A scuola mi rifiutavo di partecipare alle recite di classe e non cedevo nonostante le insistenze della maestra. Poi, non so come, mi lasciai convincere a partecipare ad uno spettacolino organizzato dall'oratorio. La nostra "rappresentazione" consisteva nel "canto": 5 coppie di bambine sul palco, a turno una coppia si avvicinava al centro del palcoscenico e cantava un paio di strofe di una canzonetta. Ebbene, arriva il momento mio e della mia compagna, "saltelliamo" fino al centro del palco, la musica va, gli occhi incollati di tutti i genitori e.....scena muta! Non ci siamo ricordate (in due!) neanche una parola delle due strofe da cantare!!
Orrore!! Paralizzate! Quasi sono dovuti venire a tirarci giù dal palco! Se ci ripenso mi viene da ridere, ma allora...non ridevo affatto!
Poi però sono cambiata tanto, tantissimo. Mi sono occupata di filosofia e religione e ho fatto addirittura diverse conferenze in pubblico, piuttosto apprezzate. Come ho fatto? A dirla tutta forse non lo so...so che facevo una cosa che mi piaceva e che amavo molto, la prima volta ho sofferto moltissimo e ho a malapena ripetuto tutto quello che avevo preparato e scritto, ma nel tempo sono migliorata a tal punto da instaurare un rapporto con il pubblico, sono arrivata a non sentirlo più un "nemico", ma un amico che era venuto fin là per condividere con me temi ed argomenti che amavamo entrambi...e la cosa ha funzionato. Bisogna guardare gli altri con occhi diversi se vogliamo smetterla di sentirci giudicati....




