perchè la compassione implica uscire dal proprio mondo, dal proprio vissuto, dal proprio Io, dal proprio ego, dalle proprie certezze e verità e non tutti gli esseri umani hanno la voglia/iltempo/l'intelligenza/ilcuore/lasensibilit/l'umiltà per farlo...semplicemente.Topillo ha scritto:però, una cosa. Io posso capire chi pensa che a lei non succederà mai. Non capisco però perchè questo impedisca di provare compassione.
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Ma che fine ha fatto la compassione?
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
A me potrebbe capitare, ma ugualmente la compassione la provo per il bambino, non per il padre.Topillo ha scritto:però, una cosa. Io posso capire chi pensa che a lei non succederà mai. Non capisco però perchè questo impedisca di provare compassione.
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
io al contrario.Topillo ha scritto:però, una cosa. Io posso capire chi pensa che a lei non succederà mai. Non capisco però perchè questo impedisca di provare compassione.
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
cioè.... anche se fosse vero che a uno non potrebbe capitare, per vari motivi, non vedo in questo nessun impedimento a sentire il dolore degli altri. Anche perchè magari quello non capita, ma capita un'altra cosa. E il dolore è universale, se tutti lo abbiamo conosciuto, tutti lo possiamo ri-conoscere negli altri. Io la vedo così.
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
La compassione è un sentimento che beneficia chi lo prova, non chi ne è destinatario, secondo me.blunotte9 ha scritto:perchè la compassione implica uscire dal proprio mondo, dal proprio vissuto, dal proprio Io, dal proprio ego, dalle proprie certezze e verità e non tutti gli esseri umani hanno la voglia/iltempo/l'intelligenza/ilcuore/lasensibilit/l'umiltà per farlo...semplicemente.Topillo ha scritto:però, una cosa. Io posso capire chi pensa che a lei non succederà mai. Non capisco però perchè questo impedisca di provare compassione.
Il non essere compassionevoli (e a mio parere lo si è o non lo si è indipendentemente dalle situazioni) implica l'incapacità o la mancata volontà di mettersi nelle scarpe di un altra persona che sta soffrendo (per COLPA sua, di qualcun altro, senza motivo apparente) e quindi, secondo me, indice di scarsa attenzione agli altri e all'umanità delle persone.
E se tu ami fortemente, un figlio, un marito, PUOI anche arrivare al perdono, anche in cose tragicissime, come il padre di tittiale - che ringrazio infinitamente per la testimoniznza che mi ha scaldato il cuore.
E nel mio PERSONALISSIMO giudizio, una madre/padre che perdona il coniuge in una circostanza simile, soffre, riparte, è umanamente migliore come persona rispetto a una che investe il marito/moglie della colpa, perché è una condanna senza via d'uscita. E in questo caso la posso accettare solo per la volontarietà di una azione criminosa, per tutto il resto c'è spazio di redenzione.
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
il dolore è universale ma il modo di provare le emozioni no.Topillo ha scritto:cioè.... anche se fosse vero che a uno non potrebbe capitare, per vari motivi, non vedo in questo nessun impedimento a sentire il dolore degli altri. Anche perchè magari quello non capita, ma capita un'altra cosa. E il dolore è universale, se tutti lo abbiamo conosciuto, tutti lo possiamo ri-conoscere negli altri. Io la vedo così.
Io lo capisco che questa vicenda a me provoca compassione, tu forse la sentirai ancora più intensamente di me, mentre ad altri scatena solo un moto di rabbia.
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
Ari ha scritto:e secondo te "devo sentire se mia moglie/mio marito ha portato il bambino all'asilo" può essere ritenuto da un datore di lavoro un "giustificato motivo"?ci610 ha scritto:anche agli operai senza cellulare deve essere consentito di fare telefonate personali, ovviamente brevissime e con giustificati motivi
ari, ai dipendenti deve essere consentito poter comunicare coi familiari in qualunque momento, se non possono tenere il cellulare per motivate ragioni aziendali (e sono davvero poche le realtà simili), deve essere messo a disposizione un telefono fisso in reparto
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
Questa è una cosa che sinceramente mi stupisce perché nella scuola di mio figlio è già così, e onestamente pensavo fosse così per tuttikik ha scritto: Se poi partiamo dal presupposto che il genitore per regolamento sia obbligato ad avvisare nel caso il bimbo resti a casa (esattamente come un dipendente avvisa il proprio datore di lavoro) i casi in cui la scuola dovrebbe rintracciare i bambini assenti in modo ingiustificato non sarebbero poi così tanti, anzi. E laddove vi fossero dei genitori che ripetutamente mancassero di rispettare tale regolamento si interviene con una sanzione.
In caso di assenza da noi il genitore deve chiamare la segreteria e avvertire immediatamente, la mattina stessa. Non si chiama per caso scuola dell'obbligo? Non è che a mia discrezione resto a casa, e mi ripresento con una giustifica magari dopo due settimane. E in quel periodo la scuola che fa, non si interessa di nulla?
Tra l'altro è anche una questione di educazione: capita che l'insegnante la mattina aspetti l'ingresso di tutti prima di cominciare (e infatti il sistema è "militare" quanto all'obbligo di rispettare la puntualità, perché un bambino che arriva in ritardo deconcentra tutta la classe). Avvertire che tuo figlio non sarà presente mi pare il minimo, e un cellulare lo abbiamo proprio tutti.
So che ci sono stati (pochi) casi di mamme "smemorate": in tal caso è stata la segreteria a chiamare, fino a contattare il genitore. Non mi sembra un sistema così difficile.
Tra l'altro, al di là dell'evitare tragedie, per i ragazzini è impossibile bigiare
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
ehmm. da noi no. alle elementari il bambino sta a casa se è malato ad esempio, senza avvisare.n caso di assenza da noi il genitore deve chiamare la segreteria e avvertire immediatamente, la mattina stessa. Non si chiama per caso scuola dell'obbligo?
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
ma infatti in un modo o nell'altro anche l'operario in catena di montaggio e' raggiungibile. magari non hciama la moglie appena arrivato perché non puo', pero' se la scuola chiama al lavoro per avvisare che il bambino non e' andato a scuola, ci sta tutta. che poi (per fortuna) questi casi gravi succedono raramente, il piu' delle volte si e' avvisato, quante volte capitera' che la scuola chiami?ci610 ha scritto:Ari ha scritto:e secondo te "devo sentire se mia moglie/mio marito ha portato il bambino all'asilo" può essere ritenuto da un datore di lavoro un "giustificato motivo"?ci610 ha scritto:anche agli operai senza cellulare deve essere consentito di fare telefonate personali, ovviamente brevissime e con giustificati motivi
ari, ai dipendenti deve essere consentito poter comunicare coi familiari in qualunque momento, se non possono tenere il cellulare per motivate ragioni aziendali (e sono davvero poche le realtà simili), deve essere messo a disposizione un telefono fisso in reparto
poi basta dare una lista di numeri, in modo che se una persona non e' raggiungibile, ci sono numeri di riserva
noi ad esempio al nido oltre al numero di casa avevamo dato
cellulare mio
cellulare del marito
numero mio dell'ufficio (diretto)
numero dell'ufficio del marito (che ha un centralino unico, quindi eventualmente gli passano la telefonata)
numero dei miei suoceri
in un caso dubbio, ci sono 5 numeri da chiamare, quindi di possibilitá ce ne sono parecche
a me da quando sono in ballo tra nidi e scuola e' capitato solo una volta che mi avessero telefonato (fabio era caduto e si era fatto male) e non ero raggiugibile perche' avevo il cellulare scarico. hanno chiamato mio marito e lui e' corso a scuola
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
certo!chiarasole ha scritto:ma infatti in un modo o nell'altro anche l'operario in catena di montaggio e' raggiungibile. magari non hciama la moglie appena arrivato perché non puo', pero' se la scuola chiama al lavoro per avvisare che il bambino non e' andato a scuola, ci sta tutta. che poi (per fortuna) questi casi gravi succedono raramente, il piu' delle volte si e' avvisato, quante volte capitera' che la scuola chiami?ci610 ha scritto:Ari ha scritto:e secondo te "devo sentire se mia moglie/mio marito ha portato il bambino all'asilo" può essere ritenuto da un datore di lavoro un "giustificato motivo"?ci610 ha scritto:anche agli operai senza cellulare deve essere consentito di fare telefonate personali, ovviamente brevissime e con giustificati motivi
ari, ai dipendenti deve essere consentito poter comunicare coi familiari in qualunque momento, se non possono tenere il cellulare per motivate ragioni aziendali (e sono davvero poche le realtà simili), deve essere messo a disposizione un telefono fisso in reparto
ma ci sosteneva che ci sono coppie di genitori che si sentono regolarmente tra di loro mentre sono sul posto di lavoro.
io dicevo che non tutti hanno questa possibilità e quindi è meglio se ad avvisare dell'assenza del bambino a scuola sia la scuola stessa, chiamando appunto sul posto di lavoro dei genitori.
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
tra l'altro mi sembra piu' importante nel caso di nidi e materne, quindi non dell'obbligo. nel senso che e' piú probabile che si addormenti o non sia in grado di attirare l'attenzione un bambino piu' piccolo che viene lasciato in macchina. mettiamo un neonato, lo lasci dentro la navetta, lui non si rende conto che stai andando via senza di luiely66 ha scritto:ehmm. da noi no. alle elementari il bambino sta a casa se è malato ad esempio, senza avvisare.n caso di assenza da noi il genitore deve chiamare la segreteria e avvertire immediatamente, la mattina stessa. Non si chiama per caso scuola dell'obbligo?
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
Cero, sotto il profilo della salvaguardia dell'integrità hai perfettamente ragionechiarasole ha scritto:tra l'altro mi sembra piu' importante nel caso di nidi e materne, quindi non dell'obbligo. nel senso che e' piú probabile che si addormenti o non sia in grado di attirare l'attenzione un bambino piu' piccolo che viene lasciato in macchina. mettiamo un neonato, lo lasci dentro la navetta, lui non si rende conto che stai andando via senza di luiely66 ha scritto:ehmm. da noi no. alle elementari il bambino sta a casa se è malato ad esempio, senza avvisare.n caso di assenza da noi il genitore deve chiamare la segreteria e avvertire immediatamente, la mattina stessa. Non si chiama per caso scuola dell'obbligo?
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
ma tu forse parli delle elementariSTEFI@VALERIO ha scritto:Questa è una cosa che sinceramente mi stupisce perché nella scuola di mio figlio è già così, e onestamente pensavo fosse così per tuttikik ha scritto: Se poi partiamo dal presupposto che il genitore per regolamento sia obbligato ad avvisare nel caso il bimbo resti a casa (esattamente come un dipendente avvisa il proprio datore di lavoro) i casi in cui la scuola dovrebbe rintracciare i bambini assenti in modo ingiustificato non sarebbero poi così tanti, anzi. E laddove vi fossero dei genitori che ripetutamente mancassero di rispettare tale regolamento si interviene con una sanzione..
In caso di assenza da noi il genitore deve chiamare la segreteria e avvertire immediatamente, la mattina stessa. Non si chiama per caso scuola dell'obbligo? Non è che a mia discrezione resto a casa, e mi ripresento con una giustifica magari dopo due settimane. E in quel periodo la scuola che fa, non si interessa di nulla?![]()
Tra l'altro è anche una questione di educazione: capita che l'insegnante la mattina aspetti l'ingresso di tutti prima di cominciare (e infatti il sistema è "militare" quanto all'obbligo di rispettare la puntualità, perché un bambino che arriva in ritardo deconcentra tutta la classe). Avvertire che tuo figlio non sarà presente mi pare il minimo, e un cellulare lo abbiamo proprio tutti.
So che ci sono stati (pochi) casi di mamme "smemorate": in tal caso è stata la segreteria a chiamare, fino a contattare il genitore. Non mi sembra un sistema così difficile.
Tra l'altro, al di là dell'evitare tragedie, per i ragazzini è impossibile bigiare, credo che il motivo principale sia questo.
I nidi o materne che per regolamento prevedano l'obbligo di avvisare dell'assenza sono purtroppo delle eccezioni
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
Ari ha scritto:certo!chiarasole ha scritto:ma infatti in un modo o nell'altro anche l'operario in catena di montaggio e' raggiungibile. magari non hciama la moglie appena arrivato perché non puo', pero' se la scuola chiama al lavoro per avvisare che il bambino non e' andato a scuola, ci sta tutta. che poi (per fortuna) questi casi gravi succedono raramente, il piu' delle volte si e' avvisato, quante volte capitera' che la scuola chiami?ci610 ha scritto:Ari ha scritto:e secondo te "devo sentire se mia moglie/mio marito ha portato il bambino all'asilo" può essere ritenuto da un datore di lavoro un "giustificato motivo"?ci610 ha scritto:anche agli operai senza cellulare deve essere consentito di fare telefonate personali, ovviamente brevissime e con giustificati motivi
ari, ai dipendenti deve essere consentito poter comunicare coi familiari in qualunque momento, se non possono tenere il cellulare per motivate ragioni aziendali (e sono davvero poche le realtà simili), deve essere messo a disposizione un telefono fisso in reparto
ma ci sosteneva che ci sono coppie di genitori che si sentono regolarmente tra di loro mentre sono sul posto di lavoro.
io dicevo che non tutti hanno questa possibilità e quindi è meglio se ad avvisare dell'assenza del bambino a scuola sia la scuola stessa, chiamando appunto sul posto di lavoro dei genitori.
molti non hanno proprio questa abitudine, a prescindere dalle possibilità
io per esempio no ce la faccio a stare fino a sera senza sapere mio marito arrivato in ufficio e se è tutto ok, io poi vado in motorino quindi se non sono io a farmi viva è lui che mi chiama
cmq sia, ho visto anche tante persone che non possono lavorare con i cellulari in tasca, trovare qualche minuto nell'arco di una mattinata per fare una telefonata alla meglio, è proprio una questione di abitudine
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
tittiale ha scritto:A volte la vita, quello che accade, mette in discussione le nostre certezze. Che si rivelano meno granitiche di quello che pensavamo...
Ho un padre intransigente, ma al momento più opportuno non si è dimostrato tale.
Per fortuna.
Sono completamente d'accordo. Le mie certezze sono sparite qualche mese fa. L ho provato sulla mia pelle.
Si cambia.
Per fortuna
Divertirsi é un modo intelligente di migliorare il proprio aspetto
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- Iscritto il: 20 apr 2006, 8:36
Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
io per esempio non ho questa abitudine perchè a me è stato insegnato che le cattive notizie arrivano sempre quindi è più facile che io mi preoccupi se vedo una chiamata in ingresso piuttosto che se non ne ricevo.
Arianna mamma di Sara dal 07/09/06
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- Iscritto il: 23 gen 2009, 14:05
Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
Io non sono riuscita a commentare la notizia, solamente oggi ne riesco a parlare, sì quanto è successo mi mette il terrore, penso che sia una di quelle terribili cose che mi potrebbe capitare, non sono una madre superficiale, Leo è la mia vita, la mia aria, il mio cuore ed il mio sangue, ma non credo di poter dire "a me non capiterebbe mai", ed è proprio questo che non mi ha permesso di poterne parlare per 2 giorni, l'attimo del cog@@ne può capitare a chiunque, la maggior parte delle volte però ci dice bene, lo facciamo su una cosa stupida come il sale anzichè lo zucchero, questa volta invece è accaduto veramente a qualcuno, qualcuno che ha TUTTA la mia compassione, il mio dolore per un bambino che c'era ed ora non c'è più, ad un padre e ad una madre che ora sono straziati e francamente non riesco a condannare nessuno!!! La peggior condanna, come è stato già detto, se la infliggerà da solo e credo che dopo quel che è successo, galera, pena di morte o quanto di peggio possa esistere, sarà acqua fresca in confronto alla respondabilità che si sentirà questo papà.
Leonardo è nato il 24/09/09 alle ore 00.00 3 Kg 50 Cm ed è un amore che cresce ogni giorno di più!!!!
Viola è nata il 28/03/14 alle ore 12.05 2.930 kg 48 cm la nostra patatina!
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
come diceva una vecchia pubblicità, a volte una telefonata ti allunga la vitaAri ha scritto:io per esempio non ho questa abitudine perchè a me è stato insegnato che le cattive notizie arrivano sempre quindi è più facile che io mi preoccupi se vedo una chiamata in ingresso piuttosto che se non ne ricevo.
io , per carattere, preferisco accertarmi che mio marito è arrivato al lavoro e che i bimbi sono a scuola
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?
esatto. un bebè o un lattante non sempre si fanno sentire, spesso s'addormentano in auto.e' piú probabile che si addormenti o non sia in grado di attirare l'attenzione un bambino piu' piccolo che viene lasciato in macchina. mettiamo un neonato, lo lasci dentro la navetta, lui non si rende conto che stai andando via senza di lui
e no, non ho l'abitudine di chiamare mio marito al lavoro. a volte chiama lui, ma spesso è impegnato su macchinari pericolosi o magari è in riunione, non è simpatico sentire "ehi allora, stasera butto la pasta o saltiamo la cena? ah si, la bambina l'ho portata all'asilo e ha/non ha vomitato in auto" e bla bla bla.
Gaia,il soffio della mia vita è arrivata il 12 agosto 2003 I bambini devono essere felici, non farci felici
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