problema di coscienza
Inviato: 21 gen 2011, 14:55
ciao a tutte,
vorrei sentire un vostro parere su un problema che mi pongo al momento di scegliere la scuola materna per mia figlia.
spero che l'argomento non dia il via a polemiche.
per principio mi sarebbe piaciuto iscrivere mia figlia a una scuola statale, per una serie di motivi tra i quali il fatto che credo nella scuola pubblica e nello stato sociale e, non ultimo, perchè nella scuola pubblica ci lavoro e credo nel mio lavoro.
per questioni di praticità e vicinanza credo che opterò,però, per una municipale o per una convenzionata.
e qui si pone il dilemma:
la convenzionata è gestita, seppur in modo laico, dalla parrocchia e l'utenza è piuttosto omogenea; la municipale ho sentito dire che funziona bene, ma a quanto pare avrebbe la "pecca" di un'altissima percentuale di stranieri, che per molti sembra essere un problema.
io ho sempre difeso a spada tratta la mia idea che questa situazione per mia figlia sarà solo un arricchimento; che visto che Torino, l'Italia e il mondo vanno in una certa direzione, non reputo formativo che mia figlia viva sotto una campana di vetro, in una situazione scolastica avulsa dalla realtà multietnica in cui comunque crescerà.
fino a ieri sera discutevo animatamente di questa cosa con un amico.
oggi mi pongo il solito quesito di molti genitori, cioè, se una percentuale così alta di stranieri condizionerà le scelte didattiche, eventuali iniziative formative, ecc.
soprattutto mi chiedo se sul piatto della bilancia pesa di più quello che mia figlia non potrà fare nella sua scuola o il valore aggiunto di crescere in una scuola multietnica.
mi chiedo se pensare al bene di mia figlia in questo momento voglia dire rinunciare alle mie convinzioni per darle un'offerta formativa più ricca o viceversa offrirle fin da piccola esempio concreto di quello in cui crediamo.
dentro di me forse ho già scelto, ma poi considero che alle elementari(pardon, alla
primaria) la iscriverò per comodità nella scuola dove io lavoro, che è una scuola abbastanza elitaria, con una utenza piuttosto "su" , praticamente senza bambini portatori di handicap e una presenza irrisoria di bambini stranieri.
insomma, alla fine si ritroverà comunque sotto la suddetta campana di vetro, ma con una preparazione prescolastica d'ingresso alle elementari diversa dai suoi nuovi compagni, che presumibilmente arriveranno da scuole dell'infanzia piuttosto all'avanguardia.
mi dite innanzitutto le vostre esperienze (magari anche da maestre di scuola
materna) e le vostre idee?
grazie e scusate in anticipo se risponderò quando riuscirò.
vorrei sentire un vostro parere su un problema che mi pongo al momento di scegliere la scuola materna per mia figlia.
spero che l'argomento non dia il via a polemiche.
per principio mi sarebbe piaciuto iscrivere mia figlia a una scuola statale, per una serie di motivi tra i quali il fatto che credo nella scuola pubblica e nello stato sociale e, non ultimo, perchè nella scuola pubblica ci lavoro e credo nel mio lavoro.
per questioni di praticità e vicinanza credo che opterò,però, per una municipale o per una convenzionata.
e qui si pone il dilemma:
la convenzionata è gestita, seppur in modo laico, dalla parrocchia e l'utenza è piuttosto omogenea; la municipale ho sentito dire che funziona bene, ma a quanto pare avrebbe la "pecca" di un'altissima percentuale di stranieri, che per molti sembra essere un problema.
io ho sempre difeso a spada tratta la mia idea che questa situazione per mia figlia sarà solo un arricchimento; che visto che Torino, l'Italia e il mondo vanno in una certa direzione, non reputo formativo che mia figlia viva sotto una campana di vetro, in una situazione scolastica avulsa dalla realtà multietnica in cui comunque crescerà.
fino a ieri sera discutevo animatamente di questa cosa con un amico.
oggi mi pongo il solito quesito di molti genitori, cioè, se una percentuale così alta di stranieri condizionerà le scelte didattiche, eventuali iniziative formative, ecc.
soprattutto mi chiedo se sul piatto della bilancia pesa di più quello che mia figlia non potrà fare nella sua scuola o il valore aggiunto di crescere in una scuola multietnica.
mi chiedo se pensare al bene di mia figlia in questo momento voglia dire rinunciare alle mie convinzioni per darle un'offerta formativa più ricca o viceversa offrirle fin da piccola esempio concreto di quello in cui crediamo.
dentro di me forse ho già scelto, ma poi considero che alle elementari(pardon, alla
primaria) la iscriverò per comodità nella scuola dove io lavoro, che è una scuola abbastanza elitaria, con una utenza piuttosto "su" , praticamente senza bambini portatori di handicap e una presenza irrisoria di bambini stranieri.
insomma, alla fine si ritroverà comunque sotto la suddetta campana di vetro, ma con una preparazione prescolastica d'ingresso alle elementari diversa dai suoi nuovi compagni, che presumibilmente arriveranno da scuole dell'infanzia piuttosto all'avanguardia.
mi dite innanzitutto le vostre esperienze (magari anche da maestre di scuola
materna) e le vostre idee?
grazie e scusate in anticipo se risponderò quando riuscirò.