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Scuole sperimentali ... esperienze

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lalat
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Scuole sperimentali ... esperienze

Messaggio da lalat » 13 mag 2009, 12:00

Vorrei che qualcuna mi postasse le sue esperienze dirette e indirette su scuole primarie sperimentali, che fanno programmi un po' alternativi rispetto ai programmi ministeriali. Io ho frequentato nel lontano 1977 una scuola di questo genere ed è stata totalmente positiva. Ho cercato su internet la stessa scuola e ho trovato un articolo (un po' vecchio ... adesso mi dicono che cambierà la direttrice) che conferma la piega sperimentale della scuola a tutt'oggi. Vi copio l'articolo ... così mi dite le vostre esperienze, le vostre impressioni ... ho ancora molto tempo per scegliere.

La ******** fa cultura. Bambini teatranti che parlano inglese e usano il PC. Per una scuola senza frontiere
di Daniela Carucci
19 FEBBRAIO 2001

I Giapponesi arrivano in primavera:
Per insegnare ai propri scolari la NON OBBEDIENZA.
Per imparare a coniugare istanze cognitive con affettività e capacità creative.
Per insegnare a considerare l'altro come "essere umano".
Tutto questo e molto altro lo imparano STUDIANDO il metodo didattico della scuola elementare ***** di *****.
E se gli attenti nipponici lo fanno, perché non possiamo farlo anche noi?
Così una mattina, sono andata a conoscere la mente da cui si dipana il tutto pedagogico di questa realtà genovese.

*******, la rossa direttrice, mi accoglie nel suo ufficio. Guardandomi intorno mi accorgo che la direzione assomiglia molto a un "dietro le quinte" di un teatro fantastico. Pezzi di scenografia sparsi per la stanza: cavalli alati, principi e principesse, cavalieri di legno e ferro battuto. Sono praticamente circondata da Macrostrutture: oggetti e ambienti di scena creati per fare teatro. E a partire da queste oniriche presenze inizio la chiacchierata.
Il teatro occupa una parte importante tra le vostre attività?
Il teatro è un' attività consolidata all'interno della scuola, per produrre gli spettacoli annuali gli insegnanti investono cento ore all'anno. Crediamo molto nelle possibilità didattiche del teatro che per noi è mimo, danza, espressione corporea, costruzione di pupazzi, burattini e strutture scenografiche. È un lavoro molto importante che coinvolge i ragazzini di tutte le classi.
L'intento è quello di far si che all'interno della scuola ci si conosca tutti, per dare vita ad un AMBIENTE in cui ci si possa riconoscere.
Il teatro è una grande scuola di vita: il bambino assume una propria consapevolezza corporea, impara ad interagire con gli altri, ad affrontare la frustrazione dell'errore, della ripetizione. Inoltre organizziamo delle repliche, per insegnare ai ragazzi che non serve "fare bene" una volta sola, ma che occorre reiterare l'impegno, trovare la forza di ricostituire le proprie energie.
Il teatro, quindi, come base verso la comunicazione?
Esatto, quello che ci interessa è dare ai ragazzi la possibilità di esprimere se stessi. La comunicazione di ciò che si è, delle proprie esperienze è l'elemento da cui partiamo per insegnare a scrivere.
LA COMUNICAZIONE, con le sue diverse tecniche, i suoi modi, i diversi destinatari, viene considerata uno strumento per la vita quotidiana. Non vogliamo impartire nozioni, non vogliamo limitarci all'informazione.
I genitori hanno un ruolo all'interno del progetto formativo?
I genitori entrano in ballo fin dall'inizio, con il PROGETTO D'ACCOGLIENZA, che prevede l'inserimento del bambino all'interno del mondo della scuola evitando traumi inutili. Vogliamo che l'ambiente scolastico venga percepito serenamente, per cui invitiamo i genitori a fare dei colloqui prima dell'inizio dell'anno scolastico e successivamente, se il bimbo ha dei problemi, ospitiamo gli adulti a scuola.
Inoltre sempre nel periodo che precede l'inizio dell'anno scolastico invitiamo i bambini a GIOCARE con noi. L'intento è quello di capire, attraverso l'attività ludica, la migliore composizione delle classi. Inoltre far conoscere gli spazi in modo gioioso è fondamentale per il futuro rapporto tra bambino e istituzione scolastica.
Un altro mezzo per interagire con i genitori è il P.O.F., ovvero il "Piano Offerta Formativa", un giornalino con cui la scuola presenta i propri obiettivi e metodi. È il primo contatto con le figure genitoriali attraverso il quale si può decidere con maggiore consapevolezza l'iscrizione o la non iscrizione del proprio figlio.
Comunque al di là di queste iniziative il rapporto tra insegnanti e genitori è sempre attivo grazie alle ASSEMBLEE DI CLASSE bimestrali.
Si parla molto, in questo periodo di riforme, dell'introduzione nella scuola elementare dell'insegnamento della lingua straniera e degli strumenti informatici. Voi come vi confrontate con queste nuove esigenze?
L'inglese viene insegnato ai bimbi fin dalla prima elementare, per tre ore alla settimana. Naturalmente non adottiamo un testo unico ma cerchiamo di fare proposte plurime che comprendono libri, videocassette e l'ascolto della musica. Per quanto riguarda l'avvicinamento del bambino alle nuove tecnologie abbiamo un laboratorio informatico, in cui si lavora soprattutto sulla scrittura. Per un bambino che sta imparando a scrivere è esaltante vedere ciò che ha scritto STAMPATO.
Cos'è la CULTURA?
La cultura deve essere qualcosa di cui cogliere il senso per la propria esistenza: non può e non deve essere collegata alla PRESTAZIONE. Cultura significa apprendere CRITICAMENTE.
Non è giusto schiacciare i bambini sotto il peso dell'informazione o del nozionismo. Vogliamo che nella nostra scuola la cultura si RESPIRI.
Alessia, Davide 02/12/2004 e Fabio 24/09/2006

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