La lotta, la difesa e i nonni
Inviato: 10 set 2008, 13:20
Chiedo consiglio perché non so come fare con i nonni (mia mamma e il suo compagno) riguardo al comportamento che hanno in questi ultimi tempi con Valerio. Premetto che Valerio è un bambino dall'indole molto tranquilla, quindi non è aggressivo, se lo "aggrediscono" lui si arrabbia ma non alza le mani (se non raramente e poco), anzi di solito o ci rimane male o si allontana.
Quest'estate siamo stati in vacanza un mese con i nonni, i primi giorni eravamo insieme ad un'altra famiglia (amici del nonno) con un figlio dell'età di Valerio, ma molto più grande di corporatura (Valerio è alto 97 e pesa 13,5 mentre l'altro bimbo era sui 20 Kg.), tal bambino oltre ad essere più robusto è anche molto aggressivo (non in maniera giocosa come può essere normale per bimbi di quell'età) bensì in maniera oltre i limiti (spingeva Valerio e poi gli saliva sopra, lo stringeva forte, lo mordeva,una volta l'ha preso per il collo...insomma non comportamenti normali ma un pò estremi) e i genitori per fermarlo lo picchiavano a loro volta (il padre)tanto per alimentare di più il circolo vizioso
.....da quel momento il nonno (forse ferito nel suo orgoglio) in particolare ha cominciato a dire a Valerio che l'altro era più grande e più forte perché mangiava di più e che Valerio non l'avrebbe mai battuto perché troppo più piccolo...al di là della ragione che potrebbe anche avere, non mi è sembrato un modo giusto di affrontare il problema, quindi intervenivo io dicendo a Valerio che per vincere non è sempre necessario essere più forti ma conta di più l'astuzia e l'intelligenza (per quanto possa aver capito). In pratica usava questo stratagemma per far mangiare Valerio (che tra l'altro mangiava poco ma mangiava) e associava quindi connotazioni positive ad un bambino che aveva grossi problemi di relazione. In più lo continuava a chiamare "piccolo, piccolino" in tono di scherno solo perché voleva stare sul passeggino o perché beveva dal bibe....E prendendolo in giro gli diceva che lui non era abbastanza forte per battere l'altro bimbo.
Tutto questo papiro per arrivare al dunque, da quando siamo tornati ogni volta che vede i nonni Valerio deve necessariamente giocare a fare la lotta perché il nonno ha deciso che deve imparare a difendersi (quindi gli insegna tutti i tipi di pugni, gli fa lezioni di lotta, gli spiega di continuo che deve difendersi quando lo picchiano e si fa dare le botte dicendogli se fa male o meno e nel caso non facesse male gli dice di farlo più forte...), ora io non sono molto d'accordo perché se Valerio ha un'indole tranquilla questo atteggiamento non fa altro che renderlo insicuro però per quieto vivere intervengo solo quando superano il limite. Pure mia mamma ha cominciato questo "gioco", l'altra domenica è venuta qui da noi e dopo aver cominciato la lotta ha fermato le braccia di Valerio (che era supino sotto di lei) e ha iniziato a dirgli "chi è più forte adesso? Chiedi pietà", io non ci ho visto più mi sono girata e gli ho detto "ma ti pare il modo di giocare con un bambino di 3 anni? la lotta dovrebbe essere educativa, lui sa benissimo che l'adulto è più forte, non è questo il fine del gioco". Lei si è offesa.....
Ecco io non so cosa fare, come affrontare il discorso, mio marito dice di lasciar perdere e in maniera vaga di farglielo vedere meno, ma Valerio oggi mi ha detto che non vuole andare dai nonni la domenica per quando combattono e lui dice basta loro non si fermano.
Ma è possibile? A me sembra veramente esagerato (anche se so che è fatto in buona fede).....secondo voi è normale? Poi in più mia mamma sempre perché non è d'accordo con certe nostre scelte (ci reputa non in grado di educare i figli) ha iniziato a chiamare Valerio "dumbo" solo perché noi gli abbiamo tagliato dietro i capelli cortissimi per il caldo e gli si vedono le orecchie a sventola e lei odia i capelli corti rasati.
Che situazione.....baci
Quest'estate siamo stati in vacanza un mese con i nonni, i primi giorni eravamo insieme ad un'altra famiglia (amici del nonno) con un figlio dell'età di Valerio, ma molto più grande di corporatura (Valerio è alto 97 e pesa 13,5 mentre l'altro bimbo era sui 20 Kg.), tal bambino oltre ad essere più robusto è anche molto aggressivo (non in maniera giocosa come può essere normale per bimbi di quell'età) bensì in maniera oltre i limiti (spingeva Valerio e poi gli saliva sopra, lo stringeva forte, lo mordeva,una volta l'ha preso per il collo...insomma non comportamenti normali ma un pò estremi) e i genitori per fermarlo lo picchiavano a loro volta (il padre)tanto per alimentare di più il circolo vizioso
Tutto questo papiro per arrivare al dunque, da quando siamo tornati ogni volta che vede i nonni Valerio deve necessariamente giocare a fare la lotta perché il nonno ha deciso che deve imparare a difendersi (quindi gli insegna tutti i tipi di pugni, gli fa lezioni di lotta, gli spiega di continuo che deve difendersi quando lo picchiano e si fa dare le botte dicendogli se fa male o meno e nel caso non facesse male gli dice di farlo più forte...), ora io non sono molto d'accordo perché se Valerio ha un'indole tranquilla questo atteggiamento non fa altro che renderlo insicuro però per quieto vivere intervengo solo quando superano il limite. Pure mia mamma ha cominciato questo "gioco", l'altra domenica è venuta qui da noi e dopo aver cominciato la lotta ha fermato le braccia di Valerio (che era supino sotto di lei) e ha iniziato a dirgli "chi è più forte adesso? Chiedi pietà", io non ci ho visto più mi sono girata e gli ho detto "ma ti pare il modo di giocare con un bambino di 3 anni? la lotta dovrebbe essere educativa, lui sa benissimo che l'adulto è più forte, non è questo il fine del gioco". Lei si è offesa.....
Ecco io non so cosa fare, come affrontare il discorso, mio marito dice di lasciar perdere e in maniera vaga di farglielo vedere meno, ma Valerio oggi mi ha detto che non vuole andare dai nonni la domenica per quando combattono e lui dice basta loro non si fermano.
Ma è possibile? A me sembra veramente esagerato (anche se so che è fatto in buona fede).....secondo voi è normale? Poi in più mia mamma sempre perché non è d'accordo con certe nostre scelte (ci reputa non in grado di educare i figli) ha iniziato a chiamare Valerio "dumbo" solo perché noi gli abbiamo tagliato dietro i capelli cortissimi per il caldo e gli si vedono le orecchie a sventola e lei odia i capelli corti rasati.
Che situazione.....baci