E ci sei...adesso tu
Inviato: 3 ott 2008, 18:32
Buon pomeriggio a tutte, finalmente, dopo aver letto per tante volte le vostre storie fantastiche, mi sono decisa a raccontare la mia avventura.
Premetto che circa sette anni fa, per un male incurabile perdo mio padre, a cui ero legatissima, prometto a lui che se avessi avuto un figlio avrebbe portato il suo nome.
Primo test positivo nel luglio del 2005, gravidanza purtroppo terminata con un aborto spontaneo alla 6^ settimana,
nell'ottobre dello stesso anno dopo un ritardo decido di recarmi direttamente dal mio gine, che effettuata la prima eco e mi presenta il mio piccolo.
DPP 04 giugno 2006, nessun segnale, i giorni passano ma il mio ometto non ha voglia di venire al mondo, mi viene fissata la data per il ricovero: 12 giugno…io prego che il tutto si anticipi, il motivo? La data di nascita di mio padre è 10 giugno 1946. Ore 23.00 del 9 giugno, ero quasi sul punto di addormentarmi, ma ad un tratto “spalsh” ed intorno a me un lago, velocemente mi sono alzata dal letto ma nel frattempo il mio maritozzo era già in macchina pronto per partire, mentre io ero ancora in camera da letto immobile a ridere come una cretina.
In ospedale arriviamo intorno a mezzanotte: accettazione, ricovero e tutta la solita trafila… ma di dolori nemmeno l’ombra, tutto questo mi gasa ancora di più, convinta che il parto sarebbe stato una passeggiata (…povera illusa!!!)
. Ore 01.30 iniziano i dolori atroci,
quelli che ti spaccano in due e che non ti lasciano il tempo nemmeno di respirare…non riesco a gestire la situazione in alcun modo ma soprattutto nonostante le fortissime contrazioni la dilatazione resta minima, il mio ometto non scende in alcun modo e le forze mi abbandonano sempre di più, mentre intanto “le streghe” (ostetriche), venivano in sala travaglio solo per dirmi “stai zitta, stai esagerando!”
non dandomi alcuna assistenza, non dicendomi il modo in cui dovevo spingere o respirare, (e in aggiunta a tutto questo ero completamente sola, poiché il maritozzo è un tipo facilmente impressionabile
quindi era fuori dalla porta, mia madre per problemi di salute non poteva starmi vicino, le mie sorelle con bambini piccoli). Intorno alle 6.30 del 10 giugno (ormai sono 24 ore che sono sveglia!!!
) sono al limite, non rispondo più ad alcuno stimolo e finalmente qualcuno si accorge di me,
mi mettono su la mascherina di ossigeno, sento le voci intorno a me, ma non ho voglia nemmeno più di aprire gli occhi, sono irriconoscibile, gonfissima a causa soprattutto dello sforzo (inutile tra l’altro perché non spingevo nel modo giusto). Intanto i cari gine che hanno fatto la notte, come per magia spuntano quasi a fine turno, parlano di un possibile TC, poiché non collaboro. Sono le 7.30 del mattino e finalmente la mia salvatrice ha varcato la soglia di quella sala infernale,
era l’ostetrica che mi aveva seguito nelle ultime settimane di gravidanza. E’ lei che mi ha ridato di nuovo la forza di reagire, ed è grazie a lei che alle 7.55 è nato l’amore della mia vita, che per negligenza del personale medico ha rischiato davvero tanto, infatti il poco liquido amniotico in cui era rimasto era ormai diventato melmoso e di conseguenza il bambino era scarsamente ossigenato. Appena l’ho avuto vicino a me, il mio pensiero è andato al mio adorato papà…avevo dato alla luce un bambino meraviglioso che aveva il suo stesso nome e che era nato nel suo stesso giorno… e guardando negli occhi mio figlio ho rivisto i suoi stessi dolcissimi occhi… non finirò mai di ringraziare Dio di questo immenso miracolo!!!!!!!.
Premetto che circa sette anni fa, per un male incurabile perdo mio padre, a cui ero legatissima, prometto a lui che se avessi avuto un figlio avrebbe portato il suo nome.
Primo test positivo nel luglio del 2005, gravidanza purtroppo terminata con un aborto spontaneo alla 6^ settimana,
DPP 04 giugno 2006, nessun segnale, i giorni passano ma il mio ometto non ha voglia di venire al mondo, mi viene fissata la data per il ricovero: 12 giugno…io prego che il tutto si anticipi, il motivo? La data di nascita di mio padre è 10 giugno 1946. Ore 23.00 del 9 giugno, ero quasi sul punto di addormentarmi, ma ad un tratto “spalsh” ed intorno a me un lago, velocemente mi sono alzata dal letto ma nel frattempo il mio maritozzo era già in macchina pronto per partire, mentre io ero ancora in camera da letto immobile a ridere come una cretina.