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La mia triste storia lavorativa
Inviato: 21 lug 2008, 23:58
da Aracne
Servirà solo a farmi sfogare, ma scusatemi ho proprio bisogno di parlarne.
Il mio problema? Il lavoro.
Ho cominciato a lavorare all'età di 22 anni nel mondo dello spettacolo. Lo facevo soprattutto per passione e per racimolare qualcosetta per mantenermi all'università.
Ho sempre dovuto lottare per avere il mio stipendietto mensile, ogni volta capitava qualcosa che mi impediva di prendere l'intera paga pattuita. La titolare della scuola d'arte era particolare. Al minimo problema, diceva "purtroppo non hanno pagato neanche me" e mi toglieva qualcosa. Beh, alla fine mi divertivo un mondo, per cui non faceva niente che le cose andassero così.
Mi sono laureata e in quel momento ho desiderato avere un lavoro "serio". Me lo propongono dopo pochi mesi. Anche questa volta sono caduta in una trappola infernale. Era un centro di ricerca di quelli dove si entra alle 9 e si esce alle 23 per meno di 1000 euro al mese. Considero lo sforzo un investimento per me stessa e vado avanti.
Vinco nel 2003 un concorso in università, a tempo determinato per 5 anni. Mi sembrava la panacea, finalmente qualche diritto in più e invece anche qui problemi. Sono una precaria e si approfittano tutti di me. Mi dicono " se lavori bene, e dai tanto sarai riconfermata a tempo indeterminato altriementi ti sbatteranno fuori". Così sto in ufficio dalle 9 alle 14 ore al giorno, senza la possibilità di farmi pagare gli straordinari, subendo ogni forma di pressing a farmi lavorare tanto.
Bene, scade il contratto e la nuova legge di Brunetta (il ministro che ce l'ha con i fannulloni della Pubblica Amministrazione) fa pagare a me il prezzo di tutto. Con eleganza l'università dopo tanto lavoro mi dice "lei lascia un bel ricordo qui, una persona esemplare, ma purtroppo non possiamo riconfermarla". Vado a casa.
Nuovo concorso, di nuovo per ricerca. Lo vinco e firmo il contratto. Dopo 10 giorni viene sospeso il progetto e ci dicono che forse non ci pagheranno, ma intanto ci chiedono di lavorare. Son tre mesi che sono senza stipendio e di certo non vedrò soldi a breve, medito di andare via... ma...
...ho famiglia, 38 anni. Dove vado? Ho paura di cercare lavoro, ho paura dell'ennesima fregatura. Datemi un consiglio. La mia professionalità è alta, ma è avanzata anche l'età. Come devo fare?

Re: La mia triste storia lavorativa
Inviato: 22 lug 2008, 0:14
da Zzz...
Mandare un po' di curricula all'estero?
Re: La mia triste storia lavorativa
Inviato: 22 lug 2008, 0:47
da frangela
Zzz... ha scritto:Mandare un po' di curricula all'estero?
OT
uelà Zzzz non passi più?

Re: La mia triste storia lavorativa
Inviato: 22 lug 2008, 8:53
da lallina
Ti capisco, Aracne, e non sai quanto...
sono anch'io una precaria dell'università (amministrazione, però). Fino a ieri ci hanno detto che avrebbero fatto partire il processo di stabilizzazione mentre oggi pare che blocchino tutto...sono sette anni che lavoro qui, dando veramente il massimo. Non ho parole.

per tutte e due e per chi si trova nella nostra stessa posizione.
Re: La mia triste storia lavorativa
Inviato: 22 lug 2008, 9:01
da RedBix
Aracne, ti capisco benissimo, vengo da un assegno di ricerca che ho lasciato di mia volontà quando sono rimasta incinta, tanto non c'erano prospettive e non avevo voglia di sentirmi dire arrivederci e grazie... Ho laurea e dottorato, nonché un'esperienza in laboratorio di circa 12 anni... Serve a qualcosa in Italia? No. Però la mia famiglia è qui, e ho scelto di restare a casa a fare un lavoro poco retribuito che però mi consente di accudire la mia patata e di non doverla lasciare al nido (che tralaltro mi sarebbe costato più di quanto prendevo di stipendio

)...
Consigli non ne ho, se non manda dei curricula all'estero se hai la possibilità di andartene... io non ce l'ho (mio marito è figlio unico e sua madre è anziana e non sta troppo bene...)
In bocca al lupo

Re: La mia triste storia lavorativa
Inviato: 22 lug 2008, 10:12
da Praslin
Aracne ha scritto:
Bene, scade il contratto e la nuova legge di Brunetta (il ministro che ce l'ha con i fannulloni della Pubblica Amministrazione) fa pagare a me il prezzo di tutto. Con eleganza l'università dopo tanto lavoro mi dice "lei lascia un bel ricordo qui, una persona esemplare, ma purtroppo non possiamo riconfermarla". Vado a casa.
E' proprio quello che successe a me, mi ritrovai con un pugno di mosche in mano

Da lì passai a lavorare in Provincia con contratti a progetto e la mia fine (per altri motivi) fu molto simile...alla fine ho rinunciato a malincuore alla mia laurea (mi tengo solo qualche lavoretto extra) ma principalmente lavoro con mio marito, e non ci incastra niente con il mio percorso di studi

ma è' già una grandissima fortuna.
Che dirti, prima di incontrare mio marito avevo lavorato all'estero, grandi soddisfazioni e stipendio più che soddisfacente ma al momento di scegliere (famiglia o lavoro all'estero) scelsi la famiglia, pensando (che illusa) di poter trovare lavoro in Italia
Come altre potrei consigliarti di andare all'estero, dove sicuramente non ci saranno le stesse difficoltà ma capisco che non è facile se si ha famiglia già avviata.
Re: La mia triste storia lavorativa
Inviato: 22 lug 2008, 10:25
da mu122
Non sapete come vi capisco io per non trovarmi senza nulla ho bisogno di poter pagare il muotuo a ine mese dopo anni di gavetta giornalistica, lavoro in ufficio stampa ora mi ritrovo a fare al casisera

e la mia capa non sa neanche l'italiano
Che dire grazie a queste leggi il lavoro fisso (di cui io sentro il bisogno) non te lo dà più nessuno e contano solo le raccomndazioni
Ho varie amiche che per non cedere a lavori di questo genere in effetti sono dovute andare all'estero contratto da professere universitario senza dover leccare nessuno solo per merito......

Re: La mia triste storia lavorativa
Inviato: 22 lug 2008, 10:55
da RAF71
Ragazze, la mia esperienza è molto diversa, io non ho studiato anni come voi, sono una semplicissima geometra, ma ho fatto per anni un lavoro che amavo moltissimo, la disegnatrice di carpenteria metallica, ossia disegnavo al computer gradi strutture in acciaio. Un lavoro poco pagato, dove non ho mai trovato contratto decente e sempre sottoposta a capi che si credevano "padroni". Mi sono imparata questo mestiere da sola, studiando sui manuali e facendomi correggere i disegni. Alla fine, dopo 12 anni avevo raggiunto una buona autonomia, sapevo il fatto mio, ma per l'ennesima volta il "padrone" di turno mi fa l'ennesimo cocopro dopo un anno di nero assoluto, facendomelo passare come un contrattone coi fiocchi.
Quando mi hanno chiamata al call center con la prospett un contratto di due anni part time sono volata.
Adesso al call center sono assunta a tempo indeterminato.
Mi manca tantissimo la carpenteria, ogni volta che vado all'estero guardo tutte le strutture in acciaio possi ma sinceramente sapere di avere il tempo indeterminato mi ripaga un pochino... poi per fortuna al call center l'atmosfera è buona e sono tutti giovani. Meglio di nulla!

Re: La mia triste storia lavorativa
Inviato: 22 lug 2008, 12:12
da dottbaby
Re: La mia triste storia lavorativa
Inviato: 22 lug 2008, 12:26
da xanna
Ecco ste cose mi mandano in bestia!!!
Abbiamo chi fa ricerca...e vengono trattati così...
poi si stupiscono se scappano all'estero!!!

Re: La mia triste storia lavorativa
Inviato: 22 lug 2008, 14:02
da frappina
xanna ha scritto:Ecco ste cose mi mandano in bestia!!!
Abbiamo chi fa ricerca...e vengono trattati così...
poi si stupiscono se scappano all'estero!!!

condivido in pieno!
però aracne.... provare ad entrare in qualche multinazionale sempre nel settore della ricerca???
non ci hai detto di che tipo di ricerca ti occupi....
o almeno... non mi sembra di averlo letto.

Re: La mia triste storia lavorativa
Inviato: 23 lug 2008, 0:03
da Aracne
Grazie per le vostre risposte. E' brutto dirlo, ma sapere che ci sono persone che con me condividono il problema mi tira un po' su.
Io mi occupo di ricerche nell'ambito dell'ingegneria informatica, ma sono disposta anche a fare tutt'altro, se non fosse che rimettersi in gioco a 38 anni è cmq un problema.
Ho inviato curricula a iosa, ma non ho ricevuto risposte. Di andare all'estero non se ne parla. Mio marito lavora qui e avrebbe difficoltà a ricollocarsi con il suo lavoro in un'altra nazione.
In Italia si è fatto un largo uso di contratti "precari", ma come vedete se si rimane fuori alla mia età non ti prende più nessuno.
Parlano di flessibilità, ma il nostro mercato del lavoro è tutt'altro che flessibile. Non è il sistema americano, dove quando lasci un lavoro ne trovi subito un altro.
Da noi poi quando sentono che sei sposata e hai 38 anni pensano subito "questa fa figli... e poi è vecchia". Non hai nemmeno modo di dimostrare ciò che sai fare.
E bravo Brunetta... grazie per avermi sbattuto fuori... prima di tagliare fondi, non era forse il caso di analizzare meglio le situazioni? Creare delle alternative, delle diverse opportunità? Che modo è questo di risolvere i problemi della nostra nazione?
Re: La mia triste storia lavorativa
Inviato: 23 lug 2008, 9:38
da Babbariella
In Italia ci sono centinaia di migliaia di problemi, ma il più grosso è proprio quello del lavoro, che si trascina molti altri dietro..
L'ambito della ricerca è rovinato (abbiamo tante testimonianze), non credere che il settore privato sia molto meglio (spesso maltrattati, non apprezzati e con la possibilità di essere fuori da un momento all'altro), il settore pubblico è più certo xò non gratifica i più.. mi spiegate dove e come si lavora bene???
Quante sono soddisfatte del proprio lavoro???
Secondo me 2 su 10.....
...anche io sono negli 8...
So di non esserti stata d'aiuto, ma sollevati pensando che siamo tutte nella stessa barca...

Re: La mia triste storia lavorativa
Inviato: 23 lug 2008, 10:28
da Vanessa70
Si sa che i ricercatori qui in Italia hanno vita dura e non è un caso se se ne vanno tutti all'estero.....capisco pure che sei hai famiglia è difficile mollare tutto e andarsene. Guarda io ho 38 anni come te e ti dico che è quasi impossibile a questo punto trovare un contratto a tempo indeterminato. Fossi in te farei qualche consulenza, vista la tua conoscenza dell'informatica sicuramente troveresti qualche opportunità in questo settore, te lo dico per esperienza perché ci lavoro. E cmq io al posto tuo, e viste le tue esperienze, non farei più straordinari né lavorerei gratis: o mi pagate o niente.
Re: La mia triste storia lavorativa
Inviato: 23 lug 2008, 10:58
da Berta73
stessa tua situazione, per quanto riguarda l'università.
Ambiente di schifo dove la meritocrazia è pura illusione.
Mobbing a iosa, lavoro per tutti (dalle fotocopie, alla tassista, alla redazione di articoli per la pubblicazione) tranne che per me stessa, per una borsa di studio che è una miseria.
Ti capisco, ma non ho consigli.

tieni duro