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Prima, durante e dopo la gravidanza

 

Progetto sedia vuota

Scegliere di dare tutto il nostro amore a un bimbo che a volte arriva da lontano. Una scelta coraggiosa e spesso un percorso ad ostacoli
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pingu
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da pingu » 13 set 2017, 17:59

krogiolina, complimenti, avete fatto una scelta di accoglienza e di apertura alla vita (anche se non nel modo "convenzionale" ma "oltre" ) che vi auguro possa portarvi a quello che in fondo resta l'obiettivo di chiunque, ovvero la felicità propria e dei propri cari.
In realtà anche noi ad un certo punto della vita abbiamo avuto il desiderio di riempire quella "sedia vuota", abbiamo fatto una scelta diversa ma forse non così tanto, da 8 mesi siamo genitori affidatari di una ragazzina di 12 anni che, anche se in maniera un po' discontinua, condivide le nostre vite e le nostre giornate - e noi le sue.
Ed ecco che in questa mia famiglia moooolto al femminile ci si è stretti, un po', si fa la coda per andare in bagno la mattina, si litiga un po' di più... ma.... soprattutto si vive, e questo per me resta il più grande dono che si possa fare e ricevere.
Anna è arrivata il 31 marzo 2007 alle 10.25!!
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da SteSi » 13 set 2017, 18:31

Ciao krogiolina :sorrisoo
Sono contenta di vedere che scrivi sempre con toni pacati e ti preoccupi perfino dei miei sentimenti. No, non sono rimasta male per quello che hai detto. Siamo su un forum proprio per confrontarci ed esprimere le nostre opinioni. Anche il mio intento non era quello di infastidirti ma solo di esporti un punto di vista diverso. Purtroppo se ne sentono di tutti i colori quando si parla con altri che ci sono gia passati e spesso per le persone infertili l'adozione e' l'ultima spiaggia per diventare genitori.
Inizi gia sentendoti come se la natura ti giudicasse non idoneo e poi, devi farti giudicare anche da degli estranei che magari useranno la tua infanzia difficile o perfino i tuoi lutti per ritenerti non adatto...e si arriva a questa esperienza frustrati, magari con il pensiero "Se avessi ovulato" o "se non avessi avuto gli spermatozoi quasi inesistenti" o altre varie problematiche, "non sarei qui a rompermi le scatole, ma sarei a casa con il mio bambino".

Tutto quello che hai scritto e' giusto, mi ha fatto riflettere e l'ho trovato anche molto intelligente. Spero che proseguirai sempre con questa mentalita' e mi auguro di leggere ogni vostro nuovo traguardo.
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da krogiolina » 13 set 2017, 23:01

Grazie pingu

Stesi :bacetto
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da ZiaVale » 14 set 2017, 10:22

pingu ha scritto:krogiolina, complimenti, avete fatto una scelta di accoglienza e di apertura alla vita (anche se non nel modo "convenzionale" ma "oltre" ) che vi auguro possa portarvi a quello che in fondo resta l'obiettivo di chiunque, ovvero la felicità propria e dei propri cari.
In realtà anche noi ad un certo punto della vita abbiamo avuto il desiderio di riempire quella "sedia vuota", abbiamo fatto una scelta diversa ma forse non così tanto, da 8 mesi siamo genitori affidatari di una ragazzina di 12 anni che, anche se in maniera un po' discontinua, condivide le nostre vite e le nostre giornate - e noi le sue.
Ed ecco che in questa mia famiglia moooolto al femminile ci si è stretti, un po', si fa la coda per andare in bagno la mattina, si litiga un po' di più... ma.... soprattutto si vive, e questo per me resta il più grande dono che si possa fare e ricevere.
che scelta coraggiosa e altruista avete fatto, complimenti.

Krogiolina io sono vicina ad amici che stanno adottando dopo non aver potuto avere figli. credo che il loro dolore per questa mancanza sia immenso e li ha portati ad affrontare momenti molto difficili. non tutti poi lo traducono in rabbia verso chi invece ce l'ha fatta, ma io non mi sentirei di biasimarli. al loro posto comunque anch'io sarei terrorizzata dal giudizio delle assistenti sociali e su quello sì, credo avrei anch'io della rabbia.
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da krogiolina » 14 set 2017, 10:43

ZiaVale, sono pienamente d'accordo anche io, tant'è che mi sono chiesta anche se avrei provato rabbia e da sola mi sono detta che in realtà una risposta vera non ce la potrò mai avere, ed è proprio poter vedere nei loro volti manifestarsi questa rabbia derivante da un dolore che deve essere straziante che mi ha colpito al cuore come una pugnalata, vorrei sinceramente aiutarli, mi verrebbe da abbracciarli ma sono consapevole che io (non io come persona eh) aumento in loro questa rabbia, per questo in questi giorni mi sto un po' arrovellando su come posso partecipare attivamente agli incontri ma cercando di ridurre al minimo l'impatto nei confronti di questa coppia...
so che in realtà qualunque cosa dica o faccia non li farà stare meglio, è una sofferenza loro, e non dipende da me, dipende da loro, dalla prospettiva che hanno in questo momento...
io sono buddista e noi diciamo spesso "non dipende dal tavolo..." se stai sotto il tavolo ti senti schiacciato da lui, se stai sopra al tavolo sei tu a dominarlo... ma il tavolo è sempre quello...
in questo momento noi siamo il tavolo per loro e se loro non cambiano prospettiva qualunque cosa noi facciamo non cambierà la situazione, è una cosa che deve partire da dentro.
nel mio piccolo cercherò come posso sempre di parlare con umiltà e con toni positivi e non posso che augurargli ogni bene

mi sento così onorata ad aver iniziato questo percorso, così grata per aver avuto la possibilità di incontrare queste persone e grata a loro che stanno arricchendomi con la loro vita
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da ZiaVale » 14 set 2017, 11:09

Krogiolina però questo corso deve essere utile anche a voi. quindi io non misurerei ogni parola o non mi limiterei nelle affermazioni per paura di urtare questa coppia. sono un po' egoista in questo. è un momento importante per tutti, non meno per voi che siete già genitori.
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da krogiolina » 19 set 2017, 9:43

ieri sera terzo incontro
il più difficile
due coppie adottive (una in nazionale ed una in internazionale) sono venute a raccontarci la loro esperienza... mamma mia che esperienze... ovviamente ci hanno dovuto raccontare tutte le difficoltà incontrate e wow... se ne hanno incontrate... ci ha fatto seriamente aprire un po' gli occhi su "a cosa si può andare incontro"... anche se io l'ho vissuta più come "ok, ci potrebbero essere queste difficoltà, ho un sacco di tempo per capire come posso gestirle al meglio"... anche se poi c'è sempre la variabile bambino... nel senso che io in realtà non saprò mai come andranno perchè non posso sapere come reagisce il bambino al mio modo di gestire la cosa... e questo a dire il vero l'ho imparato dai miei figli... quello che va bene per uno non va bene per l'altro... perciò il mio modo di rapportarmi con loro cambia in base al loro carattere, al loro modo di vivere la vita.. sicuramente ci vuole un gran lavoro di conoscenza reciproca ed una buona dose di empatia per cercare di entrare in sintonia con il dolore del bambino.
loro dicono che sicuramente il corso (che stiamo frequentando) dà delle ottime basi su come affrontare queste difficoltà... difficoltà quasi sempre legate al dolore dell'abbandono.
e niente... oggi sono di poche parole, perchè è stato un argomento davvero spinoso che cmq ci ha smosso tanto...
se mai un bambino arriverà, saremo in grado di aiutarlo?
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da ZiaVale » 20 set 2017, 11:40

Krogiolina posso chiederti che esperienze hanno riportato che vi hanno scosso tanto?
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da krogiolina » 20 set 2017, 20:57

Una delle due coppie ci ha raccontato di aver adottato una bimba di due anni con un passato difficile, primi 4 anni di vita in famiglia stupendi, poi iniziano gli scatti d'ira (e questo è niente) ma lo stress derivante da questo dolore finalmente uscito ha portato questa bambina a strapparsi a mani nude tutte le sopracciglia, le ciglia e parte dei capelli... ci sono voluti 2 anni di terapia con psicologo che la vedeva 3 volte a settimana x poter risolvere...
L'altra coppia ha adottato due bimbi in due momenti diversi e hanno avuto problemi di salute nei bimbi anche piuttosto impegnativi e varie altre... ovviamente hanno selezionato coppie con un vissuto difficile, sicuramente non tutti i figli adottati sono autolesionisti... ma lunedì sera la prospettiva che ci hanno mostrato è questa, di enormi difficoltà derivanti dalla consapevolezza di essere stati abbandonati dalla propria mamma biologica...
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da ZiaVale » 20 set 2017, 21:29

Mamma mia vivere situazioni cosi da genitore deve essere devastante. Ci vuole una gran forza.
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da krogiolina » 21 set 2017, 8:55

si, non è facile, anche se sono cose che possono succedere anche con figli biologici... diciamo che con un figlio adottivo sapendo che cmq un trauma l'ha già subito stai un po' più all'erta...
ma noi restiamo sicuri della nostra scelta, e nè io nè mio marito abbiamo un vissuto "semplice" e contiamo sul fatto che la nostra storia sia una risorsa da sfruttare per comprendere il dolore e cercare di superarlo
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da SteSi » 22 set 2017, 15:02

Ciao,
krogiolina mi trovo d'accordo con te. Anche noi abbiamo sempre pensato che anche i figli naturali possono avere problemi (fisici o psicologici) o averne in futuro. E se parliamo di problematiche non di salute, ne conosco di figli naturali che danno problemi ai genitori (ed anche a se stessi, ovviamente)!
Per quanto riguarda le esperienze dei genitori adottivi, anche noi al corso ne abbiamo sentite, e non ci siamo sconvolti solo perché una delle esperienze a noi molto vicina era più tosta. Quando conosci qualcuno che come passatempo fa i murales con le feci o altre cose da rabbrividire :freddo certi comportamenti tipo lanci di oggetti, scatti d'ira, rifiuto della figura materna ed essere carini con tutti tranne che con la mamma al punto che la mamma si senta quasi pazza, le senti come un ripasso di esperienze già sentite e consapevole che, purtroppo, con un bambino con più di due anni potrebbero essere il male minore.
Dico "potrebbero" perché, nonostante la persona che conosciamo sia ancora una persona problematica (per esempio i lanci di oggetti ed altri comportamenti li ha ancora :impiccata: ), noi restiamo dell'idea che se i genitori si fossero impegnati di più ed avessero avuto la consapevolezza di quello che stavano per fare portando a casa un bambino non troppo piccolo, che dimostrava già dai primi giorni un comportamento difficile, forse ora sarebbe una persona diversa. Quando era bambino, abbiamo trascorso del tempo con lui ed era palese che avesse un enorme bisogno di amore che, sicuramente, ha ancora oggi. Un buco nel suo cuore che non è mai stato riempito. La nostra opinione è che non debbano essere delle "cause perse" per il loro trascorso, e sono d'accordo con te sul fatto che ci voglia comprensione. Comprensione, amore, sostegno e tanta pazienza. Ed essere seguiti molto. Anche parlandone con l'assistente sociale, che ci accompagnava nel nostro cammino, ne abbiamo avuto velatamente conferma. Però, secondo i suoi anni di esperienza, andava aggiunto anche un giusto supporto psicologico.
Dispiace veramente molto, ma "fortunatamente" (passami il termine che non è molto giusto) resta il caso più grave che abbiamo mai sentito.

In questi giorni ho sentito parlare una delle ragazze adottate che abbiamo in famiglia di quanto le piacerebbe avere un bambino. Riflettendo mi sono accorta che nessuna di quelle che conosco, che abbiano figli o meno, ha mai accennato al fatto di desiderare un domani la stessa strada intrapresa dai genitori ma solo di avere figli propri. Non l'ho domandato loro per non sembrare impicciona ma, perché? Sarà perché sentono il bisogno di un legame biologico? :pensieroso
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da krogiolina » 25 set 2017, 14:25

stesi, ti rispondo io, perchè la mia più cara amica è adottata... o quanto meno, ti rispondo quello che lei ha risposto a me... "dai 12 fino a che non sono rimasta incinta mi sono chiesta se avessi mai potuto avere figli, sai non conosco nulla della mia storia..." quindi credo che manchi proprio la conoscenza delle proprie radici se in famiglia c'è qualcuno che ha avuto difficoltà o meno... anyway, questa mia amica ha 2 figli biologici e 1 adottata, e sono una famiglia stupenda :emozionee

noi stasera quarto incontro, emozione a mille
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da krogiolina » 25 set 2017, 14:32

scusa ho inviato ma non avevo finito,
credo che come chi è stato cresciuto dalla propria mamma biologica sentano il desiderio di avere dei figli propri, e magari anche di riscattarsi... di dire "vedi, io lo metto al mondo un figlio e me ne prendo cura... " credo che per quanto "superata e metabolizzata" un po' di rabbia nei confronti di questa mamma che non c'è stata rimanga nel cuore e si sente il bisogno di essere migliori, proprio come me che dico non farò gli errori che ha fatto mia mamma con me, non dirò questo ai miei figli ecc ecc...
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da krogiolina » 26 set 2017, 9:46

argomento di ieri sera l'elaborazione del lutto dell'infertilità e tutte le sue sfaccettature...
una polemica che mi ha lasciato senza parole...
che poi non si parlava di lutto solo dal punto di vista della fertilità (argomento che nelle scorse pagine abbiamo già trattato) ma si parlava di lutto inteso come rinuncia al progetto di avere figli propri... e in questo caso ci stiamo dentro tutti... perchè è vero che io ho già figli miei ma la motivazione che mi ha portato a scegliere di rinunciare a riprovare ad averne altri miei e quindi ad adottare non la conosce nessuno e può essere tristissima ma nessuno se ne preoccupa, perchè pare che aver procreato mi renda immune alla sf**a o ai problemi...
ma soprattutto pare dia diritto agli altri di dirmi quello che vogliono come se meritassi di soffrire un po' anche il loro dolore...
cmq... ad un certo punto si parlava di accettazione delle scelte fatte, quindi accettazione di non procreare e accettare il percorso adottivo come il "proprio percorso gravidico"... ed è saltato fuori che durante i colloqui chiedono se si hanno rapporti non protetti (soprattutto per quelle coppie che non hanno una diagnosi di sterilità)...
là ovviamente si sono accesi gli animi, tutti che urlavano e se la prendevano perchè cosa vuol dire dover avere rapporti protetti, cosa c'è di male nel portare avanti una gravidanza e un'adozione contemporaneamente, cosa c'è di sbagliato per un bambino adottato nell'avere un fratello nato dai propri genitori adottivi... a quel punto la psicologa ha provato a spiegare che non è sbagliato il fratello in sè ma il momento, che quando si sceglie un percorso si dà l'esclusività a quel percorso, vuoi bene a quel bambino ancora prima che te lo abbiano abbinato, ancora prima di sapere se te lo abbineranno mai... ma nulla, la rabbia era più forte e non permetteva di ascoltare ed ecco la seconda accusa a noi... eh ma allora chi ha già figli non dovrebbe adottare, perchè il figlio adottivo non avrebbe attenzioni esclusive...

ma allora aggiungerei io, a questo punto che ognuno faccia non più di un figlio altrimenti si toglie attenzione all'uno o all'altro....
ma il discorso è complesso e difficile da sintetizzare o da scrivere a parole... fatto sta che in meno di un mese ci siamo sentiti dire due volte che non siamo i benvenuti (non dalle autorità ma dagli altri "futuri genitori")

altra discussione animata è nata quando ci ha fatto compilare un questionario... tra le domande c'era questa scritta in due modi diversi a seconda se era un foglio di chi non ha figli o di chi figli ne ha già:
vorrai bene al bambino adottato tanto quanto ad un figlio biologico (che non hai mai avuto)... la parte tra parentesi era la parte in più che avevano chi non ha figli

opinioni discordanti, motivazioni che sembravano trattare argomenti completamente diversi da quella che era la domanda... finchè qualcuno fa il mio nome, "magari Elisa che ha già figli ci può dire come funziona l'amore verso i figli"
la mia risposta:
"prima di rispondere ho riletto più volte la domanda e la parte che mi ha permesso di scegliere la risposta giusta x me è stata "TANTO QUANTO", là ho capito, perchè non c'era scritto "allo stesso modo" ma "tanto quanto", quindi si, posso amare un figlio adottivo tanto quanto un figlio biologico, non posso amarlo allo stesso modo, perchè nemmeno i miei 3 figli biologici li amo allo stesso modo, perchè dimostro loro l'amore secondo la modalità che loro mi richiedono, c'è chi è più fisico, chi ha bisogno di dialogo, chi si avvicina ma solo quando dice lui, sono diversi... e poi i bambini non vogliono sapere come li ami, ma quanto, tant'è che loro misurano l'amore allargando le braccia..."
d'accordo la maggior parte di loro con la mia affermazione, stizziti chi invece non aveva saputo interpretare la domanda come l'avevo interpretata io...
e niente la componenete competitiva c'è e ce la dobbiamo portare dietro fino alla fine
il percorso adottivo no è di coppia, è di gruppo, è sociale azzarderei a dire...

altro giochino carino è stato
su un foglio bianco abbiamo diviso il foglio in due parti
nella prima parte abbiamo disegnato due cerchi che rappresentano la coppia intesi come marito e moglie...
nella seconda parte abbiamo disegnato la coppia (2 cerchi) + i figli (nel mio caso 4 cerchi)
a seconda di come collocavamo i cerchi nello spazio c'era una spiegazione di quella che è la nostra prospettiva della famiglia
la psicologa non ha analizzato i nostri disegni ma ha disegnato tutte le opzioni possibili e immaginabili sulla bacheca e ce le ha spiegate invitandoci a fare una riflessione sul nostro disegno e sul suo significato.

e questo è il resoconto del quarto incontro...
una parola per definire cosa mi sono portata a casa: TRISTEZZA, eh si, perchè indipendentemente dal dolore che possiamo vivere e provare non dovremmo mai mancare di rispetto agli altri, perchè non conosciamo il loro dolore, cosa hanno vissuto, cosa provano...
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da ZiaVale » 26 set 2017, 9:57

Krogiolina mi piace molto leggere i resoconti degli incontri. credo che sia un'esperienza che darà molto a voi come coppia e famiglia.
Mi dispiace che si sia creato questo clima di ostilità nei vostri confronti, non ve lo meritate e non giova a nessuno. I vostri compagni di corso stanno perdendo l'occasione di arricchirsi attraverso la vostra esperienza e se posso essere anche più terra terra, forse non si stanno nemmeno mettendo molto in buona luce con gli assistenti sociali, dimostrando tutta questa rabbia interiore.
Da come ho capito nel corso parlate anche delle vostre esperienze, vi è già capitato di spiegare la vostra storia?
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da krogiolina » 26 set 2017, 10:20

ZiaVale, questi incontri sono tenuti da una psicologa che però non riferirà nulla agli assistenti sociali, quindi se sono bravi tutta questa rabbia riescono a nasconderla... me lo auguro per loro quanto meno, altrimenti dubito arriveranno a conclusione... no, non abbiamo avuto modo di parlare della nostra storia proprio perchè generalmente veniamo snobbati o guardati di traverso o varie ed eventuali... a loro basta sapere che noi abbiamo figli per averci etichettati... che poi a pensarci bene, non avremmo diritto ad essere trattati male nemmeno se problemi non ne avessimo avuti, cosa fai spari sulla croce rossa?
ognuno di noi aveva un progetto di famiglia e ognuno di noi ha deciso di modificare o ampliare o portare a termine il proprio progetto comprendendo il percorso adottivo, nessuno si dovrebbe permettere di andare ad intaccare negativamente il progetto altrui, indipendentemente dalle motivazioni che spingono entrambe le coppie, si dovrebbe fare più squadra, "stiamo tutti qua a lottare per la stessa cosa"...
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da ZiaVale » 26 set 2017, 10:45

Krogiolina pensavo fossero gli stessi assistenti sociali a tenere il corso.
i vostri compagni stanno vivendo questo percorso come una gara per ottenere un certo posto, una specie di colloquio di lavoro dove i posti sono limitati. altrimenti non mi spiego questo rancore nei vostri confronti. il fatto che diano l'idoneità a voi, per dire, non toglie a loro possibilità, non è una cosa a numero chiuso.
oltretutto voi avendo figli siete già esclusi a priori da alcuni paesi, quindi partite svantaggiati.
credo che il massimo che potete fare sia concentrarvi su voi stessi per ottenere il meglio che potete da questo corso, cercando di farvi scivolare addosso il loro risentimento. sarà loro cura lavorarci sopra e magari avere voi due con cui arrabbiarsi gli sarà d'aiuto in qualche modo.
io capisco la loro rabbia per il non aver potuto avere figli, per essere costretti a passare per un tritacarne psicologico, per essere giudicati su una cosa tanto importante da perfetti sconosciuti, per essere di fronte alla loro ultima possibilità. ma accanirvi su di voi non ha molto senso.
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da krogiolina » 26 set 2017, 10:51

no, volutamente il corso non lo fanno gli stessi assistenti sociali che poi fanno le indagini, altrimenti non ci si sentirebbe liberi di parlare e sarebbe controproducente...
sull'accanimento nei nostri confronti beh... non lo so, davvero, ognuno avrà le sue motivazioni... si, speriamo almeno che gli sia di aiuto...
noi non partiamo sicuramente avvantaggiati, siamo esclusi da alcuni paesi, non verremo ritenuti idonei solo io e mio marito ma verranno interrogati ed analizzati anche i nostri figli, quindi i fattori di rischio sono maggiori... e verremo rivoltati per capire perchè una famiglia con già "molti" figli intraprende un percorso del genere... quindi boh... vedremo...
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Re: Progetto sedia vuota

Messaggio da SteSi » 26 set 2017, 15:53

Ciao,

krogiolina per prima cosa mi dispiace veramente tanto che i vostri compagni di viaggio (per questa prima parte del percorso, fortunatamente!) siano così prevenuti nei vostri confronti.

Per la risposta che mi hai dato, capisco il desiderio biologico che hanno anche le persone adottate.
Non capisco la paura della tua amica di non poter concepire. Passi la storia clinica, spesso sconosciuta, della famiglia di origine, ma ti hanno dato in adozione quindi tua mamma, ovviamente, non era infertile. Le ragazze che conosco non mettono in dubbio la loro fertilità.
Non capivo l'essere restii all'adozione. Un atto d'amore, come quello da loro ricevuto. Poi, parlandone anche con loro ho capito che, per certe persone, quella è solo una parte della loro storia che non c'entra niente con il loro desiderio di diventare genitori.

Per commentare la tua nuova tappa del percorso io posso dirti il mio punto di vista.
Inizio con il volere degli esperti che i futuri genitori adottivi abbiano rapporti protetti. Una cosa che anche io, che al tempo della mia richiesta usavo la pillola anticoncezionale per colpa dell'ennesima dottoressa incompetente (che ora non uso e non userò mai più per tutti i problemi che mi dà), trovo veramente assurda. Oltre al danno la beffa: spendere soldi per qualcosa che molto probabilmente non servirà mai e che comunque non ti interessa usare per ovvie ragioni.
Le precauzioni dovrebbero usarle le persone che POSSONO ma NON VOGLIONO avere figli, le persone FERTILI che non hanno la CONSAPEVOLEZZA che fare sesso (a cosa servirà poi? :perplesso ah! ad avere figli! :-D : Il divertimento è la parte meno importante ma, spesso, la SOLA presa in considerazione quando si tratta di rapporti sessuali! :sberla: ) porta a restare incinta e poi vanno ad abortire. Ed attenzione, io non parlo così perché ho difficoltà a restare incinta o a portare avanti una gravidanza ma perché la penso così da sempre. Da quando non mi interessava avere figli in quel momento e non sapevo di avere problemi così gravi. Usavo tutte le precauzioni possibili per non avere una gravidanza indesiderata.
Per tornare solo all'adozione, io penso che il modo che hanno gli esperti di porsi riguardo a come o cosa si dovrebbe fare per adottare cambi con il tempo, non necessariamente migliorando.
Tra le varie esperienze conosciute ho donne che non hanno mai preso in considerazione rapporti protetti ne durante ne dopo l'adozione senza essere infertili al 100% restando incinta ma non portando a termine la gravidanza, donne che mentre adottavano erano incinta e donne che hanno avuto figlio/i biologici subito dopo aver portato a casa il piccolo.
Nessun bambino (ora adulto) ha mai avuto problemi di sentirsi meno amato o seguito, anzi.
Oggi, invece, obbligano a scegliere solo quel percorso.

Per le frecciatine che lanciano a te e a tuo marito capisco la tua tristezza ma, la maggior parte di loro, vi vede come le "pecore nere" del gruppo e non c'è niente da fare. Arricchitevi con questo corso e lasciatevi alle spalle i loro commenti. L'adozione è un percorso di coppia (nel vostro caso di famiglia) non di gruppo. Siete solo all'inizio della strada e questa è anche un esperienza di confronto con altre coppie che affrontano il vostro stesso percorso. Ognuno di voi ha la propria storia e, per fortuna, nessuno vi obbliga a restare in contatto solo perché condividete la stessa voglia di arrivare ad un traguardo adottivo.
Cavolo! spero di non aver messo la pulce nell'orecchio a qualche psicologo e tra qualche anno trovare l'obbligo di frequentare i co-partecipanti del corso formativo :urka :che_dici :ahaha
Inaspettatamente...H. La principessa! 18 dicembre 2018
"Beauty is something you see. Love is something you feel" S. Tate

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