Ciao, penso che la cosa fondamentale a casa sia seguire lo sviluppo e le curiosità dei bimbi. Ognuno ha ritmi ed interessi ed abilità sue, con diversi gradi di sviluppo. La cosa che mi preoccupa è che la scuola non possa permettersi di seguirli così da vicino con percorsi individuali. Figuriamoci...saranno 25 bambini se non più...come possono fare le maestre, anche con grande sensibilità e volontà?
Quindi io finchè posso lo seguo e lo stimolo, certo, il dubbio che poi si annoierà ce l'ho, ma vuol dire che risolveremo man mano, ci son tante cose da scoprire!
E poi se anche uno sa qcs in più, gli può servire nei momenti di disattenzione o malattia, qualche bonus è sempre utile.
Da quando l'asilo è diventato scuola dell'infanzia, almeno l'ultimo anno servirà da indirizzamento e spinta verso le elementari, probabilmente per portare i bimbi ad un livello simile. Così quelli che magari son meno stimolati dall'ambiente o hanno altri interessi, iniziano cmq a conoscere cosa li aspetta in prima elementare.
Il discorso sarebbe logico se non ci fossero maestre vecchio stile che li perseguitano con paginate di numeri e lettere noiosissimi, magari minacciando di non fare l'intervallo in giardino!
Questo si che li allontana...altro che propedeutico...
So di bimbi terrorizzati dall'inizio elementari, che poi finalmente han preso fiato e voglia appena han conosciuto lì una maestra migliore.
Quindi io avevo già deciso che i suoi primi approcci li avrebbe fatti con me, perchè è per me una grande gioia e una maggior sicurezza per il suo avvicinamento al magico mondo della scrittura/lettura.
Detto questo ho sempre solo stimolato, incuriosito, seguito gli sprazzi di interesse suoi.
Per es. non parlava ancora decentemente, ma sapeva le lettere perchè le ha imparate con un puzzle dove si inserivano negli spazi e a 3 anni e mezzo ha deciso che voleva trascriverle.
Io pensavo passasse alle sillabe, invece no, per tantissimo tempo. E adesso che ha ripreso interesse a volte inverte qlc lettera, se le era scordate.
Invece un cuginetto ha iniziato con metodo diverso, memorizzando parole scritte in qls modo e libriccini...alla fine ha letto prima dei 4 anni da solo! Mi sa che allora il metodo è migliore...
La cosa sbagliata che a noi è capitata è chiamare le lettere con suoni non corrispondenti al solo fonema, ad es. M emme...disastro! Poi quando cercava di unire M ad A veniva fuori EMMEA! Poverino, aveva ragione lui!
Invece è utile e divertente fare giochi con i suoni, prima di inizio parola, poi con le rime...ora glieli mostro anche scritti, nelle filastrocche.
Ci sono tante strade, ogni bambino trova le sue, bisogna seguirli nel gioco.
La cosa importante per me non è che impari prima prima prima...ma che impari ad imparare giocosamente, che gli rimanga impressa la gioia dell'imparare, il calore di farlo con me, la familiarità, ecc.
E' un dono così bello, per me c'è sempre stata la libertà nei libri, vorrei contagiarlo!
E poi ricordo quando io diventavo matta per imparare da sola...e nessuno mi stava dietro, cercavo ogni modo, non potevo sopportare di non saper decifrare le parole che mi spuntavano intorno o leggermi da sola qcs quando ne avevo voglia.
Lui non soffre direi...

ma appena ha voglia io son lì!
bacioni a mamme e pargoli