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AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

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ci610
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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da ci610 » 9 ott 2013, 14:39

bah, i miei figli non sanno nulla di separazione, al momento, nessuno che frequentiamo è separato e nessun parente
però sanno tutto di fecondazione assistita, è ovvio che ognuno di noi parli ai propri figli prima delle cose che li convolgono e poi, con calma, di tutto il resto
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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da Ari » 9 ott 2013, 14:45

urka ci! nessun separato tra i loro compagnucci di scuola pur abitando in una città grande come roma?
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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da ci610 » 9 ott 2013, 14:50

Ari ha scritto:urka ci! nessun separato tra i loro compagnucci di scuola pur abitando in una città grande come roma?
al momento no, calcola che più della metà sono stranieri e non hanno l'abitudine di separarsi
gli altri, sono quasi tutte coppie ancora giovani, bisogna aspettare qualche anno per vedere i primi separati
anche se, ora che ci penso, anche dei miei 40 e passa colleghi di lavoro, solo una è separata ma non aveva avuto figli col marito
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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da Curiosa » 9 ott 2013, 14:54

Nostra figlia onestamente faccio fatica a credere che anche tutto ciò che "sa" lo abbia veramente compreso.
Ad esempio, sa cos'è la morte e l'ha effettivamente purtroppo anche afferrato come concetto, perchè ci è morta la gatta, la sua preferita tra l'altro, e ancora adesso la piange, ha capito che non potrà tornare indietro mai più.

So perfettamente cosa fa durante le ore quando non siamo insieme, perchè mi racconta tutto. Fatto sta che a volte se ne salta fuori con cose che mai avrei immaginato sapesse e se le chiedo "come lo sai" dice che l'ha imparato a scuola o l'ha fatto dalla nonna. Quando io ogni singolo giorno le chiedo cos'ha fatto quindi so che non me lo aveva mai detto prima.

Canta canzoni che non ha mai ascoltato con me, un giorno ho messo la radio in macchina (che non ascolto MAI) e lei sapeva canticchiare tutte le canzoni che passavano in onda, ero su RTL. Le ho chiesto "ma come fai a conoscerle tutte?" e lei mi ha detto "RTL 102.5 la ascolta il nonno in macchina!"
ecco, per dire io so perfettamente che con i miei va in giro, so dove va, so cosa fa, ma poi sfuggono cose che sembrano insignificanti ma ci rimani un attimo quando le senti :urka

Questo per dire che anche se sappiamo tanto (ed io con mia figlia passo ORE a parlare quindi sono sicura che so tanto!), col cavolo che sappiamo tutto, anche quando sono piccolini.

Chissà alla materna cosa si dicono fra di loro... cose che non sapremo mai... e magari, un giorno salterà fuori il discorso per puro caso e non per la prima volta cadrò dalle nuvole!

E' capitato solo a me? :domanda

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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da Topillo » 9 ott 2013, 15:04

No, capita anche a me. Capita su tutto.
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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da Ari » 9 ott 2013, 15:05

no curiosa, capita anche a me.
se un argomento la colpisce molto di solito me ne parla il giorno stesso (tipo del disastro di lampedusa di qualche giorno fa, oppure quando mi ha chiesto che cosa significa essere vegetariani perchè lo è la sua maestra del centro estivo), però capita che venga fuori anche in maniera del tutto estemporanea.
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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da Lunette » 9 ott 2013, 15:42

Dipende anche dal bambino. A mia figlia non sfugge veramente niente e basta uno sguardo di traverso che già ti chiede cosa succede.
Ci sono persone (e bambini) curiose e altre meno. Io avevo l'abitudine di tacere ma anche perché a casa era sempre un "stai zitta che ho da fare".

Lei chiede ciò che vuole e io le rispondo. Sulla separazione dei miei mi ha chiesto di tutto di più, anche perché nella sua classe ci sono 3 bambini le cui famiglie sono separate. Da noi è abbastanza normale.
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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da val978 » 9 ott 2013, 15:52

da noi non è proprio all'ordine del giorno, però una mia amica ha un compagno che ha un figlio dal precedente matrimonio, quindi questo bambino un sabato si e uno no esce insieme a noi.
Una volta è successo che avevamo appuntamento con questi nostri amici in centro, abbiamo visto questo bambino per la strada e lo abbiamo salutato con entusiasmo (in particolare valerio e il bimbo si sono riconosciuti e salutati)...solo dopo, alzando cli occhi, mi sono accorta che non era col padre ma con la madre. lei mi ha guardato un po' male (anche io non gradirei che sconosciuti salutino mio figlio) ma ha continuato a camminare. Se avesse almeno rallentato mi sarei presentata...
Dopo abbiamo incontrato i nostri amici, chiaramente senza il bambino.
Comunque almeno per via di questi nostri amici, presto Valerio capirà che questo bimbo non abita sempre col suo papà e che ha un'altra mamma, e gli dovrò spiegare qualcosa.

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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da Lunette » 9 ott 2013, 15:55

Vabbe' ma ragazze è una separazione non il segreto della sfinge.
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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da Antolina80 » 9 ott 2013, 16:00

I miei hanno saputo da altri genitori che la maestra in prima elementare ci aveva allegramente rivelato che Babbo Natale non esisteva. Io non avevo assolutamente detto nulla a casa nè avevo tradito sentimenti. Me l'hanno dovuto chiedere.
Se il mio armadio è pieno non vuol dire che la mia testa sia vuota.
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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da val978 » 9 ott 2013, 16:11

Lunette ha scritto:Vabbe' ma ragazze è una separazione non il segreto della sfinge.
ma sì, certo, immagino che la cosa che potrebbe turbarlo è che si chieda se tutti i genitori si possono separare, se potrebbe succedere anche a noi. e se gli crolla una certezza (cioè la famiglia/coppia/vivremosempreinsiemefeliciecontenti), a 3-4-5 anni, preferisco essere io a spiegarglielo nel modo giusto. non so, lo vedo come un momento in cui avrà una grande delusione (forse sono esagerata, non so...)

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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da primomaggio » 9 ott 2013, 16:19

Anche mio figlio rivela di sapere molte più cose di quanto io possa pensare.
Le collega tra loro e tira le sue conclusioni, ha poi una memoria elefantiaca quindi è capace di citare episodi davvero vecchi e metterli in relazione a fatti attuali.
Parlano tra loro bambini e poi sono veramente delle spugne, come l'esempio della radio fatto da Curiosa, sono ricettivi su tutto, ascoltano e guardano senza preconcetti le cose.

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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da Lunette » 9 ott 2013, 16:28

Val ma perché si parte dal presupposto che la famiglia separata non sia una famiglia.
Io non ho nessuna intenzione di separarmi da mio marito ma mi preme che mia figlia non pensi al bambino figlio di divorziati come ad un poveraccio il cui castello della famiglia del mulino bianco è miseramente crollato.

E' una forma diversa di famiglia, come può essere il genitore single o i due omosessuali. Io gliel'ho sempre presentata così e lei non ha mai detto "poverino" a nessuno. Invece sento tanta gente che quando spiega il divorzio sembra che spieghi ai figli la calamità d'Egitto.

Certe volte penso che Barilla abbia ragione quando dice che certi stereotipi sono impossibili da levare.
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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da alessia26 » 9 ott 2013, 16:32

Lunette ha scritto:Val ma perché si parte dal presupposto che la famiglia separata non sia una famiglia.
Io non ho nessuna intenzione di separarmi da mio marito ma mi preme che mia figlia non pensi al bambino figlio di divorziati come ad un poveraccio il cui castello della famiglia del mulino bianco è miseramente crollato.

E' una forma diversa di famiglia, come può essere il genitore single o i due omosessuali. Io gliel'ho sempre presentata così e lei non ha mai detto "poverino" a nessuno. Invece sento tanta gente che quando spiega il divorzio sembra che spieghi ai figli la calamità d'Egitto.

Certe volte penso che Barilla abbia ragione quando dice che certi stereotipi sono impossibili da levare.
:quoto_1:
Gli amichetti di scuola che hanno i genitori separati, quando mia figlia mi dice che X non può venire a casa nostra a giocare perché è la settimana che passa con il papà non pensa mica "poverina".... cioè le dispiace che non possiamo invitarla a casa, ma non si evince nessun altro tipo di considerazione dai suoi racconti.
Il fatto di perdere certezze......... le mie figlie devono sapere che io e suo padre SIAMO UNA CERTEZZA sia come coppia sia come separati.
*REBECCA* 5/05/2007 *GRETA* 25/11/2009 *RACHELE* 28/06/2017 *maggiolina07*
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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da val978 » 9 ott 2013, 17:15

Ma certo Lunette, mica glie la prospetterei come una tragedia, però immagino che se sapesse che esiste la possibilità che un bambino (lui, non un bambino in generale) possa non vivere insieme a entrambi i genitori, magari rimanga un po' turbato. Poi invece magari lui, siccome appunto ne vede bambini con genitori separati, la prenderà con molta naturalezza...
Poi magari dipende dal vissuto: io non ho genitori separati, e nemmeno parenti o amici stretti. L'unico caso è quello che ho detto, oltre a un mio collega separato 6 mesi dopo il matrimonio :pensieroso e una coppia di amici dei miei genitori che si sono separati malamente a 65 anni :pensieroso
Quindi chiedo venia se non ho padronanza e confidenza con l'argomento separazione...ma non penso assolutamente che glie la descriverei come tragedia!
Però nemmeno possiamo pensare che i bambini siano indifferenti all'idea che i propri genitori si possano separare...penso proprio che non sia così.

Anche se quando ero alle elementari avevo una compagna che aveva "il papà diviso" (così diceva lei).
Io l'ho trovata una cosa fighissima, o forse tristissima, chissà, e volevo farla sentire meno sola... fatto stà che mi sono inventata che aveva anch'io il "papà diviso" :x: è andata avanti per un po' sta cosa, fino a quando l'ha scoperto mia madre e ho capito che non era una cosa che potevo decidere io :perplesso :sberla: ero abbastanza strana :risatina:

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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da STEFI@VALERIO » 9 ott 2013, 17:17

Antolina80 ha scritto:I miei hanno saputo da altri genitori che la maestra in prima elementare ci aveva allegramente rivelato che Babbo Natale non esisteva. Io non avevo assolutamente detto nulla a casa nè avevo tradito sentimenti. Me l'hanno dovuto chiedere.
Antolina, pensa che mentre leggevo questi ultimi commenti la storia di babbo natale è venuta in mente anche a me!

Premetto che non sono una paladina della verità a tutti i costi, per me non è affatto, sempre e in tutte le circostanze, la migliore medicina. Non per gli adulti, tantomeno per i bambini, che non hanno la nostra attrezzatura mentale per apprezzare tutte le sfumature che determinano certe situazioni.

C'è tempo per credere a babbo natale e tempo (tutto il resto della vita) per rendersi conto della piatta verità: tutti i bambini (anche un tontolone come il mio...) ci arrivano spontaneamente a questa consapevolezza. E, sinceramente, non sarò certo io a illuminarlo in proposito a otto anni, né mi sento di farlo vivere sotto una campana di vetro se allo stato non conosce situazioni problematiche (perché in effetti, anche nel nostro caso, stranamente è così, nessun separato né tra i genitori della classe, né tra i parenti, né tra gli amici comuni). Ma ne conoscerà prima o poi, hai voglia!

Diverso il caso se ci fosse una stretta necessità (i genitori che si separano). Ma anche qui grandissima cautela nei modi e nei toni, e nel contenuto delle esternazioni. Io alle volte - chiedo perdono preventivamente se sono troppo dura - ho la sensazione che certe "rivelazioni" dei separandi ai figli, certa esigenza di trasparenza a tutti i costi (e non parlo di cose lette qui) servano soprattutto a rasserenare loro stessi, come a voler/rsi rassicurare che le scelte di vita fatte siano per forza normali/legittime/ordinarie. E sarà sicuramente così, se non altro per la statistica, ma quando la statistica becca in fronte te, e invece hai l'età per credere a babbo natale, non sempre sei in grado di apprezzare la bellezza della verità.

Tra l'altro, una cosa che mi colpisce è il raffronto con il post di qualche tempo fa, sull'influenza delle vicende dell'infanzia nello sviluppo del carattere e dell'autostima. Ed erano state chiamate in causa come determinanti per la personalità di un bambino vicende decisamente più banali della disgregazione della propria famiglia :domanda
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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da STEFI@VALERIO » 9 ott 2013, 17:32

Lunette ha scritto:Val ma perché si parte dal presupposto che la famiglia separata non sia una famiglia.
Io non ho nessuna intenzione di separarmi da mio marito ma mi preme che mia figlia non pensi al bambino figlio di divorziati come ad un poveraccio il cui castello della famiglia del mulino bianco è miseramente crollato.
Certo che la famiglia separata non è più una famiglia.
Non lo dico io, basta leggere il prestampato (cioè la parte uguale per tutti) di un qualsiasi verbale di separazione consensuale. Si viene autorizzati a vivere separati, con il reciproco rispetto (che però non centra con i rapporti familiari, ma con l'essere individui civili), e con la possibilità di farsi una nuova famiglia (non però di dimenticarsi dei propri figli).

Il mulino bianco non centra proprio nulla, perché si litiga anche in famiglia.
Ma evitiamo di fare il mulino bianco all'incontrario, come se tutte le nostre scelte fossero per forza serene e indolori solo perché così diffuse.

Se pretendiamo la verità a tutti i costi per i nostri figli, riconosciamola prima di tutto con noi stessi.
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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da Antolina80 » 9 ott 2013, 18:25

STEFI@VALERIO, concordo con te. Diciamo che ora come ora mi limito a rispondere alle domande che mi vengono poste (Silvia ha solo 3 anni). Non ho mai affrontato il tema della morte, il cane dei miei è morto circa un anno fa e lei non si è posta il problema di dove sia finito, visto che era piccola. Temo però che l'argomento ci toccherà affrontarlo presto....
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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da val978 » 9 ott 2013, 18:33

ecco STEFI@VALERIO da brava avvocata ha esposto in maniera impeccabile il mio confuso pensiero! :risatina:

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Re: AMICA TRADITA DAL COMPAGNO

Messaggio da Lunette » 9 ott 2013, 20:33

STEFI@VALERIO ha scritto:
Lunette ha scritto:Val ma perché si parte dal presupposto che la famiglia separata non sia una famiglia.
Io non ho nessuna intenzione di separarmi da mio marito ma mi preme che mia figlia non pensi al bambino figlio di divorziati come ad un poveraccio il cui castello della famiglia del mulino bianco è miseramente crollato.
Certo che la famiglia separata non è più una famiglia.
Non lo dico io, basta leggere il prestampato (cioè la parte uguale per tutti) di un qualsiasi verbale di separazione consensuale. Si viene autorizzati a vivere separati, con il reciproco rispetto (che però non centra con i rapporti familiari, ma con l'essere individui civili), e con la possibilità di farsi una nuova famiglia (non però di dimenticarsi dei propri figli).

Il mulino bianco non centra proprio nulla, perché si litiga anche in famiglia.
Ma evitiamo di fare il mulino bianco all'incontrario, come se tutte le nostre scelte fossero per forza serene e indolori solo perché così diffuse.

Se pretendiamo la verità a tutti i costi per i nostri figli, riconosciamola prima di tutto con noi stessi.
Io non sono un avvocato e neanche conosco il diritto di famiglia, però i divorziati restano sempre genitori (e quindi secondo me anche famiglia) del bambino.
Almeno in casa mia ha sempre funzionato così, se mi chiedo chi sia stata la mia famiglia di origine ti rispondo sempre e comunque mia madre e mio padre, anche da divorziati, anche dopo che si sono risposati.
E a prescindere sulla difficoltà di certe situazioni in cui nemmeno entro - e io non ho mai detto che il divorzio sia allegria da capodanno - non vedo perché non considerare felici anche i bambini di genitori divorziati, alla stregua degli altri tra l'altro.

Non lo so, forse qui a Genova le coppie di divorziati sono maggiori perché io ne conosco talmente tanti che ormai è una situazione abbastanza ricorrente.
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