Probabilmente tu racconti tanti episodi isolati e noi ritroviamo in quelli diversi aspetti e comportamenti dei nostri figli. E per questo ci chiediamo se certe "attenzioni", anche da parte delle dottoresse, non siano "eccessive", se non sia eccessivo questo sviscerare ogni cosa alla ricerca di una motivazione, o se non sia al limite della forzatura quest'analisi caratteriale e di approccio che viene fatta a scadenze fisse sulle tue bimbe.
Ma ripeto, noi possiamo solo immaginare. E non abbiamo le tue bimbe davanti, non possiamo sapere nel loro insieme come siano, cosa significhino questi "problemi relazionali", le chiusure, le regressioni, i problemi di linguaggio.
Al di là di questo - per il quale è forse ora perfino inutile discutere, nel senso che tu racconti episodi che tutte noi come hai letto più o meno abbiamo vissuto o viviamo, solo forse affrontiamo in maniera diversa l'una dall'altra, tra fermezza, dolcezza, cedimenti, castighi, ma non possiamo come ho detto prima "vedere" le tue piccole nella loro completezza, non possiamo farci un'idea che vada oltre gli episodi - dicevo, al di là di questo c'è il tuo "sentire", il tuo vivere tutte queste emozioni, questo stress, l'ansia che non passa. Ed è questo che davvero colpisce, almeno è così per me. Mi immedesimo nella tua ansia, nel tuo stato d'animo e vorrei davvero darti una spalla, esserti più vicina fisicamente.
Niente, tutto qua. Sarà anche che sto frequentando un sacco di bambini da quando marco va all'asilo e ne vedo tanti e di tutti scopro aspetti particolari. E tutti sono diversi, alcuni anche "difficili", insomma... non lo so, scusami Michela se ti ho solo confusa ma vorrei solo che non ti sentissi sola ecco.
Perché a volte mi sembra che tu ti senta così e mi dispiace terribilmente.




