontrollo la borsa, guardo le tutine nei cassetti e continuo a ripetere al tuo papà dove trovare la roba. Si ravvicinano, adesso sono ogni 6 minuti.
Dolore sopportabile se penso alla gioia che mi stai dando.
Il tuo papà mi convince: ce ne andiamo a letto. Mi accarezza la fronte e mi dice: “amore.. sono qui… da adesso in poi non ti lascio più, qualsiasi cosa accada. Stai tranquilla amore!” poi accarezza il mio pancione e, parlando con te dice: “cucciolina del papà sbrigati ad uscire di li… non far stare male la mamma eh…!”
La sera è quella del derby. Tutti davanti alla tele. Ma chi guarda vincere il Milan? Nessuno.. Papà Gian è nervoso… e finge, strategicamente di esserlo per l’inter che perde….
In realtà pensa che è notte, e che in ospedale se mi ricoverano non lo fanno stare dentro.
Finita la partita, mia madre decide che è ora. Le contrazioni sono una ogni 2-3 minuti, e durano un minuto e mezzo.
Ho la schiena a pezzi. Mi portano di la in camera, mi vestono, prendono la mia roba e si va in ospedale.
C’è un ostetrica bravissima che si accorge che la placenta è ulteriormente distaccata, rotta. Penso che stai male, che c’è una perdita di liquido, penso che sarà la notte più lunga del mondo. Mi ricoverano in camera insieme a due peruviane urlanti.
Io e te invece non urliamo. Ci attaccano il tracciato, io attacco la musica. Tu ti muovi, c’è Giuliano Sangiorgi che canta “Cade la pioggia”. Da questo momento in avanti ci sarà musica nella mia testa, e nelle mie orecchie. Per rilassarmi, e per tranquillizzarti.
La giornata di lunedì 29 settembre scorre velocemente… non ricordo nient’altro se non le carezze di mia madre, la preoccupazione di mio padre…
La presenza sicura di mia zia e di mia nonna. E l’amore. L’amore immenso che tuo padre mi regala. Ad ogni sua carezza. Parla con te, e cerca di far rilassare me… passeggia nel giardino dell’ospedale, e mi tiene la mano che stringo forte.
Sento spingere la tua testina. Sento che vuoi nascere..
Alle 19 o 20… ci chiamano a visita. È ora di entrare in sala travaglio. È ora dell’ultima lotta. Stremata provo a chiedere un antidolorifico, un epidurale… una qualsiasi cosa che calmi il dolore. Niente. Ma alla fine è stato meglio così.
Ore 21. tuo papà esce dalla stanza per andare a mangiare… entra la nonna Pinuccia (che strano chiamarla nonna!!). Sono in balia delle contrazioni che arrivano una dietro l’altra. Sempre più forti… la sacca scende, spingi verso giù anche tu… preparandomi ad una velocissima fase esplulsiva.
Chiedo di andare in bagno. Ma non riesco a fare niente…. L’ostetrica mi visita e mi dice: “alla prossima contrazione sentirai rompere la sacca… quindi come svuotarti… poi non saranno più contrazioni. Solo spingere… asseconda la tua bambina e vedrai che sarà ancora più facile!”
Detto fatto. Si rompe la sacca. Scoppio a piangere. Oramai è questione di minuti. Ci sei… stai per uscire… sento che manca poco…
Entro in uno stadio di trans… cerco di isolarmi.. ora siamo io e te…
Spingi verso giù la prima volta. “FUORI LA TESTA!”.
Penso che stai soffocando. Ho il terrore di farti male… non ce la faccio più. Dovevi uscire subito…. Ultima spinta. Mi concentro, guardo il tuo papà in lacrime, gli stringo la mano, chiudo gli occhi, e spingo…. Talmente forte che vieni fuori tutta insieme… ECCOTI.
Ora sei sul mio petto, bellissima, piangi per pochi secondi, ti avvicino un dito della mia mano e lo stringi forte. Sono tua amore…
Il tuo papà al mio fianco piange, è un’emozione fortissima vederti, sentirti, toccarti… sei la cosa più bella che io abbia mai fatto. La mia rivincita, la mia rinascita… Sono una persona nuova. Capace solo di amarti.
Ora sei in braccio al tuo papà, e non piangi neanche.
Mi danno i punti, soffro tantissimo, l’anestetico non entra in circolo. E piango, sono emozionata, indolenzita… non capisco niente. Quando finiscono mi mettono il ghiaccio per non far venire l’ematoma. Ci fanno aspettare ancora un po’ in sala travaglio-parto.
Ci portano poco dopo in una camera dove ci possono venire a vedere i parenti. Tutti dicono che sei bellissima, ed è così. Sei ancora sporca, ma sei stupenda. Hai tutte e due le manine in bocca, e sei ancora tutta nuda, ma sei bellissima.
Poi ci separano, tu vai al nido con il tuo papà, che ti lava, ti cambia e assiste alla primissima visita: sei 2.40 kg per 46 cm.
Io sono in camera, quando torna il tuo papà con la nonna Pinuccia sistemano il borsone, ma io dormo, non ricorderò niente di quello che mi dicono. So solo che mi hanno fatto un antidolorifico, un antibiotico e un’altra cosa. La notte li trascorre in un sonno profondo… fino all’indomani, quando ti portano in camera.
Avrò paura di prenderti in braccio, perché sono ancora debole e non voglio farti male. Ma poi vinco io! E sei tra le braccia sicure di una mamma che non ha più paura.
Sei la mia vita Sofia. Sei tutto quello che vale la pena vivere.
E più penso a ciò che io e tuo padre eravamo, più penso che tu adesso sei la nostra gioia!
Ti amiamo.
Questo racconto lo conserverò nel mio diario in modo che quando sarai grande lo potrai leggere.

Per sempre,
la tua mamma.
symon l'ho letta dtutta d'un fiato ed ho pianto immaginando di vivere questi momenti bellissimi...ti auguro tanta gioia a te e alla tua famiglia!!!

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 11 ott 2008, 14:31
da Symon
grazie :)
Sofia è davvero la nostra vita. Pensare che eravamo una coppia sbagliata, che non doveva stare insieme... e ora siamo qui, in tre!
Abbiamo ancora tanta strada da fare.... però a noi piace pensare che siamo forti in tre!
Non ci hanno mai spaventato le difficoltà, magari a volte scoraggiato.. ma mai abbattuto.
Ora che c'è lei siamo sicuri di essere inbattibili! :emozionee

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 11 ott 2008, 15:01
da Stefi83
:buuu :buuu
:emozionee :emozionee

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 11 ott 2008, 15:50
da karabà
Symon , congratulazioni per la bellissima Sofia. :emozionee Un racconto commovente :buuu

Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)

Inviato: 12 ott 2008, 12:21
da diana3
Symon CONGRATULAZIONE DI :cuore

Ke racconto bello :buuu ... sembra una favola :bacio