Lettera a una ginecologa maleducata...
Inviato: 28 mag 2008, 21:04
Ciao a tutte,
finalmente dopo quasi due mesi ho deciso di “fare qualcosa” per togliermi un sassolino dalla scarpa e dire tutto quello che avrei voluto rispondere alla ginecologa che mi ha visitato quando sono arrivata in travaglio al Pronto Soccorso dell’Ospedale Sant’Anna di Torino dove ho partorito.
In quel momento non le ho detto nulla perché stavo letteralmente soffrendo come un cane, ma oggi voglio che le arrivi il mio messaggio di disappunto per la sua grande scortesia e maleducazione.
Ditemi se condividete questo gesto e il testo della lettera che ho intenzione di spedirle
“Gentile Dottoressa XYZ,
mi chiamo ******** e circa due mesi fa ha provato la grande gioia di diventare mamma per la seconda volta.
Sono stata seguita in entrambe le gravidanze dal Dottor XXX, della divisione X, che legge in conoscenza.
Il motivo per cui Le scrivo questa lettera è quello di significarLe il mio personale rammarico per l’atteggiamento che Lei ha tenuto nei miei confronti durante la visita di accettazione in Pronto Soccorso.
Nella notte fra il 3 e il 4 aprile 2008, sono arrivata in Pronto Soccorso con forti contrazioni (ero alla 38-esima settimana) e da subito mi ha molto colpito il Suo modo di fare un po’ spazientito.
Successivamente Lei mi ha redarguito in malo modo, quando, durante la visita, io mi sono irrigidita a causa di una contrazione: io Le chiedo scusa, ma, come Lei ben può immaginare, si è trattato di una reazione istintiva; non avevo in alcun modo voglia di ostacolare il Suo lavoro. D’altro canto Lei avrebbe potuto usare un po’ di tatto in più per dire le cose, dal momento che non ero lì per un mio capriccio.
Se il Suo comportamento si fosse limitato a questo, non mi sarei presa la briga di scriverLe questa lettera. Posso anche indulgere a queste “piccole cadute di stile” pensando che il turno di notte in Pronto Soccorso sia particolarmente faticoso e stressante.
C’è stata una cosa però che mi ha fatto particolarmente male: la mia era una gravidanza affetta da Diabete Gestazionale, trattato con insulina (cosa che io avevo comunicato sia all’ostetrica che mi ha registrato, sia a Lei personalmente). Ad un certo punto Lei ha preso il plico contenente tutte le ecografie e si è soffermata su quella effettuata il 27 marzo (37-esima settimana) presso il Centro Ecografie della Clinica Universitaria.
In tale ecografia veniva riportato un peso stimato di 4200 grammi (effettivamente tanto per essere alla 37-esima settimana): a quel punto Lei mi ha chiesto con un tono scandalizzato e quasi disgustato se io avessi seguito la dieta ipoglicemica.
Alla mia risposta affermativa, Lei ha fatto un verso facendo schioccare la lingua fra le labbra e un gesto con la mano come a voler dire che io stavo raccontando frottole.
In quel momento io stavo troppo male e non avevo né la voglia né la forza di rispondeLe.
Lo faccio oggi che sto bene e posso parlare con grande serenità.
Gentile Dottoressa, non sono un’incosciente. Conosco i rischi del diabete gestazionale e non l’ho trascurato, anzi, mi sono documentata e ho approfondito da sola questa patologia consultando testi specializzati e pubblicazioni in merito.
Ho seguito scrupolosamente la dieta e con altrettanta diligenza ho seguito la terapia insulinica.
Se vuole, per Sua curiosità, dare un’occhiata ai miei profili glicemici, può contattare le Sue colleghe del Servizio Diabete e Gravidanza presso la Clinica Universitaria.
Non avevo sicuramente l’ambizione di mettere al mondo una bimba macrosomica conoscendo bene tutti i rischi per madre e figlio legati a questa eventualità.
D’altra parte, se Lei avesse solo chiesto, o esaminato con più attenzione le altre ecografie, avrebbe visto che c’era una ecografia successiva, effettuata il 01/04/2008 dal Dottor XXX che “ritrattava” il dato precedente, ristimando il peso della bambina a circa 3750 grammi.
In quel momento non ho saputo dire nulla di tutto ciò ma mi sono chiesta come mai una persona che abbia scelto di fare un lavoro così nobile, come quello del medico, e a maggior ragione il ginecologo, arrivi poi ad umiliare ed offendere una donna che sta per mettere al mondo una nuova vita nel momento in cui, invece, dovrebbe essere maggiormente sostenuta ed incoraggiata.
Purtroppo questa è l’unica esperienza negativa che ho avuto presso il Sant’Anna di Torino (Clinica e Ospedale) che viene considerata Struttura di Eccellenza.
A mio modesto parere, però, l’eccellenza di una struttura ospedaliera non dovrebbe essere perseguita solo attraverso il modello organizzativo, il sistema Qualità, il tipo e livello di prestazioni erogate, l’avanzata tecnologia dei macchinari utilizzati, ma anche e soprattutto attraverso la professionalità e , mi permetto di aggiungere, lo spessore umano del personale ivi operante.
Con i migliori saluti,
Firma
P.S. Una curiosità: la bimba è nata di 3.810 grammi di peso per 51 cm di lunghezza."
Che dite...può andar bene?? La mando??
Un bacio a tutte
finalmente dopo quasi due mesi ho deciso di “fare qualcosa” per togliermi un sassolino dalla scarpa e dire tutto quello che avrei voluto rispondere alla ginecologa che mi ha visitato quando sono arrivata in travaglio al Pronto Soccorso dell’Ospedale Sant’Anna di Torino dove ho partorito.
In quel momento non le ho detto nulla perché stavo letteralmente soffrendo come un cane, ma oggi voglio che le arrivi il mio messaggio di disappunto per la sua grande scortesia e maleducazione.
Ditemi se condividete questo gesto e il testo della lettera che ho intenzione di spedirle
“Gentile Dottoressa XYZ,
mi chiamo ******** e circa due mesi fa ha provato la grande gioia di diventare mamma per la seconda volta.
Sono stata seguita in entrambe le gravidanze dal Dottor XXX, della divisione X, che legge in conoscenza.
Il motivo per cui Le scrivo questa lettera è quello di significarLe il mio personale rammarico per l’atteggiamento che Lei ha tenuto nei miei confronti durante la visita di accettazione in Pronto Soccorso.
Nella notte fra il 3 e il 4 aprile 2008, sono arrivata in Pronto Soccorso con forti contrazioni (ero alla 38-esima settimana) e da subito mi ha molto colpito il Suo modo di fare un po’ spazientito.
Successivamente Lei mi ha redarguito in malo modo, quando, durante la visita, io mi sono irrigidita a causa di una contrazione: io Le chiedo scusa, ma, come Lei ben può immaginare, si è trattato di una reazione istintiva; non avevo in alcun modo voglia di ostacolare il Suo lavoro. D’altro canto Lei avrebbe potuto usare un po’ di tatto in più per dire le cose, dal momento che non ero lì per un mio capriccio.
Se il Suo comportamento si fosse limitato a questo, non mi sarei presa la briga di scriverLe questa lettera. Posso anche indulgere a queste “piccole cadute di stile” pensando che il turno di notte in Pronto Soccorso sia particolarmente faticoso e stressante.
C’è stata una cosa però che mi ha fatto particolarmente male: la mia era una gravidanza affetta da Diabete Gestazionale, trattato con insulina (cosa che io avevo comunicato sia all’ostetrica che mi ha registrato, sia a Lei personalmente). Ad un certo punto Lei ha preso il plico contenente tutte le ecografie e si è soffermata su quella effettuata il 27 marzo (37-esima settimana) presso il Centro Ecografie della Clinica Universitaria.
In tale ecografia veniva riportato un peso stimato di 4200 grammi (effettivamente tanto per essere alla 37-esima settimana): a quel punto Lei mi ha chiesto con un tono scandalizzato e quasi disgustato se io avessi seguito la dieta ipoglicemica.
Alla mia risposta affermativa, Lei ha fatto un verso facendo schioccare la lingua fra le labbra e un gesto con la mano come a voler dire che io stavo raccontando frottole.
In quel momento io stavo troppo male e non avevo né la voglia né la forza di rispondeLe.
Lo faccio oggi che sto bene e posso parlare con grande serenità.
Gentile Dottoressa, non sono un’incosciente. Conosco i rischi del diabete gestazionale e non l’ho trascurato, anzi, mi sono documentata e ho approfondito da sola questa patologia consultando testi specializzati e pubblicazioni in merito.
Ho seguito scrupolosamente la dieta e con altrettanta diligenza ho seguito la terapia insulinica.
Se vuole, per Sua curiosità, dare un’occhiata ai miei profili glicemici, può contattare le Sue colleghe del Servizio Diabete e Gravidanza presso la Clinica Universitaria.
Non avevo sicuramente l’ambizione di mettere al mondo una bimba macrosomica conoscendo bene tutti i rischi per madre e figlio legati a questa eventualità.
D’altra parte, se Lei avesse solo chiesto, o esaminato con più attenzione le altre ecografie, avrebbe visto che c’era una ecografia successiva, effettuata il 01/04/2008 dal Dottor XXX che “ritrattava” il dato precedente, ristimando il peso della bambina a circa 3750 grammi.
In quel momento non ho saputo dire nulla di tutto ciò ma mi sono chiesta come mai una persona che abbia scelto di fare un lavoro così nobile, come quello del medico, e a maggior ragione il ginecologo, arrivi poi ad umiliare ed offendere una donna che sta per mettere al mondo una nuova vita nel momento in cui, invece, dovrebbe essere maggiormente sostenuta ed incoraggiata.
Purtroppo questa è l’unica esperienza negativa che ho avuto presso il Sant’Anna di Torino (Clinica e Ospedale) che viene considerata Struttura di Eccellenza.
A mio modesto parere, però, l’eccellenza di una struttura ospedaliera non dovrebbe essere perseguita solo attraverso il modello organizzativo, il sistema Qualità, il tipo e livello di prestazioni erogate, l’avanzata tecnologia dei macchinari utilizzati, ma anche e soprattutto attraverso la professionalità e , mi permetto di aggiungere, lo spessore umano del personale ivi operante.
Con i migliori saluti,
Firma
P.S. Una curiosità: la bimba è nata di 3.810 grammi di peso per 51 cm di lunghezza."
Che dite...può andar bene?? La mando??
Un bacio a tutte