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L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

E' doloroso e devastante se accade, ma condividere questo momento insieme puo' aiutare tantissimo
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clizia
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da clizia » 28 mag 2012, 8:56

Inoltre sul forum siamo abituate a discutere , quindi le sue argomentazioni sono soggette a discussione tanto più che non si tratta di un articolo scientifico ma di idee personali(a parte la precisazione dell'informazione medica che l'aborto spontaneo accade in natura di frequente). Giusto veicolare la tristezza e lo smarrimento verso il recupero di serenità.
Ma sono le altre domande sul perchè si provi doloreche non rivelano comprensione.
Quando dicevo" lasciateci vivere le sensazioni, riprendiamocele", ho inteso dire che il vissuto personale di ognuno è intimo e rispettabile. Non si può, non è un diritto dei medici scandagliare le motivazioni, le reazioni dei pazienti e allontanarle come non idonee. E questo invece accade molto spesso quando si tratta di gravidanza e parto.

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da clizia » 28 mag 2012, 9:03

Più o meno Lei stesso afferma che nella maggior parte dei casi di sua conoscenza le persone recuperano un pò di serenità per riprendere il percorso, dunque a maggior ragione si può comprendereche altre persone ci mettano più tempo senza bisogno che sia il medico ad essere competente per concedererglielo.

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da clizia » 28 mag 2012, 9:46

"Ho definito “reazione esagerata” quella della paziente che dopo tempo non accenna a questo miglioramento e cerca di trovare delle cause, o anche delle colpe di sè stessa o di qualche medico che non “è stato abbastanza bravo da evitarlo”. Questa è l'esagerazione che ha urtato tante utenti. Non il dolore. Vi prego di leggere bene.

E se proprio questo almeno minimo miglioramento, nel tempo, non c'è, allora cerchiamo di trovare un meccanismo mentale che possa riportarci ad una vita più felice o almeno con minor dolore. Cerchiamo delle risposte alle domande, cerchiamo come ragionare per veder le cose sotto una luce che ci consenta di soffrire meno e di non cadere in depressione. Questo era lo scopo; non la magica soluzione. Ma cosa ci si aspetta dal medico: condoglianze? Che si faccia carico di questo dolore insopportabile? Che dica “sì è vero, poveretta, forse ho sbagliato io qualcosa, chiedo scusa?”... Che si metta a piangere?. Oh sì che allora il medico ha capito davvero come soffro!! Come è bravo questo medico. Mica quello che mi detto “suvvia, coraggio, domani andrà già meglio di adesso”, che scarsa sensibilità, non ha capito niente, o peggio è un uomo, mica può capirlo mai!"
riferito alla frase evidenziata: credo che l'esagerazione urti i medici non noi... no capisco il senso della frase.
Personalmente no ritengo che le utenti "esagerate" vogliano le condoglianze o il pianto del medico e mi pare poco empatico sottolinearlo così come traspare irritazione. dal medico io mi aspetto comprensione e pazienza e rispetto. Il non farsi carico di ulteriori reazioni non comprende le battute sulle condoglianze o l'arrogarsi a determinare i tempi di recupero. Insomma è un problema che alcune pazienti siano più noiose di altre, mi par di capire. tanto da farci un sondaggio?

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da clizia » 28 mag 2012, 9:53

Scusate i post a rate... perdonoooooo!!
Oppure, bando alle frasi su cosa diamine vuole la piagnona di turno, si cerca di empatizzare e riportare il discorso nei termini delle competenze del medico,(qui e altrove).Per mia esperienza ho trovato questo tipo di atteggiamento nei ginecologi. qualcuno più arrogante del solito ma è un problema di poca umanità. Le domande anche fuori dal seminato possono arrivare e con calma quelle persone lo capiranno.

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da Giulia80 » 28 mag 2012, 10:11

"perchè tanta sorpresa e sofferenza insuperabile per qualcosa di naturalmente spontaneo se poi lo facciamo noi stesse se il feto non è normale"

Ecco, per me è questo il problema. come si fa a paragonare le due cose quando sono due cose completamente diverse?
Quando a me il medico ha detto "è meglio adesso, nelle primimissime settimane, che dopo; meglio che la natura abbia fatto il suo corso che non dover prendere decisioni dolorose dopo" ecco, secondo me il mio medico aveva in mente le stesse cose che ha in mente lei.
Quello che ho già detto è che, nonostante mi fosse chiarissimo quello che voleva dire il medico, non è questo che mi ha fatto stare meglio, quello che avevo in mente io non era quello.
E lo stupore? Certo che si rimane stupiti. Perchè un conto è sapere che le cose succedono, un conto è quando succedono a te. E visto che la statistica è il mio mestiere, e ho già avuto modo di dirlo tante volte in tante discussioni, lo ridico anche qui: non importa se succede nel 30% dei casi, non importa se succede nello 0,0000000000001% dei casi; quando succede a te, per te è 100%. E del resto non te ne fai niente.
Siamo persone, non statistiche.
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da Giulia80 » 28 mag 2012, 10:19

E poi, io non mi aspetto da un medico che si metta a piangere o chissà che.
Anzi, mi aspetto che un medico sia in grado di mantenere un certo distacco, e valutare la situazione per quella che è, e possibilmente aiutarmi nel migliore dei modi.
Ma se non si deve mettere a piangere, nemmeno deve fare spallucce alle domande, nel momento in cui io cerco di capire, e trovare conforto nelle risposte che cerco.
E soprattutto, proprio perchè deve essere obiettivo, non deve nemmeno irritarsi o giudicare il mio dispiacere e il tempo e il modo che mi occorrono e che trovo per passare oltre.

E dico questo in relazione alla gravidanza come lo dico in relazione a qualsiasi altra cosa.
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da ci610 » 28 mag 2012, 11:55

chiedo scusa, non ho letto e forse non ho ben afferrato il concetto
ma mi sembra di capire che lei, dottore, si domanda il perchè di tanta sofferenza, il perchè di quelle reazioni, a volte esagerate, di fronte ad un aborto spontaneo che è una cosa che in natura può succedere e lo sappiamo fin dall'inizio
e si domanda perchè, invece di soffrire, non cerchiamo da subito la soluzione per uscire da quel dolore, di rasserenarci e pensare comunque al futuro
ma se io ora le chiedessi, perchè tanto dolore di fronte alla morte di un padre o di una madre? perchè non pensare che è un evento naturale, che succede, perchè invece di piangere e disperarsi il giorno che ci comunicano la notizia, non ci pensiamo il mattino seguente dopo una bella dormita? lei cosa mi risponderebbe?

e poi si domanda il perchè di tanto dolore di fronte ad un embione evidentemente malato se poi, molto probabilmente, quello stesso embrione lo avremmo abortito volontariamente a seguito di un amnio o di una morfologica...
ma perchè? chi abortisce volotariamente non prova lo stesso dolore, anzi anche molto più grande, di una donna che subisce un aborto spontaneo?
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da clizia » 28 mag 2012, 12:08

Appunto, non capisco nemmeno io il senso del sondaggio.Immagino sia molto doloroso decidere. e torno a dire che per altri eventi della vita non si mette in discussione il dolore, se dura, se breve, lungo, insidioso o cosa. questo però accade sempre ingiustificatamente per discorsi inerenti a gravidanza, parto e aborto.

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da robipokernonna » 28 mag 2012, 12:34

io ho avuto un aborto spontaneo il 2 marzo 2003. alla 7+2. seguito da raschiamento.
le due gravidanze precedenti, iniziate e proseguite benissimo (avevo 19 e 21) si sono concluse con molta ansia per via della gestosi. per fortuna poi i bimbi sono nati spontaneamente e senza problemi.

quindi, quando sono rimasta incinta la terza volta (quasi 37 anni), mi sono subito proiettata verso il problema gestosi. mai e poi mai avrei pensato ad un epilogo simile. e, sebbene no nabbiamo mai visto il battito, io mi son sentita la mamma quel "qualcosa" e quando l'ho perso mi sono disperata. e la gravidanza successiva non sono riuscita a viverla con serenita'. sebbene sia stata la mia gravidanza migliore. ho sempre temuto che potesse succedere qualcosa. devo dire che si, l'aborto ha lasciato il segno. anche se ero proprio all'inizio. sara' che lo stavo cercando e quindi ho fatto il test prima dell'arrivo del ciclo (magari se avessi aspettato, avrei confuso le perdite con lo spottin g premestruale e non ci avrei nemmeno pensato), fatto sta che io ho cominciato subito a covare. mi osn sentita la marta....la gallina di lupo alberto. con quell'espressione sempre attonita. ma che cavolo covavo poi?
ora non ci penso piu'. leggere su gol le esperienze delle altre e vivere le vicende di due amiche mi haaiutato a dare la giusta dimensione all'evento. e se non proprio a ridimensionarlo, a pensare che c'e' di molto peggio. e che ci sono donne che sopportano dolori cosi' grandi che il mio non era paragonabile
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da Ari » 28 mag 2012, 12:44

ci610 ha scritto:e poi si domanda il perchè di tanto dolore di fronte ad un embione evidentemente malato se poi, molto probabilmente, quello stesso embrione lo avremmo abortito volontariamente a seguito di un amnio o di una morfologica...
ma perchè? chi abortisce volotariamente non prova lo stesso dolore, anzi anche molto più grande, di una donna che subisce un aborto spontaneo?

infatti l'accostamento delle due diverse casistiche ha senso solo in funzione di un'analisi medica, visto che di "prodotto difettoso" si parla in entrambi i casi, ma sono due esperienze completamente diverse dal punto di vista umano.
e non a caso io ho avuto bisogno del sostegno di una terapia psicologica solo dopo l'aborto terapeutico, perché la cosa difficile da metabolizzare non era la perdita, quanto il senso di colpa.
Arianna mamma di Sara dal 07/09/06
ho raccolto questi fiori per te per dimostrare a tutti quanto ti voglio bene

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da robipokernonna » 28 mag 2012, 12:50

Ari ha scritto:
ci610 ha scritto:e poi si domanda il perchè di tanto dolore di fronte ad un embione evidentemente malato se poi, molto probabilmente, quello stesso embrione lo avremmo abortito volontariamente a seguito di un amnio o di una morfologica...
ma perchè? chi abortisce volotariamente non prova lo stesso dolore, anzi anche molto più grande, di una donna che subisce un aborto spontaneo?

infatti l'accostamento delle due diverse casistiche ha senso solo in funzione di un'analisi medica, visto che di "prodotto difettoso" si parla in entrambi i casi, ma sono due esperienze completamente diverse dal punto di vista umano.
e non a caso io ho avuto bisogno del sostegno di una terapia psicologica solo dopo l'aborto terapeutico, perché la cosa difficile da metabolizzare non era la perdita, quanto il senso di colpa.

quoto.......un conto e' se la natura sceglie per te. un conto e' se devi scegliere tu. anceh se la razionalita' ti dice che non ci sono altre strade da percorrere
:cuore
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da alessia26 » 31 mag 2012, 12:14

Ari ha scritto:
frab ha scritto:Grazie dell'articolo, anche se, personalmente, trovo un pò superficiale questa parte
E la mia esperienza è che dopo un grande dispiacere al momento della cattiva notizia, già la mattina successiva il tutto venga visto sotto una luce diversa, con il pensiero già proiettato con ottimismo alla prossima gravidanza. ........

Però quando a distanza di giorni, o come nelle domande che ci arrivano, io vedo che la paziente ancora appare distrutta dal dolore, che cerca di trovare delle cause, o anche delle colpe di sè stessa o di qualche medico che non “è stato abbastanza bravo da evitarlo”, devo pensare che qualcosa non vada. A mio avviso è una reazione esagerata.
Io di aborti ne ho avuti due, e sinceramente non si può pensare che una buona dormita faccia passare tutto il dolore della perdita, come per magia. Non è morto il criceto, abbiamo perso un figlio, o l'idea di un figlio, e sinceramente qualche giorno o settimana (mesi?) di dolore ci stanno tutti. Il tempo passa, il dolore si attenua, ma il pensiero ogni tanto torna là, ai nostri bimbi mai nati. E anche se RAZIONALMENTE sappiamo che sicuramente è meglio così, il dolore del cuore richiede un pò di tempo per guarire.
ecco, anche a me si sono rizzati i peletti sulla nuca quando ho letto quel passaggio.

vorrei provare a spiegare al professor Annona che cosa prova una donna quando subisce un aborto, ma non so se ne sarò capace, nè se lui sarà capace di comprendere un'esperienza che non potrà mai vivere in prima persona.

la gravidanza ha un aspetto psicologico che, come la maggior parte delle esperienze umane, ha una forte componente irrazionale che nulla ha a che vedere con la razionalità con cui è stato scritto questo articolo.

quando ci sono certe reazioni che il professore reputa "esagerate" è ovvio che è la parte irrazionale che sta prevalendo su quella razionale e i tempi di ripresa dallo shock di un'inaspettata interruzione di gravidanza sono assolutamente soggettivi e variabili.

intanto partiamo dal presupposto che generalmente una donna che ha un test di gravidanza positivo in mano si sente già mamma.
e non si sente mamma di un embrione... si sente mamma di un bambino fatto e finito, sano e possibilmente bello.

quindi una futura mamma pensa a ciò che ha in pancia come al proprio bambino, non come a un "prodotto potenzialmente difettoso nel 30% dei casi".

se non si capisce questo stato d'animo iniziale, non si potrà mai capire perché le donne che abortiscono soffrono.

quindi una donna che abortisce soffre perché ha perso un bambino.
un bambino in divenire, certo! ma comunque ha perso un bambino.
anzi! ha perso il SUO bambino.
non importa se non lo ha ancora conosciuto, se non lo ha visto, odorato, cullato...
quelle due linee sullo stick dicono che c'è un bambino e solo quello conta.

quindi un aborto, seppur precoce, spezza un sogno in divenire.
ed è un sogno che non tornerà mai più, perchè potranno esserci altre gravidanze e altri bambini, ma non saranno QUEL bambino.

la razionalità è l'unica cosa che viene in aiuto quando si deve accettare questa realtà e allora si riesce ad ammettere che QUEL bambino non esisteva, perché in realtà al suo posto c'era un "prodotto difettoso", ma mi sembra riduttivo dire che si è inclini alla depressione se non si riesce ad elaborare la portata di questa informazione dopo una sola notte di sonno.
Ho letto l'articolo appena pubblicato,ma non ho risposto subito perchè volevo avere il tempo giusto per spiegare ciò che IO ho provato quando il 17febbraio 2009 subii il mio raschiamento....e perchè oggi a distanza di 3 anni a volte ancora mi capita di ripensarci,e perchè conservo ancora in un cassetto ancora le ecografie...e perchè non trovo nulla di esagerato nei miei pianti di 3 anni fa,come nei pensieri che riaffiorano ogni 17 febbraio...
ma Ari ha spiegato tutto proprio usando addirittura le parole che avrei usato io...e non ho nulla da aggiungere nè togliere a ciò che ha scritto...

e il fatto di riprovare,di avere altri figli dopo,a me Greta è arrivata inaspettatamente 15 giorni dopo il raschiamento,non mi ha MAI fatto pensare di aver rimpiazzato quel figlio mai nato...

concludo dicendo che ho trovato l'articolo che aveva intenzioni anche buone, scadente nel aver voluto in qualche modo "giudicare" un dolore...perchè inserendo aggettivi come esagerato, non è un lutto,ecc...mi è parsa quasi una provocazione....
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da alessia26 » 31 mag 2012, 12:38

BeaglePippo ha scritto:E se proprio questo almeno minimo miglioramento, nel tempo, non c'è, allora cerchiamo di trovare un meccanismo mentale che possa riportarci ad una vita più felice o almeno con minor dolore. Cerchiamo delle risposte alle domande, cerchiamo come ragionare per veder le cose sotto una luce che ci consenta di soffrire meno e di non cadere in depressione. Questo era lo scopo; non la magica soluzione. Ma cosa ci si aspetta dal medico: condoglianze? Che si faccia carico di questo dolore insopportabile? Che dica “sì è vero, poveretta, forse ho sbagliato io qualcosa, chiedo scusa?”... Che si metta a piangere?. Oh sì che allora il medico ha capito davvero come soffro!! Come è bravo questo medico. Mica quello che mi detto “suvvia, coraggio, domani andrà già meglio di adesso”, che scarsa sensibilità, non ha capito niente, o peggio è un uomo, mica può capirlo mai!... Ne avrò visti almeno qualche migliaio però.
Non ho mai sentito,e non credo nemmeno che sentirò mai donna che si trova di fronte al proprio medico che le annuncia un aborto, aver bisogno che questi le faccia condoglianze,che si faccia carico del dolore o che si metta a piangere...guai mai credo che se ne trovassi uno così lo cambierei e di corsa...
vorrei però l'empatia,e quella percezione di comprendere lo stato d'animo e non cadere in quelle frasi retoriche che NULLA danno,che non rinquorano per nulla di; è giovane ne potrà avere ancora, meglio ora che più avanti, o riportare casisitiche sulle percentuali di aborti nei primi 3 mesi....
io personalmente avrei preferito piuttosto il silenzio...

e mi scusi...lei nè avrà potuti vedere non di migliaia ma di milioni a mio avviso...ma nulla la avvicinerà per questo a viverlo nel proprio corpo.
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da novembre78 » 13 giu 2012, 20:02

... Gentilissimo dottore ad agosto ho avuto un raschiamento a 10 settimane, questa era la mia terza gravidanza... il suo articolo comprendendo le sue più buone intenzioni non mi è piaciuto, personalmente quando ho saputo che tutto si era fermato ho pianto, ho sofferto ma, ho ringraziato il cielo che fosse capitato subito e non più avanti...insomma ho reagito ... ma, rispetto chi passando da un'esperienza così devastante ha maggiore difficoltà ha rielaborare il lutto e si un figlio se pur piccolo (io lo chiamavo fagiolo :sorrisoo ) è sempre un figlio magari in divenire ma, un figlio... lei di casi ne avrà visti molti, ma queste cose se non le si affrontano sulla propria pelle ( e non è questione di uomo o donna) non si possono capire fino in fondo...

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da Bravissima » 15 giu 2012, 0:02

Il mio ginecologo appena constata la gravidanza, tra gli altri papiri che consegna, dà anche un foglio dove c'è un piccolo paragrafetto sull'aborto spontaneo nelle prime settimane, le percentuali, il fatto che molti degli aborti spontanei non hanno nessun tipo di motivazione medica, ecc. ecc.
Non è bello leggerlo quando cominci una gravidanza e quando ero alla mia prima gravidanza mi ha letteralmente terrorizzato, però..............
......... mi ha aiutato a prendere consapevolezza che era un evento del tutto naturale che poteva succedere e che poteva succedermi.
Ora che alla mia seconda gravidanza è accaduto anche a me, devo dire che questa consapevolezza mi ha aiutato.... non certo a non soffrire.... ma ad accettare che questo è un evento che fa parte della natura.... doloroso, ma purtoppo .........naturale....
5 gennaio 2010 ore 9.05 è nata la mia patatina Sara Maria! 3480 grammi di amore...
E ora FRATELLINA ti stiamo aspettando, TIENITI FORTE!!!
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da tartanna » 1 ago 2012, 12:52

Grida forte il tuo dolore ! Urlalo con tutta la forza che hai ! Dillo al mare.. al vento.. al sole che tramonta.. Ordina alle stelle di piangere con te, gridalo nel silenzio profumato delle sere d'autunno, piangi fino a rimanere esausta con... le guance umide e il respiro affannoso.. Gridalo fino a svegliare la notte.. poi.. quando non avrai più forza di gridare.. ascolta la voce del tuo cuore che dice: non c'è notte così nera che impedisca al sole di sorgere ancora... (Jim Morrison)

l'eco di lunadi ha dato conferma al dubbio che ormai ci attanagliava da una settimana... lo gnomo non c'e' piu'.....nonostante lo strazio ringrazio madre natura per aver fatto bene le cose e cio mi evitera il raschiamento visto che l'utero e' pulito...
non so ancora come sto diciamo a momenti alterni...ma bene e' un'altra cosa anche perche a 40 anni con due interruzioni alle spalle (una volontaria e l'altra naturale) non e' semplice digerire la cosa ma....passera anche questo momento...
ringrazio per lo scritto del dot annona, e' tristemente, cinicamente e professionalmente vero!!

PS COME FACCIO A DISATTIVARE LE MAIL INERENTI ALLE SETTIMANE DI GRAVIDANZA?? ho un po guardato ma non ho capito il "da farsi"!!
Grida forte il tuo dolore!Gridalo fino a svegliare la notte poi quando non avrai più forza di gridare ascolta la voce del tuo cuore: non c'è notte così nera che impedisca al sole di sorgere ancora.J M

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da negflar » 1 ago 2012, 15:01

Salve, le ho disattivato l'invio della newsletter.
Saluti

CHIOCCHIOLINA2
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da CHIOCCHIOLINA2 » 13 set 2012, 13:34

Ciao a tutti,
ho letto tutti gli interventi su questo argomento per cercare.......delle risposte che mi aiutino e mi confortino in questo particolare momento delle mia vita.
Sono alla 6+3 di gravidanza e alla visita ecografica il gine mi ha detto che nel sacco non c'è l'embrione, nulla neanche un puntino.
Mi ha detto che c'è l'80% di possibilità che non vada avanti, viste delle piccole perdite rosate che ho un giorno si e uno no .....mi ha detto che secondo lui è meglio così, meglio ora che dopo.
Penso abbia ragione ma.....ci sto male comunque, anche perchè l'attesa della prossima eco mi logora......e poi ho mille pensieri:se magari va avanti visti i problemi avuti il bimbo potrà essere sano?

Grazie "tartanna"le parole che hai riportato mi hanno confortata:
"Grida forte il tuo dolore ! Urlalo con tutta la forza che hai ! Dillo al mare.. al vento.. al sole che tramonta.. Ordina alle stelle di piangere con te, gridalo nel silenzio profumato delle sere d'autunno, piangi fino a rimanere esausta con... le guance umide e il respiro affannoso.. Gridalo fino a svegliare la notte.. poi.. quando non avrai più forza di gridare.. ascolta la voce del tuo cuore che dice: non c'è notte così nera che impedisca al sole di sorgere ancora... (Jim Morrison)"

A presto

CHIOCCHIOLINA2
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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da CHIOCCHIOLINA2 » 14 set 2012, 22:22

purtroppo la mi pancia non c'è più, ho avuto un aborto spontaneo questa notte .......... sono stata malissimo sia fisicamente che psicologicamente......ogni volta che sentivo scendere qualcosa era inevitabile piangere.
Ora voglio cercare di lascirmi alle spalle questa triste esperienza.... spero di riuscirci.
Ciao a tutti

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Re: L’aborto spontaneo: un’esperienza (in)sopportabile?

Messaggio da laura s » 17 set 2012, 18:17

Mi spiace cara, qui credo che ti leggano in poche, apri un post tutto tuo se vuoi sfogarti!
Un abbraccio :coccola
Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN

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