Questo è l’sms che circolava per i telefonini di amici e parenti quella bella mattina di maggio.
Ore 11.00 Star Trek in tv. Io e il maritino spaparanzati in pigiama sul lettone.
Quando quel tizio con la faccia blu e le antenne viene teletrasportato sul suo pianeta io decido di andare a fare pipì… mi alzo dal letto e “Giuseppe, mm… sono bagnata. Sarà sudore?” …vado il bagno ed una scia di goccioline mi segue. No, decisamente non è né sudore, né pipì…
“o mamma, ho perso le acque!” e rido come una cretina. E lui ”ma sei sicura? Sarà sudore…” non ci credeva nemmeno lui.
Va bè… andiamo in clinica. Al più per fare un controllo… casomai torniamo a casa.
Lui prende valigia, zainetto e borsa di Flavia e le mette in macchina. E’ un po’ agitato, ma fa tutto in fretta con lucidità…
Via in macchina destinazione centro città.
E’ la vigilia del 1° maggio e c’è fermento. Sono le 11.30 di sera e sembra l’ora di punta.
Io non ho contrazioni. Ho solo un bruciore lì sotto tipo mestruazioni,… ma è da sabato che ce l’ho e non gli do tanta importanza.
Solo che man mano questo bruciore aumenta ed arriva ad intervalli. Ma sono troppo ravvicinati: sono ogni 5 minuti e durano 20 secondi. “saranno queste le fatidiche contrazioni?” ma sono troppo ravvicinate e non dolorose… ma chi ci capisce niente!
Giuseppe però si agita. Via Libertà, verso il Teatro Politeama quasi tutto in corsia degli autobus.
“giu, non c’è fretta. non correre…” e lui “ma non sto correndo,…mannaggia a ‘sti semafori!”
Arriviamo in clinica. Strada deserta, silenzio. Giuseppe parcheggia e prende tutto, io citofono: il portiere “chi è?” ed io “mi può aprire?”. “si, ma dove deve andare?” che scena surreale… “ehm… dovrei partorire”
Mi veniva la ridarola per tutto… mi sentivo in gita scolastica…
Ore 12:00. Visita dell’ostetrica e del ginecologo di guardia. Collo dell’utero raccorciato del 20%, rottura delle membrane alta (ecco perché così poco liquido…), posizione della testa libera e non incanalata… previsione inizio travaglio per la mattinata e parto per ora di pranzo.
Mi tranquillizzo un po’. Facciamo il ricovero ed andiamo in camera. La clinica sembra un albergo… ci sentiamo in vacanza…
Mi suggeriscono vivamente di riposare, almeno due ore, perché domattina mi serviranno le forze.
ed io “non si preoccupi, dormo come un ghiro”
Ore 2:30. Ma che dormire, qui il maldipancia è diventato potente. Continuo per tutta la notte la respirazione ma ad un certo punto non resisto più. "Voglio dormire!!"
Chiamo l’ostetrica, mi visita: collo dell’utero raccorciato del 50%. Siamo ancora lontani… ma come ha fatto ad aprirsi così in fretta, non me ne sono neppure accorta…
Mi dà un antispastico per diradare le contrazioni e farmi dormire anche se mi dice che se il travaglio deve andare avanti il farmaco non mi farà effetto.
Mi depila tutta la patata: non l’avevo mai vista calva!!
Riesco a dormire un po’ tra una contrazione e l’altra. Giuseppe è in camera con me e mi sente fare la respirazione pure nel sonno.
Ore 5:30. Seconda visita dell’ostetrica e monitoraggio: sono a 5cm di dilatazione e collo dell’utero completamente piatto. Cazz… così tanto?! Solo ora realizzo che sono nel pieno del travaglio… scoppio a piangere… Giuseppe è vicino a me, mi tiene la mano… tra un singhiozzo in apnea ed un altro “ma mi avevano detto domani mattina!!!”
Chiamano di filato il ginecologo di turno: dilatata di 5cm. …si, me lo hanno già detto!! Mi montano subito sulla barella e scendiamo in sala parto. “Avvertite il suo ginecologo della situazione” …è in viaggio, sta arrivando dalla campagna, era lì per il 1° maggio, …per scherzo me lo aveva detto di partorire il 2… per le 7:30 sarà lì.
Mi faccio in camera ancora un po’ di contrazioni dolorose. Ne ricordo tre belle forti da strizzare ben bene la mano di Giuseppe.
Ore 7:30 entro in sala parto. Giuseppe non entra, mi aspetta fuori. 7:45 arriva il mio gine… si spoglia al volo in sala parto (…azz, che pettorali. Certo che per avere la lucidità di fare di questi commenti tra me e me, non dovevo poi essere così rinco! …e mi meraviglio di me stessa!!!)
Le membrane non sono ancora rotte. Si, la rottura è stata alta! Me lo avete già detto!!!
Il gine mi spiega che ora me le romperà lui. Armeggia lì sotto e… “SPLASHHH” …che sensazione di acqua calda!!!
Il problema è che ora che il sacco si è svuotato il collo dell’utero non gli aderisce più alla superficie ed il bordino si è arrotolato e non è più appianato come dovrebbe essere.
Mi rimettono sulla barella. “Germana, ci vorranno 10 minuti per far appianare il collo dell’utero. Ad un certo punto sentirai il bisogno di spingere, come la sensazione di fare cacca. Appena lo senti ce lo devi dire e passi sul lettino da parto” …ed io senza dire una parola annuisco con la testa. Non ho mai urlato, mai un lamento… ero solo concentratissima sulla respirazione. Pensavo “se parlo sciupo energie. Mi devo rilassare”
E si aprono le danze. Eccole. Sonno queste le contrazioni ‘giuste’. Sono queste. Sono le più brutte in assoluto di tutte. Il gine mi accarezza, mi dice brava, mi incoraggia …ma non me ne faccio niente delle parole: voglio finireeeeee! “Ma non mi aveva detto che duravano solo 10 minuti? Io ancora non sento il bisogno di spingere…” ora si, glielo dico. Alla seconda non lo sento più, ma come??? Ora di nuovo, spingo… si anche questa, devo spingere…
Passo da sola dalla barella al lettino da parto… ce la faccio…
E dal fondo del lettino il gine “…benissimo Germana… si vedono i capelli” …i capelli??? O mamma ci siamo…
Alle prime spinte faccio la respirazione come mi hanno detto di fare al corso. Le ostetriche lì non mi spiegano nulla. Faccio tutto io… Mi sto comportando bene.
…si, ma la bimba non scende. Mi fa una punturina, dice di non muovermi. Lo so, mi stai facendo l’episiotomia… lo so, lo so…
Sono ancora tre o quattro contrazioni, riesco a fare tre belle spinte ad ogni contrazione. La bimba è alta, un altro gine mi fa la manovra di Kristeller: mi schiaccia con forza la pancia nella parte alta e mi raccomanda di fare addominali, di indurirmi più che posso perché lui mi aiuterà…
Sono le 9:01 Ad un certo punto: “GERMANA, APRA GLI OCCHI, APRA GLI OCCHI!!!”
E’ Flavia, è lei che spunta tra le mie gambe. E’ lei, presa per i piedi, il cordone ombelicale, tutta rosa ed un po’ insanguinata sulla testolina. BELLISSIMA!!
La sento vagire!!!! MUSICA!!!
Che emozione. Indescrivibile… Una gioia immensa. “Ce l’ho fatta!”
Mi sono immaginata questo momento un miliardo di volte, mi chiedevo cosa avrei detto, cosa Le avrei detto, cosa avrei fatto, che paroline le avrei sussurrato… ma mi veniva solo da ridere… ridevo, ridevo di gioia, non piangevo… non una lacrima… ero felice e ridevo come una sc**a a cosce aperte su quel lettino.
Me la fanno vedere avvolta in un faldone bianco… Un abbraccio alla mamma prima di andarla a lavare.
Esce la placenta senza nessuno sforzo.
Il sacco amniotico però non esce del tutto. Mi devono anestetizzare così finiscono senza che io senta niente.
Che bello, sul lettino, al risveglio mi portano ancora Flavia. Lo fanno per farmi riprendere i sensi… Me la lasciano stringere… io dormicchio ancora, ma la stringo forte forte per non farla cadere.
L’emozione più bella e più forte della mia vita!
…ed ancora oggi che scrivo, ad una settimana di distanza, non riesco a trattenere le lacrime. Non riesco più a leggere in monitor perché le lacrime mi scorrono sul viso…
A Flavia, con amore. La sua mamma.





