ALLORAAAAAA
L'argomento mi tocca dal vivo perche' mio fatello e' emigrato a New York 11 anni fa e la sorella di mio marito a Boston circa 30 anni fa.
E naturalemnte, come fanno tutti gli emigranti con un po' di testa sulle spalle, non sono tornati.
Ora, tralascio il discorso di mia cognata, che e' "oltre", in quanto laureata in biologia e non so dove altro, ha lavorato per anni e anni presso l'Universita' di Harvard testando sperimentazioni sul morbo di Cooley (talassemia), ora e' dipendente al MIT di Boston, insomma una capoccia difficile tra trovare, tanto che viene considerata uno dei cervelli emigrati all'estero.
Mi concentro su mio fatello, piu' terra terra di sicuro
Riccardo ha venduto la macchina, 11 anni fa ed e' emigrato a New York, con l'intenzione di rimanere tre mesi.
Aveva velleita' artistiche, tanto che si e' iscritto alla Lee Strasberg, frequentandola qualche mese, per poi rendersi conto che non faceva per lui: troppo difficile trovarsi su un palco, non conoscendo l'inglese, con una mela appoggita ad una sedia e tirare fuori tutte le emozioni che questa visione gli ispirava...
Ha cominciato lavorando come cameriere in un ristorante italiano a Soho.
Dopo qualche mese ha conosciuto Arrigo Cipriani, che gli ha proposto di diventare manager (figura che qui da noi in Italianon esiste) nel proprio ristorante alla Rainbow Room, il ristorante che si trova al 65º piano dell'edificio GE Building, che fa parte del Rockefeller Center.
Dopo sei anni che lavorara per loro ha fatto l'errore piu' grande della sua vita: ha incontrato Robert De nIro che gli ha proposto di aprire per lui un ristorante a Tribeca.
Lui si e' lasciato affascinare e l'ha seguito. Sbagliando.
perche' la tradizione della ristorazione italiana nel mondo la fanno i grandi nomi, come Cipriani.
De Niro sara' anche De niro ma di gestione di ristorante non ne sa una pippa.
Ora Riccardo "s'e' svegliato" ed e' in trattativa con un altro nome molto importante che dovrebbe assumerlo da qui a Natale. Speriamo bene!
Quello che voglio dire e' che mio fratello e' partito DAL NULLA, senza aver studiato in una scuola alberghiera, e in America si e' creato una posizione, il suo posto nel mondo.
Un gran bel mondo, il suo!!!!
L'unica volta che ha paventato l'idea di tornare in Italia, quando e' morto mio padre, per stare vicino a noi, ha telefonato in uno dei migliori ristoranti di Milano, chiedendo se avevano bisogno, e quando hanno saputo che non aveva STUDIATO ALLA SCUOLA ALBERGHIERA, lo hanno scartato.
Io reputo L'America il grande Paese dell oppotunita', dove soltanto chi si impegna, lavorando anche 15 ore al giorno viene premiato, non chi ha preso un pezzo di carta e magari non ha volgia di fare nulla.
L'America e' vincente per chi ha grande spirito di sacrificio, in America chiunque puo' crearsi la sua GRANDE FORTUNA, basta l'impegno, vero, e la grande umilta' del sacrificio.
Io Amo L'America e con grande dispiacere, vorrei che il futuro di mio figlio fosse come quello di suo zio e di sua zia.
L'Italia, l'Italia fa ridere, ormai.