allora... le scene modello esorcista dei 18 mesi sono, per fortuna, un ricordo lontano, ormai c'è un bel dialogo aperto tra noi, ma... quest'estate la situazione m'è di nuovo scappata di mano!
non sapendo cosa fare e vivendo dei giorni di panico totale, ho chiesto consiglio e voi e poi ho cercato di trovare il mio equilibrio. ma un giorno le cose sono andate oltre, giulio di fronte a un mio no secco (quel giorno ero stanchissima e non mi sentivo bene, lui non s'era fatto il pisolino pomeridiano e...) ha cominciato a urlare, io mi sono puntata... e il crescendo è stato inevitabile!
ovviamente, la prima a riprendere il controllo sono stata io (che fino a quel momento mi ero estraniata e isolata perché non avevo le risorse per reagire correttamente) e parlandogli con voce bassa e tranquilla l'ho abbracciato per calmarlo. la sua reazione è stata una testata che mi ha spaccato il labbro e grida ancora più forti.
pacca sul sedere (ovviamente non forte... ma vi giuro che riuscire a dosare non è stato semplice!!!), sua sgranata di occhi e fine della scena con un:"mamma, mbaccio!!!" e tanti singhiozzi.
ci ho pensato su per giorni e alla fine sono arrivata alla conclusione che, nonostante le letture e il forum, non stavo percorrendo la strada giusta.
cioè... grazie ai libri e a voi sapevo cosa fare in teoria... ma in pratica non ci riuscivo, ero troppo ancorata ai miei schemi di bambina, al modo di fare dei miei (soprattutto di mio padre...).
e allora ho chiesto consiglio ad un'amica psicologa e... ho risolto il problema.
xché lei è stata in grado di darmi in poche parole quello che mi mancava: il punto di vista di giulio. come percepisce LUI i miei atteggiamenti? cosa vuole farmi capire, dove vuole arrivare (involontariamente, spontaneamente) con le sue crisi?
mi ha spiegato in breve il concetto della nascita e dell'affermazione dell'io, sottolineando che la crisi del 2 anni è quella più intensa ed importante (poi ci saranno quella dei 6 e quella dell'adolescenza...) x gettare le basi dell'adulto consapevole.
mi ha dato anche dei consigli, ma a questo punto erano superflui: cambiata l'ottica, ho capito dove avevo sbagliato prima ancora che lei parlasse!
ho riflettuto molto, ho cercato di ricordare quello che pensavo io da bambina (ricordo dai 4 anni in poi, ma più o meno...), quello che mi irritava... e ho riscoperto che la cosa che mi faceva davvero andare in bestia e mi destabilizzava era la freddezza di mio padre. ricordo che, quando mi feci bocciare in seconda superiore, dissi alle mie amiche:"avrei voluto che mi prendesse a schiaffi, che mi urlasse contro... invece mi ha solo detto:"da te non mi aspettavo nulla di più" e se n'è andato...". da adulta mi rendo conto che le mie ribellioni erano solo un'estrema richiesta di visibilità, di attenzione...
avevate ragione voi... lo sapevo, ma non sapevo come evitarlo, come mettere in pratica le teorie che sapevo essere giuste, xché gli atteggiamenti di sfida di giulio mi davano sui nervi e pur di non urlargli contro mi chiudevo.
invece ora che ho il SUO punto di vista, che sono in contatto empatico con lui, riesco a non innervosirmi e a parlarci, a fargli sentire che ci sono, che sono con lui, che lo considero e che mi interessa quello che vuole e quello che pensa.
niente più scontri frontali, le crisi non degenerano più e cmq poco frequenti.
volevo condividere con voi questo mio piccolo "successo", anche xché il grosso dei dubbi sulla correttezza della mia vecchia linea di comportamento son venuti proprio da qui.
grazie mille...






