vivere circondata da persone depresse (sfogo)
Inviato: 5 dic 2008, 13:25
ciao a tutte. Con questo post volevo confrontarmi con persone che vivono o hanno vissuto la mia situazione.
Inizio dicendo che questa malattia mi accompagna indirettamente dal mio 16° anno di vita, infatti proprio in quel periodo mia mamma fu soggetta ad una forte depressione accompagnata da vere e proprie manie di persecuzione, credo che venga definita schizofrenia. Abbiamo vissuto (mio padre ed io) anni di angoscia e vera paura. Mia mamma che non riteneva assolutamente di essere malata era convinta che ci avrebbero ammazzati tutti, che eravamo in pericolo. Se usciva di casa (raramente) si girava continuamente a guardare se ci seguiva qualcuno. Se il televisore faceva dei rumori strani era convinta che ci spiavano. Tutto il tempo parlava sottovoce perchè "gli altri" non sentissero quello che diceva e noi eravamo costretti a fare lo stesso. Dopo molti tentativi di convincimento andati a vuoto, ha deciso di farsi curare, anche se lei era convinta di non avere nulla.
La situazione si è calmata un pò, probabilmente per via delle pillole che le erano state prescritte, ma lo sguardo era sempre lo stesso, impaurito e pronto a fare qualsiasi cosa pur di salvare la famiglia. All'epoca ho passato notti in bianco per la paura che ci uccidesse tutti.
Due anni dopo si è ammalato il mio papà, gli diagnosticarono una disfunzione cardiaca ed il cardiologo gli diede oltre alle medicine da prendere, anche alcuni consigli, uno di questi era perdere il peso e smettere di fumare, altrimenti gli disse che non sarebbe vissuto più di 6 mesi. Mio padre me lo confidò, era il marzo del 1993,e mi fece promettere di non dire nulla a mia mamma che ancora non si era del tutto ristabilita. Mi trovai con le mani legate, tra l'incudine ed il martello, sapevo e non potevo fare nulla. Lei continuò a cucinare come sempre, ignara del fatto che il marito stesse male e nel luglio del 1993 mio padre morì stroncato da un infarto. Da allora mi sono trovata da sola a combattere con gli alti e bassi della depressione di mia madre, cercando di non cadere a mia volta nel mondo che si era creata, sì perchè per avere un attimo di tranquillità, si inzia ad assecondare le fantasie dei malati. La mia vita iniziò a prendere una piega positiva, quando conobbi mio marito. Una persona molto riflessiva (credevo all'inizio), pacata, proprio il mio opposto. Non sapevo che in realtà anche lui, anche se in maniera più lieve, soffriva di depressioni, e quel suo silenzio che avevo scambiato per riflessione in realtà era il muro che alzava e che nessuno poteva valicare. Ho cercato di spronarlo andando con lui in bicicletta, facendo lunghe passeggiate, iscrivendoci in palestra dove avrebbe potuto conoscere altre persone, ma non è servito a nulla. Con l'arrivo dei bimbi è diventato sempre più difficile per me tirarlo fuori dal suo stato, ho troppe cose per la testa, ho mia mamma alla quale faccio da mamma. Oggi per caso,ho scoperto che il medico di base gli ha dato un'impegnativa per andare da uno specialista, uno psicologo.Gli ho chiesto perchè non me lo avesse detto prima, dal medico di base c'è stato lunedì e per tutt'altra cosa, e mi ha risposto che aveva tenuto l'impegnativa fino ad oggi in macchina perchè non voleva che la vedessi dal momento che ho già abbastanza da fare.Al momento non ho reagito, ma quando è andato a lavorare ho iniziato ad avere paura per lui. Cosa faccio, come mi comporto, come faccio ad aiutarlo? ecco queste sono le domande che mi sono posta e non so che rispondermi. Ragazze sono stanca, mentre scrivo mi vengono le lacrime agli occhi, non ne posso più. Mi sembra di essere uno di quei criceti che corrono sulla ruota e sono sempre allo stesso punto. Cerco di farmi forza e pensare in maniera positiva perché ci sono due bimbi piccoli che hanno bisogno della mamma, ma fin quando riuscirò a resistere a queste continue pressioni?
scusatemi se sono stata prolissa, ma con chi posso parlare se non con voi?
vi ringrazio già da ora per ogni suggerimento che potrete darmi
baci
Inizio dicendo che questa malattia mi accompagna indirettamente dal mio 16° anno di vita, infatti proprio in quel periodo mia mamma fu soggetta ad una forte depressione accompagnata da vere e proprie manie di persecuzione, credo che venga definita schizofrenia. Abbiamo vissuto (mio padre ed io) anni di angoscia e vera paura. Mia mamma che non riteneva assolutamente di essere malata era convinta che ci avrebbero ammazzati tutti, che eravamo in pericolo. Se usciva di casa (raramente) si girava continuamente a guardare se ci seguiva qualcuno. Se il televisore faceva dei rumori strani era convinta che ci spiavano. Tutto il tempo parlava sottovoce perchè "gli altri" non sentissero quello che diceva e noi eravamo costretti a fare lo stesso. Dopo molti tentativi di convincimento andati a vuoto, ha deciso di farsi curare, anche se lei era convinta di non avere nulla.
La situazione si è calmata un pò, probabilmente per via delle pillole che le erano state prescritte, ma lo sguardo era sempre lo stesso, impaurito e pronto a fare qualsiasi cosa pur di salvare la famiglia. All'epoca ho passato notti in bianco per la paura che ci uccidesse tutti.
Due anni dopo si è ammalato il mio papà, gli diagnosticarono una disfunzione cardiaca ed il cardiologo gli diede oltre alle medicine da prendere, anche alcuni consigli, uno di questi era perdere il peso e smettere di fumare, altrimenti gli disse che non sarebbe vissuto più di 6 mesi. Mio padre me lo confidò, era il marzo del 1993,e mi fece promettere di non dire nulla a mia mamma che ancora non si era del tutto ristabilita. Mi trovai con le mani legate, tra l'incudine ed il martello, sapevo e non potevo fare nulla. Lei continuò a cucinare come sempre, ignara del fatto che il marito stesse male e nel luglio del 1993 mio padre morì stroncato da un infarto. Da allora mi sono trovata da sola a combattere con gli alti e bassi della depressione di mia madre, cercando di non cadere a mia volta nel mondo che si era creata, sì perchè per avere un attimo di tranquillità, si inzia ad assecondare le fantasie dei malati. La mia vita iniziò a prendere una piega positiva, quando conobbi mio marito. Una persona molto riflessiva (credevo all'inizio), pacata, proprio il mio opposto. Non sapevo che in realtà anche lui, anche se in maniera più lieve, soffriva di depressioni, e quel suo silenzio che avevo scambiato per riflessione in realtà era il muro che alzava e che nessuno poteva valicare. Ho cercato di spronarlo andando con lui in bicicletta, facendo lunghe passeggiate, iscrivendoci in palestra dove avrebbe potuto conoscere altre persone, ma non è servito a nulla. Con l'arrivo dei bimbi è diventato sempre più difficile per me tirarlo fuori dal suo stato, ho troppe cose per la testa, ho mia mamma alla quale faccio da mamma. Oggi per caso,ho scoperto che il medico di base gli ha dato un'impegnativa per andare da uno specialista, uno psicologo.Gli ho chiesto perchè non me lo avesse detto prima, dal medico di base c'è stato lunedì e per tutt'altra cosa, e mi ha risposto che aveva tenuto l'impegnativa fino ad oggi in macchina perchè non voleva che la vedessi dal momento che ho già abbastanza da fare.Al momento non ho reagito, ma quando è andato a lavorare ho iniziato ad avere paura per lui. Cosa faccio, come mi comporto, come faccio ad aiutarlo? ecco queste sono le domande che mi sono posta e non so che rispondermi. Ragazze sono stanca, mentre scrivo mi vengono le lacrime agli occhi, non ne posso più. Mi sembra di essere uno di quei criceti che corrono sulla ruota e sono sempre allo stesso punto. Cerco di farmi forza e pensare in maniera positiva perché ci sono due bimbi piccoli che hanno bisogno della mamma, ma fin quando riuscirò a resistere a queste continue pressioni?
scusatemi se sono stata prolissa, ma con chi posso parlare se non con voi?
vi ringrazio già da ora per ogni suggerimento che potrete darmi
baci