Così titolava l’articolo apparso l’11 luglio 2006 sul giornale della mia città, parlando del mio bimbo, MICHELE

La DPP era l’8 luglio, ma chissà perché, tutti –parenti, amici e anche io e Valerio- sospettavamo che Michi ci avrebbe fatto lo scherzetto di nascere durante la finale dei mondiali, un evento che tutta Italia aspettava da 24 anni.
Le contrazioni sono cominciate alle 4 di domenica mattina 9 Luglio: Valerio dormiva pesantemente e visto che i dolori erano sopportabili (del tutto simili a quelli delle mestruazioni) ho resistito un paio di ore passeggiando su e giù per casa, mi sono fatta una doccia calda e ho sistemato le ultime cose in borsa. Poi alle 6.30 ho svegliato il mio amore e mi sono fatta portare in ospedale dove siamo arrivati alle 7 circa. Dopo la visita iniziale (veramente terribile!!! Uno dei peggiori ricordi di quella giornata: piangevo dal male mentre la dott.ssa di turno mi visitava e quando mi sono alzata dal lettino grondavo sangue e non mi reggevo in piedi) ci hanno sistemati in una cameretta vuota a 2 letti. Lì mi sono rilassata e con l’aiuto del mio compagno –veramente preziosissimo- e quello delle ostetriche -che mi hanno assistito in maniera veramente eccezionale- ho affrontato le contrazioni con serenità, passeggiando, leggendo e addirittura mangiando. Questo fino alle 17 quando, raggiunta la dilatazione di 4cm circa, mi hanno portato in sala travaglio e mi hanno fatto l’analgesia peridurale.

Aiutata da Valerio e dalle ostetriche, credo di aver provato tutte le posizioni conosciute per spingere: sdraiata, seduta, in piedi, sullo sgabello, a pancia sotto sul cuscino… ma niente! Il bimbo non ne voleva sapere di uscire. Ho iniziato ad agitarmi: dopo un’ora e mezza di spinte, ancora niente. La testolina faceva capolino, ma poi tornava indietro.






