Evidentemente non sono l'unica ad avere questi dubbi che avete ritenuto così offensivi.Un mutamento culturale. Le donne sembrano considerare la chance di partorire in età avanzata sempre più come un diritto inalienabile o come una battaglia di parità tra i sessi (la paternità in età avanzata è infatti un fenomeno assai diffuso sin dai tempi antichi), e i recenti progressi della ginecologia incoraggiano questa tendenza culturale. Nel decennio dal 1991 al 2001 il numero delle donne che hanno avuto il primo figlio tra i 35 e i 39 anni negli Usa è salito del 36 per cento. Nella fascia tra 40 e 44 anni la crescita è stata ancora più netta: 70 per cento. I dati sono simili in tutti i Paesi occidentali, e persino nella fascia tra i 50 e i 54 anni i dati sono in continua crescita.
Rischi e prospettive. Ma quali sono i rischi connessi con questa pratica sempre più diffusa?Sono cinque i fattori legati all’età avanzata della madre che possono influenzare il feto: minore fertilità, pericolo di aborto, anomalie cromosomiche, complicazioni ipertensive e nascita del feto morto. Anche il rischio di morte della madre per parto aumenta con l’età, ma è comunque molto raro nei Paesi industrializzati. Stanti le difficoltà di rimanere incinta e condurre una gravidanza in un’età avanzata, come mai i numeri sono in così deciso aumento? In molti casi si tratta del risultato di fertilizzazioni in vitro portate avanti grazie alle cellule-uovo donate da donne giovani, tra i 20 e i 30 anni. In questo caso ovviamente i rischi di alterazioni cromosomiche e di aborto sono assai minori, mentre rimane alta l’incidenza di ipertensione (nelle cinquantenni fecondate con tecniche di laboratorio siamo intorno al 35 per cento). Recenti ricerche tese a perfezionare delle tecniche di congelamento di cellule-uovo giovani da usare negli anni seguenti permetterà presto alle madri in età avanzata di usare cellule proprie, ma questo non risolverà il problema-ipertensione. Una maternità in età avanzata non è difficile solo per problemi fisiologici: tra qualche anno la comunità scientifica comincerà ad avere dati da analizzare su cosa significhi (a livello psicologico e sociale) per un gran numero di genitori affrontare contemporaneamente la vecchiaia e l’adolescenza dei figli.
L’American Society for Reproductive Medicine sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione per comunicare con maggiore efficacia al pubblico (che riceve dai mass-media e dai modelli culturali segnali di senso opposto) i rischi connessi alla maternità in età avanzata. In generale, l’età migliore per la maternità è tra i 25 e i 35 anni. La fascia di età tra i 35 e i 45 anni rimane ancora abbastanza sicura nonostante i fattori di rischio aumentino. La maternità in età vicina alla menopausa o in menopausa rimane un’opzione praticabile solo per le donne tanto fortunate da avere una salute così forte da potersi permettere una maternità.
Bibliografia. Heffner LJ. Advanced maternal age: how old is too old? N Eng J Med 2004; 351:1927-29.
david frati
Ovvio che a quarantanni una donna sia piena di energie,ci mancherebbe.Può benissimo gestire un figlio piccolo.I problemi sorgeranno se mai quando lei ne avrà 60 e il figlio 20.Ho avuto un'amica con genitori di quest'età,e durante l'adolescenza loro non riuscivano assolutamente a gestirla,due generazioni decisamente troppo lontane tra loro per capirsi.
Inutile farmi passare per perfida insensibile da parte di chi ha figli tardi per problemi di fertilità,io personalmente sono dubbiosa su chi decide liberamente di avevre una gravidanza "tardi",per chi ha avuto problemi di salute il discorso cambia parecchio.Non mi permetterei mai di esprimermi sulla malattia o sofferenza di un'altra donna,specialmente se non l'ho provata.







