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La nuova emigrazione
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Re: La nuova emigrazione
hamilton, senza entrare nella questione dell"America scritto con cosi tanto pathos da parte tua ( che io non condivido, pero ognuna ha la propria visione della vita)
Se mi lasciassi a NY, e mi dessi un bellissimo lavoro e un stipendio di 5000 dollari al mese, forse nessuna mi crederebbe, ma io non accetterei. A me Tirana sembra fin troppo grande, caotica, rumorosa.. capisci a me!
Quindi, no, non lo credo, non lo credo affatto. Ed io conosco tante, ma tante persone che la pensano esattamente come me, ragazzi di 15,20,25,30 anni.
Quindi, gli occhi con i quali si guarda il mondo sono davvero troppo, troppo diversi tra loro come lo sono le priorita'.
Se mi lasciassi a NY, e mi dessi un bellissimo lavoro e un stipendio di 5000 dollari al mese, forse nessuna mi crederebbe, ma io non accetterei. A me Tirana sembra fin troppo grande, caotica, rumorosa.. capisci a me!
Quindi, no, non lo credo, non lo credo affatto. Ed io conosco tante, ma tante persone che la pensano esattamente come me, ragazzi di 15,20,25,30 anni.
Quindi, gli occhi con i quali si guarda il mondo sono davvero troppo, troppo diversi tra loro come lo sono le priorita'.
"In questa notte di preghiera, io guardo la luna, e con le mani giunte, faccio parlare il mio cuore"
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Re: La nuova emigrazione
Ari, Fisio, era un esempio.Ari ha scritto:quoto!fisio ha scritto:No,non lo credo. Credo dipende da quello che cerchi e da cosa ti affascina. Per te la città cosmopolita è il massimo. Per altri magari no.hamilton ha scritto:Non per insistere eh?!![]()
Ma tu immaginati un ragazzo o una ragazza, 30 anni, magari laureato/a, ma anche solo alla ricerca di un lavoro piu' "semplice", che mette radici in una citta' come New York.
Non credi che dal punto di vista culturale, dei divertimenti, della vita sociale, degli incontri che puo' fare, abbia stimoli straordinari ????Poi che la vita sia fare la spesa tutti i giorni ed entrare in una routin che appiattisce e' anche vero, ma il senso di GRANDEZZA, di POSSIBILITA' che offre una citta' cosmopolita come Ny, difficilmente la trovi in altre parti del mondo.
Mica siamo tutti uguali.
Io in messico ho conosciuto un ragazzo tedesco,25 anni,da BERLINO (che non è che offra poco e sia il paesino di Pentema) Ha mollato tutto,è diventato un istruttore sub e si occupa di Squali Balena (ricordi?).
Gli stimoli straordinari non te li da un posto,o ce li hai dentro o non sarai mai in grado di coglierli Hamilton. Altrimenti tutti i cittadini della Grande Mela sarebbero delle menti illuminate. Vivere in un posto alla lunga ti fa assoggettare a quella che è la natura umana,abitudinaria. Tutto dipende da quello che tu sai cogliere e metterti dentro in qualunque posto vivi. La fascinazione ha vita breve e su strati superficiali dell'essere.
La grandezza e le possibilità ce le hai dentro,se così non è puoi andare dove ti pare ma resti quello che sei.
E dubito che coi ritmi newyorkesi rimanga tempo per tutte queste amenità.
e aggiungo: sei sicura che giorgio a 10 anni voglia passare 4 mesi lontano da casa per stare negli stati uniti?
e se invece lui fosse più interessato all'australia? o al giappone?
credi che necessariamente perché tu e suo padre subite il fascino degli states sarà così anche per lui? lo vuoi "plasmare a tua immagine e somiglianza" senza nemmeno stare ad ascoltare quello che vuole lui? (mi riferisco al tuo intervento in cui dici che a 10 anni lo spedirai a ny da suo zio e poi a boston dall'altra zia)
Se vorra', ci sono i mesi estivi no?
Tre mesi che non trascorrera' a Ferrara.
Vorra' andare a salvare le foche con il WWF?
BENISSIMO.
Vorra' andare a studiare in un college inglese la lingua?
BENISSIMO
Vorra' andare a trovare suo cugino?
BENISSIMO.
Io ora prendo lo spunto di New York, ma in effetti il mio ragionamento va ampliato.
Io sto parlando di esperienze all'estero, lontano dalla famiglia.
10 anni sara' presto?
Lo fara' a 14, fino ai 14 viaggera' con noi.
Ma voglia che esca dalla realta' di provincia, perche' se solo assomiglia un po', a me e a suo padre, la soffrira' molto.
Quindi avere gia' da piccolo la possibilita' di scambi culturali, lo ritengo IMPORTANTISSIMO, per decidere, in futuro, cosa fare della sua vita.
Ripeto, vuole coltivare la terra a Ferrara?
Benissimo, pero' solo dopo aver scoperto cosa c'e' fuori.
Ringrazio sempre il cielo e la chitarra
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Re: La nuova emigrazione
Io ti crederei, perche' con $5000 a NY fai la fameema1 ha scritto: Se mi lasciassi a NY, e mi dessi un bellissimo lavoro e un stipendio di 5000 dollari al mese, forse nessuna mi crederebbe, ma io non accetterei. A me Tirana sembra fin troppo grande, caotica, rumorosa.. capisci a me!
Comunque, scherzi a parte, sono d'accordo con Fisio (mi pare fosse lei a dirlo) che le esperienze non possono essere imposte. Io ho sempre avuto questa spinta ad andare all'estero fin da quando ero piccola e rompevo sempre le scatole ai miei genitori perche' mi portassero a fare viaggi all'estero anche se a loro, cresciuti in un paesello sperduto tra le montagne, non poteva fregargliene di meno... poi da quando ho compiuto 14 anni loro malgrado hanno accettato a mandarmici da sola. Se avessi avuto una famiglia che mi offriva questi viaggi gia' pronti su un piatto d'argento sinceramente non so se avrei apprezzato. Non so, e' difficile da spiegare, ma il fatto di essermi "guadagnata" queste esperienze, a volte anche litigando pesantemente con i miei (come quando sono andata 1 anno in Scozia a fare l'Erasmus), forse me le ha fatte apprezzare di piu', e me ne ha fatto trarre il meglio.
Conosco una coppia di signori che abitano qui nell'Ohio. Hanno viaggiato tantissimo nella loro vita, e tra le altre cose hanno vissuto in Africa e in Medio Oriente per anni insegnando a varie universita'. Be', hanno due figli (di cui uno e' amico di mio marito) a cui non importa nulla di viaggiare.
Non nego che se Enrico fosse cosi' FORSE sarei un po' delusa, pero' appunto, la spinta a viaggiare, a conoscere ed eventualmente a trasferirsi all'estero deve venire da dentro, non puo' venire da pressioni esterne.
E 2006
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Re: La nuova emigrazione
HAMILTON com'è che io ti avevo capito???
FISIO si l'ottimismo, si assolutamente tanto, ne ho da vendere ( a giorni alterni) sennò che ci facevo qui....
dove lavoro io (ricerca) su, forse 15 dipartimenti, nemmeno 1 capo donna, nei reparti l'opposto, : ogni dipartimento è costituito da 4-5 reparti la maggior parte retti da donne!!!
aspettiamo verrà il nostro turno!
nell'attesa possiamo lamentarci......
FISIO si l'ottimismo, si assolutamente tanto, ne ho da vendere ( a giorni alterni) sennò che ci facevo qui....
dove lavoro io (ricerca) su, forse 15 dipartimenti, nemmeno 1 capo donna, nei reparti l'opposto, : ogni dipartimento è costituito da 4-5 reparti la maggior parte retti da donne!!!
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Luisella, Emilia nata il 13 giugno 2005 e Francesca nata il 19 aprile 2008
- Ari
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Re: La nuova emigrazione
e se non vi assomigliasse?hamilton ha scritto:Ari, Fisio, era un esempio.
Se vorra', ci sono i mesi estivi no?
Tre mesi che non trascorrera' a Ferrara.
Vorra' andare a salvare le foche con il WWF?
BENISSIMO.
Vorra' andare a studiare in un college inglese la lingua?
BENISSIMO
Vorra' andare a trovare suo cugino?
BENISSIMO.
Io ora prendo lo spunto di New York, ma in effetti il mio ragionamento va ampliato.
Io sto parlando di esperienze all'estero, lontano dalla famiglia.
10 anni sara' presto?
Lo fara' a 14, fino ai 14 viaggera' con noi.
Ma voglia che esca dalla realta' di provincia, perche' se solo assomiglia un po', a me e a suo padre, la soffrira' molto.Quindi avere gia' da piccolo la possibilita' di scambi culturali, lo ritengo IMPORTANTISSIMO, per decidere, in futuro, cosa fare della sua vita.
Ripeto, vuole coltivare la terra a Ferrara?
Benissimo, pero' solo dopo aver scoperto cosa c'e' fuori.
se a lui piacesse la realtà della provincia e non avesse il benché minimo desiderio di viaggiare per il mondo?
lo forzeresti a fare un'esperienza che non desidera pur di ampliare i suoi orizzonti?
io, come ema, in una città grande come NY impazzirei.
già roma per me è troppo rumorosa. l'ho visitata nel 2003, mi è piaciuta moltissimo, ma non ci abiterei mai!
mi piacerebbe visitare anche NY, ma non desidero trasferirmi lì.
la sete di conoscenza non è di un solo tipo. c'è anche quella che si spegne con una breve visita, che non si estende al desiderio di immergersi così a fondo in una realtà da farla propria.
è chiaro da come scrivi che gli stati uniti ti entusiasmano e che vorresti che anche per tuo figlio fosse così... tutti in fondo desideriamo condividere ciò che ci piace con chi amiamo di più.
l'importante è non prevaricare i gusti personali di chi ci sta accanto: proporre e non imporre.
Arianna mamma di Sara dal 07/09/06
ho raccolto questi fiori per te per dimostrare a tutti quanto ti voglio bene
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Re: La nuova emigrazione
anche dove sto io.pisola ha scritto:No Fisio....la zuppa non è la stessa!
lavoro casa scuola bambini...parlo della mia esperienza, l'unica che conosco bene, le altre le ho viste "di passaggio".....almeno dove stavo io, gli asili aziendali c'erano veramente!
i
Oddio fra un anno mi tocca di nuovo
Perché la vuoi perché tu puoi riconquistare un sorriso e puoi giocare e puoi gridare perché ti han detto bugie ti han raccontato che l'hanno uccisa che han calpestato la gioia perché la gioia è con te
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Re: La nuova emigrazione
Hamilton, ma tu parli sempre di NY, e gli altri stati facenti parte degli Stati Uniti? Dove li lasci? Io sto dalla parte opposta, centro sud, eppure le cose qui non vanno cosi bene. Ci sono tanti laureati senza lavoro, oppure che vanno a lavorare come camerieri al fast food. Ci sono troppi laureati e pochi posti di lavoro. E queste sono statistiche, non cose dette solo dai giornali. Ho un'amica laureata che lavora da ben 10 da Sephora come commessa. E ha pure il prestito della banca da pagare per le spese universitarie. Mica pochi poi eh? Sara' anche vero che qui ci sono delle universita' prestigiose ma ti costa un'occhio, e non e' detto che poi trovi lavoro. Quindi. Non faccio di tutta un'erba un fascio come fai tu, c'e' il bello e il brutto. Ma non mi sento di idolatrare gli STates come nemmeno l'Italia.hamilton ha scritto:Non per insistere eh?!fisio ha scritto:Bè ma questo è un pò diverso. Io ho girato quattro continenti,ho fatto lunghi viaggi zaino in spalla,con una guida in mano e alla spera in dio per entrare dentro i paesi,i popoli e le culture che incontravo.pisola ha scritto:come ho già scritto, la vita è tutta "una scelta",, evidentemente chi rimane ha scelto di rimanere!! (che astuta sono..)
avrà valutato i pro e i contro (spero)....
però l'esperienza rimane, ecco su questo punterei e credo che su questo punterò con le mie figlie,consiglierò un'esperienza di lavoro, di studio, di vita all'estero, occidente-oriente....cmq non stare incollate qui!
viaggiare-viaggiare-viaggiare
ma io con viaggiare non intendo...le crociere...chi vuol capire..capisca
Ma non ho mai lavorato all'estero,sono due cose diverse.
Per conoscere altre culture ci sono molti modi,non solo andare a lavorare all'estero. Anche perchè culturalmente l'Europa e l'America non sono poi così distanti,diverso sarebbe se parlassimo di India,Cina,Africa. Ma l'occidente,ogni paese con le sue peculiarità e i suoi difetti,ha uno stile di vita abbastanza omologato..
L'esperienza lavorativa è un'altra cosa,in tal senso sì è diverso,ma per la quotidianità (lavoro-spesa-scuola dei bimbi) diciamo che la zuppa è sempre quella,più saporita o più sciapa ma quella...![]()
Ma tu immaginati un ragazzo o una ragazza, 30 anni, magari laureato/a, ma anche solo alla ricerca di un lavoro piu' "semplice", che mette radici in una citta' come New York.
Non credi che dal punto di vista culturale, dei divertimenti, della vita sociale, degli incontri che puo' fare, abbia stimoli straordinari ????
Poi che la vita sia fare la spesa tutti i giorni ed entrare in una routin che appiattisce e' anche vero, ma il senso di GRANDEZZA, di POSSIBILITA' che offre una citta' cosmopolita come Ny, difficilmente la trovi in altre parti del mondo.
Nicolo' e' nato il 4 Novembre 2008 a 31+6 e pesava 1680g
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Re: La nuova emigrazione
ohhh finalmente. Dipende sempre dalle realtà. Prendi MIlano e metti in confronto un piccolo paesino della calabria e poi diciamo che l'Italia è tutta uguale.Annalisa78 ha scritto:Hamilton, ma tu parli sempre di NY, e gli altri stati facenti parte degli Stati Uniti? Dove li lasci? Io sto dalla parte opposta, centro sud, eppure le cose qui non vanno cosi bene. Ci sono tanti laureati senza lavoro, oppure che vanno a lavorare come camerieri al fast food. Ci sono troppi laureati e pochi posti di lavoro. E queste sono statistiche, non cose dette solo dai giornali. Ho un'amica laureata che lavora da ben 10 da Sephora come commessa. E ha pure il prestito della banca da pagare per le spese universitarie. Mica pochi poi eh? Sara' anche vero che qui ci sono delle universita' prestigiose ma ti costa un'occhio, e non e' detto che poi trovi lavoro. Quindi. Non faccio di tutta un'erba un fascio come fai tu, c'e' il bello e il brutto. Ma non mi sento di idolatrare gli STates come nemmeno l'Italia.hamilton ha scritto:Non per insistere eh?!fisio ha scritto:Bè ma questo è un pò diverso. Io ho girato quattro continenti,ho fatto lunghi viaggi zaino in spalla,con una guida in mano e alla spera in dio per entrare dentro i paesi,i popoli e le culture che incontravo.pisola ha scritto:come ho già scritto, la vita è tutta "una scelta",, evidentemente chi rimane ha scelto di rimanere!! (che astuta sono..)
avrà valutato i pro e i contro (spero)....
però l'esperienza rimane, ecco su questo punterei e credo che su questo punterò con le mie figlie,consiglierò un'esperienza di lavoro, di studio, di vita all'estero, occidente-oriente....cmq non stare incollate qui!
viaggiare-viaggiare-viaggiare
ma io con viaggiare non intendo...le crociere...chi vuol capire..capisca
Ma non ho mai lavorato all'estero,sono due cose diverse.
Per conoscere altre culture ci sono molti modi,non solo andare a lavorare all'estero. Anche perchè culturalmente l'Europa e l'America non sono poi così distanti,diverso sarebbe se parlassimo di India,Cina,Africa. Ma l'occidente,ogni paese con le sue peculiarità e i suoi difetti,ha uno stile di vita abbastanza omologato..
L'esperienza lavorativa è un'altra cosa,in tal senso sì è diverso,ma per la quotidianità (lavoro-spesa-scuola dei bimbi) diciamo che la zuppa è sempre quella,più saporita o più sciapa ma quella...![]()
Ma tu immaginati un ragazzo o una ragazza, 30 anni, magari laureato/a, ma anche solo alla ricerca di un lavoro piu' "semplice", che mette radici in una citta' come New York.
Non credi che dal punto di vista culturale, dei divertimenti, della vita sociale, degli incontri che puo' fare, abbia stimoli straordinari ????
Poi che la vita sia fare la spesa tutti i giorni ed entrare in una routin che appiattisce e' anche vero, ma il senso di GRANDEZZA, di POSSIBILITA' che offre una citta' cosmopolita come Ny, difficilmente la trovi in altre parti del mondo.
Perché la vuoi perché tu puoi riconquistare un sorriso e puoi giocare e puoi gridare perché ti han detto bugie ti han raccontato che l'hanno uccisa che han calpestato la gioia perché la gioia è con te
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Re: La nuova emigrazione
Si Ema, ma new york non e' SOLO grande, caotica, rumorosa.ema1 ha scritto:hamilton, senza entrare nella questione dell"America scritto con cosi tanto pathos da parte tua ( che io non condivido, pero ognuna ha la propria visione della vita)
Se mi lasciassi a NY, e mi dessi un bellissimo lavoro e un stipendio di 5000 dollari al mese, forse nessuna mi crederebbe, ma io non accetterei. A me Tirana sembra fin troppo grande, caotica, rumorosa.. capisci a me!
Quindi, no, non lo credo, non lo credo affatto. Ed io conosco tante, ma tante persone che la pensano esattamente come me, ragazzi di 15,20,25,30 anni.
Quindi, gli occhi con i quali si guarda il mondo sono davvero troppo, troppo diversi tra loro come lo sono le priorita'.
Ogni quartiere di New York si caratterizza per una peculiarita' propria, quindi per esempio abitare a Chelsea, quartiere ricco di diversita' culturali ed etniche e prevalentemente residenziale, ti mette al riparo dal caos e dalla confusione.
Il Greenwich Village (LA MIA ZONA PREFERITA!!!
Altro quartiere residenziale e' TRIBECA, affaccendato di giorno, ma tranquillo di notte, anche se la zona vanta alcuni tra i ristoranti e i locali notturni più “in” della città.
Chinatown e' la zona piu' eclettica della citta'. E li' si, devo darti ragione, non si resiste piu' di un paio d'ore.
Il quartiere finanziario, ha spelndidi edifici e personaggi indaffaratissimi che volano, invece di camminare.
Insomma, non voglio farla lunga.
Ma New York ha al suo interno tante e tali realta' da non poterla definire SOLTANTO una citta' rumorosa e caotica.
Ringrazio sempre il cielo e la chitarra
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Re: La nuova emigrazione
YOGA...hai perfettamente ragione!
sei stata brava....determinata,hai fatto quello che volevi, forse i tuoi anche senza viaggiore e vivendo in un paesello ti hanno "inculcato" ottimi valori!
Racconto un episodio, quando ero negli States spesso si facevano cene tra italiani, all'inizio è il modo più semplice per integrarsi, e si facevano questi discorsi...ovviamente....alla fine notavo sempre che quelli che venivano da piccoli centri (ricordo benissimo 2 ragazze di reggio calabria) adoravano l'america, ne erano ...diciamo più affascinati almeno lavorativamente parlando, invece i milanesi, i romani, i bolognesi, i genovesi etc...avevano più un atteggiamneto del tipo "mi faccio un'esperienza e ritorno".
quando parlavano dei pregi di queste città americane a me veniva nostalgia di roma, si bellissimi i parchi americani, ma vuoi mettere con il fascino di Villa Ada...etc
per farla breve, le 2 ragazze di cui vi parlavo, una è andata a NY e l'altra è qui a roma con me!!!
di certo non son tornate a reggio!
HAMILTON per tornare a NY.....la prima volta che ci sono andata non riuscivo a dormire per quante luci avevo negli occhi....
siccome distava solo 1 h da Philly ci andavo spesso.....
e certe volte mi dico...fortuna che non lavoravo li..altrimenti ne avrei avute di distrazioni...... 
sei stata brava....determinata,hai fatto quello che volevi, forse i tuoi anche senza viaggiore e vivendo in un paesello ti hanno "inculcato" ottimi valori!
Racconto un episodio, quando ero negli States spesso si facevano cene tra italiani, all'inizio è il modo più semplice per integrarsi, e si facevano questi discorsi...ovviamente....alla fine notavo sempre che quelli che venivano da piccoli centri (ricordo benissimo 2 ragazze di reggio calabria) adoravano l'america, ne erano ...diciamo più affascinati almeno lavorativamente parlando, invece i milanesi, i romani, i bolognesi, i genovesi etc...avevano più un atteggiamneto del tipo "mi faccio un'esperienza e ritorno".
quando parlavano dei pregi di queste città americane a me veniva nostalgia di roma, si bellissimi i parchi americani, ma vuoi mettere con il fascino di Villa Ada...etc
per farla breve, le 2 ragazze di cui vi parlavo, una è andata a NY e l'altra è qui a roma con me!!!
di certo non son tornate a reggio!
HAMILTON per tornare a NY.....la prima volta che ci sono andata non riuscivo a dormire per quante luci avevo negli occhi....
siccome distava solo 1 h da Philly ci andavo spesso.....
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Re: La nuova emigrazione
Yoga, e pensare che ho messo "5000" per mettere un stipendio medio-alto... si fa la fame con 5000 ... appero'.
Ecco, non vivrei mai in una citta che con 5000 si fa la fame.
Comunque, era per dire che anche se avessi in NY tutte le comodita' per vivere benissimo non mi trasferirei perche non e' la vita che voglio per me... era questo il senso per dire ad Hamilton che se lei ha questo profondo sentimento per NY, non vuol dire che tutto il mondo lo guardi con gli occhi a cuore.
Ecco, non vivrei mai in una citta che con 5000 si fa la fame.
Comunque, era per dire che anche se avessi in NY tutte le comodita' per vivere benissimo non mi trasferirei perche non e' la vita che voglio per me... era questo il senso per dire ad Hamilton che se lei ha questo profondo sentimento per NY, non vuol dire che tutto il mondo lo guardi con gli occhi a cuore.
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Re: La nuova emigrazione
Io Ema la capisco xchè conoscendomi se mi mettessero in un posto di mare, caldo diventerei sc**a in 2 ore... io ho bisogno di smog, traffico, pioggia. Ecco starei meglio a Londra che non alle Bahamas 
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Re: La nuova emigrazione
hamilton tu puoi anche avere ragione...
Pero' se dovessi fare un viaggio domani, senza spendere un soldo, NY sarebbe all'ultimo posto della mia lista , volerei dritta per Giappone.. ma non a Tokyo, ma in un villaggio tra le montagne a visitare un tempio.
Per dire... che nonostante il tuo entusiasmo, io non ho questa grande curiosita', per non dire che non ce l'ho affatto.. poi un giorno potrei viaggare e cambiare idea.. non si sa mai.
Pero' se dovessi fare un viaggio domani, senza spendere un soldo, NY sarebbe all'ultimo posto della mia lista , volerei dritta per Giappone.. ma non a Tokyo, ma in un villaggio tra le montagne a visitare un tempio.
Per dire... che nonostante il tuo entusiasmo, io non ho questa grande curiosita', per non dire che non ce l'ho affatto.. poi un giorno potrei viaggare e cambiare idea.. non si sa mai.
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Re: La nuova emigrazione
ASSOLUTAMENTE VERO.Ari ha scritto:la sete di conoscenza non è di un solo tipo. c'è anche quella che si spegne con una breve visita, che non si estende al desiderio di immergersi così a fondo in una realtà da farla propria.
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Re: La nuova emigrazione
Ema, pensa che a NY un affitto "medio" di un appartamento (che per sentito dire e' piccolissimo) ti costa intorno ai 2000$.. e si, con 5000$ a NY fai proprio la fameema1 ha scritto:Yoga, e pensare che ho messo "5000" per mettere un stipendio medio-alto... si fa la fame con 5000 ... appero'.![]()
Ecco, non vivrei mai in una citta che con 5000 si fa la fame.
Comunque, era per dire che anche se avessi in NY tutte le comodita' per vivere benissimo non mi trasferirei perche non e' la vita che voglio per me... era questo il senso per dire ad Hamilton che se lei ha questo profondo sentimento per NY, non vuol dire che tutto il mondo lo guardi con gli occhi a cuore.
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Re: La nuova emigrazione
ARI come ha spiegato dettagliatamente Hamilton per NY, è lo stesso per Roma, ci sono tanti quartieri, è una città tanto grande.....non è solo caos...è molto verde..questo non lo dice mai nessuno.... 
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Re: La nuova emigrazione
hamilton ha scritto:Si Ema, ma new york non e' SOLO grande, caotica, rumorosa.
Ogni quartiere di New York si caratterizza per una peculiarita' propria, quindi per esempio abitare a Chelsea, quartiere ricco di diversita' culturali ed etniche e prevalentemente residenziale, ti mette al riparo dal caos e dalla confusione.
Il Greenwich Village (LA MIA ZONA PREFERITA!!!), un tempo centro della vita bohemien e luogo di residenza di artisti e movimenti politici di tutti i tipi, è ancora oggi caratterizzato da un’aria di libertà creativa ed intellettuale. E assolutamente vivibile, anzi a volte ci si perde tra le stradine tranquille e storiche del quartiere!!!
Altro quartiere residenziale e' TRIBECA, affaccendato di giorno, ma tranquillo di notte, anche se la zona vanta alcuni tra i ristoranti e i locali notturni più “in” della città.
Chinatown e' la zona piu' eclettica della citta'. E li' si, devo darti ragione, non si resiste piu' di un paio d'ore.
Il quartiere finanziario, ha spelndidi edifici e personaggi indaffaratissimi che volano, invece di camminare.
Insomma, non voglio farla lunga.![]()
Ma New York ha al suo interno tante e tali realta' da non poterla definire SOLTANTO una citta' rumorosa e caotica.
Personalmente non mi piace.
Ed è inutile dirti che al mondo ci sono posti ben più contraddittori,magici e intriganti.
Hai mai viaggiato????
Ben lieta che tu la ami,ma il tuo egocentrismo mi terrorizza
Il folle,l'amante,il poeta solo d'immaginazion son fatti...
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Re: La nuova emigrazione
Che poi, alla fine della storia, il discorso è (dal mio punto di vista) che ognuno in base al suo trascorso di vita sceglie e predilige un determinato posto in cui mettere le radici, va benissimo. Ripeto un concetto che avevo già fatto per Yoga, è bello che un'italiana si trovi tanto bene in una località X (qualunque essa sia) all'estero, che ne esalti i lati belli, va bene. Mi va meno bene che si debba però per forza spuxxanare il proprio Paese d'origine, e pretendere pure che ciò rappresenti una verità assouta. In base ad ogni SINGOLA esperienza, un Paese può essere meglio o peggio di un altro sulla base di quello che si è ottenuto da entrambi, MA QUESTE NON POSSONO ESSERE PASSATE PER VERITA' UNIVERSALI. Sono esperienze personali, e come tali vanno prese. Hamilton adora l'America per i suoi personali motivi, va benissimo. Va meno bene che questi motivi vengano spacciati per oro colato.
Il senso di libertà, l'apertura mentale, le possibilità di una vita migliore, tu le identifichi con NY, Hamilton. Io le vedo nelle mie montagne. Senza la loro ombra sulla mia casa mi sentirei vuota, persa. La pace che mi danno, il senso di appartenenza che mi infondono, ciò che mi insegnano... questa è la mia casa.
Io mi sento sperduta se vado in una metropoli
come Trento, figurati NY!
Hamilton, posso darti un consiglio? (senza polemica) Prima di far partire tuo figlio per l'America, portalo un mese in un maso di montagna, chessò in Val d'Ultimo. Mettilo al fianco di un pastore di montagna. Sarà un insegnamento di vita inaspettato.
E per favore, lascia perdere ciò che NON sai sul Cermis...facciamoci il vicendevole favore di non toccare l'argomento, ok?
Il senso di libertà, l'apertura mentale, le possibilità di una vita migliore, tu le identifichi con NY, Hamilton. Io le vedo nelle mie montagne. Senza la loro ombra sulla mia casa mi sentirei vuota, persa. La pace che mi danno, il senso di appartenenza che mi infondono, ciò che mi insegnano... questa è la mia casa.
Io mi sento sperduta se vado in una metropoli
Hamilton, posso darti un consiglio? (senza polemica) Prima di far partire tuo figlio per l'America, portalo un mese in un maso di montagna, chessò in Val d'Ultimo. Mettilo al fianco di un pastore di montagna. Sarà un insegnamento di vita inaspettato.
E per favore, lascia perdere ciò che NON sai sul Cermis...facciamoci il vicendevole favore di non toccare l'argomento, ok?
Il BuonSenso Viene dall'Esperienza.Anche se L'Esperienza la Fai quando NON hai il BuonSenso.[cit. ]-23/10/09.Dodò c'è.
- pisola
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Re: La nuova emigrazione
Ema 1 , capisco benissimo la tua "non voglia" di vedere NY, a me fa lo stesso l'australia!!!
tutti me ne parlano benissimo, Darioo ha tanti parenti li, me l'ha proposto più volte....ma ogni volta trovo un altro posto!!!
sabato sera siamo usciti con dei suoi zii di melburne...prima o poi dovrò andarci...e magare cambiare idea!
però ho anch'io la mia lista......e l'australia è proprio alla fine!
tutti me ne parlano benissimo, Darioo ha tanti parenti li, me l'ha proposto più volte....ma ogni volta trovo un altro posto!!!
sabato sera siamo usciti con dei suoi zii di melburne...prima o poi dovrò andarci...e magare cambiare idea!
però ho anch'io la mia lista......e l'australia è proprio alla fine!
Luisella, Emilia nata il 13 giugno 2005 e Francesca nata il 19 aprile 2008
- Annalisa78
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Re: La nuova emigrazione
Io penso che bisognerebbe vivere e guardare il mondo con diversi punti di vista. Oggettivamente, c'e' il bello ed il brutto in ogni paese, e poi c'e' la parte soggettiva che ci fa stare bene o ci fa stare male in un determinato posto. Quel che tu enfatizzi, Hamilton, e' la TUA visione di NY, e di cui tu sei innamorata. Ma non e' comunque realistica, perche' e' diverso viverci ed andarci in vacanza. E ti dico anceh il perche': quando andavo a trovare mio marito, e quindi stavo ancora in Italia, Austin per me era la citta' piu' bella che avessi mai visto. Vivevo tutto l'anno aspettando di andarci. Be', ora.. ci vivo da cinque anni, e nonostante mi piaccia vivere qui, mi sono accorta anche dei difetti che questa citta' ha, e non solo dei pregi. Mi sono tolta le fette di salame sugli occhi insomma.
Nicolo' e' nato il 4 Novembre 2008 a 31+6 e pesava 1680g
