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CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
- clizia
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
Può anche essere che sia più sensibile per l'arrivo della sorellina, però non ti so dare mie esperienze dirette su questo. 
Streghettasaetta
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
ti assicuro che è un attimo scoprirlo!clizia ha scritto:Può anche essere che sia più sensibile per l'arrivo della sorellina, però non ti so dare mie esperienze dirette su questo.
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
floddi, adesso non ricordo più se tuo figlio prima mangiava ed ora on vuole più mangiare all'asilo... ma se è così, credo che sia come dice clizia, che sta sentendosi più minacciato per l'arrivo della sorellina... questo sarebbe del tutto normale, le mie amiche che hanno avuto già i secondi mi hanno raccontato di regressioni effettuate dai primi figli tipo voler dormire di nuovo nel lettone, volere di nuovo la bottiglina, farsi pipì sotto qualche volta, ma si tratta di periodi e di un excursus del tutto normale... in questo caso faresti bene a rassicurarlo di più e magari parlandogli gli spieghi il vero motivo per cui vai a prenderlo più tardi a scuola, e che se non vuole mangiare a scuola può non farlo e se vuole qualche volta venire via prima può farlo, in modo da dargli la sensazione di scelta e non di essere abbandonato ad un nuovo e sconosciuto destino... ma la maestra cosa ti dice su come passa la mattinata lì a scuola? è tranquillo o è in ansia tutto il giorno?
alessandro è nato il 9.9.06
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
Epoi lamaestranon potrebbe provare a non insistere?Assisterebbe comunque al pranzo, magari si beve un succo o acqua e poi alle15 a casa? Forse se vedesse che nessuno gli rompe le scatole dopo un pò di giorni sarebbe lui a DECIDERE se e come mangiare. tenendo presente che pasto saltato non destabilizza ed avrà tuttala vita per recuperare un sano equilibrio.E' fin troppo ovvio che la corretta alimentazione è blablabla e piripì piripà, però qualche tempo sfasato non preclude la buona costituzione e la crescita e abitudini corrette da adulti..Poi miki mangia semplicemente meno, non strafritto ogni giorno.
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
mi pare che a questo accordo siano già arrivati, ma che miki piange ugualmente.clizia ha scritto:Epoi lamaestranon potrebbe provare a non insistere?Assisterebbe comunque al pranzo, magari si beve un succo o acqua e poi alle15 a casa? Forse se vedesse che nessuno gli rompe le scatole dopo un pò di giorni sarebbe lui a DECIDERE se e come mangiare. tenendo presente che pasto saltato non destabilizza ed avrà tuttala vita per recuperare un sano equilibrio.E' fin troppo ovvio che la corretta alimentazione è blablabla e piripì piripà, però qualche tempo sfasato non preclude la buona costituzione e la crescita e abitudini corrette da adulti..Poi miki mangia semplicemente meno, non strafritto ogni giorno.
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
già.
clizia le maestre stanno già facendo fin troppo seocndo me. pensa che stamattina quando ha visto il menù ha cominciato a dire che non andava bene nulla, ti prego mamma vienia mezzoguorno...allora la maestra gli ha detto: Miki ti piace il prosciutto cotto? sai cosa facciamo, ci facciamo portare del prosciutto cotto e tu mangi il prosciutto col panino, va bene?
e lui non ha potuto fare altro che dire di si, sempre piangendo però.
la maestra mi dice che durante la mattina è sereno, ma che diventa "molle" al momento del pasto.
mariella Miki mangiava poco all'asilo, da sempre, però da un mese a questa parte la situazione è peggiorata dopo che una maestra ha insistito a fargli assaggiare un primo e lui ha vomitato.
clizia le maestre stanno già facendo fin troppo seocndo me. pensa che stamattina quando ha visto il menù ha cominciato a dire che non andava bene nulla, ti prego mamma vienia mezzoguorno...allora la maestra gli ha detto: Miki ti piace il prosciutto cotto? sai cosa facciamo, ci facciamo portare del prosciutto cotto e tu mangi il prosciutto col panino, va bene?
e lui non ha potuto fare altro che dire di si, sempre piangendo però.
la maestra mi dice che durante la mattina è sereno, ma che diventa "molle" al momento del pasto.
mariella Miki mangiava poco all'asilo, da sempre, però da un mese a questa parte la situazione è peggiorata dopo che una maestra ha insistito a fargli assaggiare un primo e lui ha vomitato.
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
Ciao.
Mi intrometto tardi in questa discussione e non ho neanche letto tutto.
Mio figlio è come il tuo, mangia poco e se spezza a metà mattina o a metà pomeriggio, poi salta il pranzo o la cena.
Le maestre non dovrebbero insistere, i bambini hanno innata la capacità di autoregolarsi, siamo noi adulti ad essere incapaci di regolarci
e diamo al cibo una importanza che in realtà non ha.
Io ho un altro problema simile, ma non ho una maestra con la quale discutere, ma....4 NONNI
Premessa: io sono obesa. Forse è colpa mia, forse dei miei genitori, probabilmente un bel 50 e 50. Fatto sta che da bambina le prendevo se non finivo il piatto, che ogni nonno si sentiva in dovere di mettermi in bocca qualcosa e che poi, ad un certo punto, da essere tutti a riempirmi il piatto, sono passati tutti a controllare quello che mangiavo e persino quanto masticavo ogni boccone. Ho mangiato di nascosto, per tristezza, per solitudine, per insoddisfazione, per farmi del male.
Ora ho un rapporto abbastanza equilibrato col cibo, ma mi porto addosso la zavorra di chili accumulati negli anni.
Prima ancora di avere il mio primo figlio mi sono ripromessa che MAI avrei obbligato mio figlio a finirsi un piatto, che non avrei fatto diventare il cibo una questione di ricatto morale o materiale, che mai avrei inchiodato mio figlio a tavola pur di fargli finire il piatto, che i pasti a casa non sarebbero mai stati motivo di conflitto, ecc.
E mi è capitato un figlio alto e magro ("strano, da una grassa! avrà ripreso al padre!" è il commento più gettonato tra i parenti) che mangia poco, che tra un boccone e l'altro si fa una corsetta per casa, che ama la frutta e odia i tortellini e la pasta ripiena, che non mangia i formaggi ma va pazzo per il tiramisù, che odia la marmellata e si mangia lo yogurt.
Io non faccio storie. Se non finisce il piatto di pasta a pranzo, vuol dire che mangerà la frutta. E se non mangia neanche quella, mangerà a cena. Se proprio non pranza, evito di dargli una merenda a base di schifezze, ma preferisco la frutta.
Allora, il problema sono i nonni.
I miei genitori hanno etichettato mio figlio come GHIOTTO, perchè non mangia la carne, ma non rinuncia al dolce. E silenziosamente so che lo hanno etichettato così perchè è figlio mio e il frutto non cade mai lontano dall'albero. Però hanno insegnato a mio figlio che a casa loro il dolce dopo pranzo c'è sempre e il pomeriggio la nonna fa il tè coi biscotti o col ciambellone o con una crostata, ecc. Loro prima lo invitano a servirsi e poi gli dicono apertamente che mangia troppi dolci e che è GHIOTTO. A casa nostra non ci sono dolci, perchè sennò me li mangio io :fuck:
I miei suoceri si rifiutano di accettare che Massimo non finisca il piatto di pasta, prima, e la carne, dopo e il dolce e la frutta alla fine (a casa nostra a pranzo c'è solo la pasta e la frutta e a cena il secondo con contorno e la frutta). E mia suocera, fosse per lei, correrebbe dietro a Massimo per tutta la casa pur di fargli finire il piatto.
E alla fine anche a casa diventa una guerra, perchè Massimo non vuole mangiare e mio marito insiste e più insiste più Massimo fa storie, ecc.
E non so più cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Anche Massimo vomita spesso e volentieri, l'ultima due notti fa, che ha allagato il letto, sporcando dal materasso ai muri.
E se insistiamo mi sembra di fargli violenza e temo che abbia dei problemi di stomaco a digerire.
E se non insistiamo lui di che campa, di mele?
E se per caso c'è un pranzo con tutti e 4 i nonni...........
Mercoledì prossimo ho appuntamento con la pediatra e vorrei chiedere consiglio anche a lei.
Voi che mi dite? Come mi devo comportare? Come faccio a mettere a tacere i nonni, che hanno tutti e 4 la presunzione di sapere TUTTO e di non sbagliare MAI?
Mi intrometto tardi in questa discussione e non ho neanche letto tutto.
Mio figlio è come il tuo, mangia poco e se spezza a metà mattina o a metà pomeriggio, poi salta il pranzo o la cena.
Le maestre non dovrebbero insistere, i bambini hanno innata la capacità di autoregolarsi, siamo noi adulti ad essere incapaci di regolarci
Io ho un altro problema simile, ma non ho una maestra con la quale discutere, ma....4 NONNI
Premessa: io sono obesa. Forse è colpa mia, forse dei miei genitori, probabilmente un bel 50 e 50. Fatto sta che da bambina le prendevo se non finivo il piatto, che ogni nonno si sentiva in dovere di mettermi in bocca qualcosa e che poi, ad un certo punto, da essere tutti a riempirmi il piatto, sono passati tutti a controllare quello che mangiavo e persino quanto masticavo ogni boccone. Ho mangiato di nascosto, per tristezza, per solitudine, per insoddisfazione, per farmi del male.
Ora ho un rapporto abbastanza equilibrato col cibo, ma mi porto addosso la zavorra di chili accumulati negli anni.
Prima ancora di avere il mio primo figlio mi sono ripromessa che MAI avrei obbligato mio figlio a finirsi un piatto, che non avrei fatto diventare il cibo una questione di ricatto morale o materiale, che mai avrei inchiodato mio figlio a tavola pur di fargli finire il piatto, che i pasti a casa non sarebbero mai stati motivo di conflitto, ecc.
E mi è capitato un figlio alto e magro ("strano, da una grassa! avrà ripreso al padre!" è il commento più gettonato tra i parenti) che mangia poco, che tra un boccone e l'altro si fa una corsetta per casa, che ama la frutta e odia i tortellini e la pasta ripiena, che non mangia i formaggi ma va pazzo per il tiramisù, che odia la marmellata e si mangia lo yogurt.
Io non faccio storie. Se non finisce il piatto di pasta a pranzo, vuol dire che mangerà la frutta. E se non mangia neanche quella, mangerà a cena. Se proprio non pranza, evito di dargli una merenda a base di schifezze, ma preferisco la frutta.
Allora, il problema sono i nonni.
I miei genitori hanno etichettato mio figlio come GHIOTTO, perchè non mangia la carne, ma non rinuncia al dolce. E silenziosamente so che lo hanno etichettato così perchè è figlio mio e il frutto non cade mai lontano dall'albero. Però hanno insegnato a mio figlio che a casa loro il dolce dopo pranzo c'è sempre e il pomeriggio la nonna fa il tè coi biscotti o col ciambellone o con una crostata, ecc. Loro prima lo invitano a servirsi e poi gli dicono apertamente che mangia troppi dolci e che è GHIOTTO. A casa nostra non ci sono dolci, perchè sennò me li mangio io :fuck:
I miei suoceri si rifiutano di accettare che Massimo non finisca il piatto di pasta, prima, e la carne, dopo e il dolce e la frutta alla fine (a casa nostra a pranzo c'è solo la pasta e la frutta e a cena il secondo con contorno e la frutta). E mia suocera, fosse per lei, correrebbe dietro a Massimo per tutta la casa pur di fargli finire il piatto.
E alla fine anche a casa diventa una guerra, perchè Massimo non vuole mangiare e mio marito insiste e più insiste più Massimo fa storie, ecc.
E non so più cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Anche Massimo vomita spesso e volentieri, l'ultima due notti fa, che ha allagato il letto, sporcando dal materasso ai muri.
E se insistiamo mi sembra di fargli violenza e temo che abbia dei problemi di stomaco a digerire.
E se non insistiamo lui di che campa, di mele?
E se per caso c'è un pranzo con tutti e 4 i nonni...........
Mercoledì prossimo ho appuntamento con la pediatra e vorrei chiedere consiglio anche a lei.
Voi che mi dite? Come mi devo comportare? Come faccio a mettere a tacere i nonni, che hanno tutti e 4 la presunzione di sapere TUTTO e di non sbagliare MAI?
Massimo, 04/04/2006
Emma, 24/07/2009
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
Leggendo meglio tutti gli interventi mi sembra che che tutto sommato il problema non sia solo degli adulti. Miki per qualche ragione ha un cattivo rapporto col momento del pranzo all'asilo, forse creato dalle maestre, forse è l'espressione di qualche altro problema suo interiore ... Dargli un po' di tempo, accontentarlo se richiede di essere ripreso a mezzogiorno, penso sia giusto ... io farei così istintivamente ... gli darei un po' di tempo ... ovvio che questa fase deve passare ... almeno io non vorrei che divenisse un problema radicato, non credo mi starebbe bene che mio figlio partecipasse passivamente al pranzo sena assaggiare niente ... sarebbe come nascondere la testa sotto la sabbia da parte e abbandonarlo al suo destino del pranzo coi compagni tanto odiato (che ne sappiamo noi di cosa prova un bambino in quelle condizioni?). Intanto lo accontenterei senza dar peso alla cosa, senza mai nominare il problema con lui o in sua presenza ... poi tra qualche gg .. una settimana, come fosse niente lo lascerei di nuovo a pranzo .. le maestre dovrebbero collaborare, senza forzarlo, senza dar loro peso alla cosa ... non credo sia giusto invogliarlo con la prospettiva di un certo piatto piuttosto che di un altro ...
Però è difficile, è talmente istintivo per noi genitori preoccuparci di fronte ad un bambino che non mangia ...
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Alessia, Davide 02/12/2004 e Fabio 24/09/2006
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
che bell'intervento alessia!!! in fondo ai bimbi bastano davvero cose per noi di poca importanza per avere determinate reazioni....
ALESSANDRA, PIETRO 05/07/05 ed ELEONORA 13/12/07
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
dai che pretendete? A me pare già ottimo cheabbia detto di si, sia ure tra un iato e l'altro. vedrai chsitranquillizza. Ma come mai ogni giorno state li a parlare di cibo e guardare il menù di scuola? Sai che pizza per lui, alleggerire un pò anche questo momento forse secondo me non farebbe male.floddi ha scritto:già.![]()
clizia le maestre stanno già facendo fin troppo seocndo me. pensa che stamattina quando ha visto il menù ha cominciato a dire che non andava bene nulla, ti prego mamma vienia mezzoguorno...allora la maestra gli ha detto: Miki ti piace il prosciutto cotto? sai cosa facciamo, ci facciamo portare del prosciutto cotto e tu mangi il prosciutto col panino, va bene?
e lui non ha potuto fare altro che dire di si, sempre piangendo però.
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
io con alessandro non insisto più. oramai lo vado a prendere alle 13-13,30 e non alle 15,30 perchè il pediatra ha educatamente insistito che non rimanesse per tutto quel tempo digiuno, ha detto che può avere un calo di glicemia e che con questo freddo ha bisogno di un pasto caldo. A scuola, però, mangiano alle 12, ma io non posso andare a prenderlo prima, quindi lui partecipa al pranzo, pur non mangiando niente... ed appena lo vado a prendere mi chiede di mangiare a casa ed io gli rispondo tranquillamente di si. credo di aver preso la giusta decisione, rispetto la sua volontà di mangiare a casa, se vuole, ma gli dò la possibilità, se sceglie lui e con l'accordo con le maestre, di mangiare o meno... forse così, piano piano, si abituerà e forse mangerà qualcosa, anche se non credo, però mi è sembrato un buon compromesso e lui mi sembra del tutto sereno... anche se io ogni giorno sperro che faccia qualche progresso. Ripeto, io non credo che mio figlio abbia un problema con il cibo, ma un problema, se così si può chiamare, diverso, legato alla crescita... e credo che sia lo stesso con miki di floddi. anche il suo è evidentemente un periodo ed una reazione legata ad una fase, probabilmente al fatto di non volere accettare delle regole, giuste o meno, come quella di dover mangiare per forza, e sente che all'asilo lo deve fare mentre a casa si sente al sicuro di poter fare quello che vuole, nel senso di stare tranquillo che se non ha fame può non mangiare... credo che floddi dovrebbe rassicurarlo su questo e dargli la possibilità di non mangiare se non vuole, non è necessario che vada via prima per non mangiare, può rifitare il pranzo se non vuole e poi mangerà a casa.
alessandro è nato il 9.9.06
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
clizia è l'accordo che abbiamo con le maestre. insieme guardiamo il menù e decisiamo cosa e quanto mangiare,
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
Si ma come fa un bambino di 4 anni a decidere la mattina alle 8 cosa mangerà alle 12? e sotto lo sguardo di mamma e maestra che si aspettano poi che il suo "si"venga mantenuto 4 ore dopo? mi pare poco proficuo e inattuabile, poco libero per un bambino che sente il prolema invece di allegerirlo. E' uaostra pretesa impostare così una giornata di un bimo di due anni , lo è ancora in parte a 4 anni.
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
sono d'accordo con clizia.clizia ha scritto:Si ma come fa un bambino di 4 anni a decidere la mattina alle 8 cosa mangerà alle 12? e sotto lo sguardo di mamma e maestra che si aspettano poi che il suo "si"venga mantenuto 4 ore dopo? mi pare poco proficuo e inattuabile, poco libero per un bambino che sente il prolema invece di allegerirlo. E' uaostra pretesa impostare così una giornata di un bimo di due anni , lo è ancora in parte a 4 anni.
secondo me serve solo ad aumentare l'ansia di miki.
magari domani mattina quando lo porti all'asilo, digli, davanti alla maestra, una cosa simile "sai miki, siccome noi siamo contenti sia che tu mangi all'asilo, sia che non mangi, ma l'importante è che ti diverti, questa mattina il menù non lo guardiamo neanche! quello che c'è da mangiare sarà una sorpresa. se sarà una bella sorpresa, allora magari mangerai qualcosa, altrimenti non importa e nessuno ti forzerà."
diglielo davanti alla maestra, in modo che anche lei sia preparata.
Arianna mamma di Sara dal 07/09/06
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
no, è lui che lo vuole leggere come prima cosa, e l'unica cosa che lo tranquillizza è sapere che:Ari ha scritto:sono d'accordo con clizia.clizia ha scritto:Si ma come fa un bambino di 4 anni a decidere la mattina alle 8 cosa mangerà alle 12? e sotto lo sguardo di mamma e maestra che si aspettano poi che il suo "si"venga mantenuto 4 ore dopo? mi pare poco proficuo e inattuabile, poco libero per un bambino che sente il prolema invece di allegerirlo. E' uaostra pretesa impostare così una giornata di un bimo di due anni , lo è ancora in parte a 4 anni.
secondo me serve solo ad aumentare l'ansia di miki.
magari domani mattina quando lo porti all'asilo, digli, davanti alla maestra, una cosa simile "sai miki, siccome noi siamo contenti sia che tu mangi all'asilo, sia che non mangi, ma l'importante è che ti diverti, questa mattina il menù non lo guardiamo neanche! quello che c'è da mangiare sarà una sorpresa. se sarà una bella sorpresa, allora magari mangerai qualcosa, altrimenti non importa e nessuno ti forzerà."
diglielo davanti alla maestra, in modo che anche lei sia preparata.
-non c'è la pasta ai 4 formaggi (quella dell'episodio del vomito)
-decidere che mangerà "3 penne" e che nessuno pretenderà altro.
Il secondo lo mangia invece sempre, tranne quando c'è la fittata.
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
ok, allora continuate a leggerlo se lo tranquillizza.
ma quindi se per quel giorno c'è la pasta ai formaggi, lui che reazione ha?
ma quindi se per quel giorno c'è la pasta ai formaggi, lui che reazione ha?
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
Ahh okei, pensavo che lo veste proposto voi.bè direi che allora va bene così, che lui controlli e decida cosa mangiare.floddi ha scritto: no, è lui che lo vuole leggere come prima cosa, e l'unica cosa che lo tranquillizza è sapere che:
-non c'è la pasta ai 4 formaggi (quella dell'episodio del vomito)
-decidere che mangerà "3 penne" e che nessuno pretenderà altro.
Il secondo lo mangia invece sempre, tranne quando c'è la fittata.
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
accordo anche in quello: quando c'è la pasta ai formaggi, esce alle 12.00.Ari ha scritto:ok, allora continuate a leggerlo se lo tranquillizza.
ma quindi se per quel giorno c'è la pasta ai formaggi, lui che reazione ha?
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Re: CIBO: PROBLEMA DEI BIMBI...O DEGLI ADULTI?
questa mattina com'è andata?
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