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AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

E' doloroso e devastante se accade, ma condividere questo momento insieme puo' aiutare tantissimo
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salmone
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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da salmone » 19 dic 2012, 14:59

Eliduna, solo per dirti che anch'io ho usato quella parola (assassina) nei miei confronti.


scusate .......volevo dire papy, no eliduna :martello

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Alexxandra
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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da Alexxandra » 19 dic 2012, 16:49

Ci sentiamo tutte un pò assassine... e forse lo siamo... ma la nostra non è stata una scelta.. ci è stato imposto da un destino più grande di noi...
Ma si sveglierà il tuo cuore in un giorno d’estate rovente in cui il sole sarà E cambierai la tristezza dei pianti in sorrisi lucenti tu sorriderai Samuele, 5/8/2011, 3,225Kg per 51 cm

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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da salmone » 19 dic 2012, 17:17

si è vero un destino più grande di noi...
travolta, ecco come mi sono sentita: TRAVOLTA
ti capita, decidi (tutto in fretta, tutto confuso) e poi il peso di quello che hai fatto
qui mi sento meno sola

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Alexxandra
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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da Alexxandra » 19 dic 2012, 17:35

anche a me GOL ha salvato la vita in quel momento
Ma si sveglierà il tuo cuore in un giorno d’estate rovente in cui il sole sarà E cambierai la tristezza dei pianti in sorrisi lucenti tu sorriderai Samuele, 5/8/2011, 3,225Kg per 51 cm

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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da papy76 » 19 dic 2012, 19:57

Ormai venire qui sta diventando una dipendenza, ma se leggere di voi e raccontare di me, può aiutare..allora ben venga. Mi rendo conto che i sentimenti e le emozioni provate sono comuni a tutti noi che ci siamo passati. Per rispondere a Salmone riguardo al sogno, io preferisco dare questa interpretazione: un gesto del genere richiede tanto coraggio, forza e amore. Tu avevi già aiutato il tuo bambino......Eri disposta ad aiutare tuo padre....I dolori induriscono le persone a mio parere, nel senso che ti temprano, e superata la fase iniziale in cui ci si sente nude, private di ogni difesa, capiamo che siamo più forti..perchè il fondo lo abbiamo già toccato ..... In qualche modo il cuore si gela....e forse poche cose continuano a spaventarci. Ho spezzato la vita del mio bambino....cosa può spaventarmi ancora..?... NIENTE...!!!! Ora le giornate scorrono senza senso...l'apatia totale verso tutto ... Non voglio cucinare, pulire, uscire...Vivo sospesa nel vuoto....Niente prospettive .... Non mi interessa nulla.... Poi penso a mio figlio , al mio compagno e cerco di reagire. Per qualche ora riesco a sembrare normale..e poi nuovamente il nulla....So che arriveranno tempi migliori in cui il dolore non farà così male....ma intanto VOGLIO soffrire.... Un abbraccio a tutte

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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da primomaggio » 20 dic 2012, 11:14

Ragazze, vi leggo, in silenzio, e in silenzio vi lascio un grande abbraccio.

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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da eliduma » 20 dic 2012, 12:44

Papy, sono io che ringrazio te per avermi descritto in che luogo si trovano le ceneri dei nostri bambini. Uscita dall'ospedale di Nizza avrei tanto voluto andare anch'io come te a vedere dove sarebbe stata deposta la mia Valentina, ma avevo 2 figlie piccole a casa che mi aspettavano e che, almeno la più piccola, non capivano il motivo della mia assenza, quindi ho scelto di tornare subito a casa. E poi nevicava tanto quel giorno e il posto distava parecchio dall'ospedale e poi c'era la recita di Natale della mia bimba più grande che ci teneva tanto fossi lì a vederla. Insomma a malincuore non ci sono andata, ma tu mi hai descritto così bene quel posto che mi sembra di vederlo ed è proprio come me lo ero immaginato. Sono contenta che sia un posto così bello e mi è venuta voglia di andarci, magari con tutta la famiglia e spiegando alle mie bambine che lì è sepolta la loro sorellina Valentina che non hanno mai visto se non in foto.
A distanza di tre anni sento che i ricordi si sono di molto affievoliti, le immagini sbiadite e con esse anche i sentimenti provati. Questo mi dispiace perchè, sebbene soffro molto meno, è come se stesse morendo dentro di me una seconda volta. Almeno posso guardare ogni tanto la sua foto, mi aiuta a ricordarla e a tenerla viva tra noi. Non voglio che venga dimenticata, non è ancora il momento e comincio a pensare che quel momento non arriverà mai. Quindi papy ti dico piangi, soffri e disperati più che puoi. Anche io come te per risalire ho avuto bisogno di stare ancora più male.

Il 18 Dicembre del 2009 Valentina è morta, mentre proprio in questo giorno di tre anni fa è "non nata". Mi ha fatto piacere ricordarla ancora una volta con voi. Vi ringrazio TANTISSIMO per tutto l'affetto, la comprensione e tutte le parole che avete saputo darmi in questi 3 anni! GRAZIE
Alessandra 3/11/2005, Eleonora 13/02/2008,
Valentina 18/12/2009... il mio angelo, Veronica 2/12/2010.

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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da papy76 » 20 dic 2012, 14:48

Cara Eliduma, x certi aspetti io credo di essere simile a te. Dalle tue lettere avevo capito che anche tu avevi BISOGNO di soffrire fino a sfinirti..... Io non riesco a ricordare completamente il viso del mio Alberto...ricordo la bocca, il colorito, un pò gli occhi..ma la figura nell'insieme è sbiadita. Mi dispiace molto e vorrei una foto xk' ho paura di dimenticare anche quei particolari. Se cerchi su internet il crematorium di nizza potrai vedere una foto parziale del cimitero. Se nn hai più l'indirizzo , chiedi a me. Io conservo tutto come una reliquia sacra e la valigetta con tutta la documentazione di Alberto è gelosamente custodita nell'armadio accanto al letto xk' il suo posto è accanto a me. E' l'unica cosa che ho del mio bambino ed ogni tanto tiro fuori tutte le eco e risonanze e le guardo. Spero che nella cartella clinica abbiano allegato una foto , così come era scritto nel foglio esplicativo del ricovero. Io credo che il momento di dimenticare non verrà mai, ed è giusto così, xk' è il solo modo di farli vivere almeno nei nostri cuori. Eli ti abbraccio forte, sii felice con le tue bambine. Mio figlio è stata l'ancora di salvezza nei momenti peggiori, l'unica ragione x cui mantengo uno pseudo equilibrio facendo appello a tutte le poche forze rimaste.

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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da crucchina79 » 20 dic 2012, 21:20

Non posso sapere cosa avete passato, ma mi ha colpito una frase di Alexx: vi siete prese tutto il dolore del mondo, un dolore così grande da non essere immaginabile, per risparmiarlo ai vostri angeli.
Penso che il vostro sia stato un atto di amore così grande... solo l'amore di una Mamma (con la M supermaiuscola) può far arrivare a questo.
Per quel che può servire vi abbraccio tutte :cuore
Amate le persone, non le cose. Usate le cose, non le persone. (Spencer W. Kimball)

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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da eliduma » 21 dic 2012, 10:33

Papy non ho più l'indirizzo e se tu me lo potessi mandare ne sarei felice! Io la foto ho chiesto che me la stampassero subito e ho aspettato qualche ora per averla, ma non mi sono mossa da lì finchè non l'ho avuta. Avevo paura che poi si dimenticassero di mandarmela. A me ne hanno date tre: due avvolta nella coperta e con dei vestiti loro, e una dove è tutta nuda in posizione più naturale. cioè in due me l'hanno messa in posa che sembra quasi un bimbo che dorme sereno e l'altra invece rivela chiaramente che non è un bimbo addormentato. Fa più impressione questa ultima ( e per questo alle bimbe non l'ho fatta vedere) ma è quella che preferisco perchè è così che l'ho vista quel giorno ed è così che la voglio ricordare. Vedrai che sarai contenta quando ti arriveranno. Io per un lungo periodo ho pianto tanto ogni volta che prendevo le foto in mano, ma anche questo credo sia terapeutico, o almeno lo è stato per me credo. Anche ad oggi mi scende qualche lacrima quando la vedo ma non sempre. Tu sei andata a vedere Alberto una seconda volta il giorno dopo il parto? Io non ho voluto.
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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da papy76 » 21 dic 2012, 12:07

Ciao Eli, io il giorno dopo non sono andata a vederlo anche xk' mi hanno dimessa dall'ospedale verso le 5 del pomeriggio. Sai..la flemma dei francesi..... Il martedì mattina siamo andati ad iscrivere il bambino all'anagrafe perche' volevo venisse registrato e comunque avevo bisogno dei certificati per avere diritto a tutta la maternità. Poi dopo siamo andati a Colomars x vedere il cimitero. Poi ti mando indirizzo. Io non ho pensato a farmi dare le foto subito....ormai non capivo più niente.... Ho fatto venire il ministro del culto x farlo benedire però....benchè Dio non fosse stato buono con il mio piccolo, ho voluto che Alberto arrivasse in cielo benedetto. Quasi fosse una "risposta" a Dio....come a volergli dire...." vedi...Tu sei stato cattivo...ma io sono superiore a te...e ti mando il mio bambino con la benedizione". Erano momenti in cui rasentavo la follia e ormai non connettevo più. Ieri ho parlato un pò con mio figlio, perchè mi ha fatto riflettere qualcosa che avevi detto tu in merito al rendere partecipi gli altri figli : in fondo è un modo xk' i nostri angioletti facciano parte della famiglia. Ieri mattina stavo così male che ho dovuto chiedere un abbraccio a mio figlio..e così gli ho raccontato qualcosa di suo fratello....non tutto però.... Lui non sa della francia e tutto il resto... Crede sia stata un aborto naturale. Volevo chiederti dopo quanto tempo hai avuto la cartella clinica e gli esami dell'autopsia e se te li hanno mandati direttamente o gli hai richiesti. E? arrivata gente, devo andare

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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da papy76 » 2 gen 2013, 13:43

Mio piccolo Angelo, oggi è il primo mese dalla tua nascita ed il pensiero di quel giorno è vivo come un fuoco che brucia il cuore. Vorrei averti tra le mia braccia per cullarti, per farti sentire tutto il mio amore, invece c'è solo il dolore di quel che è stato, di ciò che è, e di ciò che mai sarà.... A te mio piccolo tesoro va il mio pensiero , perdona la tua mamma....Sei nel mio cuore....

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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da eliduma » 4 gen 2013, 18:37

Ciao Papy, scusa il ritardo con cui ti rispondo. Gli esami mi pare siano arrivati dopo circa un mese o 40 giorni, come mi avevano detto. Ora non ricordo bene ma mi pare che me li abbiano mandati senza bisogno che li richiedessi, ma non ne sono sicura. Ricordo solo bene di quei giorni che aspettavo con ansia le altre foto che mi avevano promesso e avevo paura che non mantenessero la parola. Invece me le hanno mandate puntuali. Sono stati tutti molto comprensivi e rispettosi della situazione. Ho trovato davvero tanta umanità e questo è l'unico ricordo bello di quella situazione.
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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da papy76 » 4 gen 2013, 19:30

Ciao ELIDUMA, ho provato a mandare un mp, ma credo di non esserci riuscita. Purtroppo non sono tecnologicamente avanzata. Comunque l'indirizzo che mi avevi chiesto è : Crematorium di Nizza, statale 202, Vallon du Roguez 06670 Colomars. Tel. 04 93 29 12 58; orari apertura 8.30 - 17.00 in inverno; Fino alle 18.00 in primavera; fino alle 19.00 in estate. Spero mi arrivi presto la cartella clinica con le foto. Ciao a presto

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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da viviepit » 16 gen 2013, 19:09

ecco la nostra esperienza, purtroppo ancora tutta da vivere.
Morfologica il 10 gennaio e già la sentenza: idrocefalia.
Da lunedì eco di II livello, risonanza magnetica, amnio. Oggi la consulenza materno fetale: speravo avesse tutte le trisomie possibili, invece amnio perfetta, eco perfetta in goni parte (ad esclusione ahinoi della più importante. il cervello) risonanaza che non permette di avere certezze, insomma probabilmente si è trattato di una terribile sfortuna, senza nessi genetici ma la sentenza non lascia scampo: questa patologia causa ritardi cerebrali e forse anche motori, ci caldeggiano l'aborto terapeutico che abbiamo fissato per venerdì. Come potete ben immaginare sono una valle di lacrime, ormai lo sentivo (sono alla 22 settimana) e già da un po' lo chiamavamo per nome, avevamo già pianificato la nostra estate con lui, ma perchè tutto questo?
L'unica cosa che mi conforta è che mio marito è testone come me, noi questo bimbo lo vogliamo e ci riproveremo subito, giuro che non ci fermeremo finchè non lo stringeremo tra le braccia!
:coccola
l'amore, non il tempo, guarisce le ferite (Pit)

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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da papy76 » 17 gen 2013, 9:23

VIVIEPIT sii forte e coraggiosa come solo una mamma disperata può esserlo. Affronta questa dura prova a cui la vita ti ha sottoposta, trovando la forza nella speranza di una nuova gravidanza e nell'amore di tuo marito. Ti sono vicina e ti mando un forte abbraccio.

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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da yurisely82 » 17 gen 2013, 9:38

_Un forte abbraccio anche da me, sono sicura che ce la farete.
un raggio di sole è arrivato nella mia vita...... Barbara è nata il 8/04/13 alle 10:35.... 3.500Kg di puro amore

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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da salmone » 17 gen 2013, 11:47

vivi :coccola è successa la stessa cosa anche a me nel 2007, il 23 gennaio, percorso identico, nessun problema genetico o cromosomico, "solo" l'ostruzione dei canali (idrocefalia) causa una piccola ciste o tumorino..........

Io adesso ho 3 bimbi!!! :cuore

ti penserò e ti starò vicino, sii forte

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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da Luce21 » 17 gen 2013, 12:48

Cara Eliduma,
ho letto il tuo racconto e mi è sembrato di trovarci le emozioni che si accompagnano all'ineluttabilità di una scelta molto faticosa. Comprendo la tua posizione e credo che, in questi casi, non ci sia una scelta giusta o sbagliata. Ogni persona dovrebbe sapere cosa è giusto per il proprio figlio e per sé e tu hai avuto la fortuna di saperlo riconoscere e prendere una decisione coerente con questo. Nonostante il dolore che possa conseguire alla tua decisione, sai che non poteva andare in altro modo. Per il bene di Valentina, per il tuo e per quello della tua famiglia che avrebbe dovuto confrontarsi quotidianamente con il dolore di una bambina nata sotto una stella sfortunata. Io sono reduce da un'esperienza simile e ho bisogno di confrontarmi con i vissuti di altre persone, ho bisogno di sapere come la pensano le altre mamme, non perché abbia bisogno di confermare quello che provo, le mie emozioni sono già abbastanza chiare, le riconosco e le accetto come mie. Nessuno può intaccarle. Però ascoltare storie simili alla mia e trovare qualcuno con cui condividere le mie emozioni, ha l'effetto di sentirmi meno sola in un momento della vita che pare possa capire solo chi lo ha vissuto in prima persona. Tempo fa avevo letto di un romanzo sull'argomento, si chiama "Nessuno sa di noi" di Simona Sparaco. E' uscito ieri e ieri mattina sono andata a comprarlo. Ho appena finito di leggerlo, tutto d'un fiato. E' stato come vedere nero su bianco tutte le emozioni e i pensieri più inconfessabili che possono passare nella mente di una donna, di una mamma, prima, durante e dopo la scelta di un aborto. Adesso so che quei pensieri non sono solo miei. Siamo in tante, siamo tutte diverse, ma ci attraversa un filo comune. Non siamo né più né meno che donne: nasciamo con il prezioso e, a volte, ingrato compito di dare la vita. Qualcuna non lo riterrà mai tale (ingrato) e andrà avanti sempre e comunque, ad ogni condizione. Non sta a me né a nessuna di noi esprimere un giudizio (nel bene e nel male), ma accettare come uniche le risposte che ognuna di noi dà a quello che la vita le riserva.

eliduma ha scritto:Cari mamme e papà che state affrontando o avete affrontato la terribile esperienza dell'aborto terapeutico, questo spazio è per voi, è per me, è un luogo virtuale dove poter esprimere liberamente le vostre emozioni, i vostri pensieri, le vostre speranze, senza la paura (come spesso accade) di essere giudicati per la vostra scelta, di non essere capiti fino in fondo, come se il vostro dolore valesse meno di quello sofferto da chi ha avuto un aborto spontaneo, come se il vostro dolore ve lo siate cercati in quanto avete "scelto" di abortire.

E così eccomi qua, a scrivere la mia storia, la storia di Valentina. Te lo devo. Lo devo a me stessa affinché tu non venga dimenticata dagli altri. Non ancora, è troppo presto. Vengo a raccontare quella che credo sia la scelta più difficile per una madre: ammazzare il proprio figlio. Sì, perché è di questo che si tratta. Il termine che ho usato è molto duro, lo so, ma è proprio questo che ho fatto. Certo, non con le mie mani, ma ho permesso che lo facesse un medico. Sono venuta meno al più importante dei doveri di una madre, al più fondamentale dei doveri: proteggere il proprio figlio. Ho permesso che qualcuno infilasse un lungo ago nella mia pancia per iniettarti l'anestesia, in attesa del successivo veleno che ti ha provocato l'arresto cardiaco. "Tutto bene. Fatto tutto. Il cuore ha smesso subito di battere." Sono queste le parole del medico che ancora mi riecheggiano nella testa quando ripenso a quel 18 Dicembre, quando sei morta. Due giorni dopo ti ho partorita con dolore, all'estero, lontana da casa, e ti ho tenuta tra le mie braccia. Come eri piccola! Così piccola che sembravi una bimba aliena, con quei tuoi grandi occhi e quella piccola bocca rosso sangue. Eri tiepida. Mi sono sorpresa di riuscire a baciarti e di non avere paura nel toccarti morta. Tutta la tua manina riusciva a malapena a prendere solo la prima falange del mio dito mignolo. Avevi un occhietto un pò aperto, segno che non stavi dormendo profondamente.
Ho detto a tua sorella maggiore che eri tanto malata e i medici non potevano guarirti, così mamma e papà hanno deciso di lasciarti andare in cielo. Ma in cielo ti abbiamo mandata noi. Questo non potevo dirglielo. Cosa avrebbe pensato? Forse che avremmo potuto fare la stessa cosa con lei! Non volevo che avesse paura, che sapesse che la sua mamma ha ucciso un bambino. Lei è scoppiata a piangere, un pianto liberatorio come solo i bambini sanno fare. Qualche giorno dopo ha costruito un pupazzo di neve per te dicendoti: "Ci vediamo in cielo!" e ti ha fatto un disegno raffigurandoti come un angelo che volava in alto. Ma io e il tuo papà non siamo dei bambini, noi abbiamo un modo tutto diverso di reagire al dolore.
Qualcuno penserà che sono una persona crudele ed egoista, che non me la sono sentita di crescere un bambino con problemi, che non merito di portare nella pancia un'altra creatura, e così presto poi! Ma la verità è un'altra. Ho preso questa terribile decisione perché non volevo che mia figlia avesse una vita di sofferenza, fatta di ricoveri continui, di interventi chirurgici che sarebbero stati un appuntamento costante con la morte, di medicine, di dolore. E per cosa poi? Una volta superato tutto questo, interminabili anni di calvario, cosa avresti ottenuto? Ancora una vita di sofferenza. Fatta di isolamento sociale, di rifiuto da parte degli altri che non avrebbero saputo accettarti, amarti per via della tua diversità, inabilità, di quel tuo deficit mentale che ti avrebbe resa così diversa da tutti.
Privandoti della vita ti ho evitato tante sofferenze, lo so, ma ti ho tolto anche quelle piccole gioie di cui avresti potuto godere: un mio abbraccio, i complimenti per essere riuscita in qualcosa di difficile per te, gli auguri per il tuo compleanno... ma tutto questo ti sarebbe bastato? Ti sarebbe bastato l'amore infinito e incondizionato dei tuoi genitori? Ti avremmo amata forse anche di più delle tue sorelle in virtù di questa tua diversità, ma sarebbe stato sufficiente? Sarebbe bastato a colmare la sofferenza fisica che avresti dovuto affrontare, il rifiuto da parte dei tuoi pari? Sarebbe bastato a calmare il tuo pianto perché gli altri bambini ti avrebbero preso in giro, non saresti stata invitata alle feste, non avresti avuto amici e avresti avuto paura di quel che ne sarebbe stato di te in futuro? Io credo di no figlia mia. Ed è questo il motivo per cui ho permesso che ti togliessero la vita. Una vita troppo dolorosa, che non dovrebbe toccare a nessun bambino.
A chi pensa che sia una decisione difficile da prendere dico che non è vero, almeno non lo è stato per me. Il difficile non è decidere se interrompere o meno la vita di tuo figlio. Il difficile è portare avanti questa decisione, metterla in atto, cercare chi può aiutarti a fare questo, andare all'ospedale e permettere che mettano fine alla vita di tuo figlio, organizzare il funerale di un bimbo non ancora nato, dare l'autorizzazione a tagliare e smembrare quel corpicino inerme, ancora così piccolo perché possa stare al mondo.
Perdonami amore mio! Non abbiamo preso questa decisione per debolezza. Avrei voluto solo sapere se saresti stata d'accordo con la nostra scelta. Avrei fatto quello che avresti voluto tu, ma purtroppo non mi è dato di saperlo. Ti amo tanto piccola mia e non passa giorno che non pensi a te. Le tue ceneri sono sparse in un piccolo cimitero in Francia, ma la tua foto è nel comodino accanto al mio letto, come se dormissimo insieme. Vorrei credere che un giorno ci riabbracceremo, ma so che non sarà così. Mi rincuora solo sapere che non stai soffrendo.
Molte persone si riferiscono ai bambini come te con l'aggettivo “speciale”. Io credo che tu sia davvero speciale, ma non in virtù della tua diversità. I bambini come te sono solo tanto sfortunati, non c'è nessuna specialità nella tua diversità. Ti prego perdonami se non ho agito per il meglio.
Ho letto una frase di recente che dice più o meno così: “Puoi avere cento figli, ma ne avrai sempre uno di meno”. Quel figlio sei tu Valentina. Mi manchi davvero tanto e volevo dirtelo in questo modo.

La tua mamma

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Re: AFFRONTARE UN ABORTO TERAPEUTICO

Messaggio da viviepit » 17 gen 2013, 15:15

Grazie per il conforto. Continuo a piangere e il peggio, cioè l'aborto terapeutico, deve ancora venire. Domani il ricovero e se "sono fortunata" (parole del gine), sabato nascerà Nicolas, ma non ci saranno compleanni da festeggiare per lui d'ora innanzi.
Sono tanto preoccupata anche per quell'angelo di mio marito, che in questi giorni con infinito amore mi sostiene nei miei bruschi passaggi dal riso al pianto disperato e dal sonno (poco) alla veglia (tantissima).
Torneremo a casa da soli, ma almento insieme.
Posso chiedervi anche come è stato per voi dover annunciare quanto era accaduto? ok per le persone che ci sono sempre vicine, ma per le altre? Io vorrei fuggire con mio marito lontano da tutto e tutti e magari tornare tra un anno con un frugoletto tra le bracccia, ma so che non sarà possibile. :argh
Ok, ci metto Pazienza e Amore e speriamo un giorno di poter dire che anche tutto questo dolore un senso l'ha avuto. Un abbraccio che circonda a tutte/i voi
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