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La scuola e il disagio sociale ... lungo
- lalat
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- Iscritto il: 20 mag 2005, 10:02
La scuola e il disagio sociale ... lungo
Non sapevo dove postare questo argomento però non volevo rinunciare a rompere come mio solito l'anima a tutte. Visto che si tengono discussioni di 50 pagine e passa e sulla differenza di genere, volevo portare l'attenzione su uno dei problemi che vedo e che non è affrontato.
Ci sono famiglie che vivono un disagio sociale (a volte anche economico ma non è questo il punto), che hanno 2, 3 o più figli che frequentano la scuola insieme ai nostri figli e dei quali, secondo me, molti insegnanti se ne fregano.
Dico questo perché quando un bambino che proviene da una famiglia disagiata passa 30 o 40 ore a scuola ... la scuola non può fregarsene. Gli insegnanti non possono fregarsene e girarsi volgere la testa solo agli studenti che hanno una famiglia "regolare" alle spalle .... perché se fanno così, scusate se sembro esagerate, sono dei falliti loro in prima persona. Ci possono essere tutte le norme di questo mondo, tutte le indicazioni, circolari, e disposizioni di questo mondo, che se gli insegnanti non si impegnano in prima persona non potremo essere definiti un paese civile.
E ora vi racconto da dove scaturisce il mio sfogo.
Nella classe di Davide, 4 elementare, c'è una bambina "normale" che ha bisogni educativi speciali poiché proviene da una famiglia molto disagiata. Questa bambina (come tutti i suoi fratelli) a scuola ha un rendimento molto basso e ha il sostegno. Ha un sostegno per pochissime ore la settimana poiché non si è in presenza di un deficit oggettivo.
Quando siamo entrati in questa classe lo scorso anno, in terza, mi sono subito accorta che c'era la consuetudine di far uscire la bambina dalla classe per farla andare in una saletta attigua alla classe, dove la si faceva giocare e fare cose facili. Ne sono venuta a conoscenza perché purtroppo appena mio figlio è entrato a far parte della classe, le insegnanti hanno pensato di riservare a mio figlio lo stesso tipo di trattamento. Ovviamente con me hanno preso una bella doccia fredda: io mi occupo di mio figlio e mi accorgo di tutto. Per cui con lettere, minacce, colloqui vari ... ho fatto ben capire alle maestre che mio figlio doveva essere seguito né più, né meno degli altri bambini e che non dovevano azzardarsi a mandarlo fuori dalla classe.
Mio figlio ha un buon profitto a scuola nonostante sia affetto da autismo lieve ma sono certa che se dietro di lui non ci fosse una famiglia come la nostra, le insegnanti lo terrebbero indietro rispetto agli altri per fare meno fatica loro ... invece con me che sto lì col fucile puntato ... devono "lavorare" e Davide ha un buon apprendimento.
Venerdì mio figlio Davide ha preso per sbaglio il quaderno di matematica di questa bambina ... lo so che non avrei dovuto farlo ... ma ho sbirciato il quaderno ... ebbene c'erano solo 2 pagine scritte: una del 30 ottobre e una del 6 novembre e il lavoro fatto era corrispondente ad un lavoro di prima elementare!!!!
Io sono veramente triste per questa bambina che ha 9 anni e nessuno a scuola si preoccupa per lei. Le danno da fare disegni e cose semplici tanto per tenerla occupata e chissà cosa raccontano ai genitori ... ammesso che parlino coi genitori.
Siamo d'accordo che la bambina a casa non è seguita da nessuno (a volte è anche affidata ad un'altra famiglia) e quindi non fa i compiti a casa e magari spesso non ha il materiale scolastico in ordine ...
Ma possibile che nelle 30 ore settimanali che passa a scuola, gli insegnanti non facciano niente per per evitare di rovinarle il futuro in questo modo???
Ci sono famiglie che vivono un disagio sociale (a volte anche economico ma non è questo il punto), che hanno 2, 3 o più figli che frequentano la scuola insieme ai nostri figli e dei quali, secondo me, molti insegnanti se ne fregano.
Dico questo perché quando un bambino che proviene da una famiglia disagiata passa 30 o 40 ore a scuola ... la scuola non può fregarsene. Gli insegnanti non possono fregarsene e girarsi volgere la testa solo agli studenti che hanno una famiglia "regolare" alle spalle .... perché se fanno così, scusate se sembro esagerate, sono dei falliti loro in prima persona. Ci possono essere tutte le norme di questo mondo, tutte le indicazioni, circolari, e disposizioni di questo mondo, che se gli insegnanti non si impegnano in prima persona non potremo essere definiti un paese civile.
E ora vi racconto da dove scaturisce il mio sfogo.
Nella classe di Davide, 4 elementare, c'è una bambina "normale" che ha bisogni educativi speciali poiché proviene da una famiglia molto disagiata. Questa bambina (come tutti i suoi fratelli) a scuola ha un rendimento molto basso e ha il sostegno. Ha un sostegno per pochissime ore la settimana poiché non si è in presenza di un deficit oggettivo.
Quando siamo entrati in questa classe lo scorso anno, in terza, mi sono subito accorta che c'era la consuetudine di far uscire la bambina dalla classe per farla andare in una saletta attigua alla classe, dove la si faceva giocare e fare cose facili. Ne sono venuta a conoscenza perché purtroppo appena mio figlio è entrato a far parte della classe, le insegnanti hanno pensato di riservare a mio figlio lo stesso tipo di trattamento. Ovviamente con me hanno preso una bella doccia fredda: io mi occupo di mio figlio e mi accorgo di tutto. Per cui con lettere, minacce, colloqui vari ... ho fatto ben capire alle maestre che mio figlio doveva essere seguito né più, né meno degli altri bambini e che non dovevano azzardarsi a mandarlo fuori dalla classe.
Mio figlio ha un buon profitto a scuola nonostante sia affetto da autismo lieve ma sono certa che se dietro di lui non ci fosse una famiglia come la nostra, le insegnanti lo terrebbero indietro rispetto agli altri per fare meno fatica loro ... invece con me che sto lì col fucile puntato ... devono "lavorare" e Davide ha un buon apprendimento.
Venerdì mio figlio Davide ha preso per sbaglio il quaderno di matematica di questa bambina ... lo so che non avrei dovuto farlo ... ma ho sbirciato il quaderno ... ebbene c'erano solo 2 pagine scritte: una del 30 ottobre e una del 6 novembre e il lavoro fatto era corrispondente ad un lavoro di prima elementare!!!!
Io sono veramente triste per questa bambina che ha 9 anni e nessuno a scuola si preoccupa per lei. Le danno da fare disegni e cose semplici tanto per tenerla occupata e chissà cosa raccontano ai genitori ... ammesso che parlino coi genitori.
Siamo d'accordo che la bambina a casa non è seguita da nessuno (a volte è anche affidata ad un'altra famiglia) e quindi non fa i compiti a casa e magari spesso non ha il materiale scolastico in ordine ...
Ma possibile che nelle 30 ore settimanali che passa a scuola, gli insegnanti non facciano niente per per evitare di rovinarle il futuro in questo modo???
Alessia, Davide 02/12/2004 e Fabio 24/09/2006
- antonella74
- Expert~GolGirl®

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- Iscritto il: 29 giu 2006, 12:50
Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
Non è facile trovare insegnanti con coscienza sociale.
Spesso i bimbi "difficili" sono solo grane per loro, delle noie di cui doversi occupare.
E te lo dice una che, nonostante stia dietro al proprio figlio, vive la poca voglia di mettersi in gioco delle insegnanti (chiamiamola così, va).
E infatti probabilmente proveremo con il cambio scuola.
Questa bambina di cui parli è una vittima in primis della scuola (e dei servizi sociali più
in generale), solo successivamente della famiglia che però ha, oggettivamente, dei problemi di fondo.
Nella vita è tutta fortuna (soprattutto quando c'è un disagio sociale o difficoltà in genere): se trovi le persone giuste, vai avanti e puoi colmare gli eventuali disagi. Diversamente, soprattutto se non c'è la famiglia dietro, sono davvero problemi che si protrarranno all'età adulta e, di conseguenza, diventeranno il problema di qualcun altro (eventuali figli di persone con questo percorso ecc...).
La scuola ha un ruolo FONDAMENTALE nello sviluppo dei bambini e di conseguenza delle loro famiglie.
Vi racconto un piccolo aneddoto: alle medie io non ero propriamente interessata a studiare. Da brutto anatroccolo quale ero, mi ero trasformata in un "cigno" (questo tra la prima e la seconda media): dopo un'infanzia a sentirmi bruttina, finalmente venivo guardata dai ragazzini. E così (un po' anche perché, avendo avuto delle ottime maestre alle elementari, il cambiamento è stato duro) non avevo tanta voglia di studiare.
Le insegnanti dunque, al momento di scegliere la scuola dopo le medie, mi avevano inculcato che io non avrei potuto fare altro se non una scuola tipo "arte bianca".
IO mi sono iscritta ugualmente in un istituto superiore, però non sentendomi abbastanza intelligente, ho lasciato gli studi. Questo grazie a loro. Le loro parole mi risuonavano continuamente in testa!!!!
Da adulta ho compreso che quella sbagliata non ero io, ma loro e dunque mi sono diplomata e ho dato pure 15 esami all'università (che però non ho finito e mi mangio ancora e mani
)
Spesso i bimbi "difficili" sono solo grane per loro, delle noie di cui doversi occupare.
E te lo dice una che, nonostante stia dietro al proprio figlio, vive la poca voglia di mettersi in gioco delle insegnanti (chiamiamola così, va).
E infatti probabilmente proveremo con il cambio scuola.
Questa bambina di cui parli è una vittima in primis della scuola (e dei servizi sociali più
in generale), solo successivamente della famiglia che però ha, oggettivamente, dei problemi di fondo.
Nella vita è tutta fortuna (soprattutto quando c'è un disagio sociale o difficoltà in genere): se trovi le persone giuste, vai avanti e puoi colmare gli eventuali disagi. Diversamente, soprattutto se non c'è la famiglia dietro, sono davvero problemi che si protrarranno all'età adulta e, di conseguenza, diventeranno il problema di qualcun altro (eventuali figli di persone con questo percorso ecc...).
La scuola ha un ruolo FONDAMENTALE nello sviluppo dei bambini e di conseguenza delle loro famiglie.
Vi racconto un piccolo aneddoto: alle medie io non ero propriamente interessata a studiare. Da brutto anatroccolo quale ero, mi ero trasformata in un "cigno" (questo tra la prima e la seconda media): dopo un'infanzia a sentirmi bruttina, finalmente venivo guardata dai ragazzini. E così (un po' anche perché, avendo avuto delle ottime maestre alle elementari, il cambiamento è stato duro) non avevo tanta voglia di studiare.
Le insegnanti dunque, al momento di scegliere la scuola dopo le medie, mi avevano inculcato che io non avrei potuto fare altro se non una scuola tipo "arte bianca".
IO mi sono iscritta ugualmente in un istituto superiore, però non sentendomi abbastanza intelligente, ho lasciato gli studi. Questo grazie a loro. Le loro parole mi risuonavano continuamente in testa!!!!
Da adulta ho compreso che quella sbagliata non ero io, ma loro e dunque mi sono diplomata e ho dato pure 15 esami all'università (che però non ho finito e mi mangio ancora e mani
- Giulia80
- Bronze~GolGirl®

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- Iscritto il: 9 lug 2009, 21:24
Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
Lalat, la faccenda è complicata.
Da una parte si viene da 30 anni in cui le assunzioni nel pubblico, e quindi nella scuola, hanno rappresentato un ammortizzatore sociale, con il pregevole risultato di assumere non chi capace e meritevole, preparato e, se mi passi il termine, con una certa vocazione per questo mestiere, ma chi cercava un lavoro sicuro e fine, qualunque esso fosse.
Preciso, per chiarezza, che mia madre è stata insegnante e ora è preside, lavora con impegno e dedizione da quasi 40 anni. Non dico che tutti gli insegnanti fanno gli insegnanti per questo, ma che certo assumere (o mantenere precari) a casaccio, non aiuta.
Dall'altra gli insegnanti rivendicano che vengono pagati pochissimi, che le tutele non sono nemmeno più quelle di una volta e che nulla li spinge a fare più del minimo indispensabile, ammesso che si trovino i fondi anche per quello. (e qui torniamo a chi insegna per vocazione e chi lo fa non si sa bene perchè e alle casse statali ohimè sempre più vuote).
E infine, dov'è la linea che divide i compiti della scuola da quelli della famiglia? Cioè, fin dove è lecito che la scuola giochi un ruolo che di fatto scalza la famiglia?
Poi, per puntiglio, io parlo di discriminazione di genere perchè so di cosa parlo. Qui non ho proposte, non so nulla di come possano funzionare i servizi sociali, non so come funziona il sostegno, non ho idee e quindi non ho proposte. Ho detto quello che penso che sia il problema, o almeno una parte.
Sono d'accordo con te quando dici che una bambina non deve essere lasciata a sé stessa.
D'acchito mi viene da dire che bisognerebbe intervenire sulla sua famiglia in prima battuta e sulla scuola a seguire. Ma è l'opinione di una che ne sa poco.
E se vogliamo fare un discorso più ampio, penso che la PA dovrebbe pensare un po' (tanto) meglio a chi assume. E qui si potrebbe aprire un capitolo infinito.
Da una parte si viene da 30 anni in cui le assunzioni nel pubblico, e quindi nella scuola, hanno rappresentato un ammortizzatore sociale, con il pregevole risultato di assumere non chi capace e meritevole, preparato e, se mi passi il termine, con una certa vocazione per questo mestiere, ma chi cercava un lavoro sicuro e fine, qualunque esso fosse.
Preciso, per chiarezza, che mia madre è stata insegnante e ora è preside, lavora con impegno e dedizione da quasi 40 anni. Non dico che tutti gli insegnanti fanno gli insegnanti per questo, ma che certo assumere (o mantenere precari) a casaccio, non aiuta.
Dall'altra gli insegnanti rivendicano che vengono pagati pochissimi, che le tutele non sono nemmeno più quelle di una volta e che nulla li spinge a fare più del minimo indispensabile, ammesso che si trovino i fondi anche per quello. (e qui torniamo a chi insegna per vocazione e chi lo fa non si sa bene perchè e alle casse statali ohimè sempre più vuote).
E infine, dov'è la linea che divide i compiti della scuola da quelli della famiglia? Cioè, fin dove è lecito che la scuola giochi un ruolo che di fatto scalza la famiglia?
Poi, per puntiglio, io parlo di discriminazione di genere perchè so di cosa parlo. Qui non ho proposte, non so nulla di come possano funzionare i servizi sociali, non so come funziona il sostegno, non ho idee e quindi non ho proposte. Ho detto quello che penso che sia il problema, o almeno una parte.
Sono d'accordo con te quando dici che una bambina non deve essere lasciata a sé stessa.
D'acchito mi viene da dire che bisognerebbe intervenire sulla sua famiglia in prima battuta e sulla scuola a seguire. Ma è l'opinione di una che ne sa poco.
E se vogliamo fare un discorso più ampio, penso che la PA dovrebbe pensare un po' (tanto) meglio a chi assume. E qui si potrebbe aprire un capitolo infinito.
Francesco 21-10-09: l'indomito lunatico Elisa 24-08-11: l'allegra irosa
usa il cuore per pensare
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- Dionaea
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- Iscritto il: 13 gen 2010, 9:53
Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
antonella74, ma se tu per tre anni ti sei dimostrata non interessata alla scuola come puoi pensare che le insegnanti avrebbero dovuto consigliarti un istituto superiore tipo liceo, dove o hai una memoria eccezionale o passi i pomeriggi a studiare?
Questo non vuol dire che loro ti ritenessero stupida, semplicemente vedendoti poco interessata allo studio non ti hanno consigliato una scuola in cui bisogna studiare molto. A me sembra lapalissiano.
Per quanto riguarda il discorso di lalat devo darle sia ragione che torto.
Ragione perchè la realtà di cui parli è effettivamente presente a scuola, inutile negarlo.
Torto perchè per fortuna ci sono anche tantissimi insegnanti che si sbattono per dare a ognuno il meglio che possono dare, che passano i pomeriggi a cercare materiale e a organizzarlo in modo tale che sia accessibile a tutti, ognuno secondo le proprie modalità, che si macinano kilometri a loro spese (benzina e ore che non vengono pagate) per andare a parlare con gli specialisti, insegnanti che si pagano i corsi di aggiornamento. Ma questi insegnanti sono TRASPARENTI, non ne parla nessuno!!
E si è consolidata un'immagine sociale dell'individuo-insegnante che è pessima!
Perchè le ore di lavoro a casa non vengono riconosciute da nessuno, e così agli occhi del resto del mondo gli insegnanti sono quelli che lavorano 18ore settimanali e percepiscono uno stipendio troppo alto per le ore che fanno.
Perchè se sono dipendenti statali sono automaticamente fancazzisti e se sono dipendenti presso scuole private sono mercenari che pur di tenersi il posto si adeguano a politiche dirigenziali non sempre trasparenti (soprattutto verso i bambini con BES).
Perchè l'insegnante non è considerato un professionista, e così abbiamo genitori che non sanno nulla di didattica, pedagogia o psicopedagogia dei processi di apprendimento ma che si sentono in diritto di andare dal docente a dirgli come fare il suo lavoro.
Perchè abbiamo dei legislatori che non sanno nemmeno come è fatto un bambino o come funzioni una scuola, e fanno leggi che non sono applicabili (proprio la legge sui BES, non hai idea di che problematiche pratiche comporti. Ma di queste cose se ne accorgono solo chi a scuola ci lavora!!! Ci sono scuole in preda all'anarchia più assoluta per questa cosa, perchè non c'èuniformità sul territorio nazionale, perchè ognuno la interpreta a modo suo, perchè i genitori pretendono cose che la legge prevede ma che la scuola non è messa in condizione di fare)
La realtà di cui parli DEVE cambiare. E l'unico modo affinchè possa cambiare è insistere con la formazione dei nuovi insegnanti (*), è predisporre corsi di aggiornamento nell'ottica della formazione per tutto l'arco di vita, è pensare a un sistema di arruolamento che torni a considerare la continuità didattica come una priorità, è smetterla di affidare incarichi di sostegno a personale non specializzato, è avere personale docente in grado di effettuare scelte metodologicamente e pedagogicamente consapevoli e che pertanto possano essere sostenute davanti ai genitori, che vanno gradualmente e garbatamente rimessi al loro posto.
*la mia formazione universitaria sai qual è. Posso assicurarti che il tema di cui parli è stato ampiamente trattato sotto diversi punti di vista (psicologico, sociale, cognitivo, didattico, operativo). Ho incontrato tanti insegnanti che si sono davvero fatti in quattro per far fronte a situazioni complicate, e ne ho incontrati tanti altri che semplicemente se ne sono fregati. Per questo dico che sono concorde con te nel condannare queste situazioni e nel pensare che la scuola deve costituire un punto di riferimento proprio per quei bambini che per diversi motivi non possono trovarlo dei familiari, ma al contempo sono consapevole che gli insegnanti non sono tutti menefreghisti e soprattutto poco formati come quelli che hai descritto.
Questo non vuol dire che loro ti ritenessero stupida, semplicemente vedendoti poco interessata allo studio non ti hanno consigliato una scuola in cui bisogna studiare molto. A me sembra lapalissiano.
Per quanto riguarda il discorso di lalat devo darle sia ragione che torto.
Ragione perchè la realtà di cui parli è effettivamente presente a scuola, inutile negarlo.
Torto perchè per fortuna ci sono anche tantissimi insegnanti che si sbattono per dare a ognuno il meglio che possono dare, che passano i pomeriggi a cercare materiale e a organizzarlo in modo tale che sia accessibile a tutti, ognuno secondo le proprie modalità, che si macinano kilometri a loro spese (benzina e ore che non vengono pagate) per andare a parlare con gli specialisti, insegnanti che si pagano i corsi di aggiornamento. Ma questi insegnanti sono TRASPARENTI, non ne parla nessuno!!
E si è consolidata un'immagine sociale dell'individuo-insegnante che è pessima!
Perchè le ore di lavoro a casa non vengono riconosciute da nessuno, e così agli occhi del resto del mondo gli insegnanti sono quelli che lavorano 18ore settimanali e percepiscono uno stipendio troppo alto per le ore che fanno.
Perchè se sono dipendenti statali sono automaticamente fancazzisti e se sono dipendenti presso scuole private sono mercenari che pur di tenersi il posto si adeguano a politiche dirigenziali non sempre trasparenti (soprattutto verso i bambini con BES).
Perchè l'insegnante non è considerato un professionista, e così abbiamo genitori che non sanno nulla di didattica, pedagogia o psicopedagogia dei processi di apprendimento ma che si sentono in diritto di andare dal docente a dirgli come fare il suo lavoro.
Perchè abbiamo dei legislatori che non sanno nemmeno come è fatto un bambino o come funzioni una scuola, e fanno leggi che non sono applicabili (proprio la legge sui BES, non hai idea di che problematiche pratiche comporti. Ma di queste cose se ne accorgono solo chi a scuola ci lavora!!! Ci sono scuole in preda all'anarchia più assoluta per questa cosa, perchè non c'èuniformità sul territorio nazionale, perchè ognuno la interpreta a modo suo, perchè i genitori pretendono cose che la legge prevede ma che la scuola non è messa in condizione di fare)
La realtà di cui parli DEVE cambiare. E l'unico modo affinchè possa cambiare è insistere con la formazione dei nuovi insegnanti (*), è predisporre corsi di aggiornamento nell'ottica della formazione per tutto l'arco di vita, è pensare a un sistema di arruolamento che torni a considerare la continuità didattica come una priorità, è smetterla di affidare incarichi di sostegno a personale non specializzato, è avere personale docente in grado di effettuare scelte metodologicamente e pedagogicamente consapevoli e che pertanto possano essere sostenute davanti ai genitori, che vanno gradualmente e garbatamente rimessi al loro posto.
*la mia formazione universitaria sai qual è. Posso assicurarti che il tema di cui parli è stato ampiamente trattato sotto diversi punti di vista (psicologico, sociale, cognitivo, didattico, operativo). Ho incontrato tanti insegnanti che si sono davvero fatti in quattro per far fronte a situazioni complicate, e ne ho incontrati tanti altri che semplicemente se ne sono fregati. Per questo dico che sono concorde con te nel condannare queste situazioni e nel pensare che la scuola deve costituire un punto di riferimento proprio per quei bambini che per diversi motivi non possono trovarlo dei familiari, ma al contempo sono consapevole che gli insegnanti non sono tutti menefreghisti e soprattutto poco formati come quelli che hai descritto.
Sei arrivata per cambiare tutta una vita 2016 e 2019
- Dionaea
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- Iscritto il: 13 gen 2010, 9:53
Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
Ho letto ora l'intervento di Giulia
QUesta bimba ora è in...quarta elementare, giusto?
QUando ci si è accorti che la sua famiglia viveva un disagio sociale con ripercussioni significative sul benessere cognitivo e psicologico della bambina? E quando si è deciso di intervenire?
Prima degli insegnanti delle elementari ci sono quelli della materna (se l'ha frequentata, non è detto), prima ancora c'è un pediatra.
Bisogna intervenire quando la situazione di disagio è oramai evidente e conclamata oppure quando c'è il sospetto di un disagio familiare che si forse potrebbe avere esiti negativi sullo sviluppo del bambino?
E se dopo gli accertamenti il sospetto si rivelasse infondato? Insegnante impiccione che non sta al suo posto oppure insegnante coscienzioso che ha preferito vederci chiaro attivando un meccanismo di segnalazioni che non è mai piacevole per nessuno?
Ecco.D'acchito mi viene da dire che bisognerebbe intervenire sulla sua famiglia in prima battuta e sulla scuola a seguire
QUesta bimba ora è in...quarta elementare, giusto?
QUando ci si è accorti che la sua famiglia viveva un disagio sociale con ripercussioni significative sul benessere cognitivo e psicologico della bambina? E quando si è deciso di intervenire?
Prima degli insegnanti delle elementari ci sono quelli della materna (se l'ha frequentata, non è detto), prima ancora c'è un pediatra.
Bisogna intervenire quando la situazione di disagio è oramai evidente e conclamata oppure quando c'è il sospetto di un disagio familiare che si forse potrebbe avere esiti negativi sullo sviluppo del bambino?
E se dopo gli accertamenti il sospetto si rivelasse infondato? Insegnante impiccione che non sta al suo posto oppure insegnante coscienzioso che ha preferito vederci chiaro attivando un meccanismo di segnalazioni che non è mai piacevole per nessuno?
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- val978
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- Iscritto il: 18 feb 2010, 18:04
Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
Lalat, bruttissima storia.
Io vivo l'esperienza di mia madre, completamente opposta, che nella vita ha fatto tutto il contrario...ed è stata anche accusata di far rallentare tutta la classe per non lasciare indietro nessuno.
Lo scorso anno mi ha raccontato quante volta, a quanti bambini ha insegnato ad allacciarsi le scarpe, a chiudere la cerniera del giubotto, quanti nasi ha soffiato e quanti massaggini alla pancia "magici" ha fatto, perchè quel mal di pancia, come spesso succede ai nostri figli, spesso significa un disagio di altro tipo.
E mi raccontava avvilita di come tutto questo non lo puoi scrivere sulle prove invalsi. Mentre invece le insegnanti che vanno dritte come un treno, raggiungono risultati migliori.
Lei è alla soglia della pensione, le sue soddisfazioni professionali le ha avute e le ha, gode di un'ottima reputazione, non deve rendere conto a nessuno di un punteggio invalsi, ma immagino che insegnanti più giovani si trovino spesso a chiedersi cosa è meglio per i bambini, per la classe e per la loro vita professionale.
Che dire, sono scoraggiata quanto te.
Io vivo l'esperienza di mia madre, completamente opposta, che nella vita ha fatto tutto il contrario...ed è stata anche accusata di far rallentare tutta la classe per non lasciare indietro nessuno.
Lo scorso anno mi ha raccontato quante volta, a quanti bambini ha insegnato ad allacciarsi le scarpe, a chiudere la cerniera del giubotto, quanti nasi ha soffiato e quanti massaggini alla pancia "magici" ha fatto, perchè quel mal di pancia, come spesso succede ai nostri figli, spesso significa un disagio di altro tipo.
E mi raccontava avvilita di come tutto questo non lo puoi scrivere sulle prove invalsi. Mentre invece le insegnanti che vanno dritte come un treno, raggiungono risultati migliori.
Lei è alla soglia della pensione, le sue soddisfazioni professionali le ha avute e le ha, gode di un'ottima reputazione, non deve rendere conto a nessuno di un punteggio invalsi, ma immagino che insegnanti più giovani si trovino spesso a chiedersi cosa è meglio per i bambini, per la classe e per la loro vita professionale.
Che dire, sono scoraggiata quanto te.
- val978
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- Iscritto il: 18 feb 2010, 18:04
Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
A una persona che conosco bene, è successa la stessa cosa. solo che lui aveva un pessimo rendimento a scuola perchè aveva una pessima situazione familiare. alle elementari la maestra lo aveva capito, e aveva fatto il suo lavoro: compensare a scuola le lacune della famiglia. alle medie se ne erano tutti fregati.Dionaea ha scritto:antonella74, ma se tu per tre anni ti sei dimostrata non interessata alla scuola come puoi pensare che le insegnanti avrebbero dovuto consigliarti un istituto superiore tipo liceo, dove o hai una memoria eccezionale o passi i pomeriggi a studiare?
Questo non vuol dire che loro ti ritenessero stupida, semplicemente vedendoti poco interessata allo studio non ti hanno consigliato una scuola in cui bisogna studiare molto. A me sembra lapalissiano.
indicazione: scuola professionale.
lui è riuscito ad iscriversi all'iti, per fortuna si è diplomato senza mai essere rimandato, e poi ha potuto fare l'università e la professione che desiderava.
ma che fatica (e che fortuna ad avere avuto quella maestra alle elementari!)
- cinny78
- Master~GolGirl®

- Messaggi: 6876
- Iscritto il: 2 nov 2007, 13:32
Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
lalatin primis mi dispiace per la bimba...non avere una famiglia alle spalle o cmq provenire da familglie disagiate è un grosso problema...
credo che in primis il continuo taglio ai fondi per l'istruzione porterà sempre di piu ad un minimo qualitativo....
Ale non ha alcun tipo di problema eppure persino lui se non lo avessi seguito e stimolato per bene sarebbe indietro...la maestra al primo colloquio mi aveva sconvolta....
non mi avevano manco chiamata e mi prospettavano un rendimento catastrofico...
ma ho fatto capire loro che era seguito e che dovevano seguirlo anche loro di piu...tra tutti ALe ora va...
se nella sua classe ci fossero stati bambini problematici non credo che nemmeno da noi sarebbero molto seguiti..
non ci sono fondi per persolae di sostegno
la maestra non riesce a seguire tutti..
ma nel tutto vedo anche scarsa voglia di fare da parte delle maestre che vorrebbero tutti primi della classe e facili da gestire.....
credo che in primis il continuo taglio ai fondi per l'istruzione porterà sempre di piu ad un minimo qualitativo....
Ale non ha alcun tipo di problema eppure persino lui se non lo avessi seguito e stimolato per bene sarebbe indietro...la maestra al primo colloquio mi aveva sconvolta....
non mi avevano manco chiamata e mi prospettavano un rendimento catastrofico...
ma ho fatto capire loro che era seguito e che dovevano seguirlo anche loro di piu...tra tutti ALe ora va...
se nella sua classe ci fossero stati bambini problematici non credo che nemmeno da noi sarebbero molto seguiti..
non ci sono fondi per persolae di sostegno
la maestra non riesce a seguire tutti..
ma nel tutto vedo anche scarsa voglia di fare da parte delle maestre che vorrebbero tutti primi della classe e facili da gestire.....
♥Alessandro nato il 29/12/2006 ore 14:17 kg 3.810 cm 52,5 ....Aurora nata 24/08/2011 ore 6:26 Kg 2.980 cm 49...la mia famiglia..la mia gioia..
- val978
- Silver~GolGirl®

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- Iscritto il: 18 feb 2010, 18:04
Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
purtroppo oltre alla questione che sollevi, c'è il (per niente secondario) fattore economico.Dionaea ha scritto:Ho letto ora l'intervento di Giulia
Ecco.D'acchito mi viene da dire che bisognerebbe intervenire sulla sua famiglia in prima battuta e sulla scuola a seguire
QUesta bimba ora è in...quarta elementare, giusto?
QUando ci si è accorti che la sua famiglia viveva un disagio sociale con ripercussioni significative sul benessere cognitivo e psicologico della bambina? E quando si è deciso di intervenire?
Prima degli insegnanti delle elementari ci sono quelli della materna (se l'ha frequentata, non è detto), prima ancora c'è un pediatra.
Bisogna intervenire quando la situazione di disagio è oramai evidente e conclamata oppure quando c'è il sospetto di un disagio familiare che si forse potrebbe avere esiti negativi sullo sviluppo del bambino?
E se dopo gli accertamenti il sospetto si rivelasse infondato? Insegnante impiccione che non sta al suo posto oppure insegnante coscienzioso che ha preferito vederci chiaro attivando un meccanismo di segnalazioni che non è mai piacevole per nessuno?
aiutare socialmente un bambino ha un costo, che oggi spesso non si vuole sostenere.
Qua c'è un centro per bambini in difficoltà. E' un centro diurno in un convento di suore (pochissime, mi pare siano 3), i bambini vanno là dopo la scuola, e tornano a casa dopo cena, tanto le famiglie non sono in grado. moltissimi invii sono fatti dai servizi sociali. I posti ufficiali sarebbero 25. Arrivano ad essercene anche 50 perchè piuttosto che per strada o a casa, li accolgono. Anche i più grandi, li aiutano a comprare i libri per la scuola e a studiare, dandogli una speranza.
bene, da 1 anno il comune NON DA PIU' UN SOLDO a questa struttura, che va avanti solo sul volontariato e su donazioni di benefattori.
secondo voi, se i servizi sociali rilevano un caso, dove lo mandano? in una struttura che non esiste? cercano genitori affidatari? (vi pare facile?)
ecco che magicamente tutti fanno finta di niente, il bambino viene mandato fuori dalla scuola dell'obbligo prima possibile e il problema viene spostato da un'altra parte.
Ho voluto dire questa cosa perchè sono d'accordo che il problema non è sempre e solo causato dagli insegnanti.
- elenaus
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
guarda sto studiando per un concorso e mi sto leggendo proprio adesso le varie norme regionali ( emilia romagna ma credo che le altre siano più o meno simili) sul diritto allo studio sulla tutela dell'infanzia ecc.
Tutta teoria.Tutti discorsi sul genere " la regione promuove le iniziative di tutela all'infanzia, si impegna in programmi per la prevenzione del disagio sociale", ma non una riga su COME fare concretamente per fare tutte queste belle cose. Dei gran progetti e programmi triennali ma nessun fatto concreto. In sostanza credo che nessuno sappia esattamente cosa si deve fare in casi di disagio a scuola e in famiglia.....
Tutta teoria.Tutti discorsi sul genere " la regione promuove le iniziative di tutela all'infanzia, si impegna in programmi per la prevenzione del disagio sociale", ma non una riga su COME fare concretamente per fare tutte queste belle cose. Dei gran progetti e programmi triennali ma nessun fatto concreto. In sostanza credo che nessuno sappia esattamente cosa si deve fare in casi di disagio a scuola e in famiglia.....
angelica, il mio tsunami 19/03/10 3.035 kg di occhi e capelli
SE CADRAI IO SARO' LI. firmato:IL PAVIMENTO
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- Dionaea
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
val978, hai ragione.
Il nostro comune da qualche anno ha attivato una progetto di affido diurno, pensato proprio per quei bambini che hanno alla spalle famiglie che non sono in grado si supportarli come dovrebbero. Praticamente questi bambini dall'uscita da scuola stanno con la famiglia affidataria che si occupa di loro. Ci sono modalità di affido diverse in base alle esigenze delle famiglie di origine. Le famiglie affidatarie fanno dei corsi e sono costantemente seguite dai servizi sociali. E' un bell'aiuto ma anche un bell'impegno.
Parallelamente i servizi sociali si occupano della famiglia di origine del bambino per metterla in condizione di occuparsi del figlio a tempo pieno.
Il nostro comune da qualche anno ha attivato una progetto di affido diurno, pensato proprio per quei bambini che hanno alla spalle famiglie che non sono in grado si supportarli come dovrebbero. Praticamente questi bambini dall'uscita da scuola stanno con la famiglia affidataria che si occupa di loro. Ci sono modalità di affido diverse in base alle esigenze delle famiglie di origine. Le famiglie affidatarie fanno dei corsi e sono costantemente seguite dai servizi sociali. E' un bell'aiuto ma anche un bell'impegno.
Parallelamente i servizi sociali si occupano della famiglia di origine del bambino per metterla in condizione di occuparsi del figlio a tempo pieno.
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- val978
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
rendiamoci conto di quanto possa costare un servizio del genere (bello!).Le famiglie affidatarie fanno dei corsi e sono costantemente seguite dai servizi sociali. E' un bell'aiuto ma anche un bell'impegno.
Parallelamente i servizi sociali si occupano della famiglia di origine del bambino per metterla in condizione di occuparsi del figlio a tempo pieno.
è giusto e doveroso farlo, quando si sente "tagli al sociale" e si pensa che la cosa non ci riguardi direttamente. invece se riguarda il vicino di banco di nostro figlio, ci riguarda eccome!
- antonella74
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
non la penso come te. Le insegnanti delle medie hanno spesso a che fare con ragazzini che sembrano non interessati allo studio, che hanno bisogno i essere stimolati da questi insegnanti.Dionaea ha scritto:antonella74, ma se tu per tre anni ti sei dimostrata non interessata alla scuola come puoi pensare che le insegnanti avrebbero dovuto consigliarti un istituto superiore tipo liceo, dove o hai una memoria eccezionale o passi i pomeriggi a studiare?
Questo non vuol dire che loro ti ritenessero stupida, semplicemente vedendoti poco interessata allo studio non ti hanno consigliato una scuola in cui bisogna studiare molto. A me sembra lapalissiano.
E invece è molto più semplice etichettare e non dedicare loro del tempo.
Alle superiori ho trovato dei professori eccezionali ed ho proseguito con notevole entusiasmo.
Troppo facile dire "non ha voglia, consigliamogli una scuola di arte e mestieri", soprattutto quando avevo detto loro la mia intenzione di iscrivermi alle superiori. Forse avrebbero potuto cercare di capire meglio le mie inclinazioni (al di là della "testa per aria" del momento") ed aiutarmi a scegliere.
Vedi, c'è sempre di fondo una superficialità degli insegnanti disarmante.
- cinny78
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
concordo in pieno...bisogna anche stimolare invece di lavarsene subito le mani....antonella74 ha scritto:non la penso come te. Le insegnanti delle medie hanno spesso a che fare con ragazzini che sembrano non interessati allo studio, che hanno bisogno i essere stimolati da questi insegnanti.Dionaea ha scritto:antonella74, ma se tu per tre anni ti sei dimostrata non interessata alla scuola come puoi pensare che le insegnanti avrebbero dovuto consigliarti un istituto superiore tipo liceo, dove o hai una memoria eccezionale o passi i pomeriggi a studiare?
Questo non vuol dire che loro ti ritenessero stupida, semplicemente vedendoti poco interessata allo studio non ti hanno consigliato una scuola in cui bisogna studiare molto. A me sembra lapalissiano.
E invece è molto più semplice etichettare e non dedicare loro del tempo.
Alle superiori ho trovato dei professori eccezionali ed ho proseguito con notevole entusiasmo.
Troppo facile dire "non ha voglia, consigliamogli una scuola di arte e mestieri", soprattutto quando avevo detto loro la mia intenzione di iscrivermi alle superiori. Forse avrebbero potuto cercare di capire meglio le mie inclinazioni (al di là della "testa per aria" del momento") ed aiutarmi a scegliere.
Vedi, c'è sempre di fondo una superficialità degli insegnanti disarmante.
♥Alessandro nato il 29/12/2006 ore 14:17 kg 3.810 cm 52,5 ....Aurora nata 24/08/2011 ore 6:26 Kg 2.980 cm 49...la mia famiglia..la mia gioia..
- Dionaea
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
Evviva le generalizzazioni eh.Vedi, c'è sempre di fondo una superficialità degli insegnanti disarmante.
Io di fronte a una affermazione del genere tiro i remi in barca tanto non c'è margine di confronto.
Sei arrivata per cambiare tutta una vita 2016 e 2019
- antonella74
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
e comunque facevo parte di quella percentuale di ragazzini che non aveva tanta voglia (era un periodo difficile, fatto di tante attrattive diverse dalla scuola: le prime uscite, i primi amori, le amiche) ma che aveva le potenzialità. Mi stupisce che non se ne fossero accorte....
E comunque mi avevano tarpato le ali con frasi tipo "è già tanto se riesci a fare una scuola di arte bianca". Ed io, pur essendomi iscritta in una scuola superiore (che non ho terminato), ho creduto a quelle parole. Mi sono sentita inetta.
Secondo me hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia scelta di mollare la scuola alle prime difficoltà. Ma, soprattutto, hanno avuto un ruolo fondamentale non sapendo come tirare fuori e mie potenzialità.
in fin dei conti vi sto parlando di una ragazzina con la testa fra le nuvole, non di una che non studiava affatto o che faceva chissà che. Semplicemente ero poco interessata allo studio.
Davvero credi che loro abbiano fatto bene, con tanta leggerezza, a consigliarmi in tale direzione? O avrebbero dovuto occuparsi più di me?
Considera che la mia è una bravissima famiglia, ma i miei genitori non sono scolarizzati (solo mia madre ha preso la terza media con le 150 ore) e dunque non mi hanno saputo accompagnare nel percorso scolastico.
Chi avrebbe dovuto farlo, secondo te?
E comunque mi avevano tarpato le ali con frasi tipo "è già tanto se riesci a fare una scuola di arte bianca". Ed io, pur essendomi iscritta in una scuola superiore (che non ho terminato), ho creduto a quelle parole. Mi sono sentita inetta.
Secondo me hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia scelta di mollare la scuola alle prime difficoltà. Ma, soprattutto, hanno avuto un ruolo fondamentale non sapendo come tirare fuori e mie potenzialità.
in fin dei conti vi sto parlando di una ragazzina con la testa fra le nuvole, non di una che non studiava affatto o che faceva chissà che. Semplicemente ero poco interessata allo studio.
Davvero credi che loro abbiano fatto bene, con tanta leggerezza, a consigliarmi in tale direzione? O avrebbero dovuto occuparsi più di me?
Considera che la mia è una bravissima famiglia, ma i miei genitori non sono scolarizzati (solo mia madre ha preso la terza media con le 150 ore) e dunque non mi hanno saputo accompagnare nel percorso scolastico.
Chi avrebbe dovuto farlo, secondo te?
- antonella74
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- Iscritto il: 29 giu 2006, 12:50
Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
scusa, il SEMPRE mi è scappato. Era rivolto a questa situazione.Dionaea ha scritto:Evviva le generalizzazioni eh.Vedi, c'è sempre di fondo una superficialità degli insegnanti disarmante.
Io di fronte a una affermazione del genere tiro i remi in barca tanto non c'è margine di confronto.
mi sembri un po' troppo suscettibile
Forse non ti convince il fatto che le insegnati non dovrebbero limitarsi a prendere atto ma dovrebbero fare qualcosa di più?
- antonella74
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
è ovvio che non era una generalizzazione, anche perché ho raccontato anche la mia esperienza positiva delle superiori (Frequentate da adulta).
E non finirò mai di dire quanto siano state brave le maestre di mio figlio lo scorso anno.
Mentre quest'anno c'è da stendere un velo pietoso. ma davvero eh!
E non finirò mai di dire quanto siano state brave le maestre di mio figlio lo scorso anno.
Mentre quest'anno c'è da stendere un velo pietoso. ma davvero eh!
- Dionaea
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
antonella74, io ovviamente non ero lì quindi mi viene difficile dire chi abbia sbagliato cosa.
Mi sono limitata a leggere quello che hai scritto nel primo post e rispondere di conseguenza.
Mi sono limitata a leggere quello che hai scritto nel primo post e rispondere di conseguenza.
Sei arrivata per cambiare tutta una vita 2016 e 2019
- STEFI@VALERIO
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- Iscritto il: 30 ago 2005, 17:25
Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo
Posto che a leggere mi si stringe il cuore, mi sembra però molto strano che una bambina “normale” (già il termine è brutto da citare) non sia in grado, in quarta elementare, di completare solo due pagine – compilandole oltretutto con modalità da prima - solo a causa del difficile ambiente familiare. Qualche cosa a scuola si impara per forza comunque in quattro anni. Persino i bimbi rom che certo non vivono in un ambiente facile imparano a scuola e spesso con profitto. Persino i figli degli immigrati che si calano in un ambiente totalmente diverso, senza minimamente conoscere la lingua, imparano, magari con fatica iniziale ma imparano. Una mia conoscente insegna in una classe dove quest’anno ci sono due “bianchi”, e tutti gli altri provenienti dalle realtà più disparate, con genitori che a casa parlano ovviamente la propria lingua e non hanno tempo e capacità per seguirli. E che dovrebbe produrre, una classe di analfabeti?
Qui non stiamo parlando di adolescenti con tutte le loro pare da interpretare e comprendere, parliamo dell’apprendimento di base di un bambino delle elementari.
Se la bambina non ha problemi cognitivi e comunque così carente secondo me c’è una gravissima trascuratezza delle insegnanti, ma proprio gravissima, qualcosa che va ben oltre il semplice menefreghismo, vuol dire che a scuola non è stato fatto assolutamente nulla e questo è ingiustificabile, a prescindere dalla mancanza di strutture di sostegno, a prescindere dagli stipendi bassi e via dicendo.
Oppure la situazione è più complessa e ci sono ulteriori problemi che non sappiamo.
Non vedo grandi alternative.
Qui non stiamo parlando di adolescenti con tutte le loro pare da interpretare e comprendere, parliamo dell’apprendimento di base di un bambino delle elementari.
Se la bambina non ha problemi cognitivi e comunque così carente secondo me c’è una gravissima trascuratezza delle insegnanti, ma proprio gravissima, qualcosa che va ben oltre il semplice menefreghismo, vuol dire che a scuola non è stato fatto assolutamente nulla e questo è ingiustificabile, a prescindere dalla mancanza di strutture di sostegno, a prescindere dagli stipendi bassi e via dicendo.
Oppure la situazione è più complessa e ci sono ulteriori problemi che non sappiamo.
Non vedo grandi alternative.
Stefania e Valerio nato a Milano il 12.08.2005
