UNA STORIA PER TUTTE...
Inviato: 21 gen 2010, 17:54
care amiche, scrivo su qto forum...su qta parte del forum...perchè forse è il luogo in cui maggiormente viene compresa la difficoltà e il dolore che a volte può accompagnare la maternità o il desiderio di maternità.
è la mia storia, la storia delle mie gravidanze, della gioia immensa e del dolore altrettanto grande...
mi sono iscritta a GOL nel 2005. a quell'epoca desideravo tanti bambini, almeno 4!
ero un po' ingenua lo riconosco.pensavo che avere un figlio fosse la cosa più naturale del mondo.
di strada ne ho percorsa e, lo dico subito, il mio desiderio di maternità è rimasto sconfinato. ed è cresciuto dopo l'arrivo della mia prima figlia. non mi ha mai abbandonato, mi preme nel petto. e non mi lascerà mai.
questa parte del forum l'ho conosciuta presto. nel 2005 un aborto spontaneo alla 9 settimana mi sembrava la cosa peggiore che potesse capitarmi.
ho iniziato a leggere storie. tante storie. tanto dolore. molto più grande del mio. di allora.
per poter tentare una nuova gravidanza mi sono sottoposta a tre interventi. una miomectomia, una plastica alla tuba dx e la riduzione dell'endometriosi.
poi l'attesa. una nuova gravidanza.
pensavo che sarebbe stato bellissimo vivere, nonostante le paure, un'attesa così piacevole. altra illusione. la mia prima gravidanza è stata un inferno. 9 mesi accompagnati da iperemesi gravidica grave con alimentazione via flebo. mi sembrava di morire. avevo perso 9 chili al quinto mese di gravidanza e leggevo anche in quella circostanza storie di chi non ce l'aveva fatta a resistere e aveva deciso di interrompere.
io ce l'ho fatta con l'aiuto di mio marito e della mia famiglia. e poi è nata la mia prima bimba. un taglio cesareo un po' sofferto perchè accompagnato da un intervento di varicocele pelvico. ma tutto passa. la mia gioia è stata così forte che penso che il mio cervello si sia resettato dal ricordo della sofferenza. ho allattato la mia piccola col più grande amore fino a che non sono rimasta incinta di nuovo, dopo 20 mesi.
ma quel ricordo che avevo dimenticato è tornato. e nuovamente l'iperemesi. questa volta con una necrosi al fegato, 3 mesi di flebo, 1 completo di ospedale. e la mia piccina a casa lontano da me.
alla 20 settimana pensavo che comunque ce la stavo facendo di nuovo.
ecco allora il dolore. forte accecante. la mia bambina, all'esame morfologico, risultava affetta da CDH. una delle più gravi malformazioni. un'ernia diaframmatica.al posto del polmone sinistro aveva l'intestino, lo stomaco, la milza e un rene. il cuore era a destra.
mi dissero che dovevo essere dirottata all'ospedale del capoluogo. e soprattutto che, in casi come questi, la sopravvivenza è molto bassa purtroppo. nel caso come quello della mia piccola solo 3 bimbi su 10 avrebbero resistito.
disperazione. nemmeno l'idea di interrompere la gravidanza. ma il convivere con l'idea di poter vedere morire la mia bambina mi devastava.
da quel giorno sono iniziati i nostri viaggi. i controlli. genova. roma. tutto era monitorato. dovevo partorire direttamente accanto alla rianimazione neonatale. ma le cose vanno sempre diversamente. un improvviso distacco di placenta. una fortissima emorragia. una corsa in automobile disperata, con l'altra mia figlia a bordo. un cesareo di superurgenza. tanto urgente che mi è stata tagliata col bisturi la vescica. il mio successivo intervento chirurgico di ricostruzione. l'intervento alla mia bambina. le preghiere. la rianimazione. e poi la chirurgia. e ora siamo a casa. e lei è qui accanto a me mentre scrivo questa storia. ha nove mesi ed è meravigliosa. una speranza per tutti.
questa la mia storia di mamma. ho ridotto all'osso 5 anni della mia vita. e forse ho banalizzato i sentimenti di gioia e dolore che hanno ruotato intorno alla mia maternità.
ma volevo solo dire che si può diventare mamma con estrema facilità, con estrema difficoltà. a volte non lo si può neppure diventare. si può essere troppo felici o troppo tristi. io sono stata fortunata. tanto. la mia vocazione ad essere mamma si è realizzata con un cammino faticoso.
non credo potrò avere più figli. anche se il mio desiderio di diventare ancora mamma è sempre scalciante. forse sono malata. sono assetata d'amore. perchè l'amore che provo nel guardare i miei figli è incommensurabile.
per questo comprendo tutte le donne che faticano, che disperano, che non ce la fanno, che lottano. e sono sempre vicino alla loro sofferenza.
forza! a tutte!
è la mia storia, la storia delle mie gravidanze, della gioia immensa e del dolore altrettanto grande...
mi sono iscritta a GOL nel 2005. a quell'epoca desideravo tanti bambini, almeno 4!
ero un po' ingenua lo riconosco.pensavo che avere un figlio fosse la cosa più naturale del mondo.
di strada ne ho percorsa e, lo dico subito, il mio desiderio di maternità è rimasto sconfinato. ed è cresciuto dopo l'arrivo della mia prima figlia. non mi ha mai abbandonato, mi preme nel petto. e non mi lascerà mai.
questa parte del forum l'ho conosciuta presto. nel 2005 un aborto spontaneo alla 9 settimana mi sembrava la cosa peggiore che potesse capitarmi.
ho iniziato a leggere storie. tante storie. tanto dolore. molto più grande del mio. di allora.
per poter tentare una nuova gravidanza mi sono sottoposta a tre interventi. una miomectomia, una plastica alla tuba dx e la riduzione dell'endometriosi.
poi l'attesa. una nuova gravidanza.
pensavo che sarebbe stato bellissimo vivere, nonostante le paure, un'attesa così piacevole. altra illusione. la mia prima gravidanza è stata un inferno. 9 mesi accompagnati da iperemesi gravidica grave con alimentazione via flebo. mi sembrava di morire. avevo perso 9 chili al quinto mese di gravidanza e leggevo anche in quella circostanza storie di chi non ce l'aveva fatta a resistere e aveva deciso di interrompere.
io ce l'ho fatta con l'aiuto di mio marito e della mia famiglia. e poi è nata la mia prima bimba. un taglio cesareo un po' sofferto perchè accompagnato da un intervento di varicocele pelvico. ma tutto passa. la mia gioia è stata così forte che penso che il mio cervello si sia resettato dal ricordo della sofferenza. ho allattato la mia piccola col più grande amore fino a che non sono rimasta incinta di nuovo, dopo 20 mesi.
ma quel ricordo che avevo dimenticato è tornato. e nuovamente l'iperemesi. questa volta con una necrosi al fegato, 3 mesi di flebo, 1 completo di ospedale. e la mia piccina a casa lontano da me.
alla 20 settimana pensavo che comunque ce la stavo facendo di nuovo.
ecco allora il dolore. forte accecante. la mia bambina, all'esame morfologico, risultava affetta da CDH. una delle più gravi malformazioni. un'ernia diaframmatica.al posto del polmone sinistro aveva l'intestino, lo stomaco, la milza e un rene. il cuore era a destra.
mi dissero che dovevo essere dirottata all'ospedale del capoluogo. e soprattutto che, in casi come questi, la sopravvivenza è molto bassa purtroppo. nel caso come quello della mia piccola solo 3 bimbi su 10 avrebbero resistito.
disperazione. nemmeno l'idea di interrompere la gravidanza. ma il convivere con l'idea di poter vedere morire la mia bambina mi devastava.
da quel giorno sono iniziati i nostri viaggi. i controlli. genova. roma. tutto era monitorato. dovevo partorire direttamente accanto alla rianimazione neonatale. ma le cose vanno sempre diversamente. un improvviso distacco di placenta. una fortissima emorragia. una corsa in automobile disperata, con l'altra mia figlia a bordo. un cesareo di superurgenza. tanto urgente che mi è stata tagliata col bisturi la vescica. il mio successivo intervento chirurgico di ricostruzione. l'intervento alla mia bambina. le preghiere. la rianimazione. e poi la chirurgia. e ora siamo a casa. e lei è qui accanto a me mentre scrivo questa storia. ha nove mesi ed è meravigliosa. una speranza per tutti.
questa la mia storia di mamma. ho ridotto all'osso 5 anni della mia vita. e forse ho banalizzato i sentimenti di gioia e dolore che hanno ruotato intorno alla mia maternità.
ma volevo solo dire che si può diventare mamma con estrema facilità, con estrema difficoltà. a volte non lo si può neppure diventare. si può essere troppo felici o troppo tristi. io sono stata fortunata. tanto. la mia vocazione ad essere mamma si è realizzata con un cammino faticoso.
non credo potrò avere più figli. anche se il mio desiderio di diventare ancora mamma è sempre scalciante. forse sono malata. sono assetata d'amore. perchè l'amore che provo nel guardare i miei figli è incommensurabile.
per questo comprendo tutte le donne che faticano, che disperano, che non ce la fanno, che lottano. e sono sempre vicino alla loro sofferenza.
forza! a tutte!