Ari ha scritto:giulia e crucchina, mi viene da sorridere quando vi leggo perchè quando sara aveva l'età dei vostri figli io la pensavo proprio come voi![]()
ho dovuto correggere il tiro in corso d'opera e sono arrivata alla conclusione che per avere degli adulti sicuri di sè, ben educati e con una buona capacità critica è necessario prima insegnare acriticamente il rispetto delle regole e solo poi (forse verso i 9-10 anni) insegnare che si può pensare se una regola è veramente giusta e se è veramente giusto rispettarla.
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Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Sera)
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ottyx
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
E nel frattempo?Giulia80 ha scritto: mi aspetto che alla lunga questo atteggiamento paghi
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
Ecco, diciamo che, come forse sai, non è che nostro figlio sia rimasto solo tutto questo tempo per nostra sceltaottyx ha scritto:Ecco, diciamo che aiuta parecchioprimomaggio ha scritto: Può darsi che questo dipenda dal fatto che per ora abbiamo avuto solo lui e ci siamo potuti soffermare su tante cose
So perfettamente che le cose cambieranno con l'arrivo del secondo, forse, probabilmente, dovrò ricredermi su alcune cose, ma...
Ari scrive che sua figlia era/è insicura, io sono un'insicura da competizione e ho avuto due genitori che hanno posto tante regole e hanno fatto del rispetto delle regole un valore fondante della loro educazione. Tanto che alla fine io pur di non infrangere le loro regole, rinunciavo a quello che interessava a me.
Ero una bambina educatissima, ma insicura.
Ma non vorrei essere fraintesa, le regole ci sono a casa nostra, non è che il bambino decida e faccia tutto di testa sua, anzi, la frase "perché noi siamo i genitori e tu il figlio e decidiamo noi" gli viene detta, ma se lui chiede di capire, io gli spiego, se poi non capisce, non è che allora la regola non ci sia.
Io ritengo di avere un figlio vivace e sicuramente abituato ad avere tante attenzioni, ma non è un bambino maleducato e lasciato a fare quel che vuole.
Anzi, a dire il vero le maestre della materna - giusto per non essere autoreferenziale in questa mia descrizione di lui - ci hanno sempre detto che è sensibile al rimprovero e che è educato.
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
Ho detto tante volte che qui si naviga a vista, per cui non dico che non cambieremo mai idea, anzi. Per fortuna c'è un forum intero con mamme di figli più grandi a cui chiedere consigli e dalla cui esperienza prendere spunto.
Però occhio a semplificarla così: anch'io come primomaggio sono venuta su in una casa piena di regole e con genitori sul genere "si fa così perchè lo dico io". non è che sia un'educazione che porta solo buoni frutti.
per precisare: qui le regole ci sono eccome e non è che si negozia tutto o che si insiste su tutto.
ho detto che c'è un margine di discrezionalità per esempio sul dormire e sul mangiare: io vivo in un paese dove è normale fare le cose con i bambini a orario: si mangia a una certa ora, li si cambia a una certa ora (sì, anche i pannolini), dormono a una certa ora. ho passato un anno a discutere con la tata di Elisa (pedagogista) che sosteneva che la bambina doveva dormire per forza alle 2 del pomeriggio, perchè i bambini devono fare un certo di ore di sonno e non potevano essere flessibili. e si mangiava a mezzogiorno, fame o no. io queste cose non le tollero nemmeno se i bambini sono piccoli.
c'è il rispetto dei gusti per il cibo, i giochi, le attività. c'è rispetto per il fatto che un bambino è un bambino, che si annoia a stare a tavola un'ora e mezza e via dicendo.
per queste cose ci si adatta un po' per uno, cercando situazioni e soluzioni che vadano bene per tutti, un colpo al cerchio e uno alla botte.
non sono in discussione alcune cose di base, nel senso che è chiaro che in macchina ti lego nel seggiolino e per me puoi piangere fino a diventare verde, ma nel seggiolino ci stai.
ma questo non vuol dire che io ti dico "ti ti metto nel seggiolino perchè lo dico io"; ti dico che "vai nel seggiolino perchè è pericoloso per te che sei piccolo stare sul sedile; quando diventi grande come la mamma e il papà, allora ti siedi sul sedile anche tu".
ecco, io non tollero di non dare spiegazioni. poi l'effetto è lo stesso: se le mie spiegazioni non ti piacciono, non è che cambiano, né le spiegazioni, né quello che le ha generate.
ma le risposte del tipo "qui si fa così perchè questa è casa mia", se penso a quanto hanno fatto stare male me, a quanto mi hanno fatta sentire una specie di ospite malsopportato in casa mia, io non le voglio dare.
ognuno ha i suoi vissuti e le sue ragioni.
i bambini sono diversi, per età e per temperamento: immagino che mio figlio e mai figlia saranno diversi, come lo siamo stati per esempio io e mio fratello e che non funzioneranno le stesse leve per l'uno e per l'altra.
ogni stagione il suo frutto: immagino che ci saranno i periodi di briglia più corta e periodi di briglia più lunga e che questi dipenderanno anche dall'età.
atteggiamenti analoghi non hanno necessariamente gli stessi risultati, per cui Ari non è detto che si generino degli insicuri dando delle spiegazioni (e ho detto spiegazioni, non negoziazioni).
Ottix, paga nel lungo periodo perchè nel frattempo parlare e spiegare è più faticoso che chiudere le discussioni con un "è così perchè lo dico io".
personalmente, credo che sia fondamentale dare autonomia decisionale, piccola piccola all'inizio, pian piano di più, con periodi di contrazione o rilassamento a seconda di come va. ma sempre dando spazio, chiaramente nei limiti del ragionevole e in modo che non si mettano in pericolo, al libero arbitrio dei nostri figli. e penso che sia molto importante dare loro la possibilità, piano piano, di regolarsi da soli, piuttosto che regolarli noi sempre dovunque e comunque.
ma come ho detto, ognuno fa quello che è meglio per sé, e che il cielo ce la mandi buona!
Però occhio a semplificarla così: anch'io come primomaggio sono venuta su in una casa piena di regole e con genitori sul genere "si fa così perchè lo dico io". non è che sia un'educazione che porta solo buoni frutti.
per precisare: qui le regole ci sono eccome e non è che si negozia tutto o che si insiste su tutto.
ho detto che c'è un margine di discrezionalità per esempio sul dormire e sul mangiare: io vivo in un paese dove è normale fare le cose con i bambini a orario: si mangia a una certa ora, li si cambia a una certa ora (sì, anche i pannolini), dormono a una certa ora. ho passato un anno a discutere con la tata di Elisa (pedagogista) che sosteneva che la bambina doveva dormire per forza alle 2 del pomeriggio, perchè i bambini devono fare un certo di ore di sonno e non potevano essere flessibili. e si mangiava a mezzogiorno, fame o no. io queste cose non le tollero nemmeno se i bambini sono piccoli.
c'è il rispetto dei gusti per il cibo, i giochi, le attività. c'è rispetto per il fatto che un bambino è un bambino, che si annoia a stare a tavola un'ora e mezza e via dicendo.
per queste cose ci si adatta un po' per uno, cercando situazioni e soluzioni che vadano bene per tutti, un colpo al cerchio e uno alla botte.
non sono in discussione alcune cose di base, nel senso che è chiaro che in macchina ti lego nel seggiolino e per me puoi piangere fino a diventare verde, ma nel seggiolino ci stai.
ma questo non vuol dire che io ti dico "ti ti metto nel seggiolino perchè lo dico io"; ti dico che "vai nel seggiolino perchè è pericoloso per te che sei piccolo stare sul sedile; quando diventi grande come la mamma e il papà, allora ti siedi sul sedile anche tu".
ecco, io non tollero di non dare spiegazioni. poi l'effetto è lo stesso: se le mie spiegazioni non ti piacciono, non è che cambiano, né le spiegazioni, né quello che le ha generate.
ma le risposte del tipo "qui si fa così perchè questa è casa mia", se penso a quanto hanno fatto stare male me, a quanto mi hanno fatta sentire una specie di ospite malsopportato in casa mia, io non le voglio dare.
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ogni stagione il suo frutto: immagino che ci saranno i periodi di briglia più corta e periodi di briglia più lunga e che questi dipenderanno anche dall'età.
atteggiamenti analoghi non hanno necessariamente gli stessi risultati, per cui Ari non è detto che si generino degli insicuri dando delle spiegazioni (e ho detto spiegazioni, non negoziazioni).
Ottix, paga nel lungo periodo perchè nel frattempo parlare e spiegare è più faticoso che chiudere le discussioni con un "è così perchè lo dico io".
personalmente, credo che sia fondamentale dare autonomia decisionale, piccola piccola all'inizio, pian piano di più, con periodi di contrazione o rilassamento a seconda di come va. ma sempre dando spazio, chiaramente nei limiti del ragionevole e in modo che non si mettano in pericolo, al libero arbitrio dei nostri figli. e penso che sia molto importante dare loro la possibilità, piano piano, di regolarsi da soli, piuttosto che regolarli noi sempre dovunque e comunque.
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
io credo che il mio discorso sulle spiegazioni sia stato frainteso.
ciò che genera insicurezza nel bambino è porre continue domande (non sulle regole, ma proprio di carattere generale) e ricevere continue risposte e spiegazioni nozionistiche che lo fanno sentire inadeguato perché "l'adulto sa ed è bravo, io non so niente e sono sc**o", ed è in questo caso che va usata ad un certo punto la frase "lo capirai quando sarai più grande"; in questo modo il bambino capisce che se non sa certe cose non è perché lui è sbagliato o gli manca qualcosa, ma perché ancora non è cresciuto ed è normale che certe cose le sappia quando sarà più grande (e quindi più competente).
per quanto riguarda le regole ben venga la spiegazione del motivo percui esiste una regola, ma se il bambino non fa propria la motivazione, allora la regola va comunque rispettata perché "io sono l'adulto è so che cosa è meglio per te, quindi si fa come dico io."
ciò che genera insicurezza nel bambino è porre continue domande (non sulle regole, ma proprio di carattere generale) e ricevere continue risposte e spiegazioni nozionistiche che lo fanno sentire inadeguato perché "l'adulto sa ed è bravo, io non so niente e sono sc**o", ed è in questo caso che va usata ad un certo punto la frase "lo capirai quando sarai più grande"; in questo modo il bambino capisce che se non sa certe cose non è perché lui è sbagliato o gli manca qualcosa, ma perché ancora non è cresciuto ed è normale che certe cose le sappia quando sarà più grande (e quindi più competente).
per quanto riguarda le regole ben venga la spiegazione del motivo percui esiste una regola, ma se il bambino non fa propria la motivazione, allora la regola va comunque rispettata perché "io sono l'adulto è so che cosa è meglio per te, quindi si fa come dico io."
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
anche io avevo regole da rispettare, ma ad un certo punto mi è stato detto "le regole le sai, mi fido di te, fai come meglio credi sapendo che io sono sempre qui per darti una mano."primomaggio ha scritto: Ari scrive che sua figlia era/è insicura, io sono un'insicura da competizione e ho avuto due genitori che hanno posto tante regole e hanno fatto del rispetto delle regole un valore fondante della loro educazione. Tanto che alla fine io pur di non infrangere le loro regole, rinunciavo a quello che interessava a me.
Ero una bambina educatissima, ma insicura.
ma questo discorsetto non mi è stato fatto a 2 anni, né a 5, né a 10.
e io non sono una persona insicura, perché mi sono sempre sentita guidata prima e sostenuta poi.
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
Ari, ma io non ho detto che le mie spiegazioni sono lunghe e complicate, anzi. Spesso hanno proprio a che fare con il fatto che loro sono piccoli e noi genitori grandi, se si parla delle regole o sono spiegazioni comparative tipo "perchè è buio?" "tu vai a dormire? ecco, anche il sole va a dormire come te", in modo da renderle il più possibile alla portata di un bambino di 4 anni (Elisa le domande ancora non le fa).
poi, se un giorno mi chiederà come funziona il motore dell'aereo e perchè vola, la mia risposta sarà che glielo spiegheremo quando sarà più grande, non è che cominceremo a spiegare come è fatta l'ala e cos'è la pressione. chiaramente le spiegazioni che si danno devono essere tarate rispetto all'età. (e come nota personale, alla mia voglia di infilarmi in una discussione magari lunga e complicata, che non merita meno rispetto della voglia di mio figlio di sapere le cose)
però non capisco allora l'obiezione, se tu parli di spiegazioni in generale e io spiegazioni rispetto alle regole. sono due cose diverse.
io sostengo che un bambino, fin da neonato, abbia diritto a un margine di discrezionalità in cui scegliere cosa e come fare, che serve piano piano a insegnare a darsi delle regole proprie.
per cui un lattante avrà diritto a a mangiare quando vuole mangiare e non sarò io a stabilire gli orari, o per quanto a lungo succhiare: è l'idea dell'allattamento a richiesta.
un bambino piccolo potrà ragionevolmente stabilire che cosa vuole mangiare, senza dargli per forza pappine e cremine da bimbi: è l'idea dell'autosvezzamento.
e così via, piano piano.
non ho detto che i bambini vadano lasciati bradi, tutt'altro. ho detto che se li vuoi mettere in condizione di imparare a regolarsi, devo lasciar loro dello spazio nel quale farlo; e che non si possono imporre regole e comportamenti senza spiegare perchè devono essere rispettati e tenuti, altrimenti si tirano su dei soldatino modello austriaco, che obbediscono perchè hanno genitori autoritari, ma che non sanno perchè fanno quello che fanno e, cosa ancor più grave. non se lo domandano nemmeno.
poi, se un giorno mi chiederà come funziona il motore dell'aereo e perchè vola, la mia risposta sarà che glielo spiegheremo quando sarà più grande, non è che cominceremo a spiegare come è fatta l'ala e cos'è la pressione. chiaramente le spiegazioni che si danno devono essere tarate rispetto all'età. (e come nota personale, alla mia voglia di infilarmi in una discussione magari lunga e complicata, che non merita meno rispetto della voglia di mio figlio di sapere le cose)
però non capisco allora l'obiezione, se tu parli di spiegazioni in generale e io spiegazioni rispetto alle regole. sono due cose diverse.
io sostengo che un bambino, fin da neonato, abbia diritto a un margine di discrezionalità in cui scegliere cosa e come fare, che serve piano piano a insegnare a darsi delle regole proprie.
per cui un lattante avrà diritto a a mangiare quando vuole mangiare e non sarò io a stabilire gli orari, o per quanto a lungo succhiare: è l'idea dell'allattamento a richiesta.
un bambino piccolo potrà ragionevolmente stabilire che cosa vuole mangiare, senza dargli per forza pappine e cremine da bimbi: è l'idea dell'autosvezzamento.
e così via, piano piano.
non ho detto che i bambini vadano lasciati bradi, tutt'altro. ho detto che se li vuoi mettere in condizione di imparare a regolarsi, devo lasciar loro dello spazio nel quale farlo; e che non si possono imporre regole e comportamenti senza spiegare perchè devono essere rispettati e tenuti, altrimenti si tirano su dei soldatino modello austriaco, che obbediscono perchè hanno genitori autoritari, ma che non sanno perchè fanno quello che fanno e, cosa ancor più grave. non se lo domandano nemmeno.
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
mi autoquoto in rispostaAri ha scritto:per quanto riguarda le regole ben venga la spiegazione del motivo percui esiste una regola, ma se il bambino non fa propria la motivazione, allora la regola va comunque rispettata perché "io sono l'adulto è so che cosa è meglio per te, quindi si fa come dico io."
Giulia80 ha scritto:ecco, io non tollero di non dare spiegazioni. poi l'effetto è lo stesso: se le mie spiegazioni non ti piacciono, non è che cambiano, né le spiegazioni, né quello che le ha generate.
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
e ci mancherebbe altro!Ari ha scritto:anche io avevo regole da rispettare, ma ad un certo punto mi è stato detto "le regole le sai, mi fido di te, fai come meglio credi sapendo che io sono sempre qui per darti una mano."
ma questo discorsetto non mi è stato fatto a 2 anni, né a 5, né a 10.
e io non sono una persona insicura, perché mi sono sempre sentita guidata prima e sostenuta poi.
ma se arrivi al punto in cui le regole le sai e i tuoi genitori ti dicono che si fidano di te, vuol dire che è arrivato il momento in cui la testa ce l'hai e hai imparato a darti da solo delle regole. ed è il momento in cui disobbedisci a quello che hanno detto mamma e papà e fai quello che dici tu, prendendotene la responsabilità e pagando il prezzo delle tue scelte (auspicabilmente sapendo che mamma e papà sono comunque dietro di te a volerti bene anche se fai boiate).
ma a questo punto non è che ci si arriva pigiando l'interruttore: ci si arriva un pezzettino alla volta, partendo dal primo giorno di vita.
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
Io, anzi noi, spieghiamo tutto: regole ed altro. A domanda rispondiamo cercando di calibrare la risposta in base all'età.
Le regole le spiego perché, a parere mio, se una regola ha motivo di esistere deve avere una spiegazione, altrimenti si tratta di dittatura.
I bambini secondo me devono essere liberi di esprimere le proprie opinioni, di negoziare ma soprattutto hanno il diritto di capire. Poi, più di mille regole vale l'esempio dei genitori.
Ed i miei figli sono, non a detta mia, ben educati. La maestra di Sergio mi ha detto che lui in un paio di giorni aveva capito e fatto proprie le regole della scuola (si è anche lamentata del fatto che è
fin troppo educato...).
Lisa era una bambina libera, educata e serena. Durante la sua malattia ha visto anche NPI e psicologi e tutti erano sorpresi del suo atteggiamento: protestava con i medici (cosa che non tutti i bambini fanno per paura della reazione dei genitori) ma sempre con educazione
Giordano è piccolo, ha un bel caratterino in casa ha una grande libertà d'azione ma la tages mutter da cui va la mattina mi dice sempre che è bravissimo ed educatissimo.
Per quanto riguarda le domande di carattere generale al momento posso parlare solo di Sergio. Lui è un bambino che chiede in continuazione, che ha voglia di sapere. Ha passato un periodo a farmi domande sulla seconda guerra mondiale (e qui ha beccato solo me ed è riuscito a far emergere un buco terrificante nella mia conoscenza della storia), un atro in cui voleva sapere tutto dei serpenti, un altro in cui le domande erano a carattere religioso/filosofico, poi è passato agli ufo... Ed ha sempre ottenuto le risposte più rigorose possibili in relazione alla sua età, alla sua conoscenza dell'argomento ed alla sua voglia di approfondire (mio marito gli ha pure accennato qualche cosa sull'espansione dell'universo). Gli è stato anche spiegato che il papà e la mamma sanno tante cose perchè sono più vecchi di lui, sono andati a scuola per tanti anni, hanno letto tanti libri... E sa anche che il papà e la mamma tante cose non le sanno (e non ci vergognamo a dirlo) e non sono infallibili (quando combiniamo qualche guaio glielo raccontiamo per farlo divertire e si fa di quelle risate incredibili).
Dirgli "capirai da grande" mi sa di presa in giro. Capirai per illuminazione divina? tutti i grandi sanno tutto?
Le regole le spiego perché, a parere mio, se una regola ha motivo di esistere deve avere una spiegazione, altrimenti si tratta di dittatura.
I bambini secondo me devono essere liberi di esprimere le proprie opinioni, di negoziare ma soprattutto hanno il diritto di capire. Poi, più di mille regole vale l'esempio dei genitori.
Ed i miei figli sono, non a detta mia, ben educati. La maestra di Sergio mi ha detto che lui in un paio di giorni aveva capito e fatto proprie le regole della scuola (si è anche lamentata del fatto che è
fin troppo educato...).
Lisa era una bambina libera, educata e serena. Durante la sua malattia ha visto anche NPI e psicologi e tutti erano sorpresi del suo atteggiamento: protestava con i medici (cosa che non tutti i bambini fanno per paura della reazione dei genitori) ma sempre con educazione
Giordano è piccolo, ha un bel caratterino in casa ha una grande libertà d'azione ma la tages mutter da cui va la mattina mi dice sempre che è bravissimo ed educatissimo.
Per quanto riguarda le domande di carattere generale al momento posso parlare solo di Sergio. Lui è un bambino che chiede in continuazione, che ha voglia di sapere. Ha passato un periodo a farmi domande sulla seconda guerra mondiale (e qui ha beccato solo me ed è riuscito a far emergere un buco terrificante nella mia conoscenza della storia), un atro in cui voleva sapere tutto dei serpenti, un altro in cui le domande erano a carattere religioso/filosofico, poi è passato agli ufo... Ed ha sempre ottenuto le risposte più rigorose possibili in relazione alla sua età, alla sua conoscenza dell'argomento ed alla sua voglia di approfondire (mio marito gli ha pure accennato qualche cosa sull'espansione dell'universo). Gli è stato anche spiegato che il papà e la mamma sanno tante cose perchè sono più vecchi di lui, sono andati a scuola per tanti anni, hanno letto tanti libri... E sa anche che il papà e la mamma tante cose non le sanno (e non ci vergognamo a dirlo) e non sono infallibili (quando combiniamo qualche guaio glielo raccontiamo per farlo divertire e si fa di quelle risate incredibili).
Dirgli "capirai da grande" mi sa di presa in giro. Capirai per illuminazione divina? tutti i grandi sanno tutto?
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
Non è che io non dia spiegazioni ai miei figli sulle regole che vengono date, anzi, ma vorrei che il rispetto dei limiti imposti sia indipendente dalla loro comprensione delle motivazioni fornite.
Non penso tanto ai miri figli da piccoli, ma da adolescenti.
Ci sono regole e relative spiegazioni dei miei genitori (tutt'altro che autoritari) che capisco solo ora, ma che per fortuna ho rispettato nonostante questo.
Non penso tanto ai miri figli da piccoli, ma da adolescenti.
Ci sono regole e relative spiegazioni dei miei genitori (tutt'altro che autoritari) che capisco solo ora, ma che per fortuna ho rispettato nonostante questo.
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
Mi pare che stiate travisando un po' le cose. Dette così le cose appaiono in maniera diversa da come sono in realtà. Chi vuole approfondire il comportamentismo, lo può fare e può decidere magari "no, non fa per me" oppure capire di cosa si tratta e trarne spunti interessanti.
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
Guarda, su certi esempi che hai riportato (svezzamento, coo-sleeping, allattamento a richiesta e oltre i due anni) ho lasciato anche io che fossero i bambini a dettarmi spazio e tempi, ma ci sono contesti in cui non è possibile adattarsi ai loro ritmi.Giulia80 ha scritto: non ho detto che i bambini vadano lasciati bradi, tutt'altro. ho detto che se li vuoi mettere in condizione di imparare a regolarsi, devo lasciar loro dello spazio nel quale farlo
Cesare ha saltato a piè pari le pappine, ma - qualsiasi cosa decidesse di mangiare - DOVEVA stare a tavola finchè tutti non si aveva finito. Il risultato è che ora possiamo andare al ristorante senza giochini elettronici con cui rimbambirlo come alternativa alle corse fra i piedi dei camerieri.
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
Ecco, su questo invece sono completamente in disaccordo.SIMONA72 ha scritto: I bambini secondo me devono essere liberi di negoziare
I bambini devono imparare a ricevere dei no perchè se non lo facciamo noi, lo insegnerà loro la vita.
Ed i genitori devono sopportare l’idea di vedere frustrato il figlio da un proprio incipit educativo senza sensi di colpa.
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
Quando parli di prezzo delle loro scelte intendi l'arrabbiatura dei genitori o la conseguenza fisica?Giulia80 ha scritto:e ci mancherebbe altro!Ari ha scritto:anche io avevo regole da rispettare, ma ad un certo punto mi è stato detto "le regole le sai, mi fido di te, fai come meglio credi sapendo che io sono sempre qui per darti una mano."
ma questo discorsetto non mi è stato fatto a 2 anni, né a 5, né a 10.
e io non sono una persona insicura, perché mi sono sempre sentita guidata prima e sostenuta poi.
ma se arrivi al punto in cui le regole le sai e i tuoi genitori ti dicono che si fidano di te, vuol dire che è arrivato il momento in cui la testa ce l'hai e hai imparato a darti da solo delle regole. ed è il momento in cui disobbedisci a quello che hanno detto mamma e papà e fai quello che dici tu, prendendotene la responsabilità e pagando il prezzo delle tue scelte (auspicabilmente sapendo che mamma e papà sono comunque dietro di te a volerti bene anche se fai boiate).
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
Qui i no arrivano da noi, dalle maestre, dai nonni... E sono già arrivati anche dalla vita.ottyx ha scritto:Ecco, su questo invece sono completamente in disaccordo.SIMONA72 ha scritto: I bambini secondo me devono essere liberi di negoziare
I bambini devono imparare a ricevere dei no perchè se non lo facciamo noi, lo insegnerà loro la vita.
Ed i genitori devono sopportare l’idea di vedere frustrato il figlio da un proprio incipit educativo senza sensi di colpa.
Peró (per i no nostri) spieghiamo e spieghiamo ancora ed ascoltiamo le sue ragioni.
Se serve parte anche la punizione e se si arriva a quella puó anche argomentare in ostrogoto ma di li non ci muoviamo!
Sergio 29/08/2006 - Lisa 26/06/2008 - 17/11/2010 IL MIO ANGELO - Giordano 11/06/2012
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
Pensa che invece noi chiediamo loro di stare a tavola finchè non hanno finito loro.ottyx ha scritto:Guarda, su certi esempi che hai riportato (svezzamento, coo-sleeping, allattamento a richiesta e oltre i due anni) ho lasciato anche io che fossero i bambini a dettarmi spazio e tempi, ma ci sono contesti in cui non è possibile adattarsi ai loro ritmi.Giulia80 ha scritto: non ho detto che i bambini vadano lasciati bradi, tutt'altro. ho detto che se li vuoi mettere in condizione di imparare a regolarsi, devo lasciar loro dello spazio nel quale farlo
Cesare ha saltato a piè pari le pappine, ma - qualsiasi cosa decidesse di mangiare - DOVEVA stare a tavola finchè tutti non si aveva finito. Il risultato è che ora possiamo andare al ristorante senza giochini elettronici con cui rimbambirlo come alternativa alle corse fra i piedi dei camerieri.
A casa il patto è che si possono alzare, ma ci devono lasciar finire di mangiare in pace, quindi senza chiedere di andare a giocare o accendere la tv.
Al ristorante andiamo sul presto e in settimana, quando non c'è gente e ce la caviamo a mangiare in un'ora. Stanno a tavola e mangiano con noi e si alzano quando abbiamo finito tutti. Se sappiamo che staremo al ristorante più a lungo, lasciamo che guardino un cartone con sul telefono. Oppure, quando per esempio siamo in tanti e quasi tutti con figli, scegliamo luoghi con la sala giochi per i bambini, dove possono fare altro mentre noi si mangia.
Io non sto seduta a tavola finchè tutti hanno finito di mangiare e non lo chiedo ai miei bambini. A casa mia questa cosa non è mai esistita. Si sta insieme per un po', poi qualcuno si alza, si fa altro e ci si ritrova per il caffè. L'idea di base è che non è giusto imporre a un altro un ritmo che non è suo SE non è necessario.
è quello che cercavo di dire: vorrei capire dove sta scritto che SI DEVE fare così a tavola. perchè? chi l'ha detto che non ci sono alternative?
io chiedo loro di rispettare gli altri e i loro tempi nel mangiare, non di stare seduti a tavola per forza.
verrà poi l'età in cui sarà ragionevole chiedere di più, che è quello che abbiamo già fatto finora, passo passo: prima non andavamo al ristorante e a casa mangiavamo praticamente in piedi, poi abbiamo usato i cartoni anche per fare colazione al bar, e a furia di chiedere e con loro che man mano crescevano, siamo arrivati qui. andremo oltre, un po' per volta.
Francesco 21-10-09: l'indomito lunatico Elisa 24-08-11: l'allegra irosa
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
se siamo al punto in cui sei grande abbastanza da fare delle scelte vere, parlo di sceglierti che so, gli studi.ottyx ha scritto:Quando parli di prezzo delle loro scelte intendi l'arrabbiatura dei genitori o la conseguenza fisica?Giulia80 ha scritto:e ci mancherebbe altro!Ari ha scritto:anche io avevo regole da rispettare, ma ad un certo punto mi è stato detto "le regole le sai, mi fido di te, fai come meglio credi sapendo che io sono sempre qui per darti una mano."
ma questo discorsetto non mi è stato fatto a 2 anni, né a 5, né a 10.
e io non sono una persona insicura, perché mi sono sempre sentita guidata prima e sostenuta poi.
ma se arrivi al punto in cui le regole le sai e i tuoi genitori ti dicono che si fidano di te, vuol dire che è arrivato il momento in cui la testa ce l'hai e hai imparato a darti da solo delle regole. ed è il momento in cui disobbedisci a quello che hanno detto mamma e papà e fai quello che dici tu, prendendotene la responsabilità e pagando il prezzo delle tue scelte (auspicabilmente sapendo che mamma e papà sono comunque dietro di te a volerti bene anche se fai boiate).
sei tu che paghi il prezzo delle tue scelte, perchè quello che scegli influenzerà te, non me genitore che magari ho detto la mia e non sono d'accordo con te.
se sei più piccino, magari parliamo di sceglierti uno sport: la conseguenza della scelta è che se non ti piace, andrai avanti a fare quello e la prossima volta sceglierai con più attenzione.
se sei ancora più piccolo, magari vorrai il bicchiere di vetro e non quello di plastica; se lo rompi, la prossima volta dovrai stare più attento.
non è che c'è l'interruttore. si comincia con le cose piccole, che non hanno conseguenze grosse. fino al punto in cui decidi per te che cosa studierai, magari in aperta contraddizione rispetto a quello che dico io. non è che si diventa adulti a 18 anni, si diventa adulti pian piano, facendo le proprie scelte.
piccole prima, grandi poi.
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
ecco. non è che si negozia tutto. alcune cose però sì.SIMONA72 ha scritto:Qui i no arrivano da noi, dalle maestre, dai nonni... E sono già arrivati anche dalla vita.ottyx ha scritto:Ecco, su questo invece sono completamente in disaccordo.SIMONA72 ha scritto: I bambini secondo me devono essere liberi di negoziare
I bambini devono imparare a ricevere dei no perchè se non lo facciamo noi, lo insegnerà loro la vita.
Ed i genitori devono sopportare l’idea di vedere frustrato il figlio da un proprio incipit educativo senza sensi di colpa.
Peró (per i no nostri) spieghiamo e spieghiamo ancora ed ascoltiamo le sue ragioni.
Se serve parte anche la punizione e se si arriva a quella puó anche argomentare in ostrogoto ma di li non ci muoviamo!
e francamente io apprezzo un bambino che argomenta invece di chinare sempre al testa e dire di sì.
poi, e mi sembra che sia già stato detto, non vuol dire che non ci siano argomenti fuori dalla negoziazione. la sicurezza è uno di questi: se ho detto che vai nel seggiolino, vai nel seggiolino.
mi sembra che si tenda a confondere un genitore che argomenta con un genitore lassista o che non sa dire apertamente di no. semplicemente, ci sono genitori che scelgono di non regolare tutto a priori ma scelgono di lasciare spazi di libertà. non abbiamo mica detto che i nostri bambini fanno quello che vogliono e che non gli viene mai detto di no. anzi.
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Re: Severità zero, tolleranza mille (da Il Corriere della Se
ecco, per me il comportamentismo è superato all'80% da teorie che sono arrivate successivamente. Questo non vuol dire rottamarlo in toto, ma in buona parte sì...lalat ha scritto:Mi pare che stiate travisando un po' le cose. Dette così le cose appaiono in maniera diversa da come sono in realtà. Chi vuole approfondire il comportamentismo, lo può fare e può decidere magari "no, non fa per me" oppure capire di cosa si tratta e trarne spunti interessanti.
Amate le persone, non le cose. Usate le cose, non le persone. (Spencer W. Kimball)
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