Ciao papi.
Inviato: 29 mag 2012, 22:49
Venerdì hai detto basta.
Giovedì sei stato il solito leone, sei uscito, dentista, spesa, hai preso le sedie da esterno, la sera mi hai fatto la solita chiamata, ti sei accertato che stessimo bene e ci siamo salutati, come un giorno qualunque.
Era l'ultima volta e non lo sapevamo.
Venerdì mattina, leggere il tuo nome sul display del cellulare e sentire la voce di Cocca mi ha gelato il sangue.
Il tuo calvario stava finendo e stava cominciando il mio.
Te ne sei andato col tuo stile: discreto, senza proclami, con la solita raccomandazione alle tue figlie ormai trentenni:"Copritevi e fate la nanna".
Per l'ultima volta ci hai aspettatati tutti e quando, uno a uno, siamo arrivati, quando per ultima io ti ho stretto la mano, allora, sereno, hai potuto andare.
Perchè tu di torti non ne hai mai fatti a nessuno di noi 5.
Quello che hai lasciato lo sai, ma ora tutto ha un altro colore, un altro sapore, mentre i profumi quelli mi perseguitano.
Vivo in una bolla, stanno per succedere troppe cose importanti e non mi pare possibile che tu non ci sarai, ho delle candeline per un torta che avresti dovuto comprare tu, ho un figlio non farà più la tenda degli indiani col Grande Capo, ne ho un altro che volevo presentarti fuori dalla sala parto, ho una casa in cui non vedrai mai come staranno i mobili che mi hai regalato, ho una vita che non sarà più con te e ho un'enorme valigia di sensi di colpa. Scusa se non sono arrivata prima, non solo venerdì, ma nella vita.
Non so dove sei, ma un'ultima cosa te la chiedo: non smettere mai di guardarci.
Ti voglio bene.
Paola
P.S. Il pesco ce l'ho io, i fiori Lollo...non c'è bisogno che continui a far piovere, te li bagniamo noi.
Giovedì sei stato il solito leone, sei uscito, dentista, spesa, hai preso le sedie da esterno, la sera mi hai fatto la solita chiamata, ti sei accertato che stessimo bene e ci siamo salutati, come un giorno qualunque.
Era l'ultima volta e non lo sapevamo.
Venerdì mattina, leggere il tuo nome sul display del cellulare e sentire la voce di Cocca mi ha gelato il sangue.
Il tuo calvario stava finendo e stava cominciando il mio.
Te ne sei andato col tuo stile: discreto, senza proclami, con la solita raccomandazione alle tue figlie ormai trentenni:"Copritevi e fate la nanna".
Per l'ultima volta ci hai aspettatati tutti e quando, uno a uno, siamo arrivati, quando per ultima io ti ho stretto la mano, allora, sereno, hai potuto andare.
Perchè tu di torti non ne hai mai fatti a nessuno di noi 5.
Quello che hai lasciato lo sai, ma ora tutto ha un altro colore, un altro sapore, mentre i profumi quelli mi perseguitano.
Vivo in una bolla, stanno per succedere troppe cose importanti e non mi pare possibile che tu non ci sarai, ho delle candeline per un torta che avresti dovuto comprare tu, ho un figlio non farà più la tenda degli indiani col Grande Capo, ne ho un altro che volevo presentarti fuori dalla sala parto, ho una casa in cui non vedrai mai come staranno i mobili che mi hai regalato, ho una vita che non sarà più con te e ho un'enorme valigia di sensi di colpa. Scusa se non sono arrivata prima, non solo venerdì, ma nella vita.
Non so dove sei, ma un'ultima cosa te la chiedo: non smettere mai di guardarci.
Ti voglio bene.
Paola
P.S. Il pesco ce l'ho io, i fiori Lollo...non c'è bisogno che continui a far piovere, te li bagniamo noi.