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L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

E' doloroso e devastante se accade, ma condividere questo momento insieme puo' aiutare tantissimo
wolly
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da wolly » 20 set 2012, 10:11

Non credo di poter aggiungere altro che sia particolarmente rilevante, già le altre forumine hanno manifestato chiaramente il loro dissenso. Leggere un articolo del genere mi conferma solo ciò di cui mi ero già accorta per conto mio. Chi non affronta questo dolore non lo può capire. Per quanto tu stia a spiegarglielo, sembrerai sempre una che vuole a tutti i costi essere compatita, a fronte di un'esperienza tutto sommato non così grave. A me spesso dicono: sì, tu sei molto sensibile, per questo hai sofferto così...Sarà, da quel che vedo non c'è donna che l'indomani mattina si alzi dal letto pimpante, vada a buttare il test positivo e le ecografie o magari se ne vada al ristorante, così finalmente può mangiare una bella bistecca al sangue. Vorrei dire al prof. Annona che l'indomani io non mi sentivo proiettata verso niente, camminavo per strada con quel povero esserino sfortunato ancora dentro di me sentendomi un ibrido, nè futura mamma nè nient'altro. Esserino tra l'altro sano, il mio problema era un distacco, quindi non sempre è la natura prodiga di attenzioni, non sempre possiamo consolarci con questo pensiero. Vorrei dire che il giorno dopo ancora mi sono svegliata e ho pianto, perchè sapevo che me l'avrebbero tolto, che tutto era finito. Solo per un attimo dopo l'intervento mi sono sentita libera, non più un ibrido, ma dopo in compenso mi sono sentita infinitamente vuota. Ho passato i giorni successivi a evitare la mia immagine allo specchio, il seno e il ventre gonfi, ormai senza uno scopo. Io non so se potrò vivere la gioia di stringere un bambino, è ciò che spero più che mai, ma so anche che non potrà essere quel bambino. Noi esseri umani abbiamo la magnifica capacità di affezionarci a qualsiasi essere vivente, di qualsiasi razza forma o dimensione, a prescindere dalla sua capacità o meno di comunicare con noi o dalle sue potenzialità intelletive. Quindi come non comprendere l'immenso amore che si prova verso quella creaturina che si genera in noi, e vive in noi.

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dena
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da dena » 20 set 2012, 12:02

Wolly, che bellissime parole.
Un abbraccio :coccola
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da wolly » 21 set 2012, 13:26

Grazie. Cercavo solo di spiegare il perchè di tanto dolore...ad ogni modo però sono convinta che potrei amare follemente anche un figlio biologicamente non mio

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da cricetina70 » 8 nov 2012, 16:16

Come già hanno detto le altre un conto è il cuore, un conto è la ragione. Sono due cose diverse, con tempi diversi. Il cuore ci mette un bel po' a metabolizzare ciò che la ragione ha già capito, c'è una differenza di tempi tra "ho capito" e "l'ho accettato", quando sei riuscita a colmare questo divario allora vuol dire che stai imparando a convivere col dolore. Come diceva Mariangela, oltre al senso di vuoto che lascia quel qualcuno che, anche se per poco, ha abitato dentro di te e che tu hai amato da subito, rimane anche il senso di inadeguadezza e ti viene proprio da pensare "sono io che non ci sono riuscita". E' vero che razionalmente non ha senso, ma siamo umani e il dolore non è razionale. Purtroppo tante volte sembra di vivere in un mondo dove ti viene imposto di essere forte perchè devi essere sempre al top se non vuoi rimanere indietro, ma la vulnerabilità non deve essere considerata come uno stato patologico. Alla fine è proprio quando impariamo con pazienza a fare fronte alla nostra fragilità che diventiamo più forti e siamo pronte a tornare a sorridere e a guardare avanti. Ma un pensiero a quel qualcosa che era iniziato rimane sempre...non è negativo...vuol dire che lo si considerava di grande valore e non necessariamente per riscattare delle frustrazioni che arrivano da altri settori della vita.
§ Non c'è montagna più alta di quella che non scalerò. §

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da papy76 » 28 dic 2012, 12:04

Fermo restando ke ognuno vive ed elabora il proprio dolore a suo modo in base al carattere, al suo vissuto ed a ciò che lo circonda, vorrei dire che ogni mamma sa benissimo che vi siano delle probabilità che la sua gravidanza non vada a buon fine ed è x questo che cura e protegge nel suo grembo quel mucchietto di cellule(come ha detto qualcuno), che un giorno potrà stringere tra le sue braccia. Io ho affrontato un aborto in utero alla 12, uno alla 6 ed un aborto terapeutico all'estero alla 32.Credo di essere abbastanza "titolata"x dire al dottore Annona, che quando anche Lui porterà in grembo la sua creatura, la sentirà muoversi dentro di se, avrà un seno gonfio pronto a nutrire il suo bambino ed invece un bel giorno con dolore sentirà suo figlio morto scivolare via dal suo corpo.....ALLORA E SOLO ALLORA......potrà capire perchè una donna impiega tanto tempo a superare il suo dolore. E' un lutto....non un dispiacere... E' vero pure che poi bisogna trovare la forza di reagire, di andare avanti e c'è chi ci riesce meglio e più in fretta degli altri, ma caro Dottore, anche se lei ha scritto molte verità, forse ha sbagliato i toni. La mia non è una provocazione o dIsprezzo, ma UN UOMO NON POTRA' MAI CAPIRE VERAMENTE COSA SIA LA GRAVIDANZA DI UNA DONNA. E' una questione fisica, non solo di cuore

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da Elenarocco77 » 10 gen 2013, 22:49

Buongiorno!!!
Ho letto l'articolo come mamma che da poco ha perso il suo bimbo alla 10° settimana, ho fatto ieri l'isterosuzione. Mentre leggevo pensavo non può essere una donna a scriver, se lo è non ha mai avuto dei figli, fino ad arrivare alla conclusione che solo un uomo poteva scrivere così. Ho trovato l'articolo privo di particolare interesse ed utilità, freddo e superficiale, l'unica spiegazione che do è che possa essere una provocazione anche se non capisco con che scopo. Sono un medico, specialista in anestesia e rianimazione, passo la vita a cercare di salvare le persone, salvarle quando altri medici le hanno date per finite, corro sugli incidenti stradali per estrarre le persone dalle lamiere delle loro macchine, ho un rispetto assoluto ed immenso per la vita, in ogni età. Parlare di una madre che ha sofferto come di una persona esagerata che riversa le sue ansie precedenti in un lutto o una perdita è molto offensivo. La gravidanza è un'esperianza totalizzante già dal primo giorno in cui si scopre di essere in 2, la perdita di tutto questo non deve essere minimizzata, va metabolizzata col tempo e tanto amore. Non ho molto altro da aggiungere

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da CHIOCCHIOLINA2 » 10 gen 2013, 23:42

Cara Elena,
penso tu abbia ragione va "metabolizzata con il tempo"....
Mi dispiace davvero tanto ....so cosa stai passando ..... e ti abbraccio forte!!!

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da novembre78 » 11 gen 2013, 12:52

Elenarocco77 ha scritto:Buongiorno!!!
Ho letto l'articolo come mamma che da poco ha perso il suo bimbo alla 10° settimana, ho fatto ieri l'isterosuzione. Mentre leggevo pensavo non può essere una donna a scriver, se lo è non ha mai avuto dei figli, fino ad arrivare alla conclusione che solo un uomo poteva scrivere così. Ho trovato l'articolo privo di particolare interesse ed utilità, freddo e superficiale, l'unica spiegazione che do è che possa essere una provocazione anche se non capisco con che scopo. Sono un medico, specialista in anestesia e rianimazione, passo la vita a cercare di salvare le persone, salvarle quando altri medici le hanno date per finite, corro sugli incidenti stradali per estrarre le persone dalle lamiere delle loro macchine, ho un rispetto assoluto ed immenso per la vita, in ogni età. Parlare di una madre che ha sofferto come di una persona esagerata che riversa le sue ansie precedenti in un lutto o una perdita è molto offensivo. La gravidanza è un'esperianza totalizzante già dal primo giorno in cui si scopre di essere in 2, la perdita di tutto questo non deve essere minimizzata, va metabolizzata col tempo e tanto amore. Non ho molto altro da aggiungere
Elenarocco che dire hai ragione... se questo articolo non è piaciuto davvero a molte una ragione ci sarà...comunque un abbraccio per la tua perdita (Io ho avuto 2 raschiamenti e 2 splendide bimbe) quindi capisco cosa stai passando cara :coccola metabolizza il lutto perchè è di questo che si tratta e quando te la senti riparti un abbraccio.

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da novembre78 » 11 gen 2013, 12:59

blunotte9 ha scritto:a me l'articolo non è piaciuto per nulla, non è di alcun interesse scientifico, ma porta osservazioni, del tutto personali e a mio avviso estremamente superficiali, come se fossero la verità assoluta, solo perchè scritte da un medico...

Se è vero come è vero che la principale causa è un’anomalia del prodotto del concepimento e che la maggioranza delle italiane non esita ad optare per un aborto volontario in caso di feto malformato, come si spiega questo dramma insuperabile? Se il 30% delle gravidanze esita in un aborto, perché tanta sorpresa, specialmente se si stratta della terza o quarta gravidanza?

questo passaggio poi lo trovo di un'insensibilità allucinante....

Questo passaggio mi era sfuggito :bomba Bene io dopo 2 figlie ho avuto 2 aborti, e trovo queste parole davvero "tristi" e fatte con poca pochissima sensibilità di certo non aiutano e forse fanno anche un pò incavolare chi ha avuto un aborto... Io ho elaborato veloce i miei LUTTI, ma rispetto e non giudico chi ha bisogno di più tempo...

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da cricetina70 » 11 gen 2013, 13:08

E' di una freddezza indescrivibile, sembra che stia parlando di oggetti intercambiabili e di poca importanza, almeno questa è la sensazione che provo io.
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da papy76 » 11 gen 2013, 13:29

Ragazze non indignatevi più del dovuto. Il Dott. Annona è un uomo e non potrà mai capire. E sicuramente non ha mai visto lo sguardo della donna che ama, prima, durante e dopo un raschiamento o un aborto terapeutico. Se lo avesse fatto, forse avrebbe avuto una minima idea di ciò che vive una madre in quei momenti. Portare il proprio figlio in grembo è un dono, un miracolo di cui gli uomini non hanno conoscenza. Dovrebbero avere almeno il buon gusto di tacere, piuttosto che parlare di qualcosa che loro non potranno mai provare emotivamente, sentimentalmente e fisicamente. I ginecologi dovrebbero essere donne.

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da viviepit » 11 feb 2013, 10:55

Io personalmente ho apprezzato molto questo articolo. Ho 2 esperienze di aborto alle spalle, uno spontaneo alla 7 settimana e uno terapeutico alla 22 settimana. Da quest'ultimo sono passate 3 settimane, ma io non mi sento in lutto. Ho perso mia madre 6 anni fa, questo per me è un lutto, perdere un punto di riferimento, qualcuno con cui hai del profondissimo vissuto. Io con quel bimbo ho 12 settimane di vissuto, e ho cominciato a sentirlo dentro me solo una settimana prima dell'accaduto. Io non mi sento di aver perso un bambino, ho perso il sogno di averlo, è un sogno spezzato, o meglio, rimandato (stiamo per riaprire la caccia), ma non mi sento in lutto tutte le volte che un mio sogno si infrange. Nel momento in cui abbiamo deciso per l'aborto terapeutico tutte le mie forze e il mio amore si sono concentrati su mio marito che condivideva con me questa tragica esperienza, e con il quale ne volevo venir fuori prima possibile più unita e innamorata che mai. Sia chiaro, è la nostra esperienza, dettata dal nostro modo di concepire e affrontare la vita. Capisco e accetto la disperazione e il dolore prolungato di altre persone, e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità di reazione, a credere che la mia felicità dipenda da me e non da cause esterne, qualunque cosa mi accada. E' un percorso il nostro che ha richiesto tempo e cura, ma che ci sta ripagando con tempi di ripresa certamente fuori dal comune. Mi piacerebbe spartire questa nostra serenità con tutti e tutte voi, ma so che non è semplice, perciò mi limito ad abbracciarvi e ad incoraggiarvi con tutto l'amore e la comprensione di cui sono capace.
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da cricetina70 » 11 feb 2013, 13:47

Scusami, questa non vuole essere una critica, magari sono io che non ho capito nulla, anzi, tanto di cappello alla tua capacità di rimanere lucida e di non perdere il controllo anche in situazioni dolorose come quelle che hai vissuto ma...posso capire a 12, ma a 22 settimane di gravidanza io non consideravo di avere dentro la pancia un sogno, per me si trattava di qualcosa di MOLTO reale, per me quello era un bambino fatto e finito! Dici di avere una capacità di recupero sopra la media, e dalla razionalità con la quale ne parli sembra su questo non ci siano dubbi. Capisco anche che ad un certo punto bisogna rendersi conto che ciò che è perso nessuno te lo dà indietro e che anche se si prende a testate il muro non è comunque possibile cambiare le cose...Ma come ci riesci? Per me una perdita a 22 settimane sarebbe stata un lutto vero proprio.
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da alessia26 » 11 feb 2013, 14:16

Mi rendo conto che veramente ognuno vive certe esperienza con una individualità unica.
Io non ho mai dato il peso al mio amore in base alle grandezze...altrimenti dovrei amare Rebecca più della sorella,perchè con lei ho 2 anni e mezzo di vissuto in più...ma così non è...

come non era nemmeno quando la Greta la portavo nel mio grembo...mi sentivo già mamma di quella bambina ancor prima di sapere il sesso o di sentila calciare,tale e quale alla bambina che tenevo in braccio.

Forse non per tutte è così,di sicuro non lo è per un uomo,per quanto il socio ami le sue figlie,ha dovuto aspettare la nascita,mettersi in relazione con loro e viverci delle esperienze per scoprire quell'amore incondizionato che va oltre tutto....a me è successo molto prima,già con un test.

Poi è vero che tutto ciò è un prodotto della propria cultura....all'età delle mie nonne era normale perdere dei figli nei primi anni di vita,per malattia,fame,ecc...e sicuramente la prendevano come una evenienza che capitava,e con una buona probabilità....
credo che questo articolo potrebbe benissimo essere un adattamento di uno scritto negli anni '20,dove al posto di parlare di aborti ci si riferisce a bambini nei primi 3 anni di vita.
Eppure oggi farebbe scalpore eccome parlarne in certi termini.... accostare statistiche e numeri a vite umane...
quando forse anche quella in grembo verrà intesa una VITA UMANA VERA e non solo un ammasso di cellule si smetterà di parlare di numeri e statiche,o sogni non diventati concreti....

Le mie figlie erano un sogno,quando le cercavo,quando ogni mese speravo nel ritardo....
*REBECCA* 5/05/2007 *GRETA* 25/11/2009 *RACHELE* 28/06/2017 *maggiolina07*
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da papy76 » 11 feb 2013, 18:59

Scusate, io ho partorito mio figlio senza vita a 32 settimane. L'ho tenuto in braccio, l'ho accarezzato..ed oltre ad essere un sogno ERA UN BAMBINO.....VERO..REALE...che fino ad 1 giorno prima si muoveva nella mia pancia...si metteva il dito in bocca..e scalciava.... Era mio figlio...nato dall'amore ....e cercato con amore... Malgrado la mia sofferenza preferisco pensarla così....un sogno si dimentica..un figlio fa parte di noi.... Io domani inizio le sedute dalla psicologa...

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da viviepit » 11 feb 2013, 19:09

cricetina70, vorrei provare a spiegarti come ci riesco senza turbare l'emotività di nessuno ma è difficile trovare le parole adeguate e rischio sempre di essere fraintesa. Considera che il mio è stato un aborto terapeutico a causa di una malformazione fetale cerebrale molto grave. Se io avessi dovuto vivere questo aborto come un lutto, allora probabilmente, avrei anche dovuto accettare di essermi "autoprovocata" questo lutto. Il mio sogno era quello comune a tutte le meravigliose donne che frequentano questo forum, quello di avere un bambino sano, e me l'hanno strappato con la morfologica. Ma io e mio marito siamo vivi, stiamo bene e possiamo riprovarci. Per molte la maternità inzia con il test di gravidanza: è una scelta. Ci sono donne che la gravidanza non la sperimentano mai, ma adottano dei bambini: sono forse meno madri? E quelle che vivono la gravidanza bevendo, drogandosi e poi abbandonando i bambini sono delle madri? Io ho scelto di sentirmi madre quando (e se) avrò un bambino tra le braccia e vivo la gravidanza come un "preparativo" per arrivare a quel momento cercando di mantenere separate le due cose, perchè ho compreso a mie spese che avere un bambino non è facile come troppo spesso si crede, che essere incinta non significa automaticamente che dopo 9 mesi hai un pargolo per casa. Perciò i miei "bambini" in pancia restano dei sogni e io per ora, resto nel limbo delle sognatrici. Questo mi permette di vivere felice e sorridente accanto a mio marito che invece è concreto e presente e merita il meglio che io possa dargli e sul quale ho riversato quell'amore che stavo mettendo da parte per questo bimbo mai nato. Tutto qui. Spero di essere riuscita a spiegarti un po' meglio alcume mie riflessioni e sensazioni senza incorrere nel biasimo di nessuno. Con profondo rispetto per tutta la preziosa varietà dell'essere umano e delle sue emozioni.
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da viviepit » 11 feb 2013, 19:37

Papy sono contenta che tu abbia trovato modo di andare dalla psicologa. Ci sto andando anch'io perchè mi offre l'occasione di svolgere alcune riflessioni "guidate". Ribadisco, cara compagna di gol, che questo è il mio personalissimo modo di affrontare con forza questa brutta esperienza. Io non conosco altro rimedio alla morte che la vita, al dolore che la gioia. Ciò che ci accomuna tutte è che se siamo qui, è perchè vogliamo confrontarci e confortarci per venirne fuori, con tempi e cicatrici che sono assolutamente individuali. Un abbraccio che circonda.
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da cricetina70 » 11 feb 2013, 22:45

Viviepit:Infatti io non ti ho biasimato affatto e non mi sembra proprio che tu sia stata insensibile,le persone seguono percorsi diversi per trovare soluzioni ai problemi e per me è importante confrontarmi con persone che hanno un modo di vivere il dolore molto diverso dal mio. Io sono un'impulsiva che vive le sue emozioni in modo forse un po' troppo intenso, difatti spesso prendo delle gran tranvate, mi ritrovo per terra senza nemmeno aver capito come diavolo ci sono finita, magari riuscissi a razionalizzare tante cose... la forza di riuscire a non "illudermi" finché non l'avrei avuto in braccio in nove mesi non sono riuscita a trovarla, è un ragionamento che ho sempre sentito fare da amici che stavano per diventare papà, ma a me non riusciva perchè sentivo proprio fisicamente la presenza di questo bambino. Ci ho provato perché avevo paura di soffrire difatti le prime 20 settimane le ho vissute in modo molto tormentato... ma non ci sono proprio riuscita, per me lui c'era e basta, se dopo il suo gemello avessi perso anche lui non credo proprio che avrei trovato da sola la forza per riprendermi.

Papy :coccola cosa si può dire di fronte a tutto questo? Le parole non aiutano molto...mi dispiace tanto per questo tuo grandissimo dolore, spero che tu abbia trovato l'aiuto giusto per iniziare ad affrontarlo. Sarà un percorso lungo ma io voglio credere che esiste sempre una luce alla fine di un tunnel.
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da Margot83 » 12 feb 2013, 0:20

:cuore :cuore :cuore
il timore di legarsi ad un bimbo in pancia accomuna tutte quelle donne che hanno avuto un'esperienza simile. La verità è che si combatte fino all'ultimo, fino a quando non nasce e sta bene ma l'idea di essere madri va ben oltre l'immaginazione.
Sapete quante di noi hanno postato in "chi ce l'ha fatta dopo un aborto" a distanza di mesi dalla nascita del piccolo? questo porta a riflettere :bacio

Vi abbraccio tutte :cuore :cuore
http://www.temperaturabasale.it/tool/temperatura-basale/#cond=i1rKNLRUGBrwwiLq8x

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da dada1012 » 12 feb 2013, 17:43

Penso che non ci sia un modo uguale per tutti di affrontare un aborto con il dolore, la sofferenza e il timore per il futuro che esso comporta. Leggendo l'articolo mi è venuto da pensare che si riferisse soprattutto a una perdita precoce, delle prime settimane, e nonostante ciò ho trovato piuttosto insensato cercare di dare un senso a qualcosa che per avendo delle cause conoscibili e indagabili (un difetto del prodotto del concepimento) tocca un piano che va al di là della semplice per quanto esaustiva spiegazione "scientifica" e che riguarda invece la soggettività di chi lo vive, con la sua storia, i suoi desideri, le sue angosce e i suoi nodi irrisolti...
Mi ritrovo molto in quello che ha scritto Margot83, nella paura di affezionarsi al nuovo bambino e al vivere un po' in sospeso fino a quando lui o lei finalmente viene al mondo, vivo e sano, quando finalmente ci si può dire che c'è.
Io ci sono passata due volte, nel 2011, ce ne siamo accorti a 8 settimane entrambe le volte, con la prima eco, niente battito, embrione fermo... per me l'idea ricorrente era "ce la faremo ad avere un altro figlio?" (avevamo già una figlia nata l'anno prima, oggi è una bimba tre anni), il pensiero era soprattutto questo per via della mia età (allora aveva 42 anni). Nel mio caso quel bambino era ancora un'idea, niente pancia nè movimenti, un po' di nausee, non ho dovuto fare nemmeno il raschiamento tanto ero all'inizio... ma se già mi fosse successo un po' più in là, d esempio alla seconda ecografia, credo che l'avrei vissuto come un lutto non di un'idea, di un desiderio ma di un figlio in carne ed ossa. Ma, nonostante il trauma tutto sommato limitato, ricordo bene quanto mi ferì una persona a cui sono molto legata per motivi di formazione personale e professionale, una donna lei stessa, quando mi disse qualcosa del tipo "purtroppo è una cosa che succede...", tanto vero quanto banale e dunque? Forse voleva dire farsene una ragione e andare avanti, altrettanto vero e banale e tante grazie, lo sapevo già, non c'era bisogno di dirmelo!
Ho letto molto in questa sezione, ho iniziato proprio all'epoca dei miei aborti, e non penso che siano parole per chi ha vissuto e sta ancora vivendo qualcosa come la perdita di un figlio a gravidanza ormai inoltrata, non importa se per un parto prematuro o per un aborto terapeutico, sono cose che nessuna donna dovrebbe mai trovarsi ad affrontare, io non so come ne potrei uscire e dunque ognuno è giusto che trovi la sua, con i modi e i tempi che gli sono propri.
Vi abbraccio tutte, in modo speciale papy76 di cui ho letto la storia nell'altro topic

PS: per dovere di cronaca aggiungo che alla fine quel bambino è arrivato il 4 ottobre 2012, è qui che mi dorme in grembo mentre vi scrivo... ogni tanto il lieto fine arriva anche nella vita reale

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