Odio l'aprile.
Inviato: 3 apr 2012, 16:50
Odio questo mese.
Lo amavo, e adesso lo odio.
Lo odio perchè in aprile è finito il mio matrimonio, solo che io non lo sapevo.
E' finito e io non ero stata avvertita.
Forse non ce n'era bisogno, forse lo sapevo, me n'ero accorta, ma facevo finta di niente.
Perchè una cosa che finisce così, spaventa.
Forse, ai mille problemi della nostra vita io mi ci ero abituata, e avevo deciso di diventare cieca, sorda, muta. O semplicemente di sforzarmi a vedere il bicchiere mezzo pieno.
Ci si abitua anche all'apatia, alla tristezza. Si finisce per credersi felici anche se non lo si è.
Ci si racconta una bugia, talmente ben fatta che diventa la propria verità, l'unica verità che conta.
Alle famiglie intorno a noi che ci guardavano sgomente dinanzi alla nostra rottura, ho solo potuto dire che non ho mentito sui miei sorrisi, ma che i sorrisi che loro vedevano erano gli unici che riuscivo a fare.
Io ero disposta a provare di tutto, a provare ancora, lui no.
Lui ha fatto la sua scelta, io a quel punto ho fatto la mia.
In un certo senso, per dirla in termini che vanno di moda qui, io sono stata il troll di me stessa. E quando finalmente decidi che è ora di guardare in faccia la verità scopri che non sei pronta. Non così in fretta, non con un figlio così piccolo, non ora... Però non hai più nulla da trattenere nelle mani, perchè aprile è passato, è passato maggio, giugno, luglio...e quello che doveva succedere è già successo e indietro non si torna.
Ora si può solo decidere come ricominciare da capo. Se ascoltare il rancore, o se fare pace con l'anima.
Forse, se non fossi mamma, avrei ceduto al primo.
Ma storicamente è quando tocco il fondo che divento più lucida, e un rapporto così merita di essere salvato se non altro in termini dell'affetto che ci legherà sempre.
E perchè se lui è caduto, non posso escludere che in parte lo sgambetto possa essere stato colpa mia.
Perchè se due individui cominciano a viaggiare su binari paralleli senza tentare di incrociarsi mai, se non soltanto apparentemente, la colpa non è mai da una parte sola.
Certo, meritavamo una fine migliore. Questo non glielo perdono.
Per il resto... si può, si deve.
Perlomeno, io ho scelto questa strada.
E sta pagando, perchè abbiamo un bimbo che, benchè abbia anche lui avuto un momento difficile da affrontare, non si trova in mezzo a nessun ciclone ma che anzi vede suo padre e sua madre spesso ancora insieme, spesso per lui, a volte per se stessi, perchè l'esigenza di parlare e parlarci...quella rimane.
Ho avuto bisogno di un sostegno psicologico per qualche mese, farmacologico anche. Più che altro ho avuto difficoltà ad accettare tutto questo... figurarsi parlarne.
Lo faccio ora perchè sono avvinghiata a quel briciolo di serenità che pian pianino si sta facendo strada in me, perchè non lo nego, ora sto meglio. Perchè io quell'aprile l'ho sentito sulla pelle, pur non sapendo niente...l'ho sentita la terra mancarmi sotto i piedi, e piuttosto che vivere con quella sensazione addosso, meglio ora. Meglio la mia nuova casa, che non è più la villa ma che sento già così tanto mia anche se sono in affitto. Meglio ora che quando parliamo lo facciamo solo perchè ne abbiamo voglia, e non perchè dobbiamo continuamente cercare un equilibrio che non c'è.
Meglio adesso che sono qui a parlare e ce la faccio, posso farlo.
Che ci si abitua anche al buio di un rapporto che non va da nessuna parte, e anche se odio e odierò sempre l'aprile, uno spiraglio di sole che mi scalda la pelle lo sento già.
Lo amavo, e adesso lo odio.
Lo odio perchè in aprile è finito il mio matrimonio, solo che io non lo sapevo.
E' finito e io non ero stata avvertita.
Forse non ce n'era bisogno, forse lo sapevo, me n'ero accorta, ma facevo finta di niente.
Perchè una cosa che finisce così, spaventa.
Forse, ai mille problemi della nostra vita io mi ci ero abituata, e avevo deciso di diventare cieca, sorda, muta. O semplicemente di sforzarmi a vedere il bicchiere mezzo pieno.
Ci si abitua anche all'apatia, alla tristezza. Si finisce per credersi felici anche se non lo si è.
Ci si racconta una bugia, talmente ben fatta che diventa la propria verità, l'unica verità che conta.
Alle famiglie intorno a noi che ci guardavano sgomente dinanzi alla nostra rottura, ho solo potuto dire che non ho mentito sui miei sorrisi, ma che i sorrisi che loro vedevano erano gli unici che riuscivo a fare.
Io ero disposta a provare di tutto, a provare ancora, lui no.
Lui ha fatto la sua scelta, io a quel punto ho fatto la mia.
In un certo senso, per dirla in termini che vanno di moda qui, io sono stata il troll di me stessa. E quando finalmente decidi che è ora di guardare in faccia la verità scopri che non sei pronta. Non così in fretta, non con un figlio così piccolo, non ora... Però non hai più nulla da trattenere nelle mani, perchè aprile è passato, è passato maggio, giugno, luglio...e quello che doveva succedere è già successo e indietro non si torna.
Ora si può solo decidere come ricominciare da capo. Se ascoltare il rancore, o se fare pace con l'anima.
Forse, se non fossi mamma, avrei ceduto al primo.
Ma storicamente è quando tocco il fondo che divento più lucida, e un rapporto così merita di essere salvato se non altro in termini dell'affetto che ci legherà sempre.
E perchè se lui è caduto, non posso escludere che in parte lo sgambetto possa essere stato colpa mia.
Perchè se due individui cominciano a viaggiare su binari paralleli senza tentare di incrociarsi mai, se non soltanto apparentemente, la colpa non è mai da una parte sola.
Certo, meritavamo una fine migliore. Questo non glielo perdono.
Per il resto... si può, si deve.
Perlomeno, io ho scelto questa strada.
E sta pagando, perchè abbiamo un bimbo che, benchè abbia anche lui avuto un momento difficile da affrontare, non si trova in mezzo a nessun ciclone ma che anzi vede suo padre e sua madre spesso ancora insieme, spesso per lui, a volte per se stessi, perchè l'esigenza di parlare e parlarci...quella rimane.
Ho avuto bisogno di un sostegno psicologico per qualche mese, farmacologico anche. Più che altro ho avuto difficoltà ad accettare tutto questo... figurarsi parlarne.
Lo faccio ora perchè sono avvinghiata a quel briciolo di serenità che pian pianino si sta facendo strada in me, perchè non lo nego, ora sto meglio. Perchè io quell'aprile l'ho sentito sulla pelle, pur non sapendo niente...l'ho sentita la terra mancarmi sotto i piedi, e piuttosto che vivere con quella sensazione addosso, meglio ora. Meglio la mia nuova casa, che non è più la villa ma che sento già così tanto mia anche se sono in affitto. Meglio ora che quando parliamo lo facciamo solo perchè ne abbiamo voglia, e non perchè dobbiamo continuamente cercare un equilibrio che non c'è.
Meglio adesso che sono qui a parlare e ce la faccio, posso farlo.
Che ci si abitua anche al buio di un rapporto che non va da nessuna parte, e anche se odio e odierò sempre l'aprile, uno spiraglio di sole che mi scalda la pelle lo sento già.