Non riesco a capire... o forse sì... (lunghissimo!)
Inviato: 20 dic 2007, 5:04
Buongiorno a tutte le mamme. Ho un quesito da porvi o più che altro uno sfogo da sottoporvi.
Ieri siamo andati alla festicciola della scuola materna. Premetto che sono giorni che Franz si cova la gioia di questa festa. L'altroieri pomeriggio, per esempio, visto che sapeva che i nonni non sarebbero potuti venire, gli ha recitato in separata sede la poesia, cantato tutti i canti di Natale e fatto anche mezzo balletto. Io non guardavo perché sapevo che ci teneva a farmi la sorpresa alla festa.
Ieri mattina è andato come sempre a scuola. Attualmente ci va da più di un mese senza piangere e senza alcun problema. Di solito, lo andiamo a prendere dopo pranzo. Ieri, invece, visto che c'era la festa alle quattro e mezza, l'abbiamo fatto fermare anche al pomeriggio. Premetto che da settimane ci chiedeva LUI di lasciarlo lì anche il pomeriggio (l'avremmo anche fatto, ma ce n'era sempre una: o la visita dall'oculista, o l'appuntamento dal pediatra...), quindi la cosa gli faceva anche piacere.
Quando siamo arrivati ho visto che era un po' intristito. Probabilmente - ho pensato - ha comunque patito un po' il fatto che non fossimo andati a prenderlo all'ora solita. In compenso mi ha accolto dicendomi che aveva mangiato la mela per merenda e questa è una grossa novità perché la frutta lui non la mangia da quando era bimbissimo (tranne che omogeneizzata).
Dopo un po' ci hanno fatto entrare nella palestra ed eravamo, mi rendo conto, mille mila genitori, molti dei quali (compreso mio marito) con macchina fotografica o videocamera. Mio figlio, che era nel mucchio coi suoi compagni, appena ci ha visti entrare è esploso in un pianto disperato e ho dovuto portarlo fuori e coccolarlo un po'. Intanto i suoi compagni hanno cominciato a cantare e lui non c'era.
Dopo lunga e penosa malattia, sono riuscita a farlo ragionare e a dirgli che i suoi compagni lo aspettavano e avevano bisogno anche del suo aiuto. Alla fine, è stato CORAGGIOSISSIMO e dico la verità: sono molto fiera di lui, perché è tornato nel gruppo. In compenso, se ne stava là a fare il peso morto. La suora e la maestra cercavano di coinvolgerlo e lui niente. Al massimo sbuffava o brontolava con le sue solite frasi da libro stampato (a un certo punto ha detto alla suora: "Voi non capite: io sono STRAVOLTO!"). Ogni tanto lo vedevo con questo sguardo assente, magari seduto e con la testa per terra. Una tristezza suprema.
Ora, non me ne frega niente che non abbia recitato. Il fatto è che mi fa patire vederlo soffrire così.
Io so esattamente come lui stia, in quei momenti, perché IO ERO E SONO PRECISAMENTE UGUALE. Tanto per dirvene una e farvi capire come funzionava: ho conosciuto mio marito ai campi estivi. Mio marito organizzava le serate di giochi. Adorava fare il Pippo Baudo della situazione. Quando c'era serata di giochi, non c'ero io. Io me ne andavo sul prato a suonare la chitarra per conto mio (o con pochi amici nella mia stessa situazione). Detestavo stare al centro dell'attenzione. Ogni tanto dico a mio marito che è un miracolo se ci siamo conosciuti visto che quando faceva qualcosa lui io mi eclissavo. La cosa assurda è che poi io ero anche la stessa che cantava in un gruppo, saliva sul palco e faceva la rocker! Ma lì era diverso: primo c'era la musica e secondo c'era buio in sala... Insomma, capisco mio figlio, conosco perfettamente l'abisso dell'angoscia che nasce dalla timidezza e siccome lo conosco so come sta... e mi spiace vederlo così.
Ho provato a parlare un po' con le maestre e mi hanno detto che di solito NON FA MAI COSI quando è a scuola. Anzi, la maestra di inglese è venuta lei a cercarmi (non la vedo mai perché i giorni che c'è inglese vanno a prenderlo sempre i nonni) per dirmi che è il suo allievo più interessato ed attento, e che è molto portato per la lingua... Mi fa piacere che me lo abbia detto, anche perché so che a lui la lingua piace molto (a casa mi dice sempre cosa fanno in inglese e mi accorgo che pronuncia abbastanza bene, aiutato dal fatto che lei è madrelingua, quindi sicuramente dà loro le informazioni più corrette possibili). Anche la suora che fa loro musica mi ha detto che è molto partecipe. Insomma, mentre mi parlavano mi davano un quadro di mio figlio che è quello che conosco anch'io, ma se lo guardavo vedevo un altro bambino!!!!
Ad un certo punto, in un angolino riposto, ha voluto recitare lui da solo la poesia a me e a suo padre. Ma così, in un angoletto, che non sentisse nessuno... Mi ha fatto una tenerezza infinita, bella gioia!!!
Secondo voi, come posso fare per aiutarlo? So che ci soffre e che ci rimane male, ma so anche (lo vedo) che la paura, in quei momenti, lo paralizza e allora preferisce isolarsi. Ieri sera è rimasto strano tutta la sera, anche a cena (ma credo che fosse anche molto stanco, in verità).
Ieri siamo andati alla festicciola della scuola materna. Premetto che sono giorni che Franz si cova la gioia di questa festa. L'altroieri pomeriggio, per esempio, visto che sapeva che i nonni non sarebbero potuti venire, gli ha recitato in separata sede la poesia, cantato tutti i canti di Natale e fatto anche mezzo balletto. Io non guardavo perché sapevo che ci teneva a farmi la sorpresa alla festa.
Ieri mattina è andato come sempre a scuola. Attualmente ci va da più di un mese senza piangere e senza alcun problema. Di solito, lo andiamo a prendere dopo pranzo. Ieri, invece, visto che c'era la festa alle quattro e mezza, l'abbiamo fatto fermare anche al pomeriggio. Premetto che da settimane ci chiedeva LUI di lasciarlo lì anche il pomeriggio (l'avremmo anche fatto, ma ce n'era sempre una: o la visita dall'oculista, o l'appuntamento dal pediatra...), quindi la cosa gli faceva anche piacere.
Quando siamo arrivati ho visto che era un po' intristito. Probabilmente - ho pensato - ha comunque patito un po' il fatto che non fossimo andati a prenderlo all'ora solita. In compenso mi ha accolto dicendomi che aveva mangiato la mela per merenda e questa è una grossa novità perché la frutta lui non la mangia da quando era bimbissimo (tranne che omogeneizzata).
Dopo un po' ci hanno fatto entrare nella palestra ed eravamo, mi rendo conto, mille mila genitori, molti dei quali (compreso mio marito) con macchina fotografica o videocamera. Mio figlio, che era nel mucchio coi suoi compagni, appena ci ha visti entrare è esploso in un pianto disperato e ho dovuto portarlo fuori e coccolarlo un po'. Intanto i suoi compagni hanno cominciato a cantare e lui non c'era.
Dopo lunga e penosa malattia, sono riuscita a farlo ragionare e a dirgli che i suoi compagni lo aspettavano e avevano bisogno anche del suo aiuto. Alla fine, è stato CORAGGIOSISSIMO e dico la verità: sono molto fiera di lui, perché è tornato nel gruppo. In compenso, se ne stava là a fare il peso morto. La suora e la maestra cercavano di coinvolgerlo e lui niente. Al massimo sbuffava o brontolava con le sue solite frasi da libro stampato (a un certo punto ha detto alla suora: "Voi non capite: io sono STRAVOLTO!"). Ogni tanto lo vedevo con questo sguardo assente, magari seduto e con la testa per terra. Una tristezza suprema.
Ora, non me ne frega niente che non abbia recitato. Il fatto è che mi fa patire vederlo soffrire così.
Io so esattamente come lui stia, in quei momenti, perché IO ERO E SONO PRECISAMENTE UGUALE. Tanto per dirvene una e farvi capire come funzionava: ho conosciuto mio marito ai campi estivi. Mio marito organizzava le serate di giochi. Adorava fare il Pippo Baudo della situazione. Quando c'era serata di giochi, non c'ero io. Io me ne andavo sul prato a suonare la chitarra per conto mio (o con pochi amici nella mia stessa situazione). Detestavo stare al centro dell'attenzione. Ogni tanto dico a mio marito che è un miracolo se ci siamo conosciuti visto che quando faceva qualcosa lui io mi eclissavo. La cosa assurda è che poi io ero anche la stessa che cantava in un gruppo, saliva sul palco e faceva la rocker! Ma lì era diverso: primo c'era la musica e secondo c'era buio in sala... Insomma, capisco mio figlio, conosco perfettamente l'abisso dell'angoscia che nasce dalla timidezza e siccome lo conosco so come sta... e mi spiace vederlo così.
Ho provato a parlare un po' con le maestre e mi hanno detto che di solito NON FA MAI COSI quando è a scuola. Anzi, la maestra di inglese è venuta lei a cercarmi (non la vedo mai perché i giorni che c'è inglese vanno a prenderlo sempre i nonni) per dirmi che è il suo allievo più interessato ed attento, e che è molto portato per la lingua... Mi fa piacere che me lo abbia detto, anche perché so che a lui la lingua piace molto (a casa mi dice sempre cosa fanno in inglese e mi accorgo che pronuncia abbastanza bene, aiutato dal fatto che lei è madrelingua, quindi sicuramente dà loro le informazioni più corrette possibili). Anche la suora che fa loro musica mi ha detto che è molto partecipe. Insomma, mentre mi parlavano mi davano un quadro di mio figlio che è quello che conosco anch'io, ma se lo guardavo vedevo un altro bambino!!!!
Ad un certo punto, in un angolino riposto, ha voluto recitare lui da solo la poesia a me e a suo padre. Ma così, in un angoletto, che non sentisse nessuno... Mi ha fatto una tenerezza infinita, bella gioia!!!
Secondo voi, come posso fare per aiutarlo? So che ci soffre e che ci rimane male, ma so anche (lo vedo) che la paura, in quei momenti, lo paralizza e allora preferisce isolarsi. Ieri sera è rimasto strano tutta la sera, anche a cena (ma credo che fosse anche molto stanco, in verità).