Ti guardo e in te vedo noi, vedo la nostra famiglia finalmente, il nostro amore concentrato in te e tutto questo da un senso alla vita.
Saresti dovuto nascere il 3 Marzo, almeno quella era la data presunta del parto ma tu piccolo amore mio hai deciso che volevi aspettare ancora.
In pratica ero già pronta un mese prima io, non vedevo l'ora di conoscerti quindi ogni giorno mi svegliavo chiedendomi se sarebbe stato il giorno buono. I giorni non passavano mai però visto che mi dissero all'ultima ecografia che eri piccolino, cercai di essere paziente e aspettare i tuoi tempi.
Intanto iniziano i monitoraggi per controllare che comunque vada tutto bene, e infatti è così, va tutto bene, tu cresci e non resta che attendere.
All'ultima visita però il ginecologo mi dice che se nulla fosse successo entro il 12 Marzo allora mi sarei dovuta ricoverare per l'induzione. Speravo che tu ti decidessi a nascere da solo ma a quanto pare lì dentro stavi troppo bene quindi lunedì mattina del 12 Marzo mi presento in ospedale per il ricovero.
Solita prassi, domande a cui rispondere, documenti da firmare, analisi, ecografie e monitoraggi tutto questo per fare l'induzione il giorno dopo.
Visitandomi però si accorgono che non sono per niente dilatata la cervice è chiusa e ben conservata e io già mi dispero.
Decidono quindi di stimolarmi il giorno stesso. Io sono contenta altrimenti penso che non sarei riuscita a dormire (e infatti non ci sono riuscita).
Ore 13:25, mi fanno il monitoraggio e intanto l'ostetrica si presenta con il gel. Sono emozionata, non so cosa succederà ma qualcosa prima o poi si muoverà.
Sì, prima o poi! Quando alle 20:00 Marco mi venne a trovare avevo le solite contrazioni non dolorose e saltavo per tutta la stanza canticchiando: sto bene, non ho nulla, vedi, guarda sto bene non è successo nulla!
Pensavi forse di avere una mamma sana di mente?
Con papy decidemmo quindi che sarebbe andato a lavorare il giorno dopo e sarebbe venuto solo pomeriggio, tanto non era cambiato nulla.
Mi metto quindi al letto con l'intenzione di dormire. Sì, a dormire... l'ultimo pensiero famoso!
Sono nervosa quindi non prendo sonno, dopo poco poi mi vengono a monitorizzare nuovamente e poi.... ohhh non ci credo alle 22:30 le contrazioni si fanno dolorose, sì, sì le sento e anche bene e le vedo anche dal tracciato, che montagnette piacevolmente dolorose e ravvicinate anche.
Passo tutta la notte da sola passeggiando nella stanza e andando di tanto in tanto a svuotare la vescica.
Alle 05:30 i dolori sono molto aumentati e ho anche la nausea, quindi visto che tanto la nonna sarà sicuramente sveglia decido di telefonarle per farla venire, papy è meglio che riposi ancora un po'.
Mamma arriva in mezzora e quando mi vede dolorante inizia a piangere. Cominciamo bene, non mi lamento io e piangono le persone intorno a me. Faccio giusto in tempo a chiederle di portarmi un contenitore e come mi alzo in piedi voilà inizio a vomitare a tutto andare. Che non si sa visto che ero a digiuno da pranzo. Segno buono mi dice l'ostetrica significa che l'utero si sta preparando.
Alle 08:00 chiamo Marco: amore mi sa che al lavoro è meglio che non ci vai, puoi venire qui?
Alle 08:30 mi visita il primario e con mia sorpresa mi dice che ho tre centimetri di dilatazione e che sono pronta, secondo lui entro le 14:00 dovrei partorire.
Conosco finalmente Mara, l'angelo che mi ha seguito durante tutto il travaglio e parto, è dolcissima, bella e ha tanta pazienza e mi comunica che alle 09:00 sono ufficialmente in travaglio quindi devo spostarmi nella stanza vicino alla sala parto.
Ho due spettatori che sembrano più in ansia di me a farmi compagnia, mamma e Marco che non ha fatto altro che porgermi le traverse per vomitare quasi ad ogni contrazione.
Di tanto in tanto mi controllano la situazione e tutto procede bene, a 6 cm mi rompono le acque, che sensazione strana quel liquido caldo in mezzo alle gambe.
Alle 12:30 circa ero dilatata di 9 centimetri assetata visto che non potevo bere per via del vomito e la flebo mi sembrava non bastarmi e stanca, sfinita dal dolore e dalla notte insonne e fra una contrazione e l'altra incredibilmente riuscivo ad addormentarmi.
Il mio ginecologo si congratula con me (che non capisco niente in quel momento ma comunque le sue parole mi fanno forza) e con mamma e Marco: devo farti i complimenti, di solito le persone calme durante la gravidanza sfogano durante il travaglio e parto e urlano a squarcia gola, non pensavo che fossi così forte.
Ad un certo punto però c'è qualcosa che non va e Mara mi dice che anche se ero ancora completamente dilatata avrei dovuto iniziare a spingere. Non sapendo che c'erano problemi sono contenta di questa decisione, finalmente è finita l'attesa.
Provo a spingere con Mara che mi aiuta e mi incoraggia. Mi comunica poi che hai la testina pelata e si mette a ridere quando io rispondo: meglio! Meglio? In effetti che cavolo di risposta è, però amore mio non sapevo neanche io quello che dicevo.
Non ricordo l'ora precisa che mi hanno trasferita in sala parto ma vedo che tutti avevano una gran fretta e non capivo il motivo. Mi fanno spingere anche se non sono completamente dilatata, la sala parto è piena, due ginecologi, infermiere ostetriche, pediatri ma che diamine succede?
Marco è fuori dalla sala parto che guarda attraverso il vetro, non lo hanno fatto entrare.
Mi aiutano durante le spinte premendo sul mio pancione ma non basta, la tua testina non esce quindi decidono di fare l'episotomia. Sento solo una leggere puntura, capisco che tagliano ma non ho dolore. Ancora un paio di spinte sempre aiutate dal ginecologo che mi premeva sulla pancia ed eccoti. Sì sei tu, ti ho visto alle 13:47 sei nato (che fenomeno il primario che lo aveva detto). Inizi a piangere ma non ti portano da me ma subito dai pediatri. Fanno finalmente entrare il tuo papino che ti guarda mentre tutti intorno a te si danno un gran da fare. Io ti vedo da lontano e ti sento piangere e questo mi basta.
Dopo una piccola pausa espello la placenta (ho voluto vederla visto che è stata lei che ha nutrito e ti ho portato l'ossigeno per nove mesi e ora andava buttata via quindi meritava il suo minuto di gloria.
Mi mettono i punti (quanti non lo so) e tu sei ancora lì che ti torturano. Tutti mi fanno le congratulazioni perché sei bello pesi 3,240 e sei lungo 51 cm e si complimentano con me perché sono stata brava e non mi sono lamentata mai. Mi avevano invitato a urlare se sentivo la necessità ma sinceramente ho un modo diverso di affrontare il dolore quindi no, nessun urlo e questo a quanto pare è una cosa strana.
Alla fine mi dicono che ti devono mettere in incubatrice, mi spiegano velocemente che avevi il battito rallentato per questo tutta la fretta e che hai bevuto un po' di liquido amniotico perciò ti devono tenere sotto controllo. Ti portano un istante da me e sei bellissimo, mi guardi in silenzio con quei occhioni vispi e io sono innamorata persa.
Ho dovuto aspettare cinque ora prima che ti portassero finalmente da me e potessi abbracciarti e attaccarti al seno. E' stato bellissimo. Ti sei lanciato sul capezzolo e hai iniziato a tirare con impegno come se lo avessi fatto da sempre.
Ora sei qui amore mio, finalmente con noi dopo averti desiderato tanto tu sei qui a renderci i genitori più felici della terra.
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Quando nasce un amore... Filippo
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Re: Quando nasce un amore... Filippo
l'avevo già letto il racconto del parto ma è sempre una gioia rileggerlo 

Flavio 7/1/2008 dopo 46 tentativi e 3 IUI kg 3,750,52 cm.5 IUI ko,1 sospesa,1 icsi ko,1sogno finito subito