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il commercio in tempi di crisi

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rossomela
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il commercio in tempi di crisi

Messaggio da rossomela » 25 lug 2012, 23:14

sono in vacanza, nello stesso posto degli ultimi cinque anni.
In Sardegna, al nord.

In questi anni é scoppiata una crisi profonda che la sardegna paga quanto le altre regioni..... e forse di piú....

eppure qui tutto resta idemtico, nonostante quest anno si vedano pochissimi turisti.

Prezzi troppo alti rispetto all'effettivo valore dei servizi offerti, e nessuna flessibilità verso le esigenze dei turisti.

esempio.... nei ristoranti qui si usano dei rigidissimi menu fissi, praticamente sempre identici ad un prezzo che una famiglia normale si concede una volta a vacanza....

Unico slancio commerciale lo vedi dai cinesi, che qua sono tantissimi, che offrono ristoranti a prezzi abbordabili. ...

Mi chiedo. possibile che in tempi di crisi il commercio non possa trovare altre formule?
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rossomela
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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da rossomela » 25 lug 2012, 23:16

scusate se scrivo da cani é colpa del tabb :emozionee n
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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da ishetta » 25 lug 2012, 23:18

Non vuole trovare altre formule. Perchè la Sardegna vuole rimanere un posto d'elite (o come si scrive) senza rendersi comto che ci si va a smenare...
Perché la vuoi perché tu puoi riconquistare un sorriso e puoi giocare e puoi gridare perché ti han detto bugie ti han raccontato che l'hanno uccisa che han calpestato la gioia perché la gioia è con te

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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da yoga » 25 lug 2012, 23:23

Io una cosa che non capisco e' perche' in tempi di crisi ci si ostina a tenere i negozi chiusi la domenica e/o all'ora di pranzo. Domenica sono andata alla stazione e c'era una gran folla ma tutti i negozi erano chiusi. E poi ci si lamenta che non si guadagna abbastanza...
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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da ely66 » 25 lug 2012, 23:27

bella domanda, difficile risposta.
perchè in certi luoghi si sono create le condizioni per essere (credersi!) lusso sfrenato, o quanto meno, per pochi eletti.
perchè in italia le tasse uccidono. perchè il costo della vita è spaventoso... perchè ci vogliono lucrare.
Io una cosa che non capisco e' perche' in tempi di crisi ci si ostina a tenere i negozi chiusi la domenica e/o all'ora di pranzo
non ti dico cosa è successo un mesetto fa in trentino... no no, meglio che me lo dimentico.
Gaia,il soffio della mia vita è arrivata il 12 agosto 2003 I bambini devono essere felici, non farci felici
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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da ishetta » 25 lug 2012, 23:27

yoga, qui da noi sia in provincia che in citta tutti i super sono aperti almeno la domenica mattina già da un anno.
Il problema è che chi ha un negozio a conduzione familiare giustamente fa fatica xchèdovrebbe pagare il festivo a una persona... Insomma non è facilissimo.
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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da clizia » 25 lug 2012, 23:46

forse i negozianti si fanno due conti, forse a molti non conviene tenere aperto e pagare nu dipendente in rapporto a quanto prevedono di guadagnare. In effetti no vedo molta gente a comprare, non ci sono file per i saldi e probabilmente i gestori nno vogliono lanciarsi per timore di perderci o di smenarsi troppo per guardagnare poco di più. Poi dipende dai negozi, certo nno vedo molti gestori con le pezze al sedere, il loro suv parcheggiato in piazza ce l'hanno. :prr

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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da Vajana » 25 lug 2012, 23:50

io al nord della sardegna ci vado tra 10 giorni e sono proprio curiosa di sapere cosa mi attende .
anche i supermercati hanno prezzi folli...spero che il mio fedele ES sia coerente...
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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da SuzieQ » 26 lug 2012, 0:16

yoga ha scritto:Io una cosa che non capisco e' perche' in tempi di crisi ci si ostina a tenere i negozi chiusi la domenica e/o all'ora di pranzo. Domenica sono andata alla stazione e c'era una gran folla ma tutti i negozi erano chiusi. E poi ci si lamenta che non si guadagna abbastanza...
i negozietti ancora non lo fanno ma tutti i centri commerciali sono aperti 7/7 fino le 22 o 23.
ci sto lavorando in uno :x:
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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da STEFI@VALERIO » 26 lug 2012, 6:42

Premetto che il mio commento si riferisce solo ed esclusivamente al commercio nei posti di vacanza, non in città dove le regole e le consuetudini sono diverse.

Mi colpisce sempre la differenza tra Riccione e Noli, le due cittadine che frequento ogni anno a breve distanza temporale.

Romagna: mare così così, ma prezzi bassi, pulizia e servizi impeccabili, soprattutto gentilissimi e accoglienti.
Liguria: più vicina (a Milano), più bella, ma per tutto il resto :argh ... Mi viene in mente il sottopassaggio pedonale con annessi wc pubblici della cittadina, che emana un odore insopportabile :x: in tutte le ore e in tutte le stagioni (eh sì, anche d'inverno con 4 gatti, quindi non sono i turisti sporcaccioni a conciarlo così, è proprio l'incuria e l'indifferenza nei confronti di chi viene da fuori); mi viene in mente la faccia di quei poveri turisti stranieri quando la proprietaria della pensione (che lei chiama pomposamente hotel :risatina: ) davanti al mio Condominio si alterava a gran voce perchè questi osavano chiedere un terzo letto per il bimbo (sui 7 anni circa) piuttosto che pagare una stanza separata...; mi vengono in mente gli autobus d'estate strapieni di turisti (difficile da prevedere ogni anno?) e potrei raccontarne tantissime altre.

La crisi è arrivata (e si percepisce eccome): da una parte continuano ad essere gentilissimi e accoglienti, ma anche dall'altra il comportamento non è minimamente cambiato.

Mi dicono che con con i proventi di tre mesi di lavoro nei chioschi sulla passeggiata ci campi tutto l'anno...forse prima della crisi ne bastava uno :domanda . Non capisco, vedremo quest'anno.

Io comunque prima di partire per il mare ho preso l'abitudine di fare una bella spesona all'Esselunga (qui da me...) e caricare la macchina :fischia
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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da MammaMaria » 26 lug 2012, 7:25

Ti parlo da commerciante: i prezzi non scendono perchè siamo ammazzati dalle tasse, il 51% dell'incasso mensile se ne va in tasse, la materia prima è aumentata. I cinesi hanno prezzi bassi perchè il 90% di quello che vendono è surgelato. Mio marito ha un'attività di ristorazione, non ha prezzi bassi, ma da noi viene tanta gente che sceglie la qualità. Questo è un discorso valido per chi paga le tasse e non fa nero, poi se non fai scontrini o non metti in regola i dipendenti è un altro discorso.

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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da robby » 26 lug 2012, 8:56

Il problema è che chi ha un negozio a conduzione familiare giustamente fa fatica xchèdovrebbe pagare il festivo a una persona... Insomma non è facilissimo.


perchè, credi che per la gdo sia facile? il fatturato OVVIAMENTE non aumenta e i costi sì. non si creano posti di lavoro ma semplicemente si fanno lavorare di più quelli che restano (nemmeno si sostituiscono quelli che non ci sono...al limite qualche stagista). insomma, ancora devo capire il senso della liberalizzazione
certo, la gdo ha più forze per resistere. ma si parla di resistenza, non di guadagno
l'apertura domenicale è una perdita e stop
che però devi fare, chiaro, perchè nel momento in cui aprono gli altri e tu no, allora diventa una perdita
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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da lalat » 26 lug 2012, 11:12

Allora io credo che in tempi di crisi il commercio cambierà e ci riporterà a comprare dai piccoli negozi ... almeno per certe cose.
Adesso che il lavoro è calato (almeno il mio) dedico più tempo ad andare al mercato che ha i prezzi più bassi del supermercato. Certamente un banco di frutta e verdura a conduzione familiare è aperto solo in certi orari, ed è giusto perché loro devono riposarsi. Però hanno delle spese di gestione basse e questo consente loro di fare prezzi più bassi di un ipermercato che ha addirittura i prezzi elettronici che si aggiornano ... luci, aria condizionata, personale, sprechi, e altre cose costano.
Poi c'è il discorso qualità che negli ultimi anni è peggiorato anche per le migliori marche di qualunque cosa.
La questione ristorante ... io credo che negli anni scorsi siamo stati un po' viziati da un potere d'acquisto che non rivedremo mai più ... o per lo meno non lo rivedremo per i prossimi 10 anni. Mi ricordo che da bambina andare al ristorante era un avvenimento ... non era così normale andarci spesso.
Perché andare al ristorante era costoso e una famiglia di 4 persone poteva permetterselo pochissime volte l'anno ... e questo era la norma.
Genova è una città che sta soffrendo molto la crisi perché è una città che non ha imprese, che ha un porto che non funziona e che basava tutta la sua economia sul commercio. L'invasione dei centri commerciali ha penalizzato i commercianti che ad uno ad uno hanno chiuso e stanno chiudendo. Tra l'altro i quartieri privi di negozi fanno una tristezza ... certe strade che frequentavo da bambina ora sono morte. Le edicole che per me sono un negozio meraviglioso stanno chiudendo!!! Però ... io credo che possa esserci una inversione di tendenza, anche se con l'attuale tassazione è molto difficile.
Alessia, Davide 02/12/2004 e Fabio 24/09/2006

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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da robby » 26 lug 2012, 11:39

be', per permetterti il mercato però devi avere tempo.
che per molte persone è un lusso eh
da noi c'è un mercato dei gas, a cui mi piacerebbe fare acquisti
ma io a quegli orari, con i MIEI ORARI, non riesco proprio ad andare
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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da floddi » 26 lug 2012, 11:43

ma i soldi sono sempre quelli eh?
Luoghi di villeggiatira a parte, non è che tenendo aperti i negozi la domenica, i commercianti fanno più soldi.
Anzi, le domeniche sono sempre in perdita, per tutti, grande distribuzione compresa.
le domeniche aperte sono solo una bella ink****a per cho lavora già da anni e con contratti vecchi che non predevano queste stronzate e che si vedono tolta l'UNICA, UNICA giornata che avevano per passarla con la famiglia, visto che il sabato è del tutto lavorativo, sempre.



Sono un pò di parte, si vede? :hi hi hi hi
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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da robby » 26 lug 2012, 11:46

floddi ha scritto:ma i soldi sono sempre quelli eh?
Luoghi di villeggiatira a parte, non è che tenendo aperti i negozi la domenica, i commercianti fanno più soldi.
Anzi, le domeniche sono sempre in perdita, per tutti, grande distribuzione compresa.
le domeniche aperte sono solo una bella ink****a per cho lavora già da anni e con contratti vecchi che non predevano queste stronzate e che si vedono tolta l'UNICA, UNICA giornata che avevano per passarla con la famiglia, visto che il sabato è del tutto lavorativo, sempre.



Sono un pò di parte, si vede? :hi hi hi hi

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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da ROB68 » 26 lug 2012, 11:50

HAi ragione, Floddi....Ed è anche vero che spesso si incassa poco o nulla. Da commerciante mi pesa stare aperta la domenica e lo faccio solo in prossimità del Natale. Anni fa stavo aperta dall'inizio di dicembre, ora no, solo dopo il 15 (noi siamo in un quartiere periferico, fra l'altro....). Mi pesa perchè è l'unico giorno in cui stiamo tutti assieme e, se devo vendere un libro o una biro a chi passerebbe comunque l'indomani, onestamente sto con i miei figli.
Stesso discorso per l'orario continuato. Voglio mangiare con mio marito e i mostri, se non vanno a scuola.
roberta, mamma di alessandro, 3/12/2001 e laura, 15/09/2010.

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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da pisola » 26 lug 2012, 12:24

senza entrare nel discorso aperti la domenica si o no, perchè il negozio di famiglia è ben diverso dal centro commerciale, quando si riposano poverini questi commercianti? :domanda
Ci sono i centri commerciali aperti la domenica, se serve qualcosa si va e si prende, non credo che la crisi si risolva tenendo aperti h24 tutta la settimana.

Ieri ho fatto una considerazione, di bassissimo livello, ma è venuta spontanea, una mia amica ha comperato in una parafarmacia uno stick per le punture di zanzara (dopo-puntura), un micro tubicino : 7 euro e cinquanta centesimi! :-D
Io l'avrei lasciato lì, ci sarà un po' di ammoniaca un po' di calendula e TU mi fai pagare 7.50 euro :x:
c'è la crisi o ci sono i ladri????
prima avevamo più soldi, meno pensieri e pagavamo senza accorgecene, oppure è arrivata la crisi e abbiamo iniziato a guardare i prezzi.....che sono diventati assurdi! :urka
Non vi dico il prezzo dell'ombrellone, lettino, sdraio, a fregene, un mare :x: , che i bambini hanno fatto il bagno in piscina.
I prezzi non seguono il rapporto qualità prezzo secondo me, altro che crisi.....o meglio è questa la causa della crisi!
Luisella, Emilia nata il 13 giugno 2005 e Francesca nata il 19 aprile 2008

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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da val978 » 26 lug 2012, 14:14

mah, io penso che certe persone (e popolazioni intere) hanno una maggiore predisposizione agli affari, e capiscono anche che devono abbassare i prezzi e/o migliorare i servizi offerti, proprio per far fronte alla crisi, per attirare, per avere "qualcosa in più" rispetto agli altri ed essere scelti.

io sto in un posto che non ha una vocazione turistica, madre natura è stata generosa (e anche i nostri avi che hanno costruito cose meravigliose) e quindi la gente viene perchè il posto è bello. ti dico solo che il miracolo turistico l'ha fatto il commissario montalbano, la maggior parte della gente viene perchè la fiction è stata girata qui e il posto è diventato famoso.
ma la gente del posto continua ad affittare certe case orrende e vecchie con mobili puzzolenti e senza servizi, a settimana, poi ovvio che restano sfitte.
i pochi (noi siamo stati tra i primi, 7 anni fa :unghiette ) che hanno capito che il turista va trattato bene, coccolato, e allora si che gli puoi chiedere un soldo in più, stanno sul mercato e della crisi non risentono quasi per niente.

Ma qua il turismo per pochissimi è l'attività primaria, per quasi tutti è un'attività in più, e se va male la stagione...da mangiare la famiglia ha lo stesso, quindi non si impegnano più di tanto.

PS: qua sul mare, la domenica i negozi e specialmente supermercati sono aperti, tutta l'estate, da sempre. e quelli sul lungomare la sera fino a mezzanotte. anche se sono a conduzione familiare, si riposano in inverno. e se stanno aperti la domenica anche in inverno, stanno chiusi il lunedi. in questo modo intercettano chi va al mare la domenica.

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Re: il commercio in tempi di criso

Messaggio da val978 » 26 lug 2012, 14:18

per il resto, sull'apertura domenicale, sono daccordo con floddi: la domenica si sta a casa in famiglia, tutti ne hanno diritto.
mia suocera l'hanno massacrata coi turni in negozio la domenica, quegli str***i dei suoi datori di lavoro. lavorava in un mobilificio e sono stati vittime degli orari assurdi di ikea (che hanno dovuto imitare, per sopravvivere)

forse sarei un pelino più generosa sugli orari di chiusura e sull'orario continuato, che in certi posti i negozi chiudono alle 19,30 ed è troppo presto. ma non ovunque.

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