Sicuramente l'entusiasmo di un bambino di 9 anni di fronte ad un desiderio accarezzato da tempo ha contribuito a rendere le nostre giornate a Napoli, e in particolare la giornata a Pompei, un evento magico, da ricordare come una delle esperienze piu' dolci io abbia fatto insieme al mio bambino.
Provvidenziale e' stato scegliere la Circumvesuviana per attraversare i paesi vesuviani fino all'arrivo a Pompei, invece di un folkloristico taxi che sicuramente ci avrebbe fatto risparmiare tempo, ma non ci avrebbe permesso di immergerci fin da subito nell'atmosfera partenopea dei paesini cresciuti intorno al Vesuvio.
Barra, San Giorgio a Cremano, Torre Annuziata, e via discorrendo, paesi che ognuno mi ricorda un amico, un'anima bella alla quale sono legata da un affetto che precede l'arrivo della mia famiglia.
Gli amici sotto il Vesuvio, le anime belle che hanno camminato con me uno splendido periodo della mia vita.
Li accarezzo con il pensiero, sfrecciandogli accanto.
La guida, che per 110,00 euro (+ mancia facoltatica ma assolutamente meritata e doverosa!), ci ha coccolati per quasi 3 ore, e' stato un altro punto a favore di questa esperienza che ha raggiunto culmini di commozione.
Strategica la scelta di entrare dalla "periferia", dagli Scavi di Piazza Anfiteatro: non c'era nessuno, si cominciava camminando all'esterno di Pomepi, dove c'erano i cimiteri e le propagande politiche di una volta, per arrivare al culmine del centro citta', la magnificenza.
Di solito le guide ti fanno fare il giro inverso e ci si ritrova immediatamente in mezzo ai turisti.
No, il nostro inizio e' stato dolce, un religioso silenzio ci ha accompagnato fin dentro Pompei, con la voce della guida che raccontava a Giorgio, allibito, misteri e segreti.
Per prima cosa ci ha detto di immaginare tutto quello che stavamo guardando ricoperto da 7 metri di cenere e lapilli.
Eccoli, che confabulano tra loro.
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Da qui abbiamo cominciato un giro fatto di racconti e confidenze, entrando dentro alle case, ai lupanari ed ai negozi che un tempo allietavano la vita dei pompeiani, fino a raggiungere i calchi delle persone sdraiate a terra o con le mani sul viso come per proteggersi dalla cenere che li stava ricoprendo.
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Non credevo sarebbe stato cosi' commevente ed emozionante.
Abbiamo impararo un sacco di cose proprio perche' avevamo questo bravissimo ragazzo che rispondeva ad ogni domanda, ad ogni quesito, dimostrando di avere una cultura davvero poliedrica e sconfinata.
Abbiamo spaziato dall'architettutìra della citta', fino alle leggende di Europa e Diana dipente dul muro di una casa con il classico colore rosso pompeiano, e ammirato un bellissimo tavolino, appartenuto a CascaLonga, che si crede sia stato il primo a pugnalare Giulio Cesare.
La via pricipale di pompei con le strisce pedonali in rilievo, mi e' piaciuta tanto, cosi' come l'anfiteatro piu' antico d'Italia, addirittura piu' antico del Colosseo.
Ed infine il foro, con lo sfondo di un Vesuvio che amo da tanti anni, e che mio marito mi ha regalato dalle splendide stanze dell'Excelsior, Vesuvio ammirato, accarezzato e per qualche giorno, finalmente posseduto.
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