L'insensibilità di Va.. F. sulla depressione post parto
Inviato: 8 giu 2011, 10:39
care ragazze sembra che a seguito di una recensione (negativa) del mio romanzo su Vanity Fair della scorsa settimana si sia scatenata una furiosa rivolta da parte di tante mamme sul profilo che Vanity Fair ha su Facebook.
Tengo a precisare una cosa importante. E' chiaro, normale, accettabile, comprensibile ricevere giudizi negativi una volta che ci si mette in mostra MA cosa altrettanto importante è che i giudizi negativi si muovano sul presupposto che l'oggetto sotto assedio (in qs caso il mio romanzo) sia stato preso in attenta analisi e cioè letto.
Non aggiungo altro e vi copio e incollo la recensione del giornalista ***:
Titolo:
Preferivo l'infanticidio
"Deborah inaspettatamente scopre di essere incinta di una bambina che non vuole, partorisce e va in depressione. Che razza di madre sarà? Si sente colpevole perché non prova affetto per la figlia: ma attraverso peripezie recupera il senso della maternità. Peccato, ci si aspettava un bell'infanticidio."
Chiunque di voi voglia liberamente intervenire può andare su facebook, cercare il profilo di vanity fair e cliccare su discussioni (si trova sotto bacheca
per mia sfortuna al momento secondo esigenze di contratto con la casa editrice non posso fare nessun tipo di intervento. Posso solo sperare di ricevere udienza dal direttore del magazine grazie ai vostri interventi
Evidenzio ancora una cosa per me fondamentale. Qui si va oltre la semplice attenzione sul romanzo. La mia storia ora rappresenta solo un'interfaccia tra un mondo meravigliosamente vasto: quello delle mamme (ma anche dei papà consapevoli e responsabili) e un mondo (quello di vanity fair per dirne uno) che si diverte a farsi alleato o nemico delle donne a seconda delle esigenze editoriali.
Ma ora il sig. *** mi sta offrendo (anzi, ci sta offrendo) un'occasione importante, quella di esprimere la nostra opinione, quella di unire le forze per difendere i nostri diritti di donna prima e di madre poi, quella di pretendere maggiore attenzione su certe tematiche importanti come la depressione post parto (sempre più in aumento ma nessuno lo dice).
Perché non venga più confusa con l'esaurimento o la stanchezza
perché venga dichiarata malattia una volta per tutte ed estirpata dall'indifferenza e ignoranza
perché quella percentuale di casi terribili in cui le madri uccidono i propri figli scompaia del tutto.
Perché una mamma abbia il diritto di vivere la propria maternità con il giusto supporto.
Vi prego, sostenete questa battaglia. Possiamo cambiare le cose e forse questa è davvero l'occasione giusta per iniziare.
Vi prego di diffondere il più possibile la notiza
grazie
Tengo a precisare una cosa importante. E' chiaro, normale, accettabile, comprensibile ricevere giudizi negativi una volta che ci si mette in mostra MA cosa altrettanto importante è che i giudizi negativi si muovano sul presupposto che l'oggetto sotto assedio (in qs caso il mio romanzo) sia stato preso in attenta analisi e cioè letto.
Non aggiungo altro e vi copio e incollo la recensione del giornalista ***:
Titolo:
Preferivo l'infanticidio
"Deborah inaspettatamente scopre di essere incinta di una bambina che non vuole, partorisce e va in depressione. Che razza di madre sarà? Si sente colpevole perché non prova affetto per la figlia: ma attraverso peripezie recupera il senso della maternità. Peccato, ci si aspettava un bell'infanticidio."
Chiunque di voi voglia liberamente intervenire può andare su facebook, cercare il profilo di vanity fair e cliccare su discussioni (si trova sotto bacheca
per mia sfortuna al momento secondo esigenze di contratto con la casa editrice non posso fare nessun tipo di intervento. Posso solo sperare di ricevere udienza dal direttore del magazine grazie ai vostri interventi
Evidenzio ancora una cosa per me fondamentale. Qui si va oltre la semplice attenzione sul romanzo. La mia storia ora rappresenta solo un'interfaccia tra un mondo meravigliosamente vasto: quello delle mamme (ma anche dei papà consapevoli e responsabili) e un mondo (quello di vanity fair per dirne uno) che si diverte a farsi alleato o nemico delle donne a seconda delle esigenze editoriali.
Ma ora il sig. *** mi sta offrendo (anzi, ci sta offrendo) un'occasione importante, quella di esprimere la nostra opinione, quella di unire le forze per difendere i nostri diritti di donna prima e di madre poi, quella di pretendere maggiore attenzione su certe tematiche importanti come la depressione post parto (sempre più in aumento ma nessuno lo dice).
Perché non venga più confusa con l'esaurimento o la stanchezza
perché venga dichiarata malattia una volta per tutte ed estirpata dall'indifferenza e ignoranza
perché quella percentuale di casi terribili in cui le madri uccidono i propri figli scompaia del tutto.
Perché una mamma abbia il diritto di vivere la propria maternità con il giusto supporto.
Vi prego, sostenete questa battaglia. Possiamo cambiare le cose e forse questa è davvero l'occasione giusta per iniziare.
Vi prego di diffondere il più possibile la notiza
grazie