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ma si può vivere così?!?!

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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da newmamy » 23 mag 2008, 15:12

daniela75 ha scritto:Newmamy...effettivamente mi hanno chiamato "terrona" più di una volta!!! :fischia
scegli bene le tue amicizie!!1 :hi hi hi hi
daniela......ok, ci ripenso........vi cancello tutte dalla mia agenda :ahaha
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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da Fra1 » 23 mag 2008, 15:13

Non è sempre vero che quando un reato è commesso da un italiano lo si giustifica mentre se è commesso da un rumeno gli si da contro.
Anzi, se è commesso da un immigrato irregolare che delinque (che poi doveva essere l'argomento del topic che tutt'alto è diventato) e un italiano osa dire qcosa contro, viene subito tacciato di razzismo. Bisogna stare anche attenti a dire che so vorrebbe vivere con meno clandestinità nelle città perchè è una frase razzista! Come siamo ridotti!
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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da helzbeth » 23 mag 2008, 15:16

daniela75 ha scritto:
helzbeth ha scritto:
daniela75 ha scritto:in realtà rileggendola...la mia frase è un pò...sc**a!! :ahaha

però tanta gente che conosco è razzista anche contro quelli che vivono sotto Roma...ecco perchè ho incluso nella lista delle amcizie anche la mia amica!!
se vuoi ti parlo di come si sta sopra il Po, che notoriamente fa confine... :ahaha
'orca miseria...allora è proprio vero che sono terrona!!! :urka

:ahaha :ahaha
Qua si dice che dopo il Po serve il passaporto, fai tu...

E per i trentini siamo terroni noi...

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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da newmamy » 23 mag 2008, 15:20

Fra1 ha scritto:Bisogna stare anche attenti a dire che so vorrebbe vivere con meno clandestinità nelle città perchè è una frase razzista!
allora, io sono razzista perchè vorrei vivere senza clandestini malfattori ma mi rendo conto che si tratta di un'utopia :x:
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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da xeniya » 23 mag 2008, 15:26

Io lavoro vicino alla stazione di Bologna, campi rom per questione logistica non ce ne sono, ma vi vorrei far vedere quanta gente italianissima che fa accattonaggio, defeca nei pertugi dei portici, si droga davanti ai portoni delle case! E so che sono italiani perchè quando mi chiedono i soldi e sono anche piuttosto insistenti... sento una S inconfondibile :fischia
Però non mi passerebbe mai dall'intecamera del cervello di dire che tutti i bolognesi sono così :fischia !
L'altra sera intervistavano il capo della comunità rom in Italia il quale diceva che esistono (solo in Italia) più di 30 gruppi rom, ed è una minoranza quella che delinque!
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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da ROBY75 » 23 mag 2008, 15:26

Aurora ha scritto:
ROBY75 ha scritto:
ma io sono prevenuta lo ammetto... verso i rom. li ritengo solo delle sanguisughe.
e faccio di tutta l'erba un fascio nel considerarli come concetto di società che è marcia dentro.

già! peccato che Hitler non sia riuscito a sterminarli tutti, a farli
sparire dalla faccia della terra. non prima però di aver praticato su di loro
ogni genere di esperimento scientifico.
E peccato non siano riusciti a sterilizzare tutte le donne rom in modo da non
permettere loro di procreare altre "sanguisughe"!
già.
un vero peccato eh?
e non aggiungo altro.
tanto di fantasia ne hai da vendere vedo.
Dove ho usato fantasia?
Nello scrivere di fatti realmente accaduti?

Beh, se quella sottospecie d'uomo fosse riuscito nel suo intento
al 100% ora ne tu ne altre qui (e altrove) vi lamentereste dei ROM!

E' un dato di fatto non una fantasia!

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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da Serena&Luca » 23 mag 2008, 15:27

kla ha scritto:
daniela75 ha scritto:ho letto le prime pagine e le ultime....io non mi reputo razzista, non credo di esserlo!
ho amiche rumene, albanesi...uno delle mie migliori amiche è napoletana!
'azz! Che amicizie esotiche!!!


:ahaha :ahaha :ahaha :ahaha :ahaha
Vedi napoli e poi muori :buuu





























:ahah
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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da Fra1 » 23 mag 2008, 15:28

Sì sì i ROM sono tutti giostrai e allevatori, non ruba quasi nessuno e si attrezzano solo se autorizzato pagando e non rubando l'elettricità cui si allacciano
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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da Fra1 » 23 mag 2008, 15:30

Fra1 ha scritto:Sì sì i ROM sono tutti giostrai e allevatori, non ruba quasi nessuno e si attrezzano solo se autorizzato pagando e non rubando l'elettricità cui si allacciano
La maggioranza dei rom sono giostrai e allevatori, non ruba quasi nessuno e si fermano in campi che attrezzano solo se autorizzati e naturalmente pagano e non rubano l'elettricità e l'acqua cui si allacciano.
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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da helzbeth » 23 mag 2008, 15:34

ALT: i giostrai sono una cosa, i Rom che trovi per strada sono un'altra cosa
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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da newmamy » 23 mag 2008, 15:35

xeniya ha scritto:L'altra sera intervistavano il capo della comunità rom in Italia il quale diceva che esistono (solo in Italia) più di 30 gruppi rom, ed è una minoranza quella che delinque!
beh, allora questa minoranza si è concentrata tutta dalle mie parti :urka
ma, al di là di queste facili battute, tu credi a ciò che ha detto questo fantomatico capo?
purtroppo i fatti sono ben altra cosa di queste interviste :x:
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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da Ari » 23 mag 2008, 15:37

daniela75 ha scritto:in realtà rileggendola...la mia frase è un pò...sc**a!! :ahaha

però tanta gente che conosco è razzista anche contro quelli che vivono sotto Roma...ecco perchè ho incluso nella lista delle amcizie anche la mia amica!!
sotto roma?
pensa che io conosco gente che quando ha saputo che da verona venivamo ad abitare a parma, mi ha chiesto come mai andavo in terronia, visto che parma è sotto il po! :ahaha :ahaha :ahaha
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ho raccolto questi fiori per te per dimostrare a tutti quanto ti voglio bene

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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da Fra1 » 23 mag 2008, 15:39

il capo della comunità ROM in Italia cos'altro potrebbe dire sui ROM?! Mica può sputare nel piatto dove mangia... eddaiiii ...

E' vero i giostrai e i rom non sempre coincidono, ma qui sono stati fatti coincidere spesso per tacciarmi di razzismo, quindi ero semplicemente stata in linea con questa cosa che mi è stata detta e rimarcata (non in questo post) :sorrisoo
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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da helzbeth » 23 mag 2008, 15:41

Ari ha scritto:
daniela75 ha scritto:in realtà rileggendola...la mia frase è un pò...sc**a!! :ahaha

però tanta gente che conosco è razzista anche contro quelli che vivono sotto Roma...ecco perchè ho incluso nella lista delle amcizie anche la mia amica!!
sotto roma?
pensa che io conosco gente che quando ha saputo che da verona venivamo ad abitare a parma, mi ha chiesto come mai andavo in terronia, visto che parma è sotto il po! :ahaha :ahaha :ahaha

scientifico... :ahah
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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da xeniya » 23 mag 2008, 15:41

Fra, questo è uno stralcio di una relazione del Ministero dell'Interno del 2006

Molte Regioni, in ottemperanza a quanto richiesto dalle
Raccomandazioni e dalle Risoluzioni in particolare del Consiglio d’Europa,
hanno emanato, a partire dal 1984, apposite leggi a favore o a tutela dei
18
Rom e dei Sinti e della loro cultura. Esse sono in ordine cronologico:
Veneto, Lazio, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Friuli-Venezia
Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Liguria, Piemonte, mentre la
Regione Marche li ha inclusi in una legge più ampia, che riguarda emigrati,
immigrati, rifugiati.
Alcune Regioni hanno apportato modifiche alla prima legge, o parziali
come l’Emilia-Romagna o totali come la Toscana, per meglio adattarle alle
nuove situazioni, in seguito all’immigrazione di Rom stranieri e all’aumento
della stanzialità rispetto al nomadismo.
Il fatto che tali leggi esistano è già di per sé un fatto importante, in
quanto sono un riconoscimento degli zingari come minoranza etnica con
cultura e lingua proprie.
In tutte queste leggi viene enunciato come elemento fondante di
questa cultura il nomadismo: pertanto il diritto al nomadismo, e di
conseguenza alla sosta, è ribadito esplicitamente. Questo comporta
disposizioni specifiche per la creazione di aree di sosta e di transito
appositamente attrezzate e per il loro finanziamento
. Inoltre tutte le leggi
prevedono interventi atti a migliorare le condizioni di vita in merito alla sanità,
all’abitazione, all’istruzione e al lavoro; tutto questo nel rispetto delle loro
connotazioni etnico-culturali.


Poi, ti ripeto, ci saranno anche quelli che si attaccano all'elettricità, che rubano, ma non si può dire che siano TUTTI così!
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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da helzbeth » 23 mag 2008, 15:43

Fra1 ha scritto:il capo della comunità ROM in Italia cos'altro potrebbe dire sui ROM?! Mica può sputare nel piatto dove mangia... eddaiiii ...

E' vero i giostrai e i rom non sempre coincidono, ma qui sono stati fatti coincidere spesso per tacciarmi di razzismo, quindi ero semplicemente stata in linea con questa cosa che mi è stata detta e rimarcata (non in questo post) :sorrisoo
se parli di "chi l'ha visto" quello non era il capo della comunità dei Rom, ma una specie di "referente" tra i Rom e lo stato Italiano, un portavoce.
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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da mina79 » 23 mag 2008, 15:44

ROBY75 ha scritto:
Aurora ha scritto:
ROBY75 ha scritto:
ma io sono prevenuta lo ammetto... verso i rom. li ritengo solo delle sanguisughe.
e faccio di tutta l'erba un fascio nel considerarli come concetto di società che è marcia dentro.

già! peccato che Hitler non sia riuscito a sterminarli tutti, a farli
sparire dalla faccia della terra. non prima però di aver praticato su di loro
ogni genere di esperimento scientifico.
E peccato non siano riusciti a sterilizzare tutte le donne rom in modo da non
permettere loro di procreare altre "sanguisughe"!
già.
un vero peccato eh?
e non aggiungo altro.
tanto di fantasia ne hai da vendere vedo.
Dove ho usato fantasia?
Nello scrivere di fatti realmente accaduti?

Beh, se quella sottospecie d'uomo fosse riuscito nel suo intento
al 100% ora ne tu ne altre qui (e altrove) vi lamentereste dei ROM!

E' un dato di fatto non una fantasia!
le insinuazioni che fai sono frutto della tua fantasia.
pensavo si capisse che mi riferivo a quelle, visto che hitler tra un pò lo conosce pure mia figlia.
Mina, Aurora (10 AGOSTO 2004) & Diego (24 FEBBRAIO 2019)

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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da ROBY75 » 23 mag 2008, 15:44

Se avete voglia di sprecare dieci minuti a leggere:

Rom, una cultura A CAVALLO DEI SECOLI

IN FUGA DA SEMPRE, VULNERABILI OGGI PIU’ CHE MAI PER LA MANCANZA DI UNA STABILITA’ A LIVELLO SOCIALE, I ROM VIVONO SPESSO IN CONDIZIONI BORDERLINE E, SOPRATTUTTO, CI FANNO PAURA. EPPURE, NELLA STORIA, SONO L’UNICO POPOLO AL MONDO A NON AVER MAI DICHIARATO GUERRA A NESSUNO…

di Livia Panascì, 16 anni, Liceo classico ‘E.Q.Visconti’
e Giulia Virgilio, 16 anni, Liceo classico ‘Tasso’ - Roma



Tutti uguali: mendicanti, ladri, sporchi, sempre pronti a fregare il prossimo. Semplicemente zingari, sicuramente da evitare. Ecco come appaiono i rom nell’immaginario collettivo. A un osservatore meno superficiale, invece, la loro cultura risulta tutt’altro che unitaria. Le comunità, presenti anche in Italia, sono numerose: sinti, rom kalderasha, khorakhanè, manouches, kalè, solo per citarne alcune. Tutte hanno una comune radice culturale indiana. E dall’India, in diverse ondate, i Rom si sono spostati verso la Persia, l’Impero Ottomano e poi in Europa, America e Australia. Una popolazione complessa che è riuscita a mantenere buona parte degli antichi usi e costumi integrandoli con le influenze culturali dei vari paesi che ha attraversato, ma non nomade per cultura, come pensano i più.
Agli antipodi della visione dello zingaro sporco e ladro c’è quella dello zingaro libero, che non ha bisogno di patria, né di dimora, antagonista del mondo industrializzato. Anche questa volta, dietro a una parziale verità si cela uno stereotipo che nuoce alla cultura romanì.
Non è facile presentare un popolo solo in qualche riga, però, proviamo almeno a sfatare qualche pregiudizio. Partiamo dalla denominazione stessa della minoranza: “zingaro”. Il termine deriva da “Athinganos”, setta eretica giunta in Europa dall’Asia Minore che si credeva avesse a che fare con il demonio, perché dedita alla magia. Quando i rom entrarono nell’impero bizantino furono confusi da subito con gli athingani, da cui acquisirono la cattiva fama ed il nome di zingari, che non ha più perso la sua accezione negativa e offensiva. Ma non è questo il nome che loro si sono dati. Rom, sinti, manus, kalè: questi sono etnonimi (nomi con cui una popolazione chiama se stessa) che significano “uomo” e più in particolare “uomo libero”.
Un altro mito da sfatare riguarda il concetto di nomadismo: i rom non sono nomadi per cultura. Questo è un clamoroso falso storico. Quando giunsero in Europa vennero subito respinti, guardati con diffidenza perché diversi; erano poveri, vestiti stranamente, parlavano una lingua incomprensibile, rappresentavano una minaccia per il controllo sociale. Queste popolazioni, giunte in Occidente disarmate, in fuga da altre persecuzioni, come quella ottomana e persiana, si ritrovarono nuovamente attaccate. Non volendo né potendo contrapporre violenza alla violenza, dovettero emigrare continuamente da un paese all’altro, osteggiate da bandi e leggi a loro contrari. Per questo è forse l’unico popolo al mondo a non aver mai dichiarato guerra a nessuno, a non avere un esercito, a non aver mai attuato forme di terrorismo per rivendicare un sacrosanto diritto all’esistenza; bisognerebbe parlare di emigranti coatti più che di nomadi.
Il presunto nomadismo ha poi generato un altro equivoco: se sono nomadi, avranno bisogno di spazi aperti in cui sostare, adeguati alle loro esigenze. Così sono sorti i campi di sosta, che per quanto possano essere stati costruiti ed ideati con l’intento di realizzare una convivenza pacifica tra i centri abitati e la popolazione rom, sono diventati innegabilmente una forma di segregazione razziale.
L’ISTRUZIONE DEI BAMBINI COME POSSIBILE SOLUZIONE AL PROBLEMA DELL’INTEGRAZIONE
Lavoratori di metalli, giostrai, possessori di cavalli e suonatori: erano loro i rom che muovevano anni fa dai paesi d’origine per venire in Italia alla ricerca di guadagni e condizioni migliori. Oggi la situazione che si presenta non è certo quella che gli emigranti speravano: le comunità vivono di microcriminalità, in condizioni borderline, in cui l’unica fonte di sostentamento è spesso rappresentata da attività illecite. In una situazione simile, a risentirne di più sono i bambini che, tra l’altro, abituati a un tipo di cultura prevalentemente orale, sono quasi sempre in una condizione di semianalfabetismo e mancano di scolarizzazione. Eppure, a nostro parere, proprio da loro bisognerebbe partire: l’istruzione dei bambini rom potrebbe essere un primo passo all’inserimento delle comunità nella società dei paesi in cui vivono. La difficoltà maggiore che si oppone all’attuazione di questo obiettivo sembra essere la mancata fiducia dei rom nei confronti della scuola (sono in pochi a frequentare regolarmente le lezioni) ed essa non è vista come un modo per riscattarsi al livello sociale, ma solo come uno strumento per acquisire le capacità di pura sussistenza), aggravata dalla mancanza di leggi e di programmi didattici adeguati all’inserimento dei bambini.
Per saperne di più abbiamo intervistato il presidente di “Opera Nomadi”, Massimo Converso.
Che cos’è l’Opera Nomadi, quando è nata e di cosa si occupa?
«L’Opera Nomadi è nata nel 1966 a Bolzano come associazione locale, nel 1970 è diventata associazione nazionale ed è stata eletta ente morale con un decreto del Presidente della Repubblica. Si occupa fondamentalmente dell’affermazione dei diritti costituzionali dei rom, in particolare di quello alla casa, al lavoro e alla salute. Diritti che nel nostro paese non sono affermati né garantiti per la maggior parte del popolo di rom, sinti e camminanti».
La caratteristica della cultura Rom che la rende così diversa dalla nostra è il nomadismo e la vostra associazione si chiama proprio Opera Nomadi. Ma davvero il nomadismo è una componente fondamentale della cultura rom o piuttosto questa componente è nata dal bisogno di sfuggire all’ostilità delle società europee? Al giorno d’oggi le comunità rom sono realmente nomadi? Se sì, lo sono per scelta o per necessità?
«Il nomadismo è innanzi tutto una condizione economica e non dello spirito, quindi fino a quando i mestieri legati a esso, come il commercio e lo spettacolo viaggiante, sono stati parte integrante della struttura, della società e dell’economia dell’Italia, dell’Europa e del mondo, allora i rom si potevano considerare nomadi o seminomadi. Attualmente solo il 20% dei rom e dei sinti presenti in Italia è seminomade, quindi pratica un nomadismo di tipo economico legato alle proprie attività. Ad esempio, i kalderasha e i camminanti siciliani, che praticano il mestiere di giostrai, si muovono dalle regioni di residenza, dove generalmente hanno una casa o una micro area residenziale, esclusivamente per necessità lavorative».
Per molto tempo la contrapposizione tra il nomadismo rom e il sedentarismo della società europea ha costituito una distanza incolmabile tra i due mondi. I rom sono stati emarginati, perseguitati e persino deportati nei campi di concentramento nazisti. Come è vissuta oggi questa differenza?
«La diffidenza del popolo italiano è sicuramente nata e continua a essere alimentata dal senso di instabilità che genera una comunità chiusa che pratica mestieri legati al nomadismo. Attualmente è la mancanza di attività economiche vere e proprie che si sostituiscano a quelle venute meno che crea la maggiore incompatibilità con il resto della società italiana: non bisogna dimenticare che migliaia di rom e sinti sono pienamente integrati perché hanno un’attività lavorativa stabile che crea certezze nella società circostante».
L’educazione dei bambini è, a nostro avviso, una soluzione al problema dell’emarginazione dei rom nella società. Ma bisogna affrontare la questione dell’inserimento dei bambini rom nel sistema scolastico italiano, che al momento sembra essere un processo piuttosto difficile. Quale potrebbe essere una possibile soluzione secondo lei?
«Noi pensiamo che il protocollo d’intesa firmato nel 2005 dall’Opera Nomadi e dal Ministero della Pubblica Istruzione, se fosse finanziato e sostenuto dalle Direzioni Scolastiche Regionali, potrebbe in un quinquennio modificare radicalmente questo stato di cose per cui i rom sono la minoranza in Italia con il grado di istruzione più basso rispetto al resto della popolazione. C’è da dire che al momento rom, sinti e camminanti non danno un’importanza centrale all’istruzione e quindi questa non viene trasmessa ai figli come un valore. L’istruzione non è vista come una necessità e come una priorità per il bambino rom, né è realmente a cuore alle istituzioni italiane, salvo le buone intenzioni di alcuni amministratori dello Stato. Altrimenti non si potrebbe tollerare che persista un livello d’istruzione così basso e che ben ventimila minori rom non siano neanche vaccinati».
Con il nuovo governo ci sono stati dei miglioramenti da questo punto di vista ?
«Solo nelle intenzioni, ma nella pratica no».
La principale fonte di insegnamento dei bambini rom è la loro comunità, come si realizza allora l’educazione all’interno di essa?
«La figura fondamentale all’interno della comunità rom, come in ogni gruppo minoritario, è quella della madre (che più difficilmente svolge un’attività economica esterna al gruppo). I ragazzi seguono l’attività economica del padre e le ragazze quella della madre nel contesto generale della famiglia estesa. Per questi motivi il bambino cresce in perfetta coerenza con l’andamento economico del gruppo, sia esso positivo o, come succede molto più spesso, negativo».
I bambini Rom, in quanto parte di una minoranza, sono tutelati in maniera particolare dalla legge?
«Sì, esistono alcune leggi specifiche, per esempio quella sullo spettacolo viaggiante, creata quando la maggior parte dei giostrai e circensi era sinta; oppure lo stesso protocollo di intesa. Il problema è che tutte queste disposizioni sono per lo più temporanee. Ciò dipende anche da noi, però, che siamo essenzialmente contrari ad una legge speciale nazionale in quanto la nostra aspirazione è quella di integrare la vigente legislazione con delle specificità (come la legge sulle minoranze linguistiche o sulla memoria o per l’immigrazione). Bisognerebbe, in pratica, applicare la Costituzione anche alla popolazione rom e sinta, riconoscere lo stato di minoranza etnico-linguistica senza applicare legislazioni speciali che rischierebbero di favorire ulteriormente l’emarginazione».
L’ integrazione dei rom nella società è resa molto difficile dalla gran quantità di pregiudizi sul loro conto. Come fare a conoscere la vera cultura rom e superare questa barriera?
«Il lavoro di informazione e controinformazione sulle caratteristiche del popolo rom e sinto è fondamentale e il loro non-inserimento all’interno delle leggi che riguardano la cultura è molto grave e complica le cose. Certamente sono fondamentali i progetti di scolarizzazione e avviamento al lavoro per arrivare ad uno sviluppo e garantire l’autosviluppo».
Qual è la situazione negli altri paesi europei riguardo all’educazione e all’inserimento nella scuola dei bambini Rom?
«La situazione è decisamente peggiorata negli ultimi anni per quanto riguarda i diritti all’istruzione e al lavoro. Ci sono gravissimi livelli di emarginazione anche in Spagna, mentre la situazione è migliore in Francia, Germania e nei paesi più ricchi della Comunità europea. L’Italia resta, comunque, l’unico paese in cui si costruiscono ancora campi di sosta (all’estero, infatti, i rom vivono in case generalmente mononucleari) e con il piu basso livello di istruzione e occupazione».

VERSO LA CONFERENZA INTERNAZIONALE
L’8 aprile si è celebrata la Giornata internazionale dei rom. Il ministro all’Interno Giuliano Amato, che ha presieduto la riunione, ha annunciato di voler convocare, nei prossimi mesi, una Conferenza internazionale per discutere, con un’ottica europea, su una minoranza che è insieme espressione di diritti non riconosciuti e di problemi. E’ stata anche discussa l’ipotesi di un riconoscimento delle popolazioni rom e sinte quali minoranze linguistiche, alla luce delle ripetute sollecitazioni del Parlamento europeo che ha richiamato i paesi dell’Unione a un impegno contro qualsiasi forma di discriminazione nei loro confronti.
Alla riunione, alla quale erano presenti i sottosegretari Marcella Lucidi e Ettore Rosato, rispettivamente con delega all’immigrazione e alle minoranze e il capo del Dipartimento Libertà Civili e immigrazione, e il prefetto Mario Morcone, che presiede il Comitato del quale fanno parte i rappresentanti degli altri ministeri competenti, hanno partecipato i rappresentanti delle organizzazioni delle Comunità “sprovviste di territorio” e delle associazioni impegnate nel settore.
Il Comitato contro la discriminazione e l’antisemitismo ha anche deciso di istituire un Osservatorio aperto al dialogo con le comunità rom per elaborare iniziative e proposte.


L’EDUCAZIONE DEI BAMBINI ROM ATTRAVERSO LA FAMIGLIA ESTESA

Per quanto riguarda l’educazione dei bambini rom, questa segue la tradizione della comunità di appartenenza e varia così dalle une alle altre. Gli aspetti di base in comune sono:
il fatto che la famiglia sia rappresentata dall’intero parentado;
l’esistenza di tre categorie di educatori. La prima di queste è rappresentata dai “Pure”, i saggi anziani depositari della legge romanì, che hanno il compito di tramandare le norme morali che regolano la comunità, di rappresentare la memoria recente della famiglia, il sistema giuridico e il tribunale dei rom. La seconda categoria è quella dei genitori, che hanno il compito di insegnare le diverse funzioni dell’uomo e della donna nella comunità. Infine, la terza categoria è rappresentata dai fratelli maggiori, che sono l’anello di congiunzione fra il mondo degli adulti e quello dei bambini, che non devono mai essere divisi.
È importante sottolineare la coesione e la condivisione proprie della famiglia come del mondo rom, che hanno rappresentato la risorsa principale contro le tante persecuzioni.

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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da floddi » 23 mag 2008, 15:47

helzbeth ha scritto:
Ari ha scritto:
daniela75 ha scritto:in realtà rileggendola...la mia frase è un pò...sc**a!! :ahaha

però tanta gente che conosco è razzista anche contro quelli che vivono sotto Roma...ecco perchè ho incluso nella lista delle amcizie anche la mia amica!!
sotto roma?
pensa che io conosco gente che quando ha saputo che da verona venivamo ad abitare a parma, mi ha chiesto come mai andavo in terronia, visto che parma è sotto il po! :ahaha :ahaha :ahaha

scientifico... :ahah
:domanda :domanda

cioè adesso sono terrona pure io????? :domanda

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Re: ma si può vivere così?!?!

Messaggio da Fra1 » 23 mag 2008, 15:48

xenya , ho letto attentamente solo che rimango della mia idea.
Sulla carta è tutto bello e giusto ed equo, poi mi guardo intorno e vedo tutta un'altra realtà.
Parlo ovviamente della mia città senza riferirmi a fatti di cronaca che sn d'accordo cn tutti voi possoo essere generalizzati.
Vorrei tanto che mi fosse dimostrato il contrario, ma, da infedele, sono come san tommaso.
Devo vedere.
Per ora, purtroppo, vedo gli zingari della mia città insediarsi in zone non autorizzate (infatti vengono sgobrati), li vedo fare accattonaggio e tutto il resto.
Il sindaco di legnano, ripeto, ha cercato di tutelare donne, bambini e anziani, negli sgomberi e per tutta risposta ha avuto un voltafaccia.
Quando loro si insediano nell'area di cui parlo i furti aumentano e la refurtiva viene recuperata durante gli sgomberi.
Non ho mai sentito nella mia città di zingari che lavorino nè lì ho mai visti coi miei occhi.
Li ho visti invece rubare (a casa mia e a casa dei miei suoceri).
Li ho visti aggredire mio suocero per derubarlo.
Li vedo sfruttare i loro figli con l'accattonaggio.
Ma non volevo parlare di zingari.
Ripeto che il post era un altro se no non la finiamo più.
Già così ha ripreso alla grande quando pensavo fosse chiuso. :sorrisoo
Francesca e Matteo (3/12/04 ore: 15.25 - Kg.2,830)

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