Nel momento in cui si trova ad affrontare una situazione che richiede un minimo di equilibrio siamo bloccati, spesso si dimentica che gli sono state date 2 mani e che puo' usarle entrambe per aiutarsi a sollevarsi.
Rispetto a Lorenzo, devo dire che Filippo, quando si trova con altri bambini, prova ad imitarli: quindi se siamo al parco con i suoi amichetti, anche lui cerca di seguirli in quello che fanno. Ma se si trova ad affrontare una situazione che lui giudica pericolosa per sè, mi chiama comunque per essere aiutato.
Questo in effetti è il vantaggio di tutto questa cautela: che non si mette praticamente mai in una situazione di pericolo. Sembra conoscere i suoi limiti e valutare se la situazione è affrontabile o no. E non so se questo sia normale per un bambino della sua età, infatti ne parlero' con la pediatra la prossima settimana quando andiamo a fare un controllo.
Io non sono affatto una mamma apprensiva, lo guardo dalla distanza, non prevengo mai le sue richeste di aiuto, e anche quando mi chiama, prima di offrirgli aiuto cerco di spiegargli tecnicamente come deve fare e se vedo che si impunta a non farlo solo perchè è pigro, gli dico "se non ci riesci, vuol dire che questo gioco non fa per te, scendi". A volte poi ce la fa da solo. Spessissimo mi rendo conto che ha solo bisogno di sicurezza, come quando deve arrampicarsi su qualcosa e vuole essere aiutato: in genere gli metto la mano sul fondoschiena senza alcun supporto e con quello lui riesce a fare quello che doveva fare.
Come vedi non ho soluzioni, solo la mia testimonianza.
Aggiungo che manco il suo linguaggio è da campione (ma sta crescendo in una situazione bilingue, quindi da questo punto di vista lo scuso).

