per non dimenticare chi ha fatto qualcosa per tutti noi
Inviato: 11 lug 2008, 10:32
... Oggi in posta elettronica mi è arrivata questa mail...
la volevo condividere con voi....
Cari colleghi, cari amici,
29 anni fa, il 10 luglio 1979, veniva assassinato Giorgio Ambrosoli,
avvocato liquidatore della Banca Privata Italiana di Sindona.
La sera dell'11 luglio 1979, rincasando dopo una serata trascorsa con
amici, fu avvicinato sotto il suo portone da uno sconosciuto che gli
esplose contro tre colpi di 357 Magnum. Ad ucciderlo fu William J.
Aricò, un sicario fatto appositamente venire dall'America .
Nessuna autorità pubblica presenziò ai funerali.
20 anni dopo gli verra' assegnata la massima onorificenza della
Repubblica Italiana: la medaglia d'oro al valore civile.
Nel frattempo, il 18 marzo 1986 a Milano, Michele Sindona e Roberto
Venetucci (un trafficante d'armi che aveva messo in contatto Sindona col
killer) furono condannati all'ergastolo per il suo assassinio.
Pochi ricordano esattamente chi fosse Giorgio Ambrosoli, quale fu il suo
ruolo, quali i risultati dell'attivita' di liquidazione della BPI.
E' per questo che ho pensato di commemorarlo trascrivendo una lettera
che Ambrosoli stesso scrisse a sua moglie piu' di 4 anni prima di essere
assassinato. Ne traspare chiara, cristallina, precisa la piena
consapevolezza che Ambrosoli aveva dei rischi connessi all'attivita' che
gli venne offerta. Rischi che non rifuggi, ma affronto' con
responsabilita' prima ed eroismo dopo.
Un esempio fulgido a cui mi inchino.
"Anna carissima,
è il 25.2.1975 e sono pronto per il deposito dello stato passivo della
B.P.I. (Banca Privata Italiana n.d. r.) atto che ovviamente non
soddisfarà molti e che è costato una bella fatica.
Non ho timori per me perché non vedo possibili altro che pressioni per
farmi sostituire (...). E’ indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto
caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi
lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di fare
qualcosa per il paese.
Ricordi i giorni dell'Umi (Unione Monarchica Italiana n.d.r.) , le
speranze mai realizzate di far politica per il paese e non per i
partiti: ebbene, a quarant'anni, di colpo, ho fatto politica e in nome
dello Stato e non per un partito. Con l'incarico, ho avuto in mano un
potere enorme e discrezionale al massimo ed ho sempre operato - ne ho la
piena coscienza - solo nell'interesse del paese (...).
I nemici comunque non aiutano, e cercheranno in ogni modo di farmi
scivolare su qualche fesseria, e purtroppo, quando devi firmare
centinaia di lettere al giorno, puoi anche firmare fesserie.
Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo
saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel
rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto [... ] Abbiano
coscienza dei loro doveri verso se stessi, verso la famiglia nel senso
trascendente che io ho, verso il paese, si chiami Italia o si chiami
Europa.
Riuscirai benissimo, ne sono certo, perché sei molto brava e perché i
ragazzi sono uno meglio dell'altro [... ]
Sarà per te una vita dura, ma sei una ragazza talmente brava che te la
caverai sempre e farai come sempre il tuo dovere costi quello che
costi."
la volevo condividere con voi....
Cari colleghi, cari amici,
29 anni fa, il 10 luglio 1979, veniva assassinato Giorgio Ambrosoli,
avvocato liquidatore della Banca Privata Italiana di Sindona.
La sera dell'11 luglio 1979, rincasando dopo una serata trascorsa con
amici, fu avvicinato sotto il suo portone da uno sconosciuto che gli
esplose contro tre colpi di 357 Magnum. Ad ucciderlo fu William J.
Aricò, un sicario fatto appositamente venire dall'America .
Nessuna autorità pubblica presenziò ai funerali.
20 anni dopo gli verra' assegnata la massima onorificenza della
Repubblica Italiana: la medaglia d'oro al valore civile.
Nel frattempo, il 18 marzo 1986 a Milano, Michele Sindona e Roberto
Venetucci (un trafficante d'armi che aveva messo in contatto Sindona col
killer) furono condannati all'ergastolo per il suo assassinio.
Pochi ricordano esattamente chi fosse Giorgio Ambrosoli, quale fu il suo
ruolo, quali i risultati dell'attivita' di liquidazione della BPI.
E' per questo che ho pensato di commemorarlo trascrivendo una lettera
che Ambrosoli stesso scrisse a sua moglie piu' di 4 anni prima di essere
assassinato. Ne traspare chiara, cristallina, precisa la piena
consapevolezza che Ambrosoli aveva dei rischi connessi all'attivita' che
gli venne offerta. Rischi che non rifuggi, ma affronto' con
responsabilita' prima ed eroismo dopo.
Un esempio fulgido a cui mi inchino.
"Anna carissima,
è il 25.2.1975 e sono pronto per il deposito dello stato passivo della
B.P.I. (Banca Privata Italiana n.d. r.) atto che ovviamente non
soddisfarà molti e che è costato una bella fatica.
Non ho timori per me perché non vedo possibili altro che pressioni per
farmi sostituire (...). E’ indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto
caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi
lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di fare
qualcosa per il paese.
Ricordi i giorni dell'Umi (Unione Monarchica Italiana n.d.r.) , le
speranze mai realizzate di far politica per il paese e non per i
partiti: ebbene, a quarant'anni, di colpo, ho fatto politica e in nome
dello Stato e non per un partito. Con l'incarico, ho avuto in mano un
potere enorme e discrezionale al massimo ed ho sempre operato - ne ho la
piena coscienza - solo nell'interesse del paese (...).
I nemici comunque non aiutano, e cercheranno in ogni modo di farmi
scivolare su qualche fesseria, e purtroppo, quando devi firmare
centinaia di lettere al giorno, puoi anche firmare fesserie.
Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo
saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel
rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto [... ] Abbiano
coscienza dei loro doveri verso se stessi, verso la famiglia nel senso
trascendente che io ho, verso il paese, si chiami Italia o si chiami
Europa.
Riuscirai benissimo, ne sono certo, perché sei molto brava e perché i
ragazzi sono uno meglio dell'altro [... ]
Sarà per te una vita dura, ma sei una ragazza talmente brava che te la
caverai sempre e farai come sempre il tuo dovere costi quello che
costi."