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Le Poesie dell'Amore e del Dolore

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ema1
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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da ema1 » 11 giu 2009, 22:42

dolce... La Cura! Bellissima!!! :cuore

Anche io ho una canzone, che e poesia... anzi, lo e di piu!

Magari di Renato Zero

Magari toccasse a me
prendermi cura dei giorni tuoi
svegliarti con un caffè
e dirti che non invecchi mai...sciogliere i nodi dentro di te
le più ostinate malinconie... magari
Magari toccasse a me
ho esperienza e capacità
trasformista per vocazione
per non morire che non si fa...puoi fidarti a lasciarmi il cuore
nessun dolore lo sfiorirà... magari!

Magari toccasse a me
un po' di quella felicità... magarisaprò aspettare te
domani e poi domani e poi... domani
Io come un'ombra ti seguirò
la tenerezza è un talento mio
non ti deluderò la giusta distanza io
sarò come tu mi vuoi
ho un certo mestiere anch'io... mi provi... mi provi...
Idraulico, cameriere
all'occorrenza mi do da fare
non mi spaventa niente
tranne competere con l'amore ma questa volta dovrò riuscirci guardarti in faccia senza arrossire... magari
Se tu mi conoscessi certo che tu non mi negheresti... due ali che ho un gran disordine nella mente e solo tu mi potrai guarire... rimani!
Io sono pronto a fermarmi qui se il cielo vuole così prendimi al volo e poi non farmi cadere più da questa altezza sai non ci si salva mai... mi ami? Magari... Mi ami!?!? Magari...

Ascoltandola... e straordinaria!
"In questa notte di preghiera, io guardo la luna, e con le mani giunte, faccio parlare il mio cuore"

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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da dolceviola » 11 giu 2009, 23:53

ema1, di Renato Zero io adoro il testo di questa canzone che m'ha accompagnato in un periodo intenso della mia vita:


"Il coraggio delle idee"
Mi arrampico da secoli
ogni parete è mia
sfidando leggi fisiche
paure e ipocrisia
le difficoltà si sommano
il mio limite qual’è
quanto potrò mai resistere
sempre appeso ad un perché…
Aggrappato alle tue lacrime
finché il tuo dolore è il mio
per sentirmi meno inutile
ed un po’ più umano anch’io
sono scalatore intrepido
che più folle non si può
per portare in salvo questo amore
non sai che m’inventerò
non ho mai posto limiti
alla provvidenza io no…
Anche se da certi uomini
sorprese io non mi aspetterò
ma qualcuno dovrà crederci
e sfidare la realtà
scegliere come vivere
imparare come si fa…
E non è necessario perdersi
in astruse strategie
tu lo sai può ancora vincere
chi ha il coraggio delle idee…
Mi lascerò coinvolgere
io non torno indietro no
fino a che fra queste nuvole
la mia cima toccherò
mi dispiace se tu non sei qui
a godere insieme a me
nel vedere il giorno nascere
e c’è Dio vicino a te…
Alziamo muri altissimi
perché poi io non saprei
anche se poi certi uomini
non amano mostrarsi mai
ma qualcuno dovrà crederci
pioggia o vento essere qua
amare per non perdersi
insegnarlo a chi non lo sa
e poi moriamo senza accorgerci
sotto un cielo di fobie
dimmi che può ancora vincere
chi ha il coraggio delle idee
. . • * ´¨` * • . ☆ Giordana ☆ . • * ´¨` * • . .
"A clean house is the sign of a broken computer."

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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da hamilton » 12 giu 2009, 9:45

ema1 ha scritto:dolce... La Cura! Bellissima!!! :cuore

Anche io ho una canzone, che e poesia... anzi, lo e di piu!

Magari di Renato Zero

Magari toccasse a me
prendermi cura dei giorni tuoi
svegliarti con un caffè
e dirti che non invecchi mai...sciogliere i nodi dentro di te
le più ostinate malinconie... magari
Magari toccasse a me
ho esperienza e capacità
trasformista per vocazione
per non morire che non si fa...puoi fidarti a lasciarmi il cuore
nessun dolore lo sfiorirà... magari!

Magari toccasse a me
un po' di quella felicità... magarisaprò aspettare te
domani e poi domani e poi... domani
Io come un'ombra ti seguirò
la tenerezza è un talento mio
non ti deluderò la giusta distanza io
sarò come tu mi vuoi
ho un certo mestiere anch'io... mi provi... mi provi...
Idraulico, cameriere
all'occorrenza mi do da fare
non mi spaventa niente
tranne competere con l'amore ma questa volta dovrò riuscirci guardarti in faccia senza arrossire... magari
Se tu mi conoscessi certo che tu non mi negheresti... due ali che ho un gran disordine nella mente e solo tu mi potrai guarire... rimani!
Io sono pronto a fermarmi qui se il cielo vuole così prendimi al volo e poi non farmi cadere più da questa altezza sai non ci si salva mai... mi ami? Magari... Mi ami!?!? Magari...

Ascoltandola... e straordinaria!

Adoro Renato Zero, e penso che questa sia la canzone piu' bella che abbia scritto in 30 anni di carriera, e forse piu'.
La musica e' meravigliosa, si adatta perfettamente alla dolcezza di queste parole.
Renato Zero lo considero un poeta.
Ah, aspettate , a pari merito metto questa, meravigliosa come Magari.
Naturalmente conoscendo la musica si apprezza ancora di piu'.
Io, tutto cio che ha a che fare con la vecchiaia e l'anzianita', lo sento dentro come una lama di coltello, e mi commuove
NEI GIARDINI CHE NESSUNO SA



Senti quella pelle ruvida.
Un gran freddo dentro l’anima,
fa fatica anche una lacrima a scendere giù.
Troppe attese dietro l’angolo,
gioie che non ti appartengono.
Questo tempo inconciliabile gioca contro te.
Ecco come si finisce poi,
inchiodati a una finestra noi,
spettatori malinconici,
di felicità impossibili…
Tanti viaggi rimandati e già,
valigie vuote da un’eternità…
Quel dolore che non sai cos’è,
solo lui non ti abbandonerà mai, oh mai!
E’ un rifugio quel malessere,
troppa fretta in quel tuo crescere.
Non si fanno più miracoli,
adesso non più.
Non dar retta a quelle bambole.
Non toccare quelle pillole.
Quella suora ha un bel carattere,
ci sa fare con le anime.
Ti darei gli occhi miei,
per vedere ciò che non vedi.
L’energia, l’allegria,
per strapparti ancora sorrisi.
Dirti si, sempre si,
e riuscire a farti volare,
dove vuoi, dove sai,
senza più quei pesi sul cuore.
Nasconderti le nuvole,
quell’inverno che ti fa male.
Curarti le ferite e poi,
qualche dente in più per mangiare.
E poi vederti ridere,
e poi vederti correre ancora.
Dimentica, c’è chi dimentica
Distrattamente un fiore una domenica
E poi… silenzi. E poi silenzi.
Nei giardini che nessuno sa
Si respira l’inutilità.
C’è rispetto grande pulizia,
è quasi follia.
Non sai come è bello stringerti,
ritrovarsi qui a difenderti,
e vestirti e pettinarti si.
E sussurrarti non arrenderti
nei giardini che nessuno sa,
quanta vita si trascina qua,
solo acciacchi, piccole anemie.
Siamo niente senza fantasie.
Sorreggili, aiutali,
ti prego non lasciarli cadere.
Esili, fragili,
non negargli un po' del tuo amore.
Stelle che ora tacciono,
ma daranno un segno a quel cielo.
Gli uomini non brillano
Se non sono stelle anche loro.
Mani che ora tremano,
perché il vento soffia più forte…
non lasciarli adesso no.
Che non li sorprenda la morte.
Siamo noi gli inabili,
che pure avendo a volte non diamo.
Dimentica, c’è chi dimentica,
distrattamente un fiore una domenica
e poi silenzi. E poi silenzi
Ringrazio sempre il cielo e la chitarra

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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da hamilton » 12 giu 2009, 9:47

http://www.youtube.com/watch?v=mOf-LiUFHyk" onclick="window.open(this.href);return false;
Ringrazio sempre il cielo e la chitarra

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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da Melissa » 12 giu 2009, 12:40

Per me il grande Renato ha toccato l'apice con l'album AMORE DOPO AMORE; credo sia tra le cose più belle ascoltate in vita mia!
se non sei parte della soluzione sei parte del problema
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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da ema1 » 12 giu 2009, 21:33

Stupende le canzoni! Davvero straordinarie!
"In questa notte di preghiera, io guardo la luna, e con le mani giunte, faccio parlare il mio cuore"

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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da Pipa » 12 giu 2009, 22:06

IL RUMORE DEI RICORDI
Ogni tanto i ricordi, lo sai, fanno rumore
e non hai piu' voglia di cantare,
non hai piu' voglia di capire.

Ho visto squarci di sole
farsi largo tra le nubi,
riempire bicchieri di mare
di silenziosa estasi.
Ho attraversato i pomeriggi estivi
lungo lorizzonte acceso,
nella noia di una ferrovia
a contare i treni passare.

Ma ogni tanto i ricordi, lo sai, fanno del male
e tardano a sbiadire,
ritornano ad urlare.

Sono rimasto ad ascoltare
la musica destate,
tante parole perse nel vento
e nelle indecise maree.
Ho visto i giorni abbronzarsi,
diventare scuri, diventare notte
e l’aria appesantirsi
di scirocco e malinconia.

Ed ogni tanto i ricordi, lo sai, possono ferire
e non li potrai mai schivare,
sei rassegnato a sanguinare.

Ho messo via, amica mia
ogni cosa ormai passata,
la mia voglia di fare poesia
ed ogni ferita si è sanata.

Ho ripreso a camminare,
ho anche corso per un po,
ma la nostalgia è immortale
e so che mi fermero'.

Perché a volte i ricordi, lo sai, sono str@nzi,
quando ti senti un po guarire,
ti fanno ancora riammalare.
Cammineremo insieme per strade diverse...
I sogni, se ci credi, non sono che realtà in anticipo

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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da hamilton » 12 giu 2009, 22:16

Pipa, hai dimenticato di citare l'autore....
:domanda
N'sara' mica Renato!??!?!
strano....non la conosco...
Ringrazio sempre il cielo e la chitarra

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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da Pipa » 12 giu 2009, 22:21

hamilton ha scritto:Pipa, hai dimenticato di citare l'autore....
:domanda
N'sara' mica Renato!??!?!
strano....non la conosco...
Sai che non lo so? :domanda
Me l'hanno mandata via mail e io semplicemente l'avevo copiata nel mio quaderno.Adesso ho provato a fare un aricerca, ma pur trovandola non riesco a capire chi l'ha scritta...eppure mi sembra una canzone...sono curiosa anch'io...magari qualcun'altra la conosce.
Cammineremo insieme per strade diverse...
I sogni, se ci credi, non sono che realtà in anticipo

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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da ema1 » 12 giu 2009, 22:22

Pipa, anche secondo me e una canzone!

Il testo e bello, pero io non l'ho mai sentita.
"In questa notte di preghiera, io guardo la luna, e con le mani giunte, faccio parlare il mio cuore"

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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da Roblin » 12 giu 2009, 22:33

Oh Hamilton, ragazze, che meraviglia questo post! Grazie! :cuore La poesia è il mio nutrimento, mi fa rivivere! :emozionee

Ed ecco un'altra poesia di Neruda che amo moltissimo:

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l' aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d' improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perchè il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l' aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perchè io ne morrei.

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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da Roblin » 12 giu 2009, 22:33

Lo visiterò spesso questo post... sì... :cuore

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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da hamilton » 12 giu 2009, 22:35

PIPA ha scritto:Sono andata a verificare dopo aver letto una di quelle postate da Hamilton che mi diceva qualcosa...in effetti l'inizio sembra lo stesso...ma gli autori non combaciano...in ogni caso io l'adoro.


La morte non è niente.
Sono solo scivolato nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo l'uno per l'altra lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato.
Parlami nel modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La vita conserva il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Che cos'è la morte, se non un accidente trascurabile?
Perchè dovrei essere fuori dai tuoi pensieri, solo perchè sono fuori dalla tua vista?
Ti aspetto, non sono lontano,
sono dall'altra parte,
proprio dietro l'angolo.
Ritroverai il mio cuore.
Asciuga le tue lacrime
e non piangere se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.




Henry Scott Holland

Pipa, questo deve essere il testo completo della mia poesia, appiccicata in cucina!!
Completa e' ancora piu' bella!!!!!
Anche la mia mamma mi aveva detto che l'origine e' controversa e che viene addirittura attribuita a sant'agostino!!!
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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da hamilton » 12 giu 2009, 22:40

GRANDE ROBLIN!!!! :-D
PIU' SIAMO, MEGLIO E'!!!! :-D
Non so se conciliera' il sonno della persona a cui la voglio dedicare, ma spero possa regalarne un minuto di dolcezza e di mistero!!!
Buonanotte :bacio

La disperazione è seduta su una panchina
In un giardinetto su una panchina
C'è un uomo che vi chiama quando passate
Ha un binocolo un grigio vestito liso
Fuma un sigaretto ed è seduto
E vi chiama quando voi passate
O semplicemente egli vi fa un cenno
Non bisogna guardarlo
Non bisogna ascoltarlo
Conviene andare avanti
Fingere di non vederlo
Fingere di non sentirlo
Bisogna camminare affrettare il passo
Se voi lo guardate
Se voi l'ascoltate
Egli vi fa un cenno e niente e nessuno
Puó impedirvi di andare a sedervi accanto a lui
Allora egli vi guarda e sorride
E soffrirete atrocemente
E l'uomo non la smette di sorridere
E voi sorriderete come lui
Esattamente
Più sorriderete e più soffrirete
Atrocemente
Più voi sorriderete e più soffrirete
Irrimediabilmente
E voi restate là
Seduto congelato
Sulla panchina sorridente
E fanciulli giocano vicino a voi
Passano i passanti
Tranquillamente
S'involano gli uccelli
Un albero lasciando
Per un altro
E voi restate lì
Sulla panchina
E voi sapete voi sapete
Che mai più voi giocherete
Come quei fanciulli
Sapete che mai più voi passerete
Tranquillamente
Come quei passanti
Che mai più voi volerete
Un albero lasciando per un altro
Come gli uccelli.
Jacques Prèvert
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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da ema1 » 12 giu 2009, 22:56

Hamilton, BELLISSIMA! :sorrisoo
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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da ema1 » 12 giu 2009, 22:59

Roblin, benvenuta anche tu!! :-D

Vi posto anche io un altra poesia di Emily Dickinson... si sempre lei. :sorrisoo

Non ho niente da dirmi tranne di Te
Così ove tu mancassi, nessuno -
Era un tenue legame -
Ne reggeva appena Due, neanche questi resse
Quando Altrove il tuo dolce Viso si perse
Oltre il mio Confine -
Se le cose fossero al contrario - ed Io
Ed Io mi fossi - dileguata da Te
Su una qualche Riva senza eco -
Mi cercheresti Tu così - dillo
Affinché la Risposta io possa rincorrere
Fino alle labbra da cui spiccò il volo -
E subito - essere da Te -

Io ho i brividi ogni volta che la leggo!
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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da pippicalzelunghe » 13 giu 2009, 7:43

...bellissimo...
proprio in questi giorni ho riletto un sacco di poesie che negli anni mi ero copiata su un quaderno...
Neruda e Montale...mamma mia che brividi...
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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da pippicalzelunghe » 13 giu 2009, 8:23

...metto in lingua originale un passo della poesia di Pablo Neruda da voi già citata, perchè secondo me in Spagnolo ha un "suono" davvero impareggiabile:
..Riete de la noche,
del dia, de la luna,
riete de las calles
torcidas de la isla,
riete de este torpe
muchacho que te quiere,
pero cuando yo abro
los ojos y los cierro,
cuando mis pasos van,
cuando vuelven mis pasos,
niégame el pan, el aire,
la luz, la primavera,
pero tu risa nunca
porque me moriria...
PIPPIcalzelunghe ovvero Valentina
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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da hamilton » 13 giu 2009, 9:18

BUONGIORNO ALLE MIE RAGAZZE!!!
Mi sono svegliata con un pensiero che mi frullava nella testa! Un ricordo, antico, che mi ha assalito appena aperti gli occhi, perche' ieri sera li ho chiusi ripensando alle bellissime poesie che ho letto!
Non per essere campanilista, ma un italiano lo vogliamo mettere!??!?!
Io posto il mio preferito, con la mia preferita, triste, ma struggente.
Non ridete, e' banale, lo so, la conoscono tutti, ma e' stato il pensiero malinconico si stamattina.
Io alle elementari, che la imparavo a memoria, e, felice, non vedevo l'or di recitarla davanti al mio maestro!

La cavallina storna di Giovanni Pascoli

Nella Torre il silenzio era già alto.
Sussurravano i pioppi del Rio Salto.
I cavalli normanni alle lor poste
frangean la biada con rumor di croste.
Là in fondo la cavalla era, selvaggia,
nata tra i pini su la salsa spiaggia;
che nelle froge avea del mar gli spruzzi
ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi.
Con su la greppia un gomito, da essa
era mia madre; e le dicea sommessa:
« O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
tu capivi il suo cenno ed il suo detto!
Egli ha lasciato un figlio giovinetto;
il primo d'otto tra miei figli e figlie;
e la sua mano non tocco' mai briglie.
Tu che ti senti ai fianchi l'uragano,
tu dai retta alla sua piccola mano.
Tu c'hai nel cuore la marina brulla,
tu dai retta alla sua voce fanciulla».
La cavalla volgea la scarna testa
verso mia madre, che dicea più mesta:
« O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
lo so, lo so, che tu l'amavi forte!
Con lui c'eri tu sola e la sua morte
O nata in selve tra l'ondate e il vento,
tu tenesti nel cuore il tuo spavento;
sentendo lasso nella bocca il morso,
nel cuor veloce tu premesti il corso:
adagio seguitasti la tua via,
perché facesse in pace l'agonia . . . »
La scarna lunga testa era daccanto
al dolce viso di mia madre in pianto.
«O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
oh! due parole egli dove' pur dire!
E tu capisci, ma non sai ridire.
Tu con le briglie sciolte tra le zampe,
con dentro gli occhi il fuoco delle vampe,
con negli orecchi l'eco degli scoppi,
seguitasti la via tra gli alti pioppi:
lo riportavi tra il morir del sole,
perché udissimo noi le sue parole».
Stava attenta la lunga testa fiera.
Mia madre l'abbraccio' su la criniera.
« O cavallina, cavallina storna,
portavi a casa sua chi non ritorna!
a me, chi non ritornerà più mai!
Tu fosti buona . . . Ma parlar non sai!
Tu non sai, poverina; altri non osa.
Oh! ma tu devi dirmi una una cosa!
Tu l'hai veduto l'uomo che l'uccise:
esso t'è qui nelle pupille fise.
Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome.
E tu fa cenno. Dio t'insegni, come».
Ora, i cavalli non frangean la biada:
dormian sognando il bianco della strada.
La paglia non battean con l'unghie vuote:
dormian sognando il rullo delle ruote.
Mia madre alzò nel gran silenzio un dito:
disse un nome . . . Sonò alto un nitrito.
Ringrazio sempre il cielo e la chitarra

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Re: le poesie del dolore e dell'amore

Messaggio da hamilton » 13 giu 2009, 9:24

L'ultima, giuro, che se parto con gli italiani, mi dovete legare le mani.
Credo che l'intento principale del post sia quello di far conoscere poesie e scritti nuovi a chi ancora non ha avuto la fortuna di leggerli, quindi perdonate queste poesie davvero patrimonio di tutti!!!

L'INFINITO di Giacomo Leopardi

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani

silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce

vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.


:buuu :clap :buuu :clap
Ringrazio sempre il cielo e la chitarra

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