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Come scegliere la scuola?
- PITA
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caracalla
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Re: Come scegliere la scuola?
PITA ha scritto:dov'è finito l'autore del post?
a scrivere le schede personali da dare ai genitori dei suoi alunni.....
:prrrr :prrrr
⎝⏠⏝⏠⎠Chuck Norris non legge i libri. Li fissa fino a quando non ottiene le informazioni che gli servono⎝⏠⏝⏠⎠
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Re: Come scegliere la scuola?
sì, acculturiamoci circa il profilo standard dell'insegnante morigerato, basta con il relativismo culturale!
Mamma di gnoma nata il 28apr2004
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Re: Come scegliere la scuola?
Pita, e il suo modus operandi!PITA ha scritto:dov'è finito l'autore del post?
Lancia un bellissimo topic, a volte incollato un bellissimo e utlissimo link, e puff scompare e riapare dopo un po di tempo con un altro bellissimo topic. :prrrr
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Re: Come scegliere la scuola?
ammazza che maleducato, no, no, no, pessimo insegnamento per i pargoli, no, no,no, accussì nun se fà...mia figlia non deve avere un insegnante morigerato ma maleducato
Mamma di gnoma nata il 28apr2004
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Re: Come scegliere la scuola?
nono prima del nuovo topic viene a controllare chi ha risposto bene alle interrogazioni...ema1 ha scritto:Pita, e il suo modus operandi!PITA ha scritto:dov'è finito l'autore del post?
Lancia un bellissimo topic, a volte incollato un bellissimo e utlissimo link, e puff scompare e riapare dopo un po di tempo con un altro bellissimo topic. :prrrr
Streghettasaetta
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Re: Come scegliere la scuola?
Si si , vero!clizia ha scritto:nono prima del nuovo topic viene a controllare chi ha risposto bene alle interrogazioni...ema1 ha scritto:Pita, e il suo modus operandi!PITA ha scritto:dov'è finito l'autore del post?
Lancia un bellissimo topic, a volte incollato un bellissimo e utlissimo link, e puff scompare e riapare dopo un po di tempo con un altro bellissimo topic. :prrrr
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Re: Come scegliere la scuola?
PITA ha scritto:secondo me cei cova
:ahah :ahah :ahah
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Re: Come scegliere la scuola?
ohhhh meno male che almeno noi ci siamo capitecalavera ha scritto:PITA ha scritto:secondo me cei cova
:ahah :ahah :ahah
Mamma di gnoma nata il 28apr2004
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Re: Come scegliere la scuola?
se trovassi sta dannata emoticon che brinda!!!!
CMQ IO STO ANCORA QUI CHE ASpETTO L'EVOLVERSI DEL POST....
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Re: Come scegliere la scuola?
Chiedo scusa per l’assenza di qualche giorno, ma l’approssimarsi delle feste di Natale comporta un po’ di lavoro in più a scuola (se non si vuole trascurare quello ordinario).
Per quanto riguarda il tema che avevo proposto, cioè i criteri di scelta della scuola, vorrei aggiungere due parole ad un aspetto che alcuni prima hanno toccato.
E’ vero che la vita personale di un insegnante non deve essere indagata dai genitori degli alunni. Ma è anche vero che quella dell’insegnate è una professione che ha le sue peculiarità.
Mi spiego. A differenza di altre professioni, quella dell’insegnante (come per altri versi quella del medico) ha come “materia prima” persone e non oggetti o servizi.
Inoltre il suo lavoro non si riduce ad istruire. E’ chiamato a educare. Ovviamente a mano a mano che si sale nei livelli di istruzione, dalla materna all’università, le proporzioni tra i due aspetti cambiano. Ma anche un professore universitario che sia un farabutto nella sua vita privata, per quanto preparato sia tecnicamente, incide negativamente sulla preparazione complessiva degli studenti, perché nella persona non è possibile separare in modo netto i vari aspetti che la compongono.
Io sono convinto che si educhi con l’esempio e più che con le parole. Penso quindi che ciò a cui bisogna prestare maggiore attenzione (soprattutto nella scuola dell’obbligo) non sia tanto la competenza “tecnica” dell’insegnante, che chiunque può acquisire (anche, appunto, un tossicodipendente, un alcolizzato ecc.) e che bisogna cmq dare per scontata. Bisogna verificare che l’insegnate “vivere quello che insegna”, soprattutto sul piano della morale naturale, a prescindere dalle confessioni religiose.
Se un insegnante non ama la poesia, non riuscirà a farla amare ai suoi alunni, per quanti sforzi faccia di fingere di apprezzarla. E lo stesso vale per l’uso competente della lingua italiana, per il gusto letterario o artistico, per la matematica ecc.
Per quanto riguarda il tema che avevo proposto, cioè i criteri di scelta della scuola, vorrei aggiungere due parole ad un aspetto che alcuni prima hanno toccato.
E’ vero che la vita personale di un insegnante non deve essere indagata dai genitori degli alunni. Ma è anche vero che quella dell’insegnate è una professione che ha le sue peculiarità.
Mi spiego. A differenza di altre professioni, quella dell’insegnante (come per altri versi quella del medico) ha come “materia prima” persone e non oggetti o servizi.
Inoltre il suo lavoro non si riduce ad istruire. E’ chiamato a educare. Ovviamente a mano a mano che si sale nei livelli di istruzione, dalla materna all’università, le proporzioni tra i due aspetti cambiano. Ma anche un professore universitario che sia un farabutto nella sua vita privata, per quanto preparato sia tecnicamente, incide negativamente sulla preparazione complessiva degli studenti, perché nella persona non è possibile separare in modo netto i vari aspetti che la compongono.
Io sono convinto che si educhi con l’esempio e più che con le parole. Penso quindi che ciò a cui bisogna prestare maggiore attenzione (soprattutto nella scuola dell’obbligo) non sia tanto la competenza “tecnica” dell’insegnante, che chiunque può acquisire (anche, appunto, un tossicodipendente, un alcolizzato ecc.) e che bisogna cmq dare per scontata. Bisogna verificare che l’insegnate “vivere quello che insegna”, soprattutto sul piano della morale naturale, a prescindere dalle confessioni religiose.
Se un insegnante non ama la poesia, non riuscirà a farla amare ai suoi alunni, per quanti sforzi faccia di fingere di apprezzarla. E lo stesso vale per l’uso competente della lingua italiana, per il gusto letterario o artistico, per la matematica ecc.
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caracalla
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Re: Come scegliere la scuola?
per quanto mi rigurda personalmente L'educazione spetta in primis alla famiglia..(e li c'è n'è di materiale su cui discutere)
se un insegnante non ama la poesia, o la materia che ha scelto x l'insegnamento è giusto che se ne stia a casa...e lasci il posto a frotte di giovani precari e volenterosi...che hanno scelto questo lavoro perchè ci credono e non perchè all'epoca era un lavoro numerativo come un altro...e continuo col battere il punto che se un insegnante non ama la poesia...non devo andarlo a scoprire indagando nella sua vita privata!
son due cose separate....
e aggiungo quella dell'educatore in quanto servizio alla persona (ma io preferisco alla società) è pur sempre un servizio e siccome io lavoro nel campo dei servizi alle aziende non credo che a queste freghi tanto se io sia tifosa della juve, se mi piacciono i fiori, o se faccio donazioni alla lipu...cmq il mio servizio offerto non cambia.
non ho capito...
e cosa bisogna verificare? se un insegnante insegna storia? a me come genitore interessa che l'insegnante sappia di cosa parla...che non dica fregnaccia o almeno non abbia imparato a menadito il suo libro ma sappia avere larghe vedute per far comprendere la sua materia...e questo lo si fa solo con la passione per il proprio lavoro e non con la morale di vita...
se un insegnante non ama la poesia, o la materia che ha scelto x l'insegnamento è giusto che se ne stia a casa...e lasci il posto a frotte di giovani precari e volenterosi...che hanno scelto questo lavoro perchè ci credono e non perchè all'epoca era un lavoro numerativo come un altro...e continuo col battere il punto che se un insegnante non ama la poesia...non devo andarlo a scoprire indagando nella sua vita privata!
son due cose separate....
e aggiungo quella dell'educatore in quanto servizio alla persona (ma io preferisco alla società) è pur sempre un servizio e siccome io lavoro nel campo dei servizi alle aziende non credo che a queste freghi tanto se io sia tifosa della juve, se mi piacciono i fiori, o se faccio donazioni alla lipu...cmq il mio servizio offerto non cambia.
Io sono convinto che si educhi con l’esempio e più che con le parole. Penso quindi che ciò a cui bisogna prestare maggiore attenzione (soprattutto nella scuola dell’obbligo) non sia tanto la competenza “tecnica” dell’insegnante, che chiunque può acquisire (anche, appunto, un tossicodipendente, un alcolizzato ecc.) e che bisogna cmq dare per scontata. Bisogna verificare che l’insegnate “vivere quello che insegna”, soprattutto sul piano della morale naturale, a prescindere dalle confessioni religiose.
non ho capito...
e cosa bisogna verificare? se un insegnante insegna storia? a me come genitore interessa che l'insegnante sappia di cosa parla...che non dica fregnaccia o almeno non abbia imparato a menadito il suo libro ma sappia avere larghe vedute per far comprendere la sua materia...e questo lo si fa solo con la passione per il proprio lavoro e non con la morale di vita...
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Re: Come scegliere la scuola?
A me preoccupa di più un insegnante che sembra una persona squisita, tutto d'un pezzo, irreprensibile, stimato professionista.. per poi scoprire intrallazzi di altro genere, pedofili che mai avresti immaginato,esami venduti, compravendita di posti ai concorsi, favoritismo e favoreggiamento e bustarelle varie. Eppure, in molti casi, anche professori universitari disonresti e intrallazzoni conoscono la loro materia e l'hanno insegnata bene , anche se persone sgradevoli.Penso che un tossico grave non potrebbe quasi neanche insegnare, poveraccio. Lascia perdere i disgraziati all'ultimo stadio di delirium tremens e forse è meglio concentrarsi affinchè gli insegnanti si appassionino alle materie di studio e sappiano farle apprezzare. e che non danneggino la scuola e sinceramente danneggia la scuola più un professore stimato intrallazzone di un poveraccio che magari passa un periodo come alcolista e va in aspettativa.sergio ha scritto:Chiedo scusa per l’assenza di qualche giorno, ma l’approssimarsi delle feste di Natale comporta un po’ di lavoro in più a scuola (se non si vuole trascurare quello ordinario).
Per quanto riguarda il tema che avevo proposto, cioè i criteri di scelta della scuola, vorrei aggiungere due parole ad un aspetto che alcuni prima hanno toccato.
E’ vero che la vita personale di un insegnante non deve essere indagata dai genitori degli alunni. Ma è anche vero che quella dell’insegnate è una professione che ha le sue peculiarità.
Mi spiego. A differenza di altre professioni, quella dell’insegnante (come per altri versi quella del medico) ha come “materia prima” persone e non oggetti o servizi.
Inoltre il suo lavoro non si riduce ad istruire. E’ chiamato a educare. Ovviamente a mano a mano che si sale nei livelli di istruzione, dalla materna all’università, le proporzioni tra i due aspetti cambiano. Ma anche un professore universitario che sia un farabutto nella sua vita privata, per quanto preparato sia tecnicamente, incide negativamente sulla preparazione complessiva degli studenti, perché nella persona non è possibile separare in modo netto i vari aspetti che la compongono.
Io sono convinto che si educhi con l’esempio e più che con le parole. Penso quindi che ciò a cui bisogna prestare maggiore attenzione (soprattutto nella scuola dell’obbligo) non sia tanto la competenza “tecnica” dell’insegnante, che chiunque può acquisire (anche, appunto, un tossicodipendente, un alcolizzato ecc.) e che bisogna cmq dare per scontata. Bisogna verificare che l’insegnate “vivere quello che insegna”, soprattutto sul piano della morale naturale, a prescindere dalle confessioni religiose.
Se un insegnante non ama la poesia, non riuscirà a farla amare ai suoi alunni, per quanti sforzi faccia di fingere di apprezzarla. E lo stesso vale per l’uso competente della lingua italiana, per il gusto letterario o artistico, per la matematica ecc.
Streghettasaetta
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- Iscritto il: 28 giu 2005, 16:52
Re: Come scegliere la scuola?
Mi fa piacere leggere che hai compreso e riconosciuto la distinzione privato/professione.sergio ha scritto:Chiedo scusa per l’assenza di qualche giorno, ma l’approssimarsi delle feste di Natale comporta un po’ di lavoro in più a scuola (se non si vuole trascurare quello ordinario).
Per quanto riguarda il tema che avevo proposto, cioè i criteri di scelta della scuola, vorrei aggiungere due parole ad un aspetto che alcuni prima hanno toccato.
E’ vero che la vita personale di un insegnante non deve essere indagata dai genitori degli alunni. Ma è anche vero che quella dell’insegnate è una professione che ha le sue peculiarità.
Mi spiego. A differenza di altre professioni, quella dell’insegnante (come per altri versi quella del medico) ha come “materia prima” persone e non oggetti o servizi.
Inoltre il suo lavoro non si riduce ad istruire. E’ chiamato a educare. Ovviamente a mano a mano che si sale nei livelli di istruzione, dalla materna all’università, le proporzioni tra i due aspetti cambiano. Ma anche un professore universitario che sia un farabutto nella sua vita privata, per quanto preparato sia tecnicamente, incide negativamente sulla preparazione complessiva degli studenti, perché nella persona non è possibile separare in modo netto i vari aspetti che la compongono.
Io sono convinto che si educhi con l’esempio e più che con le parole. Penso quindi che ciò a cui bisogna prestare maggiore attenzione (soprattutto nella scuola dell’obbligo) non sia tanto la competenza “tecnica” dell’insegnante, che chiunque può acquisire (anche, appunto, un tossicodipendente, un alcolizzato ecc.) e che bisogna cmq dare per scontata. Bisogna verificare che l’insegnate “vivere quello che insegna”, soprattutto sul piano della morale naturale, a prescindere dalle confessioni religiose.
Se un insegnante non ama la poesia, non riuscirà a farla amare ai suoi alunni, per quanti sforzi faccia di fingere di apprezzarla. E lo stesso vale per l’uso competente della lingua italiana, per il gusto letterario o artistico, per la matematica ecc.
Nel caso delll'insegnamento , ritengo imprescindibili due fattori: preparazione ( conoscere la lingua italiana quindi ) e passione, perculiarità, la seconda, che consente la trasmissione dell'amore per il sapere.
Ciò premesso, al termine educazione attribuisco valore propedeutico alla formazione e credo, inoltre, che l'educazione sia compito della famiglia con l'ausilio della scuola, mentre la scuola deve istruire ed appassionare alla conoscenza con l'aiuto della famiglia.
PS Ho avuto un insegnante di filosofia di cui noi abbiamo sempre sospettato essere alcolizzato , ma, quello che da lui ho imparato è di valore incommensurabile.
Mamma di gnoma nata il 28apr2004
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Re: Come scegliere la scuola?
ciao
per me è importantissima la laicità della scuola
poi programmi chiari e realmente svolti, un occhio alle buone maniere, il creare un rapporto di affetto e coinvolgimento coi bimbi, dialogo coi genitori, tempo pieno
insomma servono insegnanti con passione, poi tutto il resto secondo me vien da sè.....
per me è importantissima la laicità della scuola
poi programmi chiari e realmente svolti, un occhio alle buone maniere, il creare un rapporto di affetto e coinvolgimento coi bimbi, dialogo coi genitori, tempo pieno
insomma servono insegnanti con passione, poi tutto il resto secondo me vien da sè.....
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PS Scusate gli errori ma son sempre di corsa!
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Re: Come scegliere la scuola?
progetto educativo e formativo
attivita' extracurricolari (laboratori espressivi) e tempo pieno
attenzione e rispetto al singolo bambino e stretto rapporto famiglia/scuola
mensa con cibi sani
formazione religiosa
credo sia questa la mia personale "classifica"
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- sergio
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Re: Come scegliere la scuola?
Terminato l'anno scolastico, siete soddisfatte/i della scuola che hanno frequentato i vostri figli?
I rispettivi coniugi la pensano come voi o diversamente (perché dànno maggiore importanza altri aspetti)?
Cosa avreste voluto di diverso?
I rispettivi coniugi la pensano come voi o diversamente (perché dànno maggiore importanza altri aspetti)?
Cosa avreste voluto di diverso?
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Re: Come scegliere la scuola?
Sergio ciao. Visto che sei tornato a galla in questo post e visto che avrò un po' di mesi il prossimo anno per scegliere la scuola primaria per mio figlio ... ti chiedo cosa ne pensi della scuola primaria che non fa uso di testi scolastici. La scuola del nostro quartiere, quella che ho frequentato io 30 anni fa, è una scuola di questo tipo ... è la più vicina e quella più logica da scegliere ... ma potrei invece optare per una scuola elementare vicina al mio lavoro che è montessoriana ...
Ovviamente le andrò a visitare entrambe ... altre scelte non ne ho che non siano scomode ... quindi riepilogando:
1) scuola sperimentale senza libri di testo (dispense fatte dalle maestre e altri libri tematici) a tempo pieno;
2) scuola montessoriana sempre a tempo pieno.
Suggerimenti? Opinioni?
Ovviamente le andrò a visitare entrambe ... altre scelte non ne ho che non siano scomode ... quindi riepilogando:
1) scuola sperimentale senza libri di testo (dispense fatte dalle maestre e altri libri tematici) a tempo pieno;
2) scuola montessoriana sempre a tempo pieno.
Suggerimenti? Opinioni?
Alessia, Davide 02/12/2004 e Fabio 24/09/2006
- sergio
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- Iscritto il: 31 mag 2008, 22:22
Re: Come scegliere la scuola?
Ciao “lalat”.
Perdona la mia ignoranza. Certo, la Montessori è conosciuta, ma su come vadano in concreto quelle scuole non ho notizie certe, quindi non me la sento di esprimere giudizi.
Ti rispondo in generale riguardo alla prima ipotesi.
Non adottare libri di testo, di per sé, mi sembra audace ma non necessariamente negativo. Ti dirò che anzi con alcuni miei colleghi, spesso, ci siamo detti che prima o poi ne pubblicheremo uno “nostro”. Effettivamente quelli che circolano lasciano a desiderare sotto molti profili. Il discorso comunque sarebbe lungo e penso che forse a te, come mamma, non interessi. Quindi la taglio qui.
Io darei un occhio al clima educativo della scuola, partendo dalla qualità delle relazioni che vi si instaurano (1) tra le maestre, (2) tra le maestre e i genitori, (3) tra i genitori, infine (4) tra i bambini. Ovviamente anche i cosiddetti bidelli hanno un ruolo educativo non trascurabile, quindi un occhio anche a loro converrà darlo.
Molto utile, poi, è fare quattro chiacchiere con il dirigente scolastico, dal quale in fin dei conti dipende il clima della scuola. Ad un osservatore attento non è difficile coglierne lo spessore umano e culturale, capire se è un “burocrate” (che pensa soprattutto a non avere problemi) o un educatore (che pensa principalmente a motivare e sostenere le maestre, per il bene delle famiglie e dei bambini). Se pensi di non essere in grado di fare valutazioni di questo tipo, puoi affidarti al giudizio di persone di tua fiducia.
Per ora mi fermo qui, ma se vuoi possiamo considerare altri aspetti relativi ai docenti.
Ciao
Perdona la mia ignoranza. Certo, la Montessori è conosciuta, ma su come vadano in concreto quelle scuole non ho notizie certe, quindi non me la sento di esprimere giudizi.
Ti rispondo in generale riguardo alla prima ipotesi.
Non adottare libri di testo, di per sé, mi sembra audace ma non necessariamente negativo. Ti dirò che anzi con alcuni miei colleghi, spesso, ci siamo detti che prima o poi ne pubblicheremo uno “nostro”. Effettivamente quelli che circolano lasciano a desiderare sotto molti profili. Il discorso comunque sarebbe lungo e penso che forse a te, come mamma, non interessi. Quindi la taglio qui.
Io darei un occhio al clima educativo della scuola, partendo dalla qualità delle relazioni che vi si instaurano (1) tra le maestre, (2) tra le maestre e i genitori, (3) tra i genitori, infine (4) tra i bambini. Ovviamente anche i cosiddetti bidelli hanno un ruolo educativo non trascurabile, quindi un occhio anche a loro converrà darlo.
Molto utile, poi, è fare quattro chiacchiere con il dirigente scolastico, dal quale in fin dei conti dipende il clima della scuola. Ad un osservatore attento non è difficile coglierne lo spessore umano e culturale, capire se è un “burocrate” (che pensa soprattutto a non avere problemi) o un educatore (che pensa principalmente a motivare e sostenere le maestre, per il bene delle famiglie e dei bambini). Se pensi di non essere in grado di fare valutazioni di questo tipo, puoi affidarti al giudizio di persone di tua fiducia.
Per ora mi fermo qui, ma se vuoi possiamo considerare altri aspetti relativi ai docenti.
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