Lo diceva sempre il suo papà mentre era nella pancia.
Non scrivo questo racconto per lei come molte di voi hanno fatto, non credo glielo farò mai leggere, è stato si un giorno indimenticabile che mi ha portato una bimba desiderata e amata, ma è stato sicuramente duro, difficile, doloroso oltre ogni immaginazione, per cui se chi legge deve ancora partorire, si prepari perchè non è un bel racconto ma, come aggiungo sempre alla fine, sono sopravvissuta, lei non ha subito alcun danno per cui... si può rifare!
Comincio dall’inizio della gravidanza, e ringrazio GOL per avermi seguita e aiutata nella caccia, nella gravidanza ed ora con la bimba

Dopo solo due mesi di caccia (già comunque miratissima con gli stik... lo so sono un pò fissata, potevo anche rilassarmi un pò i primi mesi di caccia!) faccio un stik al 10 PO: linea sx flebile, linea DX grossa... oh.. oh... (come direbbero i Teletubbies amici di tutti i bambini), siamo a fare compere natalizie a Orio al Serio (piccolo OT: fantastico ed enorme centro commerciale alle porte di Bergamo per chi non lo sapesse), fumo, bevo, mi stanco, scherzo con mio marito e passando davanti ad una parafarmacia gli dico che ho finito i test, ma tanto mi devono arrivare venerdì prossimo e siamo solo a domenica per cui non c’è fretta, ma lui mi dice, prendilo dai, non si sa mai! Compriamo il test, si va a casa e (visto che io sono la curiosità fatta a persona) vado a fare il test: POSITIVO!!!
Tra il felice, l’increduto e lo spaventato comincia qui la storia che tra nausee, acidità e sciatica mi porta al clou del racconto.
Sono a 39+5, è mercoledì e vado a fare la spesa (è già qualche giorno che cucino come una pazza, niente sindrome del nido ma sindrome del freezer pieno!) arrivo a casa, tiro su le borse per scaricare la macchina e sento del liquido scendere tra le gambe... Oh... Oh... salgo le scale e metto la roba in frigo, mi fiondo seduta sul water e rifletto... Oh... Oh... non vedevo l’ora, ma ora che era arrivata avevo un pò paura... poca eh

Chiamo il marito al lavoro (na notare che si era preso tutta la settimana prima di ferie perchè sembrava arrivato il momento, poi per non usarle tutte e il momento sembrava non arrivare mai proprio quella mattina era rientrato in ufficio!) gli dico che si sono rotte le acque e di venire a casa con calma, chiamo mia mamma, che vive a Torino (io vicino a Milano) e che poverina assiste mio papà che giusto un mese prima si è rotto bacino e femore! Chiamo le mie cognate, mia suocera, i miei amici (bada ben il tutto sempre seduta sul water!) tanto per passare il tempo e non pensare cosa stava per succedere. Per chiarire la cosa, ho chiamato tutti perchè tanto sapevo che nessuno veniva a rompere visto che abitano tutti parecchio lontanto (i miei suoceri sono a Roma). In tutto questo tempo neanche una contrazione piccola piccoa.
Arriviamo in ospedale, visita di rito, si si è rotto il sacco ricovero. Mercoledì.... giovedì...venerdì.... e niente, niente di niente!!! Spero mi inducano ma al Buzzi sono per le cose naturali per cui niente induzione fino a 41 e passa... ma mancano 10 giorni, siamo fuori

Venerdì pomeriggio comincio ad avere un pò di nausea a spedisco il maritino a casa a riposare, si sa mai! Dopo cena mi metto tranquilla nel salottino con altre pazienti “lungo-degenti” con cui avevo fatto amicizia, e cominciano le contrazioni, lontane, sopportabili, dopo un paio d’ore lo dico all’infermiera che mi guarda con la tipica espressione:

Torno a letto, sono ubbidiente, ma sarà la visita... le contrazioni si avvicinano notevolmente e sono decisamente dolorose, guardo l’ora sul cellulare per cronometrarle, ogni 4 minuti, non riesco a star sdraiata, seduta, in piedi, insomma... non riesco! Aspetto comunque le 2 ore come ordinato e poi con un filo di voce riesco a chiamare mio marito e a ringhiargli VIENI

Richiamo l’infermiera, intanto sono circa le 2 di notte, ma stavolta appena mi vede mi porta in sala travaglio. Bene, siamo circa di 3 cm, contrazioni forti e regolari, arriva il maritino (spaventatissimo!) mi tiene la mano, mi conforta ma resisto, verso le 3 comincio (veramente!) a sbattere piano piano la testa sul muro, al chè l’ostretica mi dice, ora si che si comincia, mi visita, 6 cm, la vuoi sempre l’epidurale? CERTO! in 10 minuti me la fanno e in altri 5 finalmente sto bene, benissimo, da Dio

Si fanno le 7 del mattino, cambio turno, le nuova ostetrica mi visita e mi dice che ci siamo quasi, 9 cm e si vede già la testa, quando senti il bisogno spingi, intanto manda mio marito a prendere i vestitini per la piccola, dice pure di avvisare i partenti che la Cami sta arrivando!!!
Ora ci va una doverosa pausa, vi chiederete: Diceva che era stato brutto ma fin’ora è splendido!!! Si... travaglio fantastico, parto.... bè... eccolo:
Alle 7, come dicevo, comincio a spingere, mi attaccano la flebo di ossitocina perchè le contrazioni si erano fermate, spingo da sdraiata, sullo sgabello, da in piedi (ma ormai l’epidurale era finita e io mi sentivo come se mi tirassero delle bastonate sui reni), insomma... niente da fare... si fanno le 8, e io spingo, piango, urlo (impossible trattenersi), prego... ma niente da fare, si fanno le 9, si fanno le 10.... VOGLIO IL CESAREO!!! non si può, la testa della bimba è già incanalata sarebbe troppo pericoloso per lei, bisognerebbe spingerla dentro.. o mamma mia ma io qui ci muoio... giuro ero convita di morire, poi ogni tanto uno sprazzo di umorismo, vuoi vedere che sono la prima che muore di parto a Milano da decenni?!? siamo mica al terzo mondo,

Arriva una gine (scontrosissima, ma credo visto come è andata molto brava), basta si va in sala parto, li possiamo aiutarti meglio... ok, con le mie gambe...

Vado, mi arrampico sul lettino ginecologico meglio conosciuto come “lettino delle torture”, spingo, spingo, non spingo bene mi dicono, e soffro, sento un dolore che non credevo potesse esistere, mio marito è terrorizzato, lo imploro di aiutarmi, povero... che può fare...

Malgrado gli avessi sempre detto che non volevo andasse a guardare davanti lui lo fa, preoccupato, voleva vedere cosa mi stavano facendo, ma intanto mi molla la testa che mi teneva per spingere, e io urlo LA TESTAAAA!!! e torna indietro, e poi se ne va di nuovo, ed io di nuovo LA TESTA CAZZ@ TIENIMI SU LA TESTA!!!
Non si muove niente, prego la gine di levarsi (stava proprio davanti alla finestra) che io mi voglio buttare di sotto! Basta mi dice, ora deve nascere, e qui comincia un dolore che quello di prima (vi ricordate, quello che non credevo potesse esistere?!) in confronto era solletico: mi tagliano, ma la forbice è difettosa, quindi mi ritagliano, mi inseriscono la ventosa, che è enorme, un dolore atroce (l’ho implorata di usare la ventosa per 1 ora... non l’avessi mai fatto!), è difettosa, la tolgono e ne mettono un’altra, arriva un gine che sale su uno sgabello e mi spinge con l’avanbraccio sulla pancia (da notare che quelllo invece io non l’ho trovato particolarmente doloroso), e questo punto io spingo con una forza che Superman mi fa una pipp@, la gine con 2 braccia tira la ventosa come se giocasse al tiro alla fune (e li mio marito era veramente terrorizzato, forse lui in quel momento realizzava quanto con quelle manovre la bimba rischiasse, io ci sono arrivata mesi dopo...)...
Nasce Camilla.
Me la danno, ma io intontita, scioccata, arrabbiata (non era proprio come una se lo sogna, no?) la prendo con le braccia tese, la guardo e come in trance la ridà all’ostetrica e le dico: grazie.
Questo è forse l’unico rammarico, perchè non l’ho presa, abbracciata, baciata, annusata... perchè??? Lo schoc mi dicono tutti, e sono convinta anche io che è così.
Mi scuso con tutti per le urla, le parolacce... abbraccio il braccio del gine che mi ha spinto sulla pancia :ahah , insomma E' FINITA!!!... e invece no:
Ora si aggiunge la beffa oltre al danno, la placenta non esce, tira, spingi, ritira e rispingi per un’altra ora... signora, niente da fare, dobbiamo addormentarla almeno così i punti non li sente, ... OK CHE ASPETTATE!?!?
Avevo una placenta che mi hanno detto non avere mai visto, tripla attaccata in 3 punti, roba da record! Putroppo visto il secondamento manuale non ho potuto donare il cordone.
L’unico altro piccolo problema è stato che i punti si sono aperti e mi hanno detto che era molto meglio non ricucire di nuovo ma far guarire come si suol dire “di seconda intenzione” ovvero al naturale.... inutile dirvi il dolore, non mi sono seduta bene per circa 1 mese, e mio marito che mi doveva medicare 2 volte al giorno.... alla faccia del pudore!
Grazie al mio parto difficile non mi è venuto il latte, così dice l’ostetrica, choc da parto! Che cul@.... io che ci tenevo tanto, vabbèè.
Camilla è nata il 12 Agosto 2006 alle 10.45, 3.680 Kg per 52 Cm, fortunatamente non ha sofferto troppo il parto, ed si è rivelata da subito buona buona buona, tanto che all’ospedale la chiamavano Camilla Camomilla!
Ringrazio chi è riuscita ad arrivare fino alla fine di questo papiro, e confermo che il dolore del parto è lancinante ma si sopravvive, non si dimentica (forse la senzazione di morire si!), ma si supera, tanto che a gennaio ci rimetteremo in caccia per il secondo.