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La scuola e il disagio sociale ... lungo

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GlassOfMilk
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da GlassOfMilk » 25 nov 2013, 15:48

lalat, CHE TU SAPPIA SI PUO' FARE UNA SEGNALAZIONE AI SERVIZI SOCIALI? NEL SENSO CHE OK LA BAMBINA HA IL SOSTEGNO MA MAGARI TU COME MAMMA PUOI DIRE CHE LA BAMBINA VIENE MANDATA FUORI ECC.

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Dionaea
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Re: R: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da Dionaea » 25 nov 2013, 15:49

Lalat tu fai bene a fare quel che fai, perché purtroppo non abbiamo la bacchetta magica x cambiare la situazione e dall'oggi al domani e siccome i tuoi figli sono a scuola ora tu devi agire ora.
I genitori di questa bimba non possono fare quello che fai tu e che sarebbe compito della scuola fare, è vero. Non posso certo darti torto!

Il discorso delle politiche sociali è a monte e complementare. Questa familiari disagiata ha affrontato una gravidanza, la bimba è nata in ospedale, avrà un pediatra..in un mondo ideale questa famiglia avrebbe dovuto essere identificata e supportata già prima dell'ingresso a scuola.
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da Dionaea » 25 nov 2013, 16:03

GlassOfMilk, i servizi sociali in queste cose possono ben poco.
L'unica è fare come dice Lalat. Andare da insegnanti, preside e se non bastasse provveditorato e rompere i maroni per far sì che le leggi vengano rispettate. Molti insegnanti non sanno nemmeno che i bambini non andrebbero portati fuori dalla classe, perchè non hanno ricevuto nessuna formazione su come svolgere questo ruolo, capisci l'assurdità? E' come se io domani andassi in tribunale al posto di un avvocato.
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da val978 » 25 nov 2013, 16:06

Dionaea, tu, comprensibilmente, sei molto comprensiva (scusate il gioco di parole), ma secondo me la realtà e la quotidianità è un po' meno rosea di come pensi.

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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da Dionaea » 25 nov 2013, 16:11

val978, no. Ti assicuro che se pranzassi un giorno a casa mia capiresti che abbiamo tutto fuorchè una visione rosea ed edulcorata del mondo scolastico.
Tant'è che sono la prima a dire che è assurdo che ci siano insegnanti che non sanno cosa sia la dislessia piuttosto che l'adhd e che è assurdo che ci siano insegnanti di sostegno che non abbiano mai nemmeno sentito nominare la parola inclusione.
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da GlassOfMilk » 25 nov 2013, 16:20

Dionaea, però se sono una mamma di un altro bambino non posso di certo andare dalla maestra di turno a parlare di un'ipotetica bambina x che per vie traverse ho saputo che non viene calcolata ecc. no?
Se in primis è la maestra (e non ci credo che la preside sia all'oscuro) che se ne frega... la maestra potrebbe benissimo dirmi che non è affar mio, che la bambina ha una famiglia/assistente sociale che se ne cura, che per la privacy non può dirmi ecc.

Mi sembra davvero un vicolo cieco. Povera piccola.

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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da Dionaea » 25 nov 2013, 16:24

Ah scusa! Pensavo come genitore.
E' un vicolo cieco anche perchè c'è la legge sulla privacy.
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da Ari » 25 nov 2013, 17:23

in ogni caso il problema probabilmente è dato dal fatto che a fare gli insegnanti ci sono cani e porci.
come diceva giulia80 ci sono tante persone che attraverso i concorsi pubblici si sono "parcheggiate" in un lavoro sicuro pur non avendo tutti i requisiti adatti al ruolo.
questo per i più svariati motivi, non ultimo il fatto che essere assolutamente competenti nel proprio campo non significa necessariamente avere l'empatia e la sensibilità necessaria per poter insegnare ad altri ciò che si sa.
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da koalamum » 25 nov 2013, 21:24

Alle elementari con mio figlio, che ha la SdD per cui con sostegno,era presente un altro bimbo certificato,e non segnalata dalla scuola materna una bimba con disagio sociale(genitori giovani e la mamma con un probabile QI basso).
Ora la bimba in questione era nota ai servizi sociali visto che nel pomeriggio un educatrice pagata dal comune stava con lei a casa e veniva ad affiancare la madre ai colloqui con le insegnanti.
Le maestre perciò si sono trovate con 2 bimbi certificati,una bimba con disagio e negli anni successivi si sono palesati altre problematiche con altre 2 bimbe.
Ebbene loro si sono spese tanto con tutti,c'è da dire che avendo un numero buono di ore di sostegno,più ore di un educatrice ,più le loro coopresenze,hanno comunque portato avanti bei progetti anche alternativi(orto,cucina,...)e di cocerto lavorato con i genitori affinchè certificassero la bimba per l'ingresso alle medie dove le criticità sarebbero venute a galla. E' chiaro che ogni alunno ha raggiunto i risultati per lui possibili ma sono riuscite a individualizzare il percorso senza lasciare nessuno indietro.
Vorrei spendere una parola sulla questione portiamo fuori i bimbi dallla classe,allora è chiaro che nei primi due -tre anni in genere si può godere del rimanere in classe anche se facendo compiti o esercizi diversi ma non sono contraria a priori se in quel momento per il bambino è più proficuo un lavoro uno a uno uscire dalla classe soprattutto se le competenze in alcune arere sono molto diverse,questa naturalmente è una mia personalissima opinione, mio figlio ogni tanto usciva da solo con il sostegno,ne ero al corrente e sapevo che in quel momento era una necessità per lui.

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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da lalat » 25 nov 2013, 22:17

koalamum ha scritto:Vorrei spendere una parola sulla questione portiamo fuori i bimbi dalla classe,allora è chiaro che nei primi due -tre anni in genere si può godere del rimanere in classe anche se facendo compiti o esercizi diversi ma non sono contraria a priori se in quel momento per il bambino è più proficuo un lavoro uno a uno uscire dalla classe soprattutto se le competenze in alcune aree sono molto diverse,questa naturalmente è una mia personalissima opinione, mio figlio ogni tanto usciva da solo con il sostegno,ne ero al corrente e sapevo che in quel momento era una necessità per lui.
Si e il genitore deve esserne al corrente e la cosa deve essere finalizzata a qualcosa di costruttivo concordato con il sostegno.
Nel mio caso accadeva che facessero uscire mio figlio con quella bambina o con qualche bambino che veniva messo in punizione. E non per fare un lavoro programmato di gruppo.
Quando a casa dovevamo fare i compiti, per dire, dovevo spiegare le cose da capo a Davide perché lui era stato fuori dalla classe a fare magari un puzzle.
Quando io ho scoperto la cosa e ho chiesto spiegazioni, prima hanno negato e minimizzato ... poi hanno cominciato un'arrampicata sugli specchi ... se avessero avuto da mostrarmi dei lavori fatti nelle lezioni 1 a 1 o spiegarmi che tipo di lavoro facevano ... sarei stata aperta al confronto.
Ma a me ciò che da più fastidio è che se anche ci sono delle insegnanti che lavorano bene e che vedono queste cose, tra di loro i proteggono, non parlano mai male dei colleghi qualunque cosa facciano. Da questo punto di vista la scuola è davvero un ambiente terrificante.
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da laura s » 25 nov 2013, 23:05

Io mi chiedo in primis che ne sai tu Lalat di questa bambina per essere certa che non abbia un ritardo mentale. Secondo, mi chiedo che ne sai solo dopo aver visto un quaderno di cosa fa o non fa a scuola.
Boh, se ci tieni così tanto offriti come famiglia affidataria e vai a fondo.
Altrimenti per conto mio non hai abbastanza elementi per desumere un bel niente...
Per quel che ne sai tu, potrebbe essere qualsiasi cosa no??
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da laura s » 25 nov 2013, 23:13

lalat ha scritto:
koalamum ha scritto:Vorrei spendere una parola sulla questione portiamo fuori i bimbi dalla classe,allora è chiaro che nei primi due -tre anni in genere si può godere del rimanere in classe anche se facendo compiti o esercizi diversi ma non sono contraria a priori se in quel momento per il bambino è più proficuo un lavoro uno a uno uscire dalla classe soprattutto se le competenze in alcune aree sono molto diverse,questa naturalmente è una mia personalissima opinione, mio figlio ogni tanto usciva da solo con il sostegno,ne ero al corrente e sapevo che in quel momento era una necessità per lui.
Si e il genitore deve esserne al corrente e la cosa deve essere finalizzata a qualcosa di costruttivo concordato con il sostegno.
Nel mio caso accadeva che facessero uscire mio figlio con quella bambina o con qualche bambino che veniva messo in punizione. E non per fare un lavoro programmato di gruppo.
Quando a casa dovevamo fare i compiti, per dire, dovevo spiegare le cose da capo a Davide perché lui era stato fuori dalla classe a fare magari un puzzle.
Quando io ho scoperto la cosa e ho chiesto spiegazioni, prima hanno negato e minimizzato ... poi hanno cominciato un'arrampicata sugli specchi ... se avessero avuto da mostrarmi dei lavori fatti nelle lezioni 1 a 1 o spiegarmi che tipo di lavoro facevano ... sarei stata aperta al confronto.
Ma a me ciò che da più fastidio è che se anche ci sono delle insegnanti che lavorano bene e che vedono queste cose, tra di loro i proteggono, non parlano mai male dei colleghi qualunque cosa facciano. Da questo punto di vista la scuola è davvero un ambiente terrificante.
Questo commento non mi trova affatto d'accordo.
Se capita che io veda un collega che lavora male, in genere procedo così: Punto primo cerco di pormi in modo cortese e di chiedere spiegazioni, punto secondo se non funziona parlo più apertamente dei problemi che potrebbe causare il suo comportamento VIS A VIS e assolutamente da soli, punto terzo se le cose sono gravi e reiterate vado a parlare PRIVATAMENTE col superiore (primario o chi per lui) in modo che sia informato.
Non mi sognerei MAI E POI MAI di parlar male di un collega, qualsiasi cosa faccia, men che meno con l'utenza. Il che non significa mentire, i silenzi possono essere molto eloquenti, ma fare la malelingua è veramente una cosa inutile, odiosa e fine a se stessa.
Magari potrei sembrare una che se ne lava le mani e fa comunella?? Non credo Lalat, anzi sono una persona estremamente schietta, ma si può essere attivi e schietti anche senza diventare delle portinaie.
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da laura s » 25 nov 2013, 23:23

Che poi, immedesimati un attimo.
Hai una collega che lavora male.
Lei sa che tu pensi questo di lei, perchè gliene hai parlato.
La preside lo sa benissimo.
Ora, se non ti chiami Wonderwoman e non sei dotata di superpoteri, non hai un cugino magistrato e guarda caso nemmeno uno zio mafioso che possa levartela di torno, e (pensa!) devi lavorare per vivere, tu che fai???
Ne parli male, sollevi un bel polverone in modo di essere TU quella cacciata??
Oppure con umiltà prosegui a lavorare facendo del tuo meglio e la ignori come parte delle cose che non puoi cambiare anche se fanno schifo??

Giusto per conoscenza...

(... e poi dopo 8 anni di odio silenzioso capita che la suddetta sia beccata dal primario che cestina i moduli di reclami contro di lei presi dalla cassetta suggerimenti reclami lodi e la spediscano a lavorare a 100 km in SPDC... :fischia :fischia :yeee :yeee )
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da ottyx » 26 nov 2013, 0:37

lalat ha scritto:a ... se nona vessi due bambini di mio di cui uno che necessita di essere seguito assiduamente ...
Le maestre hanno un'intera classe da seguire e da sole e nella situazione precaria che hai descritto probabilmente non riescono ad intervenire nel contesto quotidiano della classe.
Forse hanno segnalato la situazione esternamente, ma nel caso non potrebbero certo spiattellarlo ai quattro venti...
Intanto, nel tuo piccolo, hai segnalato la cosa alla rappresentante e/o al consiglio di istituto? Potreste organizzare discretamente una raccolta di materiale scolastico per la compagna da consegnare alle maestre o una merenda con più mamme in modo da alleggerire il peso della gestione dei bambini.
Chissà che l'esempio non contagi i *piani alti* :sorrisoo
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*Mamma, quando ero nella pancia dormivo abbracciata al tuo cuore*

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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da boxerina » 26 nov 2013, 10:45

Ari ha scritto: essere assolutamente competenti nel proprio campo non significa necessariamente avere l'empatia e la sensibilità necessaria per poter insegnare ad altri ciò che si sa.
E questo, secondo me, è il nocciolo della questione. Troppo comodo fare gli insegnanti "ineccepibili" in quanto si svolge il programma assegnato, ma senza mettersi in gioco come persona. Quando ho davanti uno studente, non posso essere un "burocrate-conta-punti": io, perlomeno, mi sentirei svilita ad agire così, nonostante abbia a che fare con giovani adulti. A maggior ragione, provo puro schifo per coloro che agiscono così con i bambini.
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da crucchina79 » 26 nov 2013, 12:06

Dionaea ha scritto:GlassOfMilk, i servizi sociali in queste cose possono ben poco.
L'unica è fare come dice Lalat. Andare da insegnanti, preside e se non bastasse provveditorato e rompere i maroni per far sì che le leggi vengano rispettate. Molti insegnanti non sanno nemmeno che i bambini non andrebbero portati fuori dalla classe, perchè non hanno ricevuto nessuna formazione su come svolgere questo ruolo, capisci l'assurdità? E' come se io domani andassi in tribunale al posto di un avvocato.
Però questo non li assolve. Quando fai un lavoro, specialmente un lavoro come questo, hai l'obbligo morale di aggiornarti anche da solo, informarti e tenerti sempre alla pari con i cambiamenti.
Io faccio un lavoro del tutto diverso e che non mi piace nemmeno, ma tutti i giorni leggo il sole 24 ore per vedere se ci sono novità che impattano sul mio lavoro, non aspetto sempre che ci sia qualcuno ad organizzare corsi di aggiornamento. Penso che faccia parte della professionalità di una persona... ed ha ragione lalat.... si possono fare tutti i corsi del mondo, ma la voglia di insegnare non la si può inculcare a nessuno. Il fatto è che questo lavoro, come molti lavori statali, è stato usato come ammortizzatore sociale e molte persone lo hanno voluto fare per avere un posto sicuro e non per effettiva vocazione. E probabilmente molta gente la motivazione la perde per strada, perché senza incentivi non tutti danno il massimo...
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da crucchina79 » 26 nov 2013, 12:13

Sul segnalare i comportamenti errati dei colleghi son d'accordo con lauras
Se io vedessi un collega violare il codice etico o la legge lo segnalerei subito alle funzioni preposte al controllo, ma non mi sognerei di sputtanarlo in giro. Questo non per omertà, ma perché non è giusto... ci sono persone il cui lavoro è controllare ed eventualmente proseguire con vari provvedimenti (dall'ammonizione formale al licenziamento alla denuncia se è il caso), ma questo non compete me. E questo non vuol dire fregarsene, ma agire in modo corretto...
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Re: R: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da Dionaea » 26 nov 2013, 12:26

Crucchina forse non si è capito..io non assolvo. Ho scritto che è assurdo.
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da Lunette » 26 nov 2013, 12:29

Ari ha scritto:in ogni caso il problema probabilmente è dato dal fatto che a fare gli insegnanti ci sono cani e porci.
Questa però non mi torna. O parlate di anni e anni fa? Perché adesso per fare l'insegnate, e chiedo perché non sono sicura, non serve almeno una laurea specialistica?
Inoltre, dopo di questa, non si deve fare tutta la trafila dei concorsoni che durano anni luce, più tutta una serie di supplenze, ore, ecc..

Io ho sempre pensato che per diventare di ruolo devi avere la pazienza e la costanza di Giobbe quindi cani e porci non dovrebbero esserci. O no?
"Marta, Marta, tu t’inquieti e ti affanni per molte cose; una sola è necessaria: Maria invece ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta“.

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Re: R: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da Dionaea » 26 nov 2013, 12:33

Lunette ora sì ma anni fa no.
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