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Ma che fine ha fatto la compassione?

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lemming
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da lemming » 6 giu 2013, 10:01

Pluga ha scritto:Ho la risposta alla mia domanda: se non è morta, sta comunque in agonia.
:vvvia:
No no, è morta e stanno facendo scempio del suo cadavere.
Concordo con gli interventi dell'ultima pagina. Ho letto cose francamente raggelanti, volte soltanto a fare un paragone tra se stessi e questa orribile cosa che è successa, per dimostrare (ancora, sempre) quanto si è splendidamente perfetti.
Si chiama sciacallaggio.
Chiudo qui perché se no il ban me lo becco io.
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da tittiale » 6 giu 2013, 10:32

Rispondo a questo post perché mi sento colpita da una serie di cose...
Voi che ne pensate?
Non si offendano psicologhe e psicoterapeute, ma con la vita che si fa oggi, è il caso di scomodare cotanta mole di eterno rimosso? Non potrebbe capitare a tenti di noi? Io di certo non mi chiamo fuori.
Non mi offendo no :sorrisoo Il professionista dell'articolo è uno psichiatra, disciplina affine, ma diversa. Capisco le tue perplessità: come si possono esprimere giudizi così netti, fare interpretazioni così precise e puntuali, non conoscendo nulla della situazione? Ti rispondo.... non lo so, non lo so davvero.
Seconda cosa....
Parlare di meccanismo di rimozione ... mi pare un po' assurdo ... e se c'è una cosa che mi fa incaxxare sono le motivazioni psicologiche ... io odio gli psicologi.
mi dispiace, sinceramente me ne dispiaccio. "Odiare" una categoria per brutte esperienze (ipotizzo) o per altri motivi è triste e limitante (per carità, uno può -non sempre ahinoi- anche decidere di eliminare una categoria professionale dalla propria vita... legittimissimo!). Partendo dall'idea che "fare di tutta un'erba un fascio" è fuorviante e ci dice poco della realtà delle cose, vorrei che chi lo pensa si fermasse a riflettere che le categorie sono fatte da persone e tra le persone c'è chi è degno di stima e fiducia, anche nella professione che svolge. Il mondo non è tutto bianco o tutto nero... quante sfumature e quanti colori ci sono....
Terza cosa....
la compassione esiste, Pluga, ma esistono anche persone che sono intransigenti, soprattutto con gli altri e probabilmente anche con se stesse.
Come figlia di una mamma che ha involontariamente causato la morte della propria figlia (cos'è? omicidio involontario, giusto?) ringrazio mia mamma: per non essersi lasciata travolgere dal dolore, non facendomi nascere e rovinando la vita a lei, mio papà e a mia sorella che all'epoca era già nata. Ringrazio mio papà, per "aver perdonato" mia mamma, per essere rimasto unito a lei nel dolore e nella consapevolezza che "se avesse/non avesse" mia sorella sarebbe ancora qui. Ringrazio i miei genitori per non essere stati intransigenti con loro stessi e per aver continuato a vivere, per loro stessi e per la loro famiglia, che, nonostante la tragedia, è riuscita ad avere momenti di gioia, soddisfazione e amore, senza dimenticare chi non c'è più (le responsabilità ci sono e pesano, ma non ci guardiamo tra noi pensando "è colpa tua"... le colpe uccidono, le responsabilità pesano).
Per il lavoro che faccio, per le esperienze che ho vissuto.... ho imparato a sospendere il giudizio, soprattutto di fronte a tragedie come queste. L'unica cosa che riesco a sentire è un fortissimo, immenso, incommensurabile dolore delle persone coinvolte e che mi tocca nel profondo del cuore.
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da Ecca79 » 6 giu 2013, 10:35

primomaggio ha scritto: Solo due cose: sono molto molto colpita di come si possa dire che l'uomo che fino ad un minuto si è amato, del quale si è detto ogni bene, con il quale si è scelto di fare dei figli, diventi all'improvviso immeritevole di qualsiasi sentimento di umana compassione.
Questo andavo dicendo.

Che poi io non lo riempirei di calci e pugni dalla rabbia, di primo acchitto, è un'altra storia. Sicuramente lo farei. Non confondiamo la reazione di una madre distrutta dal dolore con ciò che può arrivare (può, non ho detto che deve) subito dopo.
Nel mio piccolo (e SICURAMENTE non è paragonabile a questo tipo di dolore) ho provato cosa significa trovarsi davanti ad un grande shock che ha "causato" l'uomo che ami. La reazione iniziale è una rabbia incontenibile, ma come diceva primomaggio, se è l'uomo che fino a un attimo prima hai amato e con il quale hai deciso di mettere al mondo tuo figlio, non c'è una spugna abbastanza grande in grado di cancellare immediatamente tutto. E nel mio caso poi, c'era pure intenzionalità. Figuriamoci se non c'è.

Non voglio fare paragoni, poi magari sbaglierò senz'altro a paragonare questo caso a esperienze che ho visto o vissuto ma io ho bisogno, quando argomento o quando cerco una spiegazione a qualcosa, di cercare in ciò che ho provato nella vita, le chiavi di una possibile spiegazione. Credo sia un meccanismo automatico.

Al di là di questo, concordo con Ari. Ho letto delle cose talmente, brutalmente ciniche che sarebbero state meritevoli di ban. Possiamo parlare di tutto se vogliamo, ed esprimere la nostra opinione che va sempre e comunque rispettata, quando non prevalica la dignità e il rispetto altrui però.
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da mariangelac » 6 giu 2013, 10:50

tittiale, mi dispiace per quello che hanno vissuto i tuoi, ma il tuo esempio è un arcobaleno di luce, risorgere dalle ceneri si può evidentemente. :sorrisoo
Ciascuno quanto piu interna contentezza gli manca, tanto piu desidera nell'opinione altrui passare per felice. (Schopenhauer)

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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da tittiale » 6 giu 2013, 10:52

mariangelac ha scritto:tittiale, mi dispiace per quello che hanno vissuto i tuoi, ma il tuo esempio è un arcobaleno di luce, risorgere dalle ceneri si può evidentemente. :sorrisoo
grazie mariangela, si può... il tempo, la speranza e LA COMPASSIONE aiutano in questo...
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da Ecca79 » 6 giu 2013, 10:53

Tittiale, tu meglio di chiunque altra hai dato un vero contributo, costruttivo, a questa discussione, ti ringrazio.
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da ci610 » 6 giu 2013, 10:54

ragazze però ognuna di noi si conosce, sa cosa ha vissuto, e sa, o crede di sapere, quali cose perdonerebbe e quali no
c'è chi non perdonerebbe un tradimento, le botte, lo scoprire che il proprio uomo si droga o si è giocato la casa al gioco
io, personalmente, ci sono poche cose che non perdonerei, pochissime cose, una di queste sono le disattenzioni o le imprudenze che possano causare la morte di uno dei miei figli
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da tittiale » 6 giu 2013, 10:54

Ecca79 ha scritto:Tittiale, tu meglio di chiunque altra hai dato un vero contributo, costruttivo, a questa discussione, ti ringrazio.
Ringrazio io te, perché quello che hai raccontato, come lo hai raccontato, è stato uno dei motivi che mi ha spinto a scrivere.
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da dottbaby » 6 giu 2013, 10:59

Ecca79 ha scritto: è CERTAMENTE involontario. Non c'è proprio storia. Magari il bimbo si era addormentato sul sedile posteriore, quindi non c'era dialogo fra i due in macchina (e anche qui ieri sera....stuolo di mamme indignate "com'è possibile non cantare col proprio figlio in macchina....MA CAVOLO, SE DORME???? Il mio dorme spesso in macchina, non è che lo sveglio per dirgli "ehi, guarda che dobbiam cantare la vecchia fattoria sennò non sono una brava mamma :che_dici " ....a volte ricky poi non ha voglia di parlare, si perde a guardar fuori dal finestrino, non vedo perchè devo esser sempre li a cantare e parlare....) e qui è scattato quel meccanismo inconscio di "dimenticarsi" di portarlo al nido aziendale.... la testa magari era già sul lavoro e scagli la prima pietra chi non è mai capitato....intendo di avere la testa sul lavoro (o su altre incombenze) in macchina, anche se c'è il proprio figlio di fianco.
Ripeto è pazzesco, è allucinante, è un caso limite, ma lascerei perdere certe dita puntate.
A me capita tutti i giorni. Hai una scadenza importante, una rogna che non ti fa dormire di notte, semplicemente mal di testa...siamo umani, santa pazienza!
Ma dimentico spesso che il mondo è pieno di mamme perfettissime...
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da Curiosa » 6 giu 2013, 11:05

Scusate se ribadisco ma il problema si potrebbe trovare a monte.
Dovrebbero fare qualcosa sulle auto per segnalare. ci sono tanti avvisi, luci accese, chiave inserita, sportello aperto... cosa costerebbe un cicalino in più, bello forte, che avvisi se una cintura è allacciata? ma ancora meglio, non puoi chiudere la macchina. Così non ti allontani.
Perchè io scendo, chiudo la mia portiera, e poi apro e faccio scendere la bimba, quindi è ovvio che suonerebbe. E non serve.
Invece io faccio scendere la bimba, poi chiudo l'auto. Mettiamo che il cervello mi va in black out, arrivo al lavoro e la macchina non si chiude... è ovvio che guardo perchè. E vedo magari il bambino dietro che dorme! Un semplice dispositivo ha salvato una volta una vita! E' al pari delle cinture! Le mettiamo un milione di volte, e magari per fortuna non serviranno mai.
Deve esserci un dispositivo nella macchina per la quale o non la puoi chiudere se una cintura è agganciata, oppure fa un suono ben udibile.
Servirà una volta su un milione? Beh, è già necessario!!!! Fondamentale!!!
Quante macchine ci sono in giro che non hanno mai avuto un incidente, mai proprio mai? Eppure le cinture le montano lo stesso, e gli airbag e tutto.
Perchè nessuna ma proprio nessuna casa automobilistica ha mai pensato ai milioni di bambini che viaggiano sulle auto?

Siccome siamo tante, pensate sarebbe possibile preparare una mail dove chiedere un aggeggio del genere e mandarla uguale, tutte quante, a tutte le case automobilistiche che ci vengono in mente?

Oppure sfruttare i quotidiani, fare una lettera aperta a tutte le case automobilistiche da parte dei genitori, e inviarla a tutti i quotidiani. Magari la pubblica uno, magari diventa virale e se inizia una casa automobilistica dopo tutte le vanno dietro.

Dite che sogno?

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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da Ecca79 » 6 giu 2013, 11:05

ci610 ha scritto:ragazze però ognuna di noi si conosce, sa cosa ha vissuto, e sa, o crede di sapere, quali cose perdonerebbe e quali no
c'è chi non perdonerebbe un tradimento, le botte, lo scoprire che il proprio uomo si droga o si è giocato la casa al gioco
io, personalmente, ci sono poche cose che non perdonerei, pochissime cose, una di queste sono le disattenzioni o le imprudenze che possano causare la morte di uno dei miei figli

ci610, senza nessun intento polemico giuro, posso dirti una cosa?

non lo conosco il tuo vissuto, e non so fino a che punto la vita ti abbia messo alla prova. Io spero pochissimo e spero davvero che tu nella tua vita non abbia mai a che fare con il trovarsi a tu per tu con i propri limiti e le proprie certezze che si sgretolano.
Detto questo, puoi pensare ciò, e lo rispetto. Ma credimi, finchè la vita non ti mette davanti ad uno di questi fatti-limite, non puoi immaginare la tua reazione.
Io ricordo il giorno in cui mio padre fece l'incidente in moto. Cosa feci nell'immediatezza e nei giorni successivi. La forza dell'adrenalina. Se il giorno prima mi avessero detto "tuo padre domani sarà tra la vita e la morte e tu riuscirai a fare questo questo e questo" io prima avrei riso in faccia a chi me lo diceva, poi avrei pensato che era impossibile. E invece non era così.
Come non avrei MAI pensato a come avrei reagito in un altra situazione limite della mia vita.
Finchè non ti ci trovi a tu per tu, non lo sai.

Per questo dico....io penso a quest'uomo che probabilmente, sicuramente, stara picchiando la testa al muro (anzi no, ma solo perchè è sedato) ripetendo ossessivamente "come ho potuto fare una cosa simile, come ho potuto fare una cosa simile" e mi manca il fiato.

L'anno scorso uno dei peggiori incidenti in cui siamo stati coinvolti come soccorritori è stato quello di quattro giovanissimi ragazzi in macchina di ritorno dalla discoteca. Uscita di strada fine a se stessa, si è salvato solo il conducente. Erano i suoi migliori amici.
Ha già tentato il suicidio due volte. Lo confortano le famiglie dei ragazzi che hanno perso la vita, e lo spronano ad andare avanti.
Questa è la compassione.
Il BuonSenso Viene dall'Esperienza.Anche se L'Esperienza la Fai quando NON hai il BuonSenso.[cit. ]-23/10/09.Dodò c'è.

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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da Lunette » 6 giu 2013, 11:07

ci610 ha scritto:ragazze però ognuna di noi si conosce, sa cosa ha vissuto, e sa, o crede di sapere, quali cose perdonerebbe e quali no
c'è chi non perdonerebbe un tradimento, le botte, lo scoprire che il proprio uomo si droga o si è giocato la casa al gioco
io, personalmente, ci sono poche cose che non perdonerei, pochissime cose, una di queste sono le disattenzioni o le imprudenze che possano causare la morte di uno dei miei figli
E' un discorso diverso.

La cosa più terribile di questo post non è la facoltà di perdonare o meno, ma la sicurezza che trasudano certi giudizi. Quelle che dicono che a loro non accadrebbe mai e poi mai.

Giusto l'altro giorno mi sono dimenticata le chiavi di casa nella toppa (fuori) tutta la notte.
Metti che entrava uno a rubare e faceva fuori tutti?

Ho avuto cu.lo. E non mi era mai successo, mai in tutta la mia vita.

Per questo io non comprendo, davvero, come si possa essere così pieni di certezze.
"Marta, Marta, tu t’inquieti e ti affanni per molte cose; una sola è necessaria: Maria invece ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta“.

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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da Lunette » 6 giu 2013, 11:11

Curiosa il problema è che il dispositivo lo dovresti mettere nei carrelli della spesa, nei treni, nelle navi, nei negozi... Ovunque!

L'anno scorso una signora si è dimenticata la figlia in cabina, in nave. E' scesa con gli altri figli, un botto di bagagli, la nonna sulla sedia a rotelle e si è dimenticata la più piccola.

E' sceso, poco dopo, il bell-boy con il seggiolino a rincorrerla.

Questa qui stava sbroccando, piangeva, urlava si graffiava.. E per fortuna non è successo niente.
"Marta, Marta, tu t’inquieti e ti affanni per molte cose; una sola è necessaria: Maria invece ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta“.

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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da Ari » 6 giu 2013, 11:12

Lunette ha scritto:
ci610 ha scritto:ragazze però ognuna di noi si conosce, sa cosa ha vissuto, e sa, o crede di sapere, quali cose perdonerebbe e quali no
c'è chi non perdonerebbe un tradimento, le botte, lo scoprire che il proprio uomo si droga o si è giocato la casa al gioco
io, personalmente, ci sono poche cose che non perdonerei, pochissime cose, una di queste sono le disattenzioni o le imprudenze che possano causare la morte di uno dei miei figli
E' un discorso diverso.

La cosa più terribile di questo post non è la facoltà di perdonare o meno, ma la sicurezza che trasudano certi giudizi. Quelle che dicono che a loro non accadrebbe mai e poi mai.

Giusto l'altro giorno mi sono dimenticata le chiavi di casa nella toppa (fuori) tutta la notte.
Metti che entrava uno a rubare e faceva fuori tutti?

Ho avuto cu.lo. E non mi era mai successo, mai in tutta la mia vita.

Per questo io non comprendo, davvero, come si possa essere così pieni di certezze.
per me la cosa peggiore in assoluto è che quelle che dicono "a me non capiterebbe mai", danno anche un giudizio in negativo a chi invece capita, ritenendosi in diritto di giudicare gli altri come cattivi genitori.
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da R2D2 » 6 giu 2013, 11:16

Ari ha scritto:
per me la cosa peggiore in assoluto è che quelle che dicono "a me non capiterebbe mai", danno anche un giudizio in negativo a chi invece capita, ritenendosi in diritto di giudicare gli altri come cattivi genitori.
si, è proprio questo il punto.
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da nottok » 6 giu 2013, 11:16

Curiosa ha scritto:Scusate se ribadisco ma il problema si potrebbe trovare a monte.
Dovrebbero fare qualcosa sulle auto per segnalare. ci sono tanti avvisi, luci accese, chiave inserita, sportello aperto... cosa costerebbe un cicalino in più, bello forte, che avvisi se una cintura è allacciata? ma ancora meglio, non puoi chiudere la macchina. Così non ti allontani.
Perchè io scendo, chiudo la mia portiera, e poi apro e faccio scendere la bimba, quindi è ovvio che suonerebbe. E non serve.
Invece io faccio scendere la bimba, poi chiudo l'auto. Mettiamo che il cervello mi va in black out, arrivo al lavoro e la macchina non si chiude... è ovvio che guardo perchè. E vedo magari il bambino dietro che dorme! Un semplice dispositivo ha salvato una volta una vita! E' al pari delle cinture! Le mettiamo un milione di volte, e magari per fortuna non serviranno mai.
Deve esserci un dispositivo nella macchina per la quale o non la puoi chiudere se una cintura è agganciata, oppure fa un suono ben udibile.
Servirà una volta su un milione? Beh, è già necessario!!!! Fondamentale!!!
Quante macchine ci sono in giro che non hanno mai avuto un incidente, mai proprio mai? Eppure le cinture le montano lo stesso, e gli airbag e tutto.
Perchè nessuna ma proprio nessuna casa automobilistica ha mai pensato ai milioni di bambini che viaggiano sulle auto?

Siccome siamo tante, pensate sarebbe possibile preparare una mail dove chiedere un aggeggio del genere e mandarla uguale, tutte quante, a tutte le case automobilistiche che ci vengono in mente?

Oppure sfruttare i quotidiani, fare una lettera aperta a tutte le case automobilistiche da parte dei genitori, e inviarla a tutti i quotidiani. Magari la pubblica uno, magari diventa virale e se inizia una casa automobilistica dopo tutte le vanno dietro.

Dite che sogno?
No, non sogni. Secondo me si può fare. Potremmo cominciare con un adesivo da mettere sul cruscotto che ci ricordi di far scendere sempre tutti i passeggeri. Io lo metterei sulla mia e lo regalerei pure. Ely66?? Dove sei? Abbiamo bisogno di qualcuno che ci trasformi i sogni in realtà!!
Tittiale: Grazie! I tuoi genitori sono stati bravissimi.
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da YLeNia » 6 giu 2013, 11:16

Ho poche certezze nella vita.
Una di queste è non dimenticare i miei figli in auto.
Poi per il resto tutto è possibile.

Cosa c'è di così strano?
E sono tutto tranne che perfetta.

Pensatela come vi pare.
A me fanno specie le vostre non certezze su una cosa del genere.
ღ Sιмσηε:28mar08 ★ Cяιsтιαησ:07apr10 ღ
●Quanto sarebbe bello se, x ogni mare che ci aspetta,ci fosse un fiume x noi..e qualcuno capace di prenderci x mano e di trovare quel fiume●

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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da Ecca79 » 6 giu 2013, 11:16

A prescindere da tutto, anche un po' per tornare in topic, mi sono rimaste impresse due opinioni di due psicologi. La prima appunto di quello che trovava allucinante che in tutto il giorno nessuno dei familiari abbia pensato ad informarsi su dove si trovi il figlio. Io invece trovo allucinante che TUTTI i giorni qualcuno mi telefono per sapere se ho portato mio figlio all'asilo. Esiste una routine quotidiana, penso che tirerei il telefono in testa a mia madre se OGNI GIORNO mi chiedesse "hai portato oggi ricky all'asilo vero?"

La seconda invece era riferito ad uno studio effettuato su persone coinvolte in un incendio in un locale. Ora, non ho seguito perfettamente perchè era già cominciato il ragionamento quando mi sono sintonizzata sul canale, ma in pratica questo psicologo diceva questo: si sono salvate le persone che ad una perizia successiva si sono dimostrate persone ansiose. Coloro i quali invece erano riconosciuti dai famigliari come persone più "easy"...con un approccio più disinvolto alla vita insomma, più "massì dai che vuoi che sia" sono rimaste coivolte in maniera più massiva o addiritutra sono morte.
Lo psicologo voleva dimostrare che il "genitore ansioso " spesso catalogato come eccessivo o addirittura come "cattivo genitore" è meno soggetto a "incidenti" che coinvolgono la prole proprio perchè investe molto del suo carico emozionale sul controllo dettato dall'ansia.

Non so se sono daccordo o meno. Lo dico da mamma abbastanza ansiosa tra l'altro. Anche perchè mi sembrava volesse sottintendere che questo padre potrebbe essere una persona molto "facilona" e invece io ho l'opinione (personale, assolutamente personale) che ciò che gli sia capitato esuli dal carattere e sia invece un qualcosa di dettato da uno stato di stress molto particolare e momentaneamente forte.
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da marby » 6 giu 2013, 11:18

Ecca79 ha scritto:
ci610 ha scritto:ragazze però ognuna di noi si conosce, sa cosa ha vissuto, e sa, o crede di sapere, quali cose perdonerebbe e quali no
c'è chi non perdonerebbe un tradimento, le botte, lo scoprire che il proprio uomo si droga o si è giocato la casa al gioco
io, personalmente, ci sono poche cose che non perdonerei, pochissime cose, una di queste sono le disattenzioni o le imprudenze che possano causare la morte di uno dei miei figli

ci610, senza nessun intento polemico giuro, posso dirti una cosa?

non lo conosco il tuo vissuto, e non so fino a che punto la vita ti abbia messo alla prova. Io spero pochissimo e spero davvero che tu nella tua vita non abbia mai a che fare con il trovarsi a tu per tu con i propri limiti e le proprie certezze che si sgretolano.
Detto questo, puoi pensare ciò, e lo rispetto. Ma credimi, finchè la vita non ti mette davanti ad uno di questi fatti-limite, non puoi immaginare la tua reazione.
Io ricordo il giorno in cui mio padre fece l'incidente in moto. Cosa feci nell'immediatezza e nei giorni successivi. La forza dell'adrenalina. Se il giorno prima mi avessero detto "tuo padre domani sarà tra la vita e la morte e tu riuscirai a fare questo questo e questo" io prima avrei riso in faccia a chi me lo diceva, poi avrei pensato che era impossibile. E invece non era così.
Come non avrei MAI pensato a come avrei reagito in un altra situazione limite della mia vita.
Finchè non ti ci trovi a tu per tu, non lo sai.

Per questo dico....io penso a quest'uomo che probabilmente, sicuramente, stara picchiando la testa al muro (anzi no, ma solo perchè è sedato) ripetendo ossessivamente "come ho potuto fare una cosa simile, come ho potuto fare una cosa simile" e mi manca il fiato.

L'anno scorso uno dei peggiori incidenti in cui siamo stati coinvolti come soccorritori è stato quello di quattro giovanissimi ragazzi in macchina di ritorno dalla discoteca. Uscita di strada fine a se stessa, si è salvato solo il conducente. Erano i suoi migliori amici.
Ha già tentato il suicidio due volte. Lo confortano le famiglie dei ragazzi che hanno perso la vita, e lo spronano ad andare avanti.
Questa è la compassione.
Quoto tutto, anche il fatto che mi sia mancato il fiato mentre provavo anche solo lontanamente a immaginare il dolore di quest'uomo. Anch'io penso che nessuno possa assolutamente dire a priori come reagirebbe. Anch'io potrei dire che prenderei a calci e pugni mio marito, ma io mi immagino mio marito come è ora, quello a cui faccio il caziatone se si dimentica di andare a ritirare il pane o se non mi risponde al cell, ma in una situazione così io non avrei di fronte l'uomo che è oggi, io avrei di fronte un morto, un cadavere sul quale dovrei decidere se infierire, se affondare l'ultimo, ma ormai inutile fendente. Lo farei? Non lo so...ma mi auguro tanto di no.
La compassione non è qualcosa che decidiamo razionalmente, è qualcosa che abbiamo dentro, che (se c'è) nasce spontaneo di fronte al dolore altrui...e personalmente, se anche volessi NON riuscirei a NON provare pietà per quest'uomo.

Tittiale, grazie per la testimonianza :cuore
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ci610
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Re: Ma che fine ha fatto la compassione?

Messaggio da ci610 » 6 giu 2013, 11:21

Ecca79 ha scritto:
ci610 ha scritto:ragazze però ognuna di noi si conosce, sa cosa ha vissuto, e sa, o crede di sapere, quali cose perdonerebbe e quali no
c'è chi non perdonerebbe un tradimento, le botte, lo scoprire che il proprio uomo si droga o si è giocato la casa al gioco
io, personalmente, ci sono poche cose che non perdonerei, pochissime cose, una di queste sono le disattenzioni o le imprudenze che possano causare la morte di uno dei miei figli

ci610, senza nessun intento polemico giuro, posso dirti una cosa?

non lo conosco il tuo vissuto, e non so fino a che punto la vita ti abbia messo alla prova. Io spero pochissimo e spero davvero che tu nella tua vita non abbia mai a che fare con il trovarsi a tu per tu con i propri limiti e le proprie certezze che si sgretolano.
Detto questo, puoi pensare ciò, e lo rispetto. Ma credimi, finchè la vita non ti mette davanti ad uno di questi fatti-limite, non puoi immaginare la tua reazione.
Io ricordo il giorno in cui mio padre fece l'incidente in moto. Cosa feci nell'immediatezza e nei giorni successivi. La forza dell'adrenalina. Se il giorno prima mi avessero detto "tuo padre domani sarà tra la vita e la morte e tu riuscirai a fare questo questo e questo" io prima avrei riso in faccia a chi me lo diceva, poi avrei pensato che era impossibile. E invece non era così.
Come non avrei MAI pensato a come avrei reagito in un altra situazione limite della mia vita.
Finchè non ti ci trovi a tu per tu, non lo sai.

Per questo dico....io penso a quest'uomo che probabilmente, sicuramente, stara picchiando la testa al muro (anzi no, ma solo perchè è sedato) ripetendo ossessivamente "come ho potuto fare una cosa simile, come ho potuto fare una cosa simile" e mi manca il fiato.

L'anno scorso uno dei peggiori incidenti in cui siamo stati coinvolti come soccorritori è stato quello di quattro giovanissimi ragazzi in macchina di ritorno dalla discoteca. Uscita di strada fine a se stessa, si è salvato solo il conducente. Erano i suoi migliori amici.
Ha già tentato il suicidio due volte. Lo confortano le famiglie dei ragazzi che hanno perso la vita, e lo spronano ad andare avanti.
Questa è la compassione.

ecca, ancora una volta, sarà un limite mio, ma la differenza tra incidente e imprudenza/disattenzione mi fa propendere da una parte piuttosto che un'altra
Dodò 13 Aprile 2008 _ Papelina 1 Marzo 2010

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