Mio figlio ama solo suo padre...
Inviato: 15 dic 2008, 14:05
Non so tutto questo quando è cominciato di preciso, forse quel giorno in cui, alle sei del mattino, dopo aver fatto le pulizie di casa (ero sveglia dalle tre...) entrai in camera da letto e li trovai abbracciati. Forse è stato quello il momento preciso in cui ho capito che mio marito e mio figlio avevano un rapporto da cui io, per qualche motivo, rimanevo esclusa.
Io, per paura di soffocarlo, non avevo mai avuto il coraggio di abbracciarlo così nel lettone, il mio bambino. Dopo la poppata lo rimettevo nella carrozzella e lo cullavo fino a che non si riaddormentava. Spesso rimanevo a guardarlo senza avere il coraggio di accarezzarlo per paura che si svegliasse, per paura di avere la mano troppo fredda per il suo caldo faccino...Poi mille volte controllavo che respirasse. Io, più che preoccuparmi di instaurare un contatto fisico e psicologico con mio figlio, mi preoccupavo che lui dormisse, mangiasse, che non avesse male al pancino, che non avesse la febbre, che fosse pulito e stirato, che fosse gioviale e socievole, che fosse vispo, che imparasse a camminare, a parlare, a giocare, a condividere. Ho fatto tutto questo come un' insegnante qualunque avrebbe fatto. Non ho saputo fare la madre. La misura del mio fallimento è stata a me piuttosto chiara quando l'altro giorno, mia madre arrivò a dirmi che mio figlio e mio marito quando sono insieme "hanno un profondo feeling" mentre io, insieme a loro, paio un'estranea...e che mio marito col piccolo, si dimostra possessivo...atteggiamento che di solito si riscontra nelle donne con i propri figli...
Io non so come ho fatto a essere così incapace.
Non l'ho allattato, ho fallito, dopo estenuanti e lunghi tentativi ho rinunciato.
Da allora abbiamo cominciato con mio marito a dividerci le poppate. Le sue andavano meglio...nel senso che lui era meno attento di me in tutto, nella preparazione (a volte, temo, ha messo un po' più acqua del dovuto...), nel cambio (dimenticava di mettergli la pomata), nel riscaldamento del latte (ha bruciato vari biberon), nella posizione (a volte teneva il biberon in modo tale che il bambino succhiava aria...).
Io, ero una macchina pressochè perfetta. Non sbagliavo mai. Che stupida. Avrei potuto essere più distratta ma più preoccupata a guardare negli occhi mio figlio mentre lo allattavo...e non pensare...speriamo mangi....speriamo non abbia altre coliche...speriamo sia caldo al punto giusto...
Mio marito queste cose non le pensava. Lui faceva il padre in modo naturale, come gli veniva. E tutt'ora. Mio figlio ha 2 anni e mezzo circa e a volte pare disprezzarmi.
Mio marito fa un lavoro che gli permette di stare molto a casa e mio figlio sta spesso con lui. Ma anche con me. Tuttavia io non ho lo stesso carisma di mio marito con lui. Oggi ennesimo pianto quando il padre è andato a lavoro. Mio figlio è molto intelligente, parla in modo fluente, è sveglio, bellissimo, proprio bellissimo. A volte mi fermo a guardarlo da lontano come fosse un meraviglioso quadro a cui non è possibile avvicinarsi troppo...con l'imbarazzo e la paura di chi non sa comportarsi al cospetto dell'amato e teme di sbagliare. Me ne sto in disparte, temendo il rifiuto. Poi mi faccio coraggio. "Amore, posso leggerti una storia?" "la legge papà" "papà ora ha da fare, la legge la mamma" "no, la legge papà" "ma ti prego, stammi a sentire...io ne so una nuova, quella bellissima di sette capretti e la loro mamma...." " vai via, voglio papà". A questo punto, indietreggio. A volte cambio stanza, per piangere senza essere vista.
A volte, quando si abbandona ad un lungo abbraccio, quando mi stringe forte fino ad addormentarsi al mio fianco, mi dico...non mi stacco più....forse un po', ama anche me...
Mio figlio è un bimbo estremamente socievole...ma quando c'è il papà vive solo per papà, per fare le cose insieme al papà... "Non voglio te, voglio papà" E' una sentenza inappellabile. Non mi da il minimo margine di trattativa. Mio marito è molto legato a lui, lo vive come "l'unica cosa buona che ho fatto, è il mio orgoglio"...a volte ho provato a dirgli che io sono la madre e ho bisogno di un po' di spazio pure io...ma non capisce o finge. Credo, attualmente, di detestarlo.
Ma quella che detesto più di tutti è, senza dubbio, la sottoscritta.
A volte mi viene voglia di rifugiarmi in qualche antidepressivo...non so perchè mi sono ridotta così....ma ho tanto dolore dentro.
A voi i commenti, i consigli...spero non siate troppo crudeli...sto già molto male...grazie a tutte voi.
Io, per paura di soffocarlo, non avevo mai avuto il coraggio di abbracciarlo così nel lettone, il mio bambino. Dopo la poppata lo rimettevo nella carrozzella e lo cullavo fino a che non si riaddormentava. Spesso rimanevo a guardarlo senza avere il coraggio di accarezzarlo per paura che si svegliasse, per paura di avere la mano troppo fredda per il suo caldo faccino...Poi mille volte controllavo che respirasse. Io, più che preoccuparmi di instaurare un contatto fisico e psicologico con mio figlio, mi preoccupavo che lui dormisse, mangiasse, che non avesse male al pancino, che non avesse la febbre, che fosse pulito e stirato, che fosse gioviale e socievole, che fosse vispo, che imparasse a camminare, a parlare, a giocare, a condividere. Ho fatto tutto questo come un' insegnante qualunque avrebbe fatto. Non ho saputo fare la madre. La misura del mio fallimento è stata a me piuttosto chiara quando l'altro giorno, mia madre arrivò a dirmi che mio figlio e mio marito quando sono insieme "hanno un profondo feeling" mentre io, insieme a loro, paio un'estranea...e che mio marito col piccolo, si dimostra possessivo...atteggiamento che di solito si riscontra nelle donne con i propri figli...
Io non so come ho fatto a essere così incapace.
Non l'ho allattato, ho fallito, dopo estenuanti e lunghi tentativi ho rinunciato.
Da allora abbiamo cominciato con mio marito a dividerci le poppate. Le sue andavano meglio...nel senso che lui era meno attento di me in tutto, nella preparazione (a volte, temo, ha messo un po' più acqua del dovuto...), nel cambio (dimenticava di mettergli la pomata), nel riscaldamento del latte (ha bruciato vari biberon), nella posizione (a volte teneva il biberon in modo tale che il bambino succhiava aria...).
Io, ero una macchina pressochè perfetta. Non sbagliavo mai. Che stupida. Avrei potuto essere più distratta ma più preoccupata a guardare negli occhi mio figlio mentre lo allattavo...e non pensare...speriamo mangi....speriamo non abbia altre coliche...speriamo sia caldo al punto giusto...
Mio marito queste cose non le pensava. Lui faceva il padre in modo naturale, come gli veniva. E tutt'ora. Mio figlio ha 2 anni e mezzo circa e a volte pare disprezzarmi.
Mio marito fa un lavoro che gli permette di stare molto a casa e mio figlio sta spesso con lui. Ma anche con me. Tuttavia io non ho lo stesso carisma di mio marito con lui. Oggi ennesimo pianto quando il padre è andato a lavoro. Mio figlio è molto intelligente, parla in modo fluente, è sveglio, bellissimo, proprio bellissimo. A volte mi fermo a guardarlo da lontano come fosse un meraviglioso quadro a cui non è possibile avvicinarsi troppo...con l'imbarazzo e la paura di chi non sa comportarsi al cospetto dell'amato e teme di sbagliare. Me ne sto in disparte, temendo il rifiuto. Poi mi faccio coraggio. "Amore, posso leggerti una storia?" "la legge papà" "papà ora ha da fare, la legge la mamma" "no, la legge papà" "ma ti prego, stammi a sentire...io ne so una nuova, quella bellissima di sette capretti e la loro mamma...." " vai via, voglio papà". A questo punto, indietreggio. A volte cambio stanza, per piangere senza essere vista.
A volte, quando si abbandona ad un lungo abbraccio, quando mi stringe forte fino ad addormentarsi al mio fianco, mi dico...non mi stacco più....forse un po', ama anche me...
Mio figlio è un bimbo estremamente socievole...ma quando c'è il papà vive solo per papà, per fare le cose insieme al papà... "Non voglio te, voglio papà" E' una sentenza inappellabile. Non mi da il minimo margine di trattativa. Mio marito è molto legato a lui, lo vive come "l'unica cosa buona che ho fatto, è il mio orgoglio"...a volte ho provato a dirgli che io sono la madre e ho bisogno di un po' di spazio pure io...ma non capisce o finge. Credo, attualmente, di detestarlo.
Ma quella che detesto più di tutti è, senza dubbio, la sottoscritta.
A volte mi viene voglia di rifugiarmi in qualche antidepressivo...non so perchè mi sono ridotta così....ma ho tanto dolore dentro.
A voi i commenti, i consigli...spero non siate troppo crudeli...sto già molto male...grazie a tutte voi.