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riflessioni sul "posto fisso"

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Re: riflessioni sul "posto fisso"uello

Messaggio da ishetta » 10 feb 2012, 15:20

marby ha scritto:Bè volendo vedere il rovescio della medaglia, puó anche darsi che a qualche libera professionista faccia piacere (o cmq torni comodo) poter rientrare al lavoro poco dopo il parto, continuando quindi a lavorare e guadagnare, avendo poi anche questa indennità di maternità (non ho capito come si chiama, ma non penso sia maternità "obbligatoria" in quanto non si è effettivamente obbligate a non lavorare). Dipende sempre tutto da che lavoro fai, dai guadagni, dagli orari etc etc...
Ecco quello he dicevo io.
Perché la vuoi perché tu puoi riconquistare un sorriso e puoi giocare e puoi gridare perché ti han detto bugie ti han raccontato che l'hanno uccisa che han calpestato la gioia perché la gioia è con te

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Re: riflessioni sul "posto fisso"

Messaggio da ishetta » 10 feb 2012, 15:22

STEFI@VALERIO ha scritto:
floddi ha scritto:vabbè dai in realtà non è che ci sia proprio questa differenza ABISSALE e ingiusta.
Ma infatti, la differenza non mi sembra per nulla giusta, sinceramente, ma neanche abissale.

Il fatto è che tanti "autonomi" o "psudoautonomi" non vorrebbero esserlo affatto in realtà, non hanno scelto, semplicemente il posto fisso non l'hanno trovato. Mentre invece chi ha la fortuna, le capacità o le giuste conoscenze per trovarlo assume un diritto quesito, e il mercato del lavoro ne risulta così sostanzialmente paralizzato.
Ni.

Il problema è che a volte si vuole esercitare proprio quella professione e che al 99% non c'è datore di lavoro ma solo la libera professione.
Ad es. Io ho diversi colleghilaureati in Giurisprudenza e hanno fatto come me anni di gavetta. Ora hanno un lavoro piu attnente al loro ambito tipo ispettorato e robe brutte :risatina: simili.
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Re: riflessioni sul "posto fisso"

Messaggio da lalat » 10 feb 2012, 15:22

ishetta ha scritto:
lalat ha scritto:
ci610 ha scritto:
ishetta ha scritto:Non so xchè ma mi ero fatta tutta una formula in testa :hi hi hi hi spero che mia figlia non erediti da me le capacità matematiche :ahah


Quindi la differenza è che il dipendente ha la facoltativa e il lib professionista no. Giusto?

esattamon
No perché l'80% dei 5/12 del reddito è calcolato sul reddito di 2 anni prima del parto. Quindi se tu sei una libera professionista di 33 anni che ha un reddito annuo di (facciamo un esempio) 25mila euro e 2 anni prima facendoti la gavetta avevi un reddito di 10mila euro ... l'indennità che ti viene corrisposta è l'80% dei 5/12 di 10mila euro anche se tu al momento del parto guadagni molto di più.
Inoltre l'indennità non ti viene corrisposta se non dopo molti mesi dopo che è nato il bambino. Nessun'altra indennità viene corrisposta dalla cassa, per malattie o altro per i figli. E la stessa indennità di maternità, esiste per le libere professioniste (architetti e ingegneri) solo dall'anno 2000 poiché prima era assolutamente inesistente.
Inoltre non capisco perché i padri dei bambini di donne lavoratrici non dipendenti possano usufruire dell'allattamento e non della maternità obbligatoria ... visto che per le libere professioniste la maternità obbligatoria non è obbligatoria (almeno per gli arch. e ing. è così).
Scusa ma intanto hai un minimo che é da quanto ho capito è la media delle dipendenti. Quindi prendi esattaente quanto la media delle dipendenti..

E poi il fatto che tu percepisca un reddito aggiuntivo lavorando in quei mesi che x i dipendneit sono obbligatori non è a tuo avore?
Per intenderci poniamo il caso che io percepisco x per 5 mesi. Poi stop.
Tu percepisci x (seppur in ritardo) più hai la possiilità di lavorare o di stae a casa (poi é chiato che se hai un'attività la devi mandar avanti ma puoi farlo ad es. Riducendo gli orari).
Io la vedo in un altra maniera. Prima di partorire nel 2004 guadagnavo circa 1200 euro al mese ... e nei mesi di maternità obbligatoria ne ho guadagnati 500 al mese ... che mi sono stati versati quando Davide aveva 8 mesi. Ho lavorato perché era un periodo della mia vita che non potevo fare diversamente ma anche per integrare ... ovviamente non ho lavorato 10 ore al giorno.
Non mi sembra proprio la stessa identica cosa delle dipendenti eh!
Io comunque ... tanto per chiarire dichiaro quello che guadagno ... il discorso che ci sia chi può o vuole dichiarare diversamente ... non lo voglio nemmeno stare a sentire ... è la solita storia siccome ci sono dei delinquenti ci devono rimettere i soliti fessi. Ci610 ... cosa ci trovi di giusto lo sai solo tu ...
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Re: riflessioni sul "posto fisso"

Messaggio da laura s » 10 feb 2012, 15:22

lalat ha scritto:Non sono d'accordo. 5 mesi è ciò che spetta in tutti i paesi europei visto che li tiriamo sempre in ballo (e sinceramente a me sembrano un'eternità e lo dico proprio senza polemica) e non vedo perché se ci sono pochi soldi si debbano tenere solo per chi ha il posto fisso. Non è togliere a tutti è ridistribuire a tutti. Invece c'è chi ha tutti i diritti e chi non ne ha nessuno. E non parlatemi di scelte per favore ... siamo seri ... secondo te chi sceglie di lavorare 12 ore al giorno prendendo solo un rimborso spese come stage di 300 euro al mese è perché sceglie di farlo? Uno fa quello che trova ... e se trova da fare il finto dipendente aprendo la partita iva lo fa ... :che_dici
E meno male che c'è chi come me fa i figli anche senza avere tutti i privilegi delle dipendenti tutto sommato non credi? Ma non riesco proprio ad essere solidale con chi dice che 5 mesi sono pochissimi ... primo perché non è vero, secondo perché se c'è chi torna al lavoro dopo pochi giorni vuol dire che è possibile ... e io non sono morta eh? E ho pure allattato a lungo senza mai dare una sola goccia di latte artificiale.
Io sono libera professionista e sono assolutamente contraria a tutto questo discorso. 5 mesi sono pochissimi, e dovrebbero come minimo dare alle libere professioniste gli stessi diritti delle assunte. Altro che tagliare. E anche i legislatori, saranno stati in un utero no?? Ricordarsene, ogni tanto, non sarebbe male... :che_dici
Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN

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Re: riflessioni sul "posto fisso"

Messaggio da ishetta » 10 feb 2012, 15:25

Come dicevo è sempre na questione di scelte, di soppesare i pro e i contro.
Se decido di far l'architetto so che al 99% sarò lib professonista, so che avrò detrminate restrizioni ma o che magari in futuro diventò il Renzo Piano della situazione e cmq svolgo il lavoro che mi piace.
Io somo dipendentr, ho uno stipendio certo, malattie pagate ma faccio un laoro che mi fa schifissimo e che mi 0pone altri limiti (ad es. L'oraio).
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Re: riflessioni sul "posto fisso"

Messaggio da STEFI@VALERIO » 10 feb 2012, 15:25

ishetta ha scritto:
STEFI@VALERIO ha scritto:
floddi ha scritto:vabbè dai in realtà non è che ci sia proprio questa differenza ABISSALE e ingiusta.
Ma infatti, la differenza non mi sembra per nulla giusta, sinceramente, ma neanche abissale.

Il fatto è che tanti "autonomi" o "psudoautonomi" non vorrebbero esserlo affatto in realtà, non hanno scelto, semplicemente il posto fisso non l'hanno trovato. Mentre invece chi ha la fortuna, le capacità o le giuste conoscenze per trovarlo assume un diritto quesito, e il mercato del lavoro ne risulta così sostanzialmente paralizzato.
Ni.

Il problema è che a volte si vuole esercitare proprio quella professione e che al 99% non c'è datore di lavoro ma solo la libera professione.
Ad es. Io ho diversi colleghilaureati in Giurisprudenza e hanno fatto come me anni di gavetta. Ora hanno un lavoro piu attnente al loro ambito tipo ispettorato e robe brutte :risatina: simili.
Ma no Ishetta, io ho tante amiche laureate in giurisprudenza e non tutte (anzi, poche) sono diventate avvocati. Molte sono finite nella pubblica amministrazione, altre nelle assicurazioni (che poi per me son robe brutte uguali :risatina: ), qualcuna in aziende private che hanno studi legali interni.
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Re: riflessioni sul "posto fisso"

Messaggio da ishetta » 10 feb 2012, 15:27

lalat ha scritto:
ishetta ha scritto:
lalat ha scritto:
ci610 ha scritto:
ishetta ha scritto:Non so xchè ma mi ero fatta tutta una formula in testa :hi hi hi hi spero che mia figlia non erediti da me le capacità matematiche :ahah


Quindi la differenza è che il dipendente ha la facoltativa e il lib professionista no. Giusto?

esattamon
No perché l'80% dei 5/12 del reddito è calcolato sul reddito di 2 anni prima del parto. Quindi se tu sei una libera professionista di 33 anni che ha un reddito annuo di (facciamo un esempio) 25mila euro e 2 anni prima facendoti la gavetta avevi un reddito di 10mila euro ... l'indennità che ti viene corrisposta è l'80% dei 5/12 di 10mila euro anche se tu al momento del parto guadagni molto di più.
Inoltre l'indennità non ti viene corrisposta se non dopo molti mesi dopo che è nato il bambino. Nessun'altra indennità viene corrisposta dalla cassa, per malattie o altro per i figli. E la stessa indennità di maternità, esiste per le libere professioniste (architetti e ingegneri) solo dall'anno 2000 poiché prima era assolutamente inesistente.
Inoltre non capisco perché i padri dei bambini di donne lavoratrici non dipendenti possano usufruire dell'allattamento e non della maternità obbligatoria ... visto che per le libere professioniste la maternità obbligatoria non è obbligatoria (almeno per gli arch. e ing. è così).
Scusa ma intanto hai un minimo che é da quanto ho capito è la media delle dipendenti. Quindi prendi esattaente quanto la media delle dipendenti..

E poi il fatto che tu percepisca un reddito aggiuntivo lavorando in quei mesi che x i dipendneit sono obbligatori non è a tuo avore?
Per intenderci poniamo il caso che io percepisco x per 5 mesi. Poi stop.
Tu percepisci x (seppur in ritardo) più hai la possiilità di lavorare o di stae a casa (poi é chiato che se hai un'attività la devi mandar avanti ma puoi farlo ad es. Riducendo gli orari).
Io la vedo in un altra maniera. Prima di partorire nel 2004 guadagnavo circa 1200 euro al mese ... e nei mesi di maternità obbligatoria ne ho guadagnati 500 al mese ... che mi sono stati versati quando Davide aveva 8 mesi. Ho lavorato perché era un periodo della mia vita che non potevo fare diversamente ma anche per integrare ... ovviamente non ho lavorato 10 ore al giorno.
Non mi sembra proprio la stessa identica cosa delle dipendenti eh!
Io comunque ... tanto per chiarire dichiaro quello che guadagno ... il discorso che ci sia chi può o vuole dichiarare diversamente ... non lo voglio nemmeno stare a sentire ... è la solita storia siccome ci sono dei delinquenti ci devono rimettere i soliti fessi. Ci610 ... cosa ci trovi di giusto lo sai solo tu ...
Quindi si utilizza un sitema contributivo, ti dò ciò che hai già versato. Giusto? Anche xchè come si fa a fare un calcolo su ciò che guadagnerai?
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Re: riflessioni sul "posto fisso"

Messaggio da ci610 » 10 feb 2012, 15:28

lalat io non dico che ci dobbiamo rimettere, ma dobbiamo ringraziare solo i nostri colleghi furbetti se siamo dove siamo, non è certo colpa delle dipendenti col posto fisso
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Re: riflessioni sul "posto fisso"

Messaggio da ishetta » 10 feb 2012, 15:28

STEFI@VALERIO ha scritto:
ishetta ha scritto:
STEFI@VALERIO ha scritto:
floddi ha scritto:vabbè dai in realtà non è che ci sia proprio questa differenza ABISSALE e ingiusta.
Ma infatti, la differenza non mi sembra per nulla giusta, sinceramente, ma neanche abissale.

Il fatto è che tanti "autonomi" o "psudoautonomi" non vorrebbero esserlo affatto in realtà, non hanno scelto, semplicemente il posto fisso non l'hanno trovato. Mentre invece chi ha la fortuna, le capacità o le giuste conoscenze per trovarlo assume un diritto quesito, e il mercato del lavoro ne risulta così sostanzialmente paralizzato.
Ni.

Il problema è che a volte si vuole esercitare proprio quella professione e che al 99% non c'è datore di lavoro ma solo la libera professione.
Ad es. Io ho diversi colleghilaureati in Giurisprudenza e hanno fatto come me anni di gavetta. Ora hanno un lavoro piu attnente al loro ambito tipo ispettorato e robe brutte :risatina: simili.
Ma no Ishetta, io ho tante amiche laureate in giurisprudenza e non tutte (anzi, poche) sono diventate avvocati. Molte sono finite nella pubblica amministrazione, altre nelle assicurazioni (che poi per me son robe brutte uguali :risatina: ), qualcuna in aziende private che hanno studi legali interni.
Stefy adesso ti trovo un posticino da me in banca che con la crisi sai quante stra giudiziali dovremo ae? :che_dici :ahaha
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Re: riflessioni sul "posto fisso"

Messaggio da STEFI@VALERIO » 10 feb 2012, 15:29

ishetta ha scritto:Come dicevo è sempre na questione di scelte, di soppesare i pro e i contro.
Se decido di far l'architetto so che al 99% sarò lib professonista, so che avrò detrminate restrizioni ma o che magari in futuro diventò il Renzo Piano della situazione e cmq svolgo il lavoro che mi piace.
Io somo dipendentr, ho uno stipendio certo, malattie pagate ma faccio un laoro che mi fa schifissimo e che mi 0pone altri limiti (ad es. L'oraio).
E qua si ritorna al punto che mi dimostra che il premier vive sulla luna :risatina: e nel suo bel mondo di cose interessanti che gli hanno dato soddisfazione nella vita non può capire l'assurdità che ha detto.

Assolutamente inutile far leva sulla noia, la maggior parte delle persone preferisce il lavoro schifissimo ma certo, questi argomenti non portano a nulla.
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Re: riflessioni sul "posto fisso"

Messaggio da ishetta » 10 feb 2012, 15:29

STEFI@VALERIO ha scritto:
ishetta ha scritto:
STEFI@VALERIO ha scritto:
floddi ha scritto:vabbè dai in realtà non è che ci sia proprio questa differenza ABISSALE e ingiusta.
Ma infatti, la differenza non mi sembra per nulla giusta, sinceramente, ma neanche abissale.

Il fatto è che tanti "autonomi" o "psudoautonomi" non vorrebbero esserlo affatto in realtà, non hanno scelto, semplicemente il posto fisso non l'hanno trovato. Mentre invece chi ha la fortuna, le capacità o le giuste conoscenze per trovarlo assume un diritto quesito, e il mercato del lavoro ne risulta così sostanzialmente paralizzato.
Ni.

Il problema è che a volte si vuole esercitare proprio quella professione e che al 99% non c'è datore di lavoro ma solo la libera professione.
Ad es. Io ho diversi colleghilaureati in Giurisprudenza e hanno fatto come me anni di gavetta. Ora hanno un lavoro piu attnente al loro ambito tipo ispettorato e robe brutte :risatina: simili.
Ma no Ishetta, io ho tante amiche laureate in giurisprudenza e non tutte (anzi, poche) sono diventate avvocati. Molte sono finite nella pubblica amministrazione, altre nelle assicurazioni (che poi per me son robe brutte uguali :risatina: ), qualcuna in aziende private che hanno studi legali interni.
Ora ti trovo un posticino n banca con me, che con sta risi sai quanti conti bloccati ci saranno da gestire? :spiteful:
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Re: riflessioni sul "posto fisso"

Messaggio da ishetta » 10 feb 2012, 15:31

STEFI@VALERIO ha scritto:
ishetta ha scritto:Come dicevo è sempre na questione di scelte, di soppesare i pro e i contro.
Se decido di far l'architetto so che al 99% sarò lib professonista, so che avrò detrminate restrizioni ma o che magari in futuro diventò il Renzo Piano della situazione e cmq svolgo il lavoro che mi piace.
Io somo dipendentr, ho uno stipendio certo, malattie pagate ma faccio un laoro che mi fa schifissimo e che mi 0pone altri limiti (ad es. L'oraio).
E qua si ritorna al punto che mi dimostra che il premier vive sulla luna :risatina: e nel suo bel mondo di cose interessanti che gli hanno dato soddisfazione nella vita non può capire l'assurdità che ha detto.

Assolutamente inutile far leva sulla noia, la maggior parte delle persone preferisce il lavoro schifissimo ma certo, questi argomenti non portano a nulla.
Prima di andar in maternità avevo un posto che mi piaceva. Poi ho avuto la brillante idea di fare il secondo figlio :fischia
Il che non significa che vado in ufficio a scaldar la sedia sia chiaro.
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Re: riflessioni sul "posto fisso"

Messaggio da STEFI@VALERIO » 10 feb 2012, 15:32

Mai pensato questo, Ishetta :sorrisoo , ma ora per me stop perché mi sto disperdendo io.
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Re: riflessioni sul "posto fisso"uello

Messaggio da marby » 10 feb 2012, 15:32

ishetta ha scritto:
marby ha scritto:Bè volendo vedere il rovescio della medaglia, puó anche darsi che a qualche libera professionista faccia piacere (o cmq torni comodo) poter rientrare al lavoro poco dopo il parto, continuando quindi a lavorare e guadagnare, avendo poi anche questa indennità di maternità (non ho capito come si chiama, ma non penso sia maternità "obbligatoria" in quanto non si è effettivamente obbligate a non lavorare). Dipende sempre tutto da che lavoro fai, dai guadagni, dagli orari etc etc...
Ecco quello he dicevo io.
Opz, in effetti ho visto ora che lo avevi già scritto tu! Mi era sfuggito :ok

Cmq aggiungo una cosa: non sono d'accordo che chi lavora in proprio lo fa perchè non ha trovato il posto fisso! Si scelgono altre strade per moltissimi motivi, tra cui anhe per guadagnare di più, perchè è vero che, coi tempi che corrono, il posto fisso vale oro, ma è anche vero che se si punta ad una realizzazione sia professionale che economica di un certo tipo, è difficile arrivarci da dipendente!
Margherita mamma di Sofia, nata il 29/09/07 alle 13.15, di Pietro, nato il 31/07/10 alle 15.30 e di Enrico, nato il 10/01/15 alle 4.39.

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Re: riflessioni sul "posto fisso"uello

Messaggio da ishetta » 10 feb 2012, 15:36

marby ha scritto:
ishetta ha scritto:
marby ha scritto:Bè volendo vedere il rovescio della medaglia, puó anche darsi che a qualche libera professionista faccia piacere (o cmq torni comodo) poter rientrare al lavoro poco dopo il parto, continuando quindi a lavorare e guadagnare, avendo poi anche questa indennità di maternità (non ho capito come si chiama, ma non penso sia maternità "obbligatoria" in quanto non si è effettivamente obbligate a non lavorare). Dipende sempre tutto da che lavoro fai, dai guadagni, dagli orari etc etc...
Ecco quello he dicevo io.
Opz, in effetti ho visto ora che lo avevi già scritto tu! Mi era sfuggito :ok

Cmq aggiungo una cosa: non sono d'accordo che chi lavora in proprio lo fa perchè non ha trovato il posto fisso! Si scelgono altre strade per moltissimi motivi, tra cui anhe per guadagnare di più, perchè è vero che, coi tempi che corrono, il posto fisso vale oro, ma è anche vero che se si punta ad una realizzazione sia professionale che economica di un certo tipo, è difficile arrivarci da dipendente!
Diciamo aspirazioni... Xchè poi la realtà è un'altra. Ti dico chmio marito 12 anni fa guadagnava di più rispetto adesso, nonistante le specializzazioni. E diciamo che non cpossiamo lamentare. Purtroppo la niu :ahaha economy è finita.
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Re: riflessioni sul "posto fisso"

Messaggio da marby » 10 feb 2012, 15:39

Lalat, io peró in ho capito cosa suggerisci :domanda
Posto che non si puó imporre a dei clienti di aspettare i tempi di una maternità obbligatoria, cosa si dovrebbe fare? Aumentare la vostra indennità di maternità? O vuoi solo che riducano i "privilegi" delle dipendenti? :domanda
Margherita mamma di Sofia, nata il 29/09/07 alle 13.15, di Pietro, nato il 31/07/10 alle 15.30 e di Enrico, nato il 10/01/15 alle 4.39.

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Re: riflessioni sul "posto fisso"

Messaggio da chiarasole » 10 feb 2012, 15:40

andando oltre il discorso liberi professionisti vs dipendenti, faccio una standing ovation a stefy
ripeto, qui in Olanda il posto fisso (inteso come quello a vita) ce lo sognamo
pero' ci sono molti piu' contratti a tempo indeterminato
i vantaggi dei dipendenti sono che dopo 2 contratti a progetto o a tempo determinato, l'azienza e' obbligata ad assumerti, o a lasciarti a casa. e quindi si elimina alla radice tutto il limbo di chi a vita rimane come cocoquiquoqua
dall'altro lato, all'azienda bastano 3 mesi di preavviso per licenziarti
c'e' quindi un turn over di dipendenti, e diventa poi facile (relativamente) trovare un altro lavoro in caso si perda il proprio

un esempio: le scuole qui sono praticamente tutte private, o meglio paritarie. un tot numero di scuole fa capo ad ente che le regola e le amministra e fa capo al ministero che lo finanzia. quando c'e' bisogno di una insegnante, l'ente mette l'offerta di lavoro. le varie candidate/i fanno i colloqui e tra di loro viene scelto chi ottiene il lavoro. quindi tutto il sistema del precariato degli insegnati qui non c'e'. ma nello stesso tempo un o un'insegnata sa che se non rende e non lavora bene, o anche se la scuola decide di chiudere delle sezioni, puo' venire lasciato a casa
F 15-08-2006 E 6-03-2008
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Re: riflessioni sul "posto fisso"

Messaggio da ishetta » 10 feb 2012, 15:42

Ma poi le lib professioniste hanno l'indennità dalla cassa o dall'inps, giusto?

Cmq secondo me ci sta che vengano dati subito sti benedetti soldi. Non è che se devo comprare i pannolini devo aspettare 9 mesi.

Per il resto anche io non riesco a ingegnarmi su come poter aiutare logisticamente. Per quello chiedevo un parere di violetta (o lalat ovviamente).
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Re: riflessioni sul "posto fisso"

Messaggio da laura s » 10 feb 2012, 15:44

Secondo me Lalat ha ragione nel dire che i dipendenti pubblici Italiani si approfittano un pò della situazione sapendo che non perderanno MAI il lavoro e quindi tirano tanto tanto la corda, questo sì, ma d'altra parte trovo molto scandalosi quelli che fanno 100 giorni di malattia fasulla l'anno e che invece di lavorare si laccano le unghie chiaccherando amabilmente con le colleghe, mi riesce difficile prendermela con chi si limita a usare i permessi concessi dalla legge per stare con i suoi figli piccoli... meno male che si può!!
E chissà che prima degli 8 anni dei bambini non possa beccare qualcosa anche io... :incrocini :incrocini
Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN

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Re: riflessioni sul "posto fisso"

Messaggio da ishetta » 10 feb 2012, 15:44

chiarasole ha scritto:andando oltre il discorso liberi professionisti vs dipendenti, faccio una standing ovation a stefy
ripeto, qui in Olanda il posto fisso (inteso come quello a vita) ce lo sognamo
pero' ci sono molti piu' contratti a tempo indeterminato
i vantaggi dei dipendenti sono che dopo 2 contratti a progetto o a tempo determinato, l'azienza e' obbligata ad assumerti, o a lasciarti a casa. e quindi si elimina alla radice tutto il limbo di chi a vita rimane come cocoquiquoqua
dall'altro lato, all'azienda bastano 3 mesi di preavviso per licenziarti
c'e' quindi un turn over di dipendenti, e diventa poi facile (relativamente) trovare un altro lavoro in caso si perda il proprio

un esempio: le scuole qui sono praticamente tutte private, o meglio paritarie. un tot numero di scuole fa capo ad ente che le regola e le amministra e fa capo al ministero che lo finanzia. quando c'e' bisogno di una insegnante, l'ente mette l'offerta di lavoro. le varie candidate/i fanno i colloqui e tra di loro viene scelto chi ottiene il lavoro. quindi tutto il sistema del precariato degli insegnati qui non c'e'. ma nello stesso tempo un o un'insegnata sa che se non rende e non lavora bene, o anche se la scuola decide di chiudere delle sezioni, puo' venire lasciato a casa
Quant'è la percentuale di disoccupazione da voi?
Perché la vuoi perché tu puoi riconquistare un sorriso e puoi giocare e puoi gridare perché ti han detto bugie ti han raccontato che l'hanno uccisa che han calpestato la gioia perché la gioia è con te

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